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Fossil smartwatch: ecco i migliori del colosso statunitense

Fossil smartwatch: ecco i migliori del colosso statunitense

di Giovanni Mattei
Specialist Smartwatch
aggiornato il 28 novembre 2018
2 utenti hanno trovato utile questa guida
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N.B. La guida Fossil smartwatch è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a Gennaio 2019.

In questa guida andiamo alla ricerca del miglior Fossil smartwatch. L’obiettivo è quello di offrivi una panoramica completa degli smartwatch prodotti dal colosso statunitense in modo da aiutarvi nella scelta del dispositivo che meglio soddisfa le vostre esigenze.

Fossil smartwatch: quale comprare

Se togliamo mostri sacri quali Huawei, Samsung, Apple, Fitbit e pochi altri, sono davvero poche le aziende che cercano di ritagliarsi un posto nel settore degli smartwatch puntando sulla qualità e non sull’aspetto economico (come fa ad esempio Xiaomi con le sue varie aziende satellite). Fra queste, però, troviamo Fossil, il colosso statunitense da decenni impegnato nel commercio di orologi di classe e che da qualche anno sta cercando di farsi un nome anche in quello legato ai wearable.

La strategia che sta portando avanti il colosso è però alquanto particolare. Mentre le sopracitata aziende commercializzano prodotti a loro nome, Fossil può contare su un gran numero di aziende presenti all’interno del “Gruppo Fossil“, ovvero il grande ombrello che racchiude al suo interno Fossil stessa, Diesel, Misfit e tanti altri marchi più o meno legati al settore. Questo modo di fare sta permettendo alla compagnia statunitense di aggredire il mercato degli smartwatch sia con prodotti proprietari, che attraverso le tante aziende legate al marchio Fossil.

Qualcuno potrebbe dire che Fossil non ha una grande storia alle spalle nel campo hi-tech, ed effettivamente non potremo che essere d’accordo. Nonostante questo, la compagnia presenta soluzioni che non cercano di imitare prodotti di grande successo come gli Apple Watch di Apple o il Gear di Samsung, ma di offrire soluzioni caratterizzate dall’approccio estetico tipico dei prodotti Fossil. Questo è vero anche per i dispositivi delle altre aziende del Gruppo Fossil; ogni prodotto presenta delle peculiarità tipiche di quel brand, riuscendo in questo modo a differenziare il tutto per evitare di saturare il mercato con smartwatch identici.

All’interno della nostra guida sugli smartwatch Fossil troverete quindi prodotti che fanno riferimento all’azienda stessa e ad altre compagnie ben note. È però importante chiarire un punto fondamentale: tutti gli smartwatch qui presenti, siano essi ibridi o meno, presentano caratteristiche che puntano più sull’aspetto estetico che su quello relativo al tracking dell’attività fisica vera e propria. Gli smartwatch Fossil (così come quelli delle altre aziende qui presenti) puntano soprattutto sull’aspetto estetico per avere poi delle ricadute anche dal punto di vista “tecnologico”. Per rendere ancora più chiaro il messaggio: nella nostra guida “Fossil smartwatch” non troverete prodotti ricchi di sensori e moduli per la connettività come il Huawei Watch 2 o l’Apple Watch Series 3, ma bensì smartwatch con un marcato profilo estetico e il giusto connubio di sensori per tracciare gli elementi base dell’attività fisica.

Misfit Phase

Apriamo la nostra selezione del miglior Fossil smartwatch proponendovi il primo fra i wearable ibridi che andremo a vedere in questa guida all’acquisto. Come abbiamo più volte rimarcato all’interno del capitolo precedente, il gruppo Fossil è impegnato in una importante campagna di posizionamento all’interno del panorama wearable. Questo lo fa con prodotti targati Fossil ma anche con dispositivi nati da aziende che sono ormai da tempo all’interno del ventaglio del colosso statunitense.

È questo il caso del Misfit Phase, un orologio ibrido molto semplice ma con carattere. Popolare alcuni anni fa – quando ancora gli smartwatch ibridi erano visti con scetticismo -, Misfit è riuscita a confezionare un piccolo gioiellino. La cassa circolare da 1,61″ è spaziosa, in alluminio, caratterizzata da due piccoli tasti incastonati nella corona (lato destro) e niente più. La particolarità del Misfit Phase è l’assenza di qualsiasi elemento che possa in qualche modo distogliere l’attenzione dell’utente; infatti, la cassa non è munita dei classici indici che invece troviamo in altri prodotti.

Trattandosi di uno smartwatch ibrido, il Misfit Phase non presenta alcun elemento digitale ad eccezione di un piccolo e curioso indicatore delle notifiche in arrivo sul proprio smartphone. Questo è nella forma di un minuscolo che ha una funzione tipo “carosello” a colori. Infatti, tramite l’applicazione mobile (molto curata, multipiattaforma e costantemente aggiornata), è possibile scegliere il tipo di colore in riferimento alla notifica in arrivo sul proprio smartphone.

Verde per WhatsApp, blu per gli SMS o le telefonate, e via discorrendo. Queste notifiche si muovono a bracciato con il piccolo ma robusto motore a vibrazione integrato nella cassa. Ogni notifica avrà il suo pattern unico di vibrazione e sarà l’utente, con il tempo, a saper distinguere se è in arrivo una chiamata, un SMS oppure un messaggio su WhatsApp. Il grande vantaggio di scegliere il Misfit Phase è dato anche dalla grande autonomia della batteria; trattandosi di uno smartwatch ibrido, essa può continuare a funzionare anche per diversi mesi. Si tratta della classica batteria CR2430 a bottone dal costo di circa 1/2€ nelle grandi catene di elettronica.

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Fossil Q Commuter

Il Fossil Q Commuter è il primo fra i Fossil smartwatch a far riferimento all’azienda statunitense. Come abbiamo visto – e come vedremo – la compagnia è costituita da una moltitudine di altre aziende che operano liberamente ma che fanno sempre riferimento al gruppo Fossil. Rispetto al Misfit Phase di poco fa, il Q Commuter di Fossil ha un aspetto decisamente diverso, meno “minimal”.

La cassa, per iniziare, svela un approccio alla categoria degli smartwatch ibridi completamente opposta a quello abbracciato da Misfit. Se nel Phase vediamo la presenza dei due bracci (ore e minuti) accompagnati dai piccoli indici per le ore, nel Q Commuter troviamo una cassa munita di bracci, indici e un secondo piccolo quadrante circolare simile a quanto visto nella prima generazione del Withings Activité (ormai di proprietà di Nokia). Questo ha la funzione di informare costantemente l’utente del proprio grado di attività durante il giorno.

Con valori che vanno da 0 a 100, una piccola lancetta indica la percentuale di obbiettivo giornaliero raggiunto; 10 intende il 10% di completamento, 30 il 30% e così via fino ad arrivare a 100. La cassa in acciaio è impreziosita da tre tasti laterali che possono essere riprogrammati tramite l’applicazione mobile per controllare il playback musicale, trovare il proprio smartphone e tanto altro. La connessione con il cellulare è stabilita tramite il modulo Bluetooth 4.1 LE integrato all’interno del Q Commuter.

Anche se si tratta di uno smartwatch ibrido, questo Fossil smartwatch permette di controllare tanti aspetti come: sveglie, obbiettivi (passi, bere acqua, fare esercizio fisico), scattare una foto (sempre tramite uno dei tasti fisici) e tenere traccia della qualità del sonno. Inoltre, cosa da non sottovalutare, il Q Commuter di Fossil è resistente all’acqua fino a 50 metri di profondità. Proprio come il Misfit Phase, anche lo smartwatch di Fossil è alimentato da una batteria a bottone dalla lunga durata.

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Diesel On Full Guard

Dopo aver visto i primi due Fossil smartwatch ibridi, veniamo a parlare del primo vero smartwatch. Come si può notare, si tratta del Diesel On Full Guard, quindi non di un prodotto direttamente collegato a Fossil. Questo non è affatto un problema perché, come abbiamo visto nel capitolo introduttivo, sono tante le aziende satelliti che operano sotto il brand Fossil. Inoltre, Diesel, come tante altre compagnie, sono già di loro realtà ben affermate nel settore e non hanno certo bisogno di particolari introduzioni.

Il Diesel On Full Guard è un dispositivo abbastanza particolare. Nonostante si tratti di un vero e proprio smartwatch, mantiene un design tipico di un orologio classico. La cassa circolare da 48 x 54 mm sfoggia un pannello touch AMOLED da 1,4 pollici (uno dei più generosi sul mercato) da 454 x 454 pixel. Queste informazioni ci comunicano che il prodotto è sicuramente adatto ad un pubblico maschile, preferibilmente indirizzato agli uomini con un polso di grandi dimensioni.

L’aspetto estetico è certamente uno dei punti più importanti per Diesel. Il Full Guard presenta una lavorazione in acciaio inossidabile abbinato ad un cinturino in vera pelle. La ghiera, poi, è impreziosita dalla presenza di ben tre tasti fisici che possono essere utilizzati per controllare alcune funzioni di Android Wear (l’aggiornamento a Wear OS sembra essere in dirittura di arrivo). Le funzionalità del Diesel On Full Guard sono le classiche che ci aspettiamo da uno smartwatch moderno (notifiche, ricarica ad induzione, tracking dell’attività fisica, controllo remoto della riproduzione audio, accesso a tante applicazioni tramite il Play Store e tanto altro), ma mancano alcuni elementi quali il sensore HR per il battito cardiaco ed il GPS.

Non è la prima volta che uno smartwatch del genere si presenta sul mercato orfano di questi elementi. In questo caso l’utente è prima di tutto spinto ad acquistare il prodotto per il suo aspetto estetico, la presenza di materiali di primo livello (ricordiamo la cassa in acciaio e il cinturino in vera pelle) e le classiche funzionalità legate ad Android Wear.

Puoi acquistare Diesel On Full Guard su eBay.

Fossil Q Venture

Rimanendo sempre in tema di Fossil smartwatch, il Q Venture fa parte del grande portfolio di prodotti pensati per chi apprezza gli smartwatch ma non vuole un prodotto munito di chissà quali sensori/moduli. Proprio come il Q Commuter visto poco più su, anche il Q Venture punta tutto sull’aspetto estetico. C’è da dire però che qui non troviamo la cura maniacale dei dettagli presente nel Diesel On Full Guard, almeno per quanto riguarda i cinturini. Il Follis Q Venture presenta una cassa in acciaio lucido accompagnata da una ghiera (non girevole) e da un unico tasto fisico pensato per svolgere alcune funzioni.

La cassa ha un diametro da 42mm e, a differenza dei modelli visti precedentemente, calza a pennello anche sul polso di una donna. Da questo punto di vista siamo di fronte alla fatidica “mosca bianca”, visto che la maggior parte delle aziende impegnate nel settore degli smartwatch tendono a snobbare un po’ troppo il gentil sesso. Fra gli smartwatch presenti nella nostra guida, il Q Venture è l’unico a integrare già da subito l’ultima versione di Wear OS (esce di fabbrica con Android Wear 2.0), segno che la compagnia è ancora impegnata nel rilasciare aggiornamenti atti a migliorare l’esperienza utente.

Dal punto di vista delle specifiche, il Fossil Q Venture è il classico smartwatch adatto alle persone che non sono alla ricerca di un prodotto di punta. I materiali sono di ottima fattura, è vero, ma troviamo ancora una volta lacune per quanto riguarda il tracking (manca il sensore HR) e connettività (manca il modulo GPS). A mitigare un po’ questo aspetto, troviamo però la certificazione IP67 che almeno fa dormire sogni tranquilli a chi ama indossare l’orologio anche in presenza di liquidi. Grazie alla presenza del giroscopio e dell’accelerometro, lo smartwatch è in grado di tracciare i passi, la distanza percorsa, la qualità del sonno e le calorie bruciate.

Potremo dire che il Fossil Q Venture è lo smartwatch adatto a chi prima di tutto è interessato all’aspetto estetico più che alle questioni legate al tracking dell’attività fisica.

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