Fitbit Ionic recensione: il re del fitness trattenuto da un software poco dinamico

Poco prima dell’inizio vero e proprio di IFA 2017, Fitbit aveva annunciato il suo nuovissimo Ionic, ovvero lo smartwatch nato a seguito dell’acquisizione di Pebble, a detta di tutti una mossa strategica pensata proprio per competere meglio all’interno di questo mercato. In queste ultime settimane ho avuto modo di portare il Fitbit Ionic sempre al mio polso, cercando di scoprire tutti i pregi e i difetti che potrebbero essere facilmente risolti con vari aggiornamenti software.

Ma niente spoiler: scopriamo tutti i dettagli all’interno della nostra recensione di Fitbit Ionic.

Fitbit Ionic video recensione

Scheda tecnica

Misura del polso Cinturino large e small
Connettività GPS, NFC per i pagamenti, Bluetooth 4.0, Wi-Fi 802.11 b/g/n
Sensori Accelerometro a 3 assi, giroscopio a 3 assi, altimetro, sensore di luce ambientale, motore a vibrazione, sensore per il battito cardiaco
Compatibilità Varia con il tipo di smartphone Android, iOS 9.0 o superiore, Windows 10 Mobile
Batteria Batteria ricaricabile, 4 giorni stimati, 10 ore con modulo GPS attivo
Impermeabilità 5 ATM (50 metri)

Forme coraggiose che si lasciano amare

Di tutti produttori di smartwatch presenti sul mercato, Fitbit pare essere l’unica realmente attaccata al suo design, nel senso di non cambiarlo. A differenza di quanto abbiamo visto fare ad esempio con ASUS, ricordiamo gli ZenWatch 3 che sono molto differenti rispetti alla generazione passata, Fitbit Ionic presenta il classico display quadrato, spigoloso, che abbiamo già visto con il Fitbit Blaze. Rispetto quest’ultimo, l’azienda ha fatto qualche piccolo cambiamento pensato per rendere il tutto più coeso, lineare. Il Blaze aveva il piccolo problema di un display incastonato in un telaio con dello spazio sopra e sotto, probabilmente per permettere un cambio rapido del cinturino, funzione che è possibile svolgere anche con lo Ionic.

fitbit ionic recensione

Durante la recensione di Fitbit Ionic ho apprezzato questo piccolo cambiamento di design. A primo impatto, durante la presentazione ad IFA 2017, pensavo che non sarei mai riuscito ad andare d’accordo con il tipo di design portato avanti dall’azienda. Per mia abitudine sono da sempre a contatto con orologi (sia classici che smartwatch) con cassa circolare. Lo Ionic vuole però emergere dalla massa con una lavorazione tutta particolare. Le linee squadrate della porzione superiore si scontrano con linee nette e taglienti che scendono poi verso il sensore HR sul retro.

È decisamente un prodotto mascolino, sia per dimensioni effettive della cassa che per design generale. Può essere portato al polso anche sotto una camicia, ma faccio fatica a vederlo indossare da una ragazza, magari fuori dai contesti sportivi. La cassa è poi affiancata su entrambi i lati da diversi tasti: uno al lato sinistro e due al lato opposto. Il cinturino si aggancia direttamente al corpo dello Ionic tramite dei morsetti proprietari: questi possono essere utilizzati per rimuovere il cinturino ed essere cambiato con un altro di altre dimensioni. Quello che mi è stato dato in test è di taglia L/G e monta 12 occhielli per poter agganciare il cinturino su un polso più o meno robusto.

La lavorazione del cinturino è in materiale gommoso, con una texture leggermente ruvida che offre un grip decisamente migliore rispetto ad uno completamente liscio. Dobbiamo ricordare che il Fitbit Ionic è prima di tutto uno smartwatch per atleti, e successivamente un prodotto anche per essere indossato tutti i giorni. Tornando a parlare della porzione del display, questo è incastonato in un telaio in alluminio con alcune bande leggermente più scure – tipo quelle presenti sull’iPhone 6 – che stanno ad indicare la presenza del modulo GPS. Il display è contornato da cornici leggermente vistose, soprattutto nella porzione inferiore dove è anche presente il logo della compagnia e, più in basso sinistra, il piccolo sensore di luce ambientale. Non sono fan di questo form factor; preferisco avere uno smartwatch con un rapporto telaio/display il più alto possibile, per scongiurare la triste eventualità di non riuscire a godere a pieno delle notifiche a schermo o delle statistiche durante un allenamento.

Nonostante questo, però, devo ammettere che le dimensioni di 1.47 pollici permettono di leggere notifiche e informazioni a schermo senza nessun tipo di problema. La luminosità generale del display è esageratamente buona, capace di garantire ottimi angoli di lettura anche sotto il sole di mezzogiorno. I tasti laterali offrono anche loro una texture che ricorda quella che abbiamo visto all’interno della recensione ASUS ZenPad 10 3S; questa permette di premere il tasto con estrema precisione, soprattutto se si hanno le mani bagnate da acqua o sudore.

Ovviamente lo Ionic offre piena certificazione per il contatto con i liquidi, quindi può essere indossato anche per chi ama nuotare o non teme di finire sotto un’acquazzone mentre è impegnato in una corsa in montagna o al parco. Tutto sommato ho avuto un’esperienza molto positiva con il design del prodotto; la recensione di Fitbit Ionic mi ha permesso di mettere da parte tutti i pregiudizi iniziali verso il display squadrato.

Con la funzione coach, ho un trainer al mio polso

Fitbit Ionic è prima di tutto uno smartwatch pensato per gli sportivi, anche quelli che non lo praticano con costanza e a livelli agonistici. Dal mio punto di vista, ovvero un utente che si allena quotidianamente con un po’ di esercizi a corpo libero giusto per restare in forma, il Fitbit Ionic mi ha offerto la possibilità di fare qualche tipo di allenamento in più semplicemente provando l’applicazione Coach, direttamente integrata all’interno del sistema operativo. Questa può essere raggiunta facilmente tramite uno swipe da destra verso sinistra dalla schermata principale. Una volta tappato sull’icona a forma di stella, la schermata si suddivide in tre sezioni, ognuna legata ad un tipo di allenamento guidato: 10-minute Abs, 7-minute Workout e Treasure Chest. Ancora oggi non mi spiego la necessità di non tradurre in italiano anche questi menu e questo rientra tutto all’interno del discorso che faccio nel capitolo successivo, quello legato al software.

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Durante la recensione di Fitbit Ionic ho quindi voluto provare la funzione Coach anche per fare esercizi a corpo libero che non avevo mai fatto prima d’ora. Una volta tappato su una di queste voci, questa si espande ed una piccola icona in alto a destra, anche questa disponibile con un tap, offre uno spaccato di quello che sarà l’esercizio nella sua interezza. Il programma “10-minute Abs” è caratterizzato da 12 movimenti da eseguire in un tempo complessivo di 10 minuti, ovviamente. Questa sezione dell’interfaccia permette di conoscere rapidamente la quantità di tempo impiegato per ogni esercizio, le parti del corpo interessate e, infondo, la lista completa delle aree del corpo che andremo a impegnare. Questo programma di esercizi andrà ad interessare le braccia/spalle, schiena, tronco, gambe, petto e attività cardio.

Una volta sicuri che questo sia il programma di allenamento che vogliamo provare, basta premere il grande tasto virtuale e forma di play, oppure il tasto fisico direttamente allineato a quello virtuale. Un brevissimo conto alla rovescia accompagna una breve animazione in cui un coach virtuale ci mostra come fare l’esercizio. Dopo aver fatto scadere il tempo, ecco che parte l’esercizio vero e proprio, accompagnato da una vibrazione leggera ma perfettamente percepibile, la stessa che troveremo anche a fine esercizio. A compimento delle prima fase di esercizio, una seconda figura mostra in anteprima quale altro esercizio dovremo svolgere, anche questo accompagnato da un conto alla rovescia e dalle due classiche vibrazioni a inizio e fine attività.

Durante l’attività fisica troviamo un vistoso conto alla rovescia accompagnato da un tasto rapido per bloccare e terminare la sessione così come il battito cardiaco. Alla fine di tutto, ecco che un breve riepilogo mostra alcune informazioni come il tempo di esercizio, il battito cardiaco, le calorie bruciate e tanto altro; tutte possono essere poi analizzate in dettaglio direttamente all’interno dell’applicazione mobile. Assieme al coach, troviamo poi il tracking delle altre attività fisiche: corsa, bici, tapis roulant, pesi, timer intervallo ed esercizio. Questa sezione del Fitbit Ionic è disponibile dalla schermata iniziale semplicemente pigiando il tasto destro in basso. Ogni sezione può essere ulteriormente personalizzata tramite la pressione di una piccola icona a forma di ingranaggio. Qui troviamo voci come l’attivazione o meno del sensore GPS, la personalizzazione delle statistiche a schermo, la pausa automatica (l’orologio è in grado di mettere in pausa il tracking dell’esercizio se si accorge di non essere in movimento), e lasciare lo schermo sempre attivo.

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Durante la mia recensione di Fitbit Ionic ho preferito sfruttare l’orologio per andare a fare un giro in bici in montagna. Il modulo GPS si comporta in maniera eccellente. Appena uscito dal cancello di casa, la piccola icona a forma di satellite ha agganciato il segnale nel giro di 3-4 secondi, permettendomi così di iniziare subito il mio giro in bici. Il mio consiglio, se siete soliti uscire in bici, è quello di impostare l’illuminazione costante dello schermo. Vi permette di non distogliere gli occhi dalla strada per sbirciare l’andamento dell’esercizio o l’arrivo di una notifica tramite il raise to wake-up. L’ampio display permette di avere sempre a disposizione uno spaccato chiaro e vivido dei dati più importanti, come il battito cardiaco, la distanza percorsa, la velocità e il tempo. Devo ammettere che in questo frangente ho davvero apprezzato la presenza di un pannello con questo design e queste dimensioni; qui si capisce che il Fitbit Ionic è davvero un ottimo smartwatch per lo sport.

Qualche piccola riserva ce l’ho sulla dimensione generale della cassa. Se come il sottoscritto amate fare flessioni, potreste avere qualche piccolo problema a farle indossando lo Ionic. Il problema è facilmente aggirabile alzando di poco la cassa, ma questo potrebbe causare una lettura poco precisa del proprio battito cardiaco. È un piccolo compromesso con cui non è difficile convivere e devo dire che ho avuto gli stessi problemi con tutti gli altri smartwatch che ho avuto modo di provare.

Gli stessi errori di watchOS 1, purtroppo

Veniamo al capitolo per me più difficile all’interno della recensione di Fitbit Ionic. Uno smartwatch, per definizione, è un prodotto che integra al suo interno un software – proprietario o meno – pensato per controllare tutto l’hardware. È la stessa cosa che avviene con Windows o macOS, solo che, ovviamente, con le dovute differenze per quanto riguarda uno smartwatch. Come sappiamo, sul mercato esistono diversi OS per quanto riguarda gli smartwatch; i più famosi sono watchOS di Apple e Android Wear di Google. Chi non si affida all’OS di Google – quello di Apple è proprietario e non viene dato in concessione a nessuno, come per iOS e macOS -, decide spesso di sfruttare i propri ingegneri e programmatori per creare un OS custom.

Come dicevo ad inizio recensione, Fitbit Ionic nasce a seguito dell’acquisizione di Pebble. Chi ha mai avuto un orologio Pebble, ricorda un OS snello, fluido e piuttosto robusto. Se Fitbit non ha seguito i paradigmi Pebble per la questione del design dello Ionic, pare non averlo fatto nemmeno per quanto riguarda il sistema operativo che troviamo al suo interno. Durante la nostra prova ad IFA 2017 avevamo notato qualche piccola indecisione a livello software; in quella sede, però, non ci abbiamo dato peso più di tanto in quanto, come si sa, i prodotti presenti in fiera montano spesso versioni dell’OS non definitive. Quando ho aperto il pacco e avviato per la prima volta lo Ionic, pensavo che i problemi riscontrati in fiera fossero stati effettivamente risolti.

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Con mio grandissimo stupore, lo Ionic, ancora oggi, mostra pensati indecisioni per quanto riguarda il software. Perché ho deciso di fare un riferimento alla prima versione di watchOS? Perché pare di tornare indietro di qualche anno, quando Apple aveva immesso sul mercato un OS del tutto non all’altezza delle aspettative. Erano presenti problemi con le applicazioni, lentezza nella loro apertura delle applicazioni, imputamenti…insomma, non il classico lavoro “pulito” che ci si aspetta da un’azienda come Apple. Con Fitbit Ionic è presente un forte senso di déjà vu. I problemi si presentano quando si ricevano notifiche da applicazioni di terze parti, ma anche semplicemente usando gli swipe per scorrere il menù.

Ho più volte provato a fare qualche riavvio del terminale così come il ripristino alle impostazioni di fabbrica, ma i problemi continuano ad essere presenti. Durante il corso delle settimane in cui ho avuto modo di provare lo smartwatch, Fitbit ha rilasciato due aggiornamenti che non sono riusciti a risolvere questi gravi problemi di lentezza e indecisione dell’OS. La versione attuale del firmware, la 27.25.16.7, è ancora oggi spesso citata su internet così come sul forum ufficiale di Fitbit proprio per i problemi che riguardano l’utilizzo basilare del prodotto. Piccole indecisioni le ho riscontrate anche durante la fasi iniziali di impostazione del terminale. Più volte ho dovuto ripetere da capo i passi di sincronizzazioni sia con iOS che con Android. Una volta risolti, lo smartwatch non ha dato più alcun tipo di problemi, sia chiaro, ma ammetto che sono rimasto un po’ sorpreso visto la grande qualità dei prodotti Fitbit sin dalle prime battute, pairing compreso.

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In compenso devo dire che la gestione dei tasti fisici avviene in modo magistrale, senza alcun tipo di problema. Essi permettono di gestire alcune aree dello smartwatch evitando di sfruttare le varie gesture. Un esempio è la possibilità di richiamare il pannello delle notifiche direttamente tenendo premuto il tasto laterale destro in basso; la stessa visualizzazione è disponibile dalla schermata home con uno swipe dal basso verso l’alto. Una pressione leggera, invece, attiva la fase di tracking del proprio allenamento. Stessa cosa vale per il tasto posto più sopra: una pressione prolungata attiva la schermata di ascolto della musica su dispositivi abbinati – funzione che raggiunge il suo picco con le prime cuffie sviluppate da Fitbit stessa, le Fitbit Flyer -, oppure la visualizzazione della propria attività fisica durante il giorno.

Tramite l’applicazione mobile è inoltre possibile cambiare le watchfaces dello Ionic, scegliendo quelle che più ci aggradano. Il pannello delle app, attivabile con uno swipe da destra verso sinistra, integra inoltre la tanto apprezzata modalità “relax“, quella che permette di fare dei piccoli esercizi di respirazione quando ci si sente particolarmente stressati – vi assicuro che è una manna dal cielo. Poi troviamo l’app per il meteo, il pannello delle impostazioni, il supporto a Strava (utilissimo se siete corridori di buon livello) e wallet per sfruttare Fitbit Pay, il servizio di pagamento contactless che fa ancora fatica ad entrare a pieno regime.

Nel suo complesso il software del Fitbit Ionic è ricco di funzioni, alcune molto interessanti, che dovrebbero solo essere armonizzate meglio per rendere l’esperienza utente ancora più ricca, senza esitazioni o lag.

Autonomia strepitosa per lo sportivo casual, più che degna per tutti gli altri

Durante i miei test con il Fitbit Ionic, devo dire che sono rimasto piacevolmente colpito dell’autonomia dello smartwatch. Senza leggere le specifiche dell’orologio, ho lasciato scaricare il prodotto durante la sua prima accensione per poi caricarlo al 100% ed iniziare ad utilizzarlo senza sosta. Nelle mie prove, con sensore HR sempre attivo, sono riuscito a raggiungere 5 giorni pieni di utilizzo senza grosse difficoltà. Questo compreso una ventina di minuti al giorno di allenamento con la funzione coach, l’arrivo di notifiche da più applicazioni e sveglie. Esistono dei piccoli stratagemmi che potrebbero permettere allo Ionic di durare un po’ di più, ma sono a scapito della possibilità di sfruttare l’orologio come un vero smartwatch.

Se siete soliti ricevere tante notifiche mentre siete a lavoro o in giro e preferite non tirare il vostro smartphone dalla tasca, il display dello Ionic vi permette di leggere senza problemi l’oggetto delle email (se non lungo), così come il mittente di un messaggio (SMS vero e proprio, WhatsApp, Telegram e quant’altro), di un commento su Twitter, Facebook e chi più ne ha più ne metta. In questo caso la batteria inizia a soffrire un po’, soprattutto se avete modificato l’intensità della vibrazione che, di default, è impostata su normale. Il modulo GPS è ovviamente un altro elemento da tenere in considerazione per quanto riguarda l’autonomia.

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Durante i miei test in bici, all’aperto, ho notato che 15 minuti di attività hanno un impatto sulla batteria di circa il 3-4%, tutto sommato più che accettabili. Questi dati vanno però presi con le pinze: la quantità di batteria utilizzata potrebbe variare nel caso in cui lo schermo venga impostato come sempre attivo oppure se il modulo GPS dovesse fare fatica a mantenere una connessione salda. La ricarica – fortunatamente – è abbastanza veloce. Si basa ovviamente su un connettore proprietario con dei PIN posizionati giusto sopra al sensore HR. Nel giro di poco meno di due ore è possibile portare il dispositivo da circa il 20% al 100%. Purtroppo anche qui vale il mio solito discorso sui sistemi proprietari: se decidete di fare un weekend lungo da qualche parte, magari in montagna, fate attenzione a non dimenticare il cavo a casa; in questo caso sarà quantomeno difficile trovare qualcuno con un cavo in più da prestarvi.

Tutto sommato l’autonomia del Fitbit Ionic mi ha permesso di utilizzarlo nella sua completezza senza alcun tipo di riserva.

L’applicazione è ancora una volta una delle migliori sul mercato

L’app mobile di Fitbit continua ad essere uno dei motivi per cui ha davvero senso acquistare un prodotto della compagnia statunitense. L’azienda ha infatti capito che, molto spesso, è proprio grazie ad un’app companion di un certo spessore che un utente riesce ad apprezzare una smartband o uno smartwatch nel suo complesso. La schermata principale è come sempre quella che permette di avere un visualizzazione riassuntiva del proprio andamento quotidiano. Le informazioni presenti a schermo, sotto forma di piccole schede, possono essere facilmente cambiate e riordinate in base al proprio gusto personale.

La sezione più importante è ovviamente quella legata alle gestione del proprio dispositivo Fitbit, in questo caso lo Ionic. Durante la recensione di Fitbit Ionic sono spesso entrato all’interno dell’app per andare ad operare qualche piccolo aggiustamento all’interno della sezione notifiche. Qui, infatti, sono presenti tutte le app che inviano notifiche al proprio smartphone; bisogna prestare particolare attenzione a questo aspetto, in quanto lo Ionic sarà in grado di intercettare e mostrare sul suo piccolo display solo le notifiche che per primo arrivano sul telefono. Da qui, poi, con la classica spunta in stile iOS, è possibile concedere il permesso a questa o quell’app di inviare una notifica anche sul proprio Fitbit Ionic.

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La robustezza del segnale Bluetooth permette di avviare la sincronizzazione delle informazioni presenti sullo smartwatch anche quando il proprio telefono è un’altra stanza – non esagerate però, si tratta sempre di un modulo Bluetooth 4.0. In alternativa, per chi lo volesse, è possibile attivare la funzione di sincronizzazione costante in modo da avere sempre una comunicazione fra lo smartwatch e il proprio smartphone.

Fitbit Ionic recensione: le nostre conclusioni

Alcuni sostengono che il Fitbit Ionic è il diretto concorrente dell’Apple Watch 3. Dal mio punto di vista, penso che i due prodotti siano indicati per due tipi di utenti molto diversi. Sebbene siano ovviamente presenti le classiche funzioni che fanno da corollario alla presenza del sensore HR e al GPS, il Fitbit Ionic è pensato soprattutto per chi vuole un coach virtuale al polso. È questa la strategia di Fitbit ed è a questa domanda che ogni utente deve rispondere quando decide di acquistare lo Ionic o un altro dispositivo: che tipo di smartwatch voglio? di cosa ho bisogno per tracciare la mia attività fisica? potrebbe essere realmente utile sfruttare la funzione di coach virtuale?

Se siete sportivi già iscritti in palestra o altro, il Fitbit Ionic è una scelta sensata tanto quanto un altro smartwatch di fascia alta, o comunque con tutti i sensori di cui avete bisogno. Diversamente, se come il sottoscritto fate sport a casa o in maniera blanda e avete voglia di imparare nuovi esercizi, il Fitbit Ionic svolge un lavoro egregio. La funzione coach permette di fare una serie di allenamenti semplicemente seguendo le linee guida presenti a schermo. Da questo punto di vista il Fitbit Ionic è una scelta assolutamente indicata ed intelligente. Non posso però chiudere un occhio verso i problemi legati al software. Uno smartwatch è prima di tutto un orologio intelligente che, tramite un OS, permette di controllare vari aspetti del prodotto.

Pro

  • Desing particolare e affascinante
  • Schermo generoso e molto luminoso
  • Tracking GPS rapido e preciso
  • Applicazione mobile sempre perfetta
  • Autonomia valida
Contro

  • Software con qualche indecisione di troppo
  • Localizzazione in italiano incompleta
  • Raise to wake-up non sempre preciso
  • Setup iniziale un po' ostico
7

Giovanni Mattei


Migliore è l’OS, maggiore sarà la qualità del suo utilizzo. Durante il mio utilizzo di due settimane e mezzo, sono stati rilasciati due aggiornamenti software che hanno migliorato varie aspetti dello Ionic lasciando però qualche perplessità sulla bontà dell’OS stesso. Lag, imputamenti, scatti, soprattutto quando sono presenti tante notifiche, non dovrebbero essere presenti su un prodotto da 350€. Sono sicuro che Fitbit sia al lavoro per risolvere questi problemi nel minor tempo possibile, ma sarei quantomeno disonesto verso di voi e verso me stesso nel non porre l’accento su questi problemi software. Il voto decisamente contenuto dipende soprattutto dall’esperienza utente legato al software. Non è escluso di ritornare sui miei passi e aggiungere qualche voto in più nel caso in cui questi bug dovessero essere risolti una volta per tutti.

Fitbit Ionic è disponibile a questo link di Amazon oppure al box qui sotto.

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