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Fitbit Flex 2 recensione: ecco la seconda generazione che aspettavamo

Fitbit Flex 2 recensione: ecco la seconda generazione che aspettavamo

Fitbit Flex 2 è l'ultima generazione di smartband del colosso statunitense. Scopriamo in questa recensione cosa cambia rispetto al modello passato e quali sono i suoi punti di forza / Ultima modifica il

A settembre dello scorso anno, in piena fase IFA 2016 di Berlino, avevo avuto modo di mettere mano alla nuova smartband di FitBit. Quest’oggi, a distanza di qualche mese, mi ritrovo ad avere al polso da qualche settimana il Fitbit Flex 2, un fitness tracker davvero interessante che, appunto, mi ha accompagnato per qualche tempo.

Come mi aveva confermato l’azienda durante la kermesse tedesca, il Fitbit Flex 2 nasce sostanzialmente come risposta ai feedback degli utenti che avevano scelto la prima generazione, piuttosto che per mere questioni di mercato. Questa affermazione, all’epoca personalmente un po’ incomprensibile – come puoi dire di non sviluppare un prodotto tenendo in considerazione il movimento del mercato? -, ha effettivamente trovato compimento nel prodotto finito.

Come avremo modo di vedere all’interno della recensione, Fitbit Flex 2 manca di alcune cose che è possibile trovare in altri prodotti ma, tutto sommato, fa il suo lavoro senza lasciarmi l’amaro in bocca. Fitbit ritorna quindi alla radici o, volendo, resta saldo ai principi generali della sua idea di smartband confezionando una seconda generazione in grado di guardare al 2017 senza grosse preoccupazioni.

Design: compatto all’inverosimile

Anche se non avete mai preso in mano la generazione passata del Flex, il Fitbit Flex 2 pare immediatamente una copia dello scorso modello. Questo ricalca appieno il lavoro svolto dall’azienda statunitense e devo dire che mi ha molto colpito, positivamente parlando. Questo perché, benché alcune aziende potrebbero non essere d’accordo con me, non è sempre necessario stravolgere i connotati di un prodotto per renderlo automaticamente vincente.

Quando si parla del design di un oggetto, ancor di più se da polso e quindi personale, bisogna tenere bene a mente che l’utente medio non è sempre ben predisposto ai cambiamenti. Cambiare significa stravolgere i modi di utilizzo che si ha avuto modo di mettere a puntino; cambiare significa prendere mesi di confidenza con un prodotto e metterli da parte. Fitbit ha preso la strada del cambiamento da un altro punto di vista, riuscendo a rendere il passaggio dalla vecchi generazione alla nuova come un “ritorno alle origini”.

Il Fitbit Flex 2 è essenzialmente la giusta evoluzione di un prodotto che, già nella sua prima iterazione, era buono di suo. Certamente sono stati fatti dei passi in avanti – adesso li vediamo tutti -, ma fondamentalmente non intaccano assolutamente l’essenza fondamentale della smartband. Infatti, dal mio punto di vista ritengo che la strategia di Fitbit sia quella giusta per una smartband: tantissimi competitor, chi grandi, chi piccoli, hanno approcciato il mercato dei wearable con una mentalità che ha qualche problema di fondo.

Una smartband non è uno smartwatch e pertanto dev’essere assolutamente normale evitare di inserire tutte quelle funzioni che certamente arricchiscono l’esperienza utente ma che, in definitiva, rendono il prodotto una via di mezzo fra una smartband e uno smartwatch. Questo, il più delle volte, porta alla creazione di dispositivi che non sono né carne né pesce. Piccoli ma ricchi di funzioni, il più delle volte incorporate in un minuscolo display che poi magari non riesce nemmeno a rendere la vita facile ad un corridore durante l’ora di punta – problema che ho riscontrato durante la recensione Xiaomi Mi Band 2.

Fitbit Flex 2 è quindi figlia di un approccio al mercato delle smartband dove vige la regola aurea “less is more“. Poche funzioni, ben eseguite, utili quel tanto da offrire un vantaggio allo sportivo che non è distratto da altri sensori e compagnia cantante. Nonostante questo, Fitbit Flex 2 fa degli importanti passi in avanti su almeno due aspetti che hanno reso la scorsa generazione un po’ claudicante.

Dimensione e cinturino. Fitbit mi aveva salutato a Berlino confermandomi che la versione finale della smartband sarebbe stata molto più attenta all’ingombro sul polso. Questo, per un prodotto già piccolo di suo, è un passo fondamentale da portare a compimento. Fitbit Flex 2 è infatti un piccolissimo modulo che può essere facilmente rimosso dal cinturino in neoprene. Come per la Xiaomi Mi Band 2 oppure il TomTom Touch, anche Fitbit Flex 2 è fondamentalmente un circuito racchiuso all’interno di corpo lungo più o meno la metà di una comune pila AA.

La dimensione generale è stata ridotta del 33% dando così la possibilità all’utente di indossare un dispositivo ancora più piccolo, leggero, compatto, quasi impercettibile al polso. Passando al cinturino, Fitbit Flex 2 esce dagli store con due cinturini inclusi all’interno della confezione ed un piccolo caricabatterie proprietario – di questo ne parleremo più tardi a livello del capitolo sull’autonomia. Il cinturino era un’altro problema della passata generazione. Numerosi utenti avevano infatti avanzato importanti critiche all’azienda per la facilità con cui era possibile slacciare il cinturino, anche con movimento involontari.

Fitbit Flex 2 arriva quindi con una chiusura a doppia mandata (uno a testa piatta ed uno a testa tonda) che una volta assicurata ai fori, risulta davvero difficile da aprire. Paradossalmente si potrebbe dire che adesso Fitbit ha creato un nuovo problema di apertura, ma in realtà va benissimo così. Una volta agganciato al polso, Fitbit Flex 2 resta saldo al suo posto, qualsiasi sia il tipo di sport o di stress meccanico a cui andrà incontro. Probabilmente vi starete chiedendo se a causa di questa chiusura è adesso più fastidioso da portare durante le ore di sonno.

Non vi escludo che all’inizio l’ho odiato. Le prime notti sono state un piccolo trauma. Non riuscivo a trovare il giusto livello di chiusura e mi ritrovavo ad averlo troppo stretto o troppo largo. Dopo qualche sera, però, sono riuscito a trovare il giusto grado di chiusura riuscendo così a dormire senza problemi. Devo ammettere che, a causa del materiale, si sente di più a contatto con le lenzuola. Girarsi nel letto è più complicato rispetto ad un orologio, proprio per colpa della frizione che si crea fra il cinturino in neoprene e le lenzuola – minuzie, credetemi.

Fitbit Flex 2 è quindi una minuscola smartband accompagnata da un cinturino. La porzione superiore è ancora una volta caratterizzata dalla presenza di cinque LED che danno informazioni su diverse funzioni del dispositivo. Capovolgendolo è invece possibile scorgere i PIN tramite cui si ricarica una volta agganciata alla basetta di ricarica. Il design dei LED è in parte soddisfacente, ma rende un po’ la vita complicata durante le fase di tracking.

Tracking: basilare in tutte le sue forme

Il tracking è evidentemente il ruolo principale del Fitbit Flex 2 e di qualsiasi altro dispositivo per il tracciamento dell’attività fisica. Come ho detto diverse volte, il Flex 2 è estremamente basilare nel suo lavoro ma non per questo non ha a disposizione alcuni assi nella manica. Uno su tutti è la funzione di tracciamento automatico dell’attività fisica o, come lo ama definire Fitbit,”SmartTrack“.

Questo, senza che l’utente debba muovere un dito o impostare qualche settaggio particolare sull’applicazione mobile companion, permette alla piccola smartband di riconoscere automaticamente quale tipo di attività è in corso in relazione al pattern di sport che sono contemplati da essa. L’azienda afferma che il Fitbit Flex 2 è in grado di riconoscere uno fra questi tipi di attività fisica dopo appena 15 minuti: camminata, corsa all’aperto, bicicletta all’aperto, allenamento aerobico come “zumba”, “kickboxing” e quant’altro, tennis, calcio, basket e tanti altri.

Per quanto riguarda il tracking della distanza percorsa e la sua veridicità, ho portato il Fitbit Flex 2 al mio polso assieme al Withings Steel HR – ne parleremo meglio in una recensione a parte – confrontando i dati che vengono immagazzinati dallo smartwatch della casa francese. Devo dire che, tutto sommato, i dati possono essere tranquillamente sovrapposti e al massimo si assiste ad una leggera variazione di qualche centinaio di passi.

Per una smartband sprovvista di un modulo GPS non è affatto un risultato negativo, anzi. L’idea di base è infatti avere una stima abbastanza veritiera del tipo di movimento che si effettua durante il giorno. Questo perché, come ho ripetuto tante volte, la smartband è stata sviluppata per offrire il minimo indispensabile. Va da sé che se siete alla ricerca di un prodotto con un tracciamento molto preciso della distanza percorsa, è forse il caso di volgere il vostro interesse verso un altro dispositivo.

Per l’utente medio che invece non ha la frenesia di contare i centimetri di terra pestata durante una corsa, le informazioni fornite dal Fitbit Flex 2 sono più che sufficienti. Il tracking può essere rapidamente controllato tramite la funzione dei LED RGB integrati nella smartband; un piccolo ma corposo doppio tap sulla facciata superiore della smartband “sveglia” il fitness tracker al fine di mostrare il grado di raggiungimento del programma quotidiano – di suo, l’applicazione mobile imposta il target a 10.000 passi giornalieri ma è possibile aumentare o diminuire la quantità direttamente dall’app.

Il tracking funziona a quarti o valori da 25% a LED; questo significa che, ogni LED illuminato escluso l’ultimo corrisponde ad un 25% di obbiettivo raggiunto rispetto al totale impostato. Una volta raggiunto il 100% della distanza desiderata, la smartband inizia a vibrare e fa una piccola festa di luci per congratularsi dell’ottimo lavoro svolto. Sebbene la visualizzazione della quantità di obbiettivo residuo sia simpatica e informativa, devo però ammettere che si fa un po’ fatica a comprenderne rapidamente il livello di completamento quando ci si muove.

Il LED appare molto chiaro anche sotto la luce del sole solo se il polso viene portato direttamente in linea dritta con gli occhi; una rapida occhiata, magari di sbieco, può risultare in una scorretta o quantomeno difficile individuazione del proprio livello di obbiettivo. Niente da dire invece per quanto riguarda il tracking della qualità del sonno. L’applicazione mobile mostra il lasso di tempo totale passato a letto compresi i movimenti notturni e le volte in cui ci si è effettivamente svegliati.

Esperienza di utilizzo estremamente buona

Cosa posso dire dell’esperienza di utilizzo del Fitbit Flex 2. Utilizzarla per diverse settimane è stato quasi essere tornato a casa. Dopo aver provato innumerevoli smartband, di tutti i tipi, di tutte le marche, con tante diverse funzionalità e sensori, avere in mano un prodotto così basilare è stato come prendere una boccata di ossigeno. Infatti, più vado avanti nel cercare di capire tutte le potenzialità di questo settore in enorme crescita e fermento, e più mi ritrovo a preferire prodotti che fanno poche cose ma le fanno bene. Fitbit Flex 2 è proprio questo: fa quattro cose in croce ma le fa in maniera ineccepibile.

Questo, ovviamente, è un giudizio personale al netto dei punti negativi che naturalmente permeano ogni prodotto. Devo essere sincero: alcune smartband, anche estremamente economiche, integrano addirittura il sensore HR per il battito cardiaco. non è il caso del Fitbit Flex 2 e devo ammettere che apprezzo e comprendo perfettamente la scelta dell’azienda. A differenza di altri prodotti – vedi la Xiaomi Mi Band 2 o il TomTom Touch -, Fitbit ha deciso di investire nel creare una smartband molto piccola e quasi impercettibile al polso.

Sicuramente il valore aggiunto del battito cardiaco è uno strumento in più per chi è uno sportivo incallito, che è attento al tipo di attività fisica e necessita di questo valore per costruire intelligentemente un piano di allenamento professionale, ma per uno sportivo casual che ama fare un po’ allenamento a corpo libero (o in bicicletta, a piedi e tanto altro), l’assenza del sensore HR non è poi un grande problema. Come abbiamo visto nel capitolo sul tracking, la possibilità di poter contare sugli algoritmi di Fitbit per il riconoscimento dell’attività fisica semplifica di molto tutto quello che ha a che vedere con il tracciamento dell’attività stessa.

L’utente è in questo modo libero di allacciarsi le scarpe e uscire di casa senza dover scorrere lungo menù e sotto menù per andare ad impostare la giusta attività fisica. Personalmente devo dire che l’esperienza di utilizzo generale è estremamente buona, e i piccoli ma importanti cambiamenti introdotti da Fitbit non fanno che rendere il tutto ancora più piacevole. La certificazione “waterproof” permette poi di indossare Fitbit Flex 2 in qualsiasi condizione, anche sotto la pioggia. La libertà poi di non dover stare continuamente a slacciarla prima di una doccia, è un piccolo tocca sana.

La strategia di Fitbit è quindi quella di garantire all’utente un tracking costante della propria attività fisica, in qualsiasi condizione. È sicuramente fastidioso il mancato supporto alle notifiche di terze parti ma anche qui risulta completamente comprensibile. Il Flex 2 integra solo cinque LED RGB per comunicare visivamente con l’utente e già così è inizialmente complicato riuscire a capire o intuire cosa ci sta dicendo la smartband. Chiamate e SMS attivano lo stesso feedback visivo e quello che cambia è unicamente il tipo di vibrazione – più lunga e robusta nel caso di una chiamata, più lieve e sorda per un SMS.

Garantire l’accesso anche a tutta una serie di notifiche di terze parti, mi viene in mente WhatsApp, Telegram, Twitter e Facebook, potrebbe generare soltanto più confusione che altro. Alcuni potrebbero lamentare la mancanza di libertà nello scegliere o meno questo genere di supporto, ma tutto sommato mi trovo completamente d’accordo con Fitbit nella scelta di non includere il pieno supporto ad applicazioni di terze parti. Sono certo al 100% che di questo blocco ne trova giovamento anche la piccola batteria della smartband; un supporto troppo corposo potrebbe buttare giù la batteria in pochissimo tempo, costringendo l’utente a gravitare troppo spesso vicino una presa di corrente per ricaricare il Flex 2.

L’applicazione mobile di Fitbit è poi una delle migliori per quanto riguarda il controllo di tutti gli aspetti legati alla propria attività fisica. Rispetto a tutte quelle che mi è capitato di provare, posso sinceramente dire che non ho ancora trovato un’app più pulita e al tempo stesso ricca di informazioni. Il pairing con un nuovo dispositivo è immediato, le informazioni rapide sulle specifiche di base, le capacità del prodotto acquistato ed i menù sono sempre chiari ed estremamente facili da scorrere.

Essendo il Fitbit Flex 2 un prodotto estremamente basilare, avere a disposizione un’applicazione mobile fatta così bene è certamente un punto a favore per l’esperienza generale di utilizzo. La schermata principale è completamente customizzabile e mostra i dettagli sui passi, la qualità del sonno, lo storico dei movimenti, del peso corporeo, dell’assunzione dell’acqua e tanto altro in maniera limpida e cristallina.

Batteria: cinque giorni pieni con uso modesto

Fitbit certifica il Flex 2 con una autonomia di circa cinque giorni. Il valore è reale ma varia tantissimo dal tipo di utilizzo che si fa della smartband. Tramite l’applicazione mobile è possibile andare a impostare alcuni settaggi che possono impattare pesantemente con l’autonomia generale.

I cinque giorni di autonomia fanno riferimento ad un utilizzo normale, con le notifiche attive, e facendo attività fisica senza contenersi. Mi preme ricordare che Fitbit Flex 2 integra un piccolo motorino per la vibrazione che permette di essere avvisati per la ricezione di chiamate e SMS, per la sveglia oppure per essere motivati a muoversi. Il grado di notifiche che arrivano alla smartband può tirare giù la percentuale di batteria.

Se siete spesso cercati al telefono sia per chiamate che per SMS, il mio consiglio è quello di valutare la possibilità di disattivare la ricezione delle notifiche alla smartband. Facendo questo piccolo sacrificio si riesce a scalfire il bordo dei dieci giorni di utilizzo con una singola ricarica. C’è però da dire che la ricarica è molto veloce. Portare la batteria da 0 al 100% mi ha impiegato circa un’ora e mezza collegando la basetta alla porta USB 3.0 del mio Mac.

Per quanto riguarda la basetta, non reputo saggio ripetermi. Come ho detto anche su altre recensioni, capisco l’utilità di sviluppare una soluzione proprietaria ma non apprezzo l’idea di dipendere da un nuovo oggettino da inserire nello zaino nel caso di lunghi spostamenti. Un vantaggio è certamente la dimensione della base di ricarica, talmente piccola da essere stipata in un astuccio, ma se si parte per un viaggio e la si dimentica a casa si rischia seriamente di restare a secco e senza alternative.

Fitbit Flex 2 recensione: le nostre conclusioni

Fitbit Flex 2 è una smartband estremamente interessante, piccola, compatta, robusta e, soprattutto, finalmente resistente al contatto con l'acqua. Sono presenti dei piccoli nei, è vero, ma al prezzo con cui è possibile portarsela a casa da Amazon e l'ottima applicazione mobile, non mi sento a mio agio a dargli un brutto voto o a "punirla" in maniera eccessiva. Come tutti i prodotti è perfettibile, sono presenti ampi margini di miglioramento (soprattutto dal punto di vista delle notifiche), ma Fitbit è certamente sulla giusta strada per quanto riguarda la lineup delle smartband "Flex". Quindi, se siete alla ricerca di una smartband essenziale, in grado di resistere senza problemi a trazioni meccaniche, al contatto con l'acqua e capace di fornire poche ma basilari notifiche, Fitbit Flex 2 potrebbe essere il giusto prodotto per voi. Prendetela in considerazione anche vista l'assenza del sensore per il battito cardiaco. Se come il sottoscritto siete degli sportivi occasionali, la mancanza del sensore HR non è affatto un grosso deficit.

Pro
Finalmente waterproof
Compatta e leggera
Robusta applicazione mobile
Contro
Assenza notifiche di terze parti
LED a volte difficili da vedere
valutazione finale6.6

Puoi acquistare Fitbit Flex 2 su Amazon o se preferisci su eBay

Fitbit Flex 2
Prezzo consigliato: € 79.99Prezzo: € 51.99

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