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FIFA 18 recensione: il videogioco sportivo ha la sua dimensione definitiva

FIFA 18 recensione: il videogioco sportivo ha la sua dimensione definitiva

Siamo tornati sui campi di calcio con FIFA 18, l'atteso nuovo titolo calcistico firmato Electronic Arts / Ultima modifica il

Dopo la nostra recensione di PES 2018, siamo tornati sui campi di calcio con FIFA 18, l’atteso nuovo titolo calcistico firmato Electronic Arts. Se da una parte il titolo Konami ha saputo proporre negli ultimi anni una boccata d’aria fresca dal punto di vista del gameplay, capace ora di proporre una simulazione calcistica assolutamente di primissimo livello, dall’altra EA ha voluto concentrarsi sulla diversificazione della sua proposta all’interno di FIFA. Una proposta che ora conta non solo un ulteriore rilancio con l’ormai celebre modalità FUT, ma anche andando ad arricchire ed approfondire quella campagna single player che tanto era stata apprezzata lo scorso anno all’interno della modalità Il Viaggio. Vediamo dunque come se l’è cavata il nuovo titolo all’interno di FIFA 18 Recensione.

Prima di passare ad analizzare le modalità più classiche di FIFA 18, la prima parte della nostra recensione la dedichiamo al grande ritorno della modalità Il Viaggio, intitolata per l’occasione Il ritorno di Alex Hunter. Introdotto in occasione del lancio di FIFA 17, Il Viaggio ha rappresentato l’esordio della serie EA nel mondo delle campagne single player in un titolo sportivo. Una scelta che è quasi diventata prassi in altri titoli di rilievo del medesimo genere, uno su tutti NBA 2K, che ha saputo fare della sua modalità My Player il cuore pulsante dell’intera produzione.

E in questo senso Il Viaggio non si distacca di molto da quanto visto nella serie di 2K, anche recentemente con l’ultimo NBA 2K18. A differenza di quest’ultimo, che come sempre permette di prendere le parti di un giocatore interamente personalizzato nelle caratteristiche e nell’aspetto, in FIFA 18 torneremo a vestire i panni del giovane talento inglese Alex Hunter, di ritorno dalla sua recente vittoria in Premier League e in FA Cup. Ormai balzato agli onori della cronaca come talento di riferimento nel panorama del calcio anglosassone, Hunter è ora messo alla prova dalla possibilità di sbarcare nella squadra dei suoi sogni, il Real Madrid. Alcuni fraintendimenti con il suo procuratore, tuttavia, gli negano questa possibilità, lasciando il giocatore in un triste limbo dopo il suo abbandono da parte di tifosi e società: tentare nuovamente la scalata partendo dalla squadra giovanile, oppure cercare nuova fortuna oltreoceano, accasandosi ai Los Angeles Galaxy nel campionato statunitense di MLS. Il ritorno ai grandi fasti del calcio europeo, dunque, è nelle mani delle prestazioni del giovane Hunter dall’altra parte del mondo.

Come abbiamo detto, le caratteristiche base della seconda stagione de Il Viaggio riprendono quasi interamente quelle già viste ed apprezzate lo scorso anno, andando comunque a migliorare sotto moltissimi aspetti. Prima di tutto dal punto di vista della longevità, garantendo almeno 20 ore di intrattenimento, ovviamente variabili in base alla durata delle partite che andremo a giocare. I pochi capitoli riservati a FIFA 17 e comunque limitati al campionato inglese di prima e seconda divisione si arricchiscono in questa occasione con i più prestigiosi club d’europa, oltre naturalmente al palcoscenico sempre più interessante della MLS. Non a caso EA ha deciso di sfoggiare proprio all’interno della modalità Il Viaggio tutte le sue licenze ufficiali più esclusive, comprendendo non solo i principali campionati europei, ma anche una serie di gradite aggiunte come la riproduzione dei migliori allenatori d’europa e gran parte dei giocatori di rilievo con cui avremo la possibilità di dialogare nel corso della nostra avventura.

Un’altra caratteristica importante che è stata decisamente migliorata all’interno de Il Viaggio è rappresentata dall’importanza di alcune scelte. Nel primo capitolo, infatti, era stata effettivamente la possibilità di usufruire di un sistema di risposte multiple durante alcune considerazioni, nessuna della quali andava comunque ad influenzare il prosieguo della campagna. In questo caso, seppur in poche occasioni, ci troveremo anche ad affrontare delle scelte più drastiche, che andranno effettivamente a determinare l’evoluzione dell’intera storia; nonostante alcuni punti cardine rimarranno saldi all’interno della trama, anche se ci arriveremo in maniera differente. Tra questi anche l’introduzione della sorella di Hunter, Kim, che permette anche l’esordio del calcio femminile nella modalità Il Viaggio di FIFA 18.

In buona sostanza, dunque, appare chiaro che la rinnovata modalità Il Viaggio permetta di constatare come i titoli sportiva di ultima generazione stiano trovando ormai una dimensione molto specifica, proponendo un arricchimento di tutte le classiche modalità a cui siamo sempre stati abituati con un’esperienza più narrativa e comunque legata strettamente all’ambito sportivo. Se NBA 2K ha indicato la via, FIFA 18 riesce pienamente a seguirla e in qualche modo a farla sua, soprattutto nel momento in cui questa alternativa viene collegata anche al più classico FUT. Al termine dei diversi capitoli de Il Viaggio, infatti, EA ci spingerà ancora una volta ad iniziare la modalità Ultimate Team con alcuni bonus e carte che potremo utilizzare proprio in questa modalità.

E passando proprio alla modalità FUT, da anni motore principale della serie, FIFA 18 non vuole – e d’altronde non dovrebbe – rivoluzionare quella che è diventata una formula ormai vincente, dal punto di vista quantitativo, qualitativo e – perché no – anche commerciale. D’altronde gli introiti provenienti dalle transazioni in-game per l’acquisto di pacchetti dedicati a FUT parlano da sé, senza per questo farne assolutamente una colpa. In FIFA 18, dunque, quali sono le vere novità di Ultimate Team?

La prima delle novità riguarda tutti gli utenti al di fuori del panorama Xbox One ed è rappresentata dall’esordio ufficiale delle Icone, vale a dire le leggende del passato che fino allo scorso anno erano rimaste esclusiva della console Microsoft. In questo caso le Icone vanno ad arricchire ulteriormente quanto già visto con le precedenti leggende, venendo proposte in tre varianti differenti. Queste, tra cui Maldini, Henry, Maradona e Ronaldo, vanteranno dunque tre versioni caratteristiche di un momento preciso della loro carriera. Nel caso di Ronaldo, ad esempio, potremo giocare nei panni del Fenomeno ai suoi esordi, nel suo periodo in nerazzurro o all’apice della sua carriera tra i Galacticos.

La seconda novità riguarda la modalità Squad Battle. Questa va a riprendere alcune delle caratteristiche viste lo scorso anno con il nuovo (all’epoca) FUT Champions: avremo la possibilità di sfidare in modalità offline quattro squadre differenti per modulo e caratteristiche, i cui esiti andranno a determinare una classifica che permetterà di vincere alcuni importanti premi settimanali in credito in-game. Se da una parte questa modalità permette di estendere le sfide alla FUT Champions anche al gioco offline, è proprio quest’ultima, invece, ad essere rimasta del tutto invariata, proponendo ancora delle sfide in molte occasioni proibitive per i giocatori meno esperti.

Per quanto riguarda le modalità di gioco offline più classiche, invece, le uniche (piccole) novità vanno a toccare esclusivamente la modalità Carriera. Quest’ultima, comunque invariata nell’ossatura di base, va ad arricchirsi dal punto di vista della gestione del mercato estivo ed invernale. Una mossa che prende spunto dalle operazioni più significative a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, in particolar modo per quanto riguarda la questione delle clausole. In questo caso, la modalità Carriera di FIFA 18 ci spingerà a gestire una singola trattativa su più fronti, sia con il club proprietario del cartellino del giocatore, sia con il suo agente. Tra le diverse possibilità d’acquisto potremo non solo inserire delle clausole nel contratto del giocatore legate a presenze, gol e così via, ma anche accordi di riacquisto da parte del club di provenienza; per essere chiari, la cosiddetta recompra. Novità stuzzicanti che vanno sicuramente ad arricchire il comparto manageriale della carriera, ma che comunque rappresentano un passo marginale rispetto ad una base che sarebbe ormai da svecchiare del tutto; magari anche andando a fondersi proprio con la modalità Il Viaggio.

La miglior difesa è l’attacco

Dal punto di vista del gameplay, EA si è focalizzata per FIFA 18 su due aspetti fondamentali, vale a dire la gestione dell’IA avversaria e le animazioni. Per quanto riguarda il primo aspetto, l’intelligenza artificiale di FIFA 18 ha dimostrato dei passi in avanti notevoli per quanto riguarda la gestione difensiva. Anche a partire dalla difficoltà esperto, infatti, la difesa avversaria riesce a mettere in atto un pressing molto realistico e soprattutto ostico da affrontare. Questa evoluzione ci spinge a giocare un calcio più ragionato, con una circolazione di palla continua e mai casuale, anche andando ad interagire spesso con la retroguardia in attesa che si liberino gli spazi giusti a centrocampo e nella metà campo avversaria. In questo senso perdono sicuramente di efficacia i filtranti, che trovano spesso i difensori avversari molto più attenti nell’effettuare una diagonale per contrastare i nostri tentativi offensivi, così come perde efficacia anche il gioco puramente di prima; anche se in questo caso c’è una particolarità da tenere in considerazione.

Se in precedenza eravamo abituati alla possibilità di mettere in atto un gioco particolarmente tecnico anche con giocatori non particolarmente dotati da questo punto di vista, in FIFA 18 fanno il loro grande ritorno i tecnicismi nel dribbling, ma limitati veramente ai giocatori in grado di prevalere in questo ambito. I vari Messi, Neymar, Dybala e compagnia avranno nelle loro doti tecniche una vera arma da sfoderare contro le linee difensive avversarie, mentre garantiranno un suicidio nel momento in cui tenteremo questo tipo di giocate con atleti agli antipodi rispetto a queste caratteristiche. Anche per gli altri giocatori, in ogni caso, le animazioni nei movimenti e nelle manovre offensive hanno fatto in FIFA 18 dei passi in avanti notevoli, con la possibilità di variare il proprio movimento frame per frame e non più legato al termine della singola animazione.

Qualche singhiozzo nell’IA permane, avversaria così come in quella amica. In particolar modo nella gestione della fase offensiva dal punto di vista dell’avversario e difensiva per quanto concerne i nostri compagni di squadra. Il primo aspetto si concretizza, nuovamente, in uno strapotere dei giocatori dotati di grande velocità di scatto, che garantisce ancora una volta una spina nel fianco non indifferente per i nostri difensori.

Questi, infatti, apriranno in troppe occasioni dei buchi vertiginosi tra le linee per gli inserimenti degli attaccanti; quasi a spostarsi in determinate situazioni. Questo comportamento è probabilmente influenzato dei diversi sistemi di gestione della difesa integrati per l’utilizzo diretto da parte del giocatore, che si divide in ben tre fasi: il pressing, la pressione del pulsante “affronta” e infine il contrasto.

Nel primo caso, il pressing permette di avvicinarsi in maniera assistita all’avversario lasciandoci ad una certa distanza da esso, come se ci fosse una sorta di barriera invisibile intorno all’avversario. Il pulsante “affronta“, legato al grilletto L2, permette quindi di avvicinarsi ulteriormente all’avversario prima di tentare il contrasto vero e proprio. Se trasferiamo questo sistema al comportamento dell’IA amica, sembra quasi che i nostri difensori controllati dalla CPU si limitino al solo pressing, lasciando quindi un certo margine all’avversario per un dribbling comodo; soprattutto in velocità.

Un altro difetto storico che permane in FIFA 18 e ormai da troppi anni in tutti i capitoli della serie EA è il comportamento dei portieri, interamente gestiti dall’IA. Se da una parte le animazioni in fase di uscita e negli interventi ravvicinati riesce a convincere nella maggior parte dei casi, lo stesso non si può dire per i riflessi degli estremi difensori sui tiri da fuori area da parte dell’avversario, che ancora una volta dimostra uno strapotere eccessivo con i tiri a giro, troppe volte infallibili.

Il Frostbite ora si fa sentire

Dal punto di vista tecnico, lo scorso anno FIFA 17 ha visto l’esordio nella serie del più performante Frostbite Engine, che si è fatto notare più dal punto di vista delle animazioni che dal punto di vista del colpo d’occhio vero e proprio. In FIFA 18, al contrario, si fa sentire un passo in aventi tangibile dal punto di vista della qualità grafica, in particolar modo per quanto riguarda la realizzazione dei giocatori e nel sistema di illuminazione. Per quanto riguarda la scansione dei volti, i giocatori più celebri vantano una ricostruzione ai limiti del fotorealismo, non solo per la qualità delle texture, ma anche per le animazioni facciali estremamente fedeli.

Qualche difetto di gioventù è riscontrabile, tuttavia, anche in questo campo; e forse per una questione più di pigrizia che altro: stiamo parlando di tutti quei giocatori che, avendo ricevuto una scansione nelle precedenti edizioni, non sono stati più ritoccati negli anni a venire. Se abbiamo aspettato anni per vedere la barba sul volto di Andrea Pirlo, chissà quando arriverà anche il momento per un bel taglio di capelli a Khedira o per un ritocco a Higuain, ancora ancorato ai tempi del Real Madrid a giudicare dal volto con cui viene proposto.

Il rinnovato sistema di illuminazione, invece, riesce a restituire una perfetta atmosfera negli stadi in tutte le condizioni possibili, dalle partite in notturna fino a quelle sotto la pioggia. Anche l’ubicazione specifica di uno stadio comporta delle variazioni significative nella resa del campo, prendendo ad esempio le differenze sostanziali tra un campo europeo come Wembley ed un’arena sudamericana come la Bombonera, che sono in grado di restituire sensazioni in campo molto diverse e sempre ben riuscite.

Al di fuori dell’ottima colonna sonora, FIFA 18 si distingue anche per l’ottima localizzazione italiana dal punto di vista sonoro, che vede in quest’occasione anche l’intero doppiaggio della modalità Il Viaggio. La telecronca, affidata ancora una volta alla coppia Pardo/Nava, risulta ricca e ben più fluida rispetto a quanto visto qualche settimana fa in PES 2018. Nonostante questo si fanno notare alcuni difetti proprio nel caso del commento italiano, con battute totalmente fuori contesto. Basti pensare al caso dei gol su deviazione: nel caso un nostro tiro diretto in porta venga deviato da un difensore o dallo stesso portiere con un gol assegnato comunque a noi, i commentatori continueranno imperterriti a chiedersi come sia stato possibile un autogol tanto stupido.

FIFA 18 Recensione: le nostre conclusioni

Nonostante la serie FIFA non abbia saputo proporre una vera e propria rivoluzione con le ultime edizioni, rimanendo in alcuni casi anche troppo fedele a formule vecchie di anni, FIFA 18 riesce a regalare un'esperienza calcistica estremamente coinvolgente e, soprattutto, riesce a trovare una dimensione veramente a 360° all'interno di un titolo sportivo. Se non bastasse la qualità sempre più alta di Ultimate Team, quasi a rappresentare un gioco nel gioco, la rinnovata campagna Il Viaggio rappresenta un plus all'offerta che, in particolare per gli amanti delle esperienze single player, vale da sola il prezzo dell'acquisto. Dal punto di vista del gameplay si fanno sentire i passi in avanti dal punto di vista della gestione offensiva della partita, specialmente con un sistema di dribbling tornato ai fasti di un tempo, ma anche alcuni difetti di IA che la serie si porta dietro già da diversi anni senza riuscire a risolvere se non marginalmente. Anche dal punto di vista grafico, infine, l'apporto del Frostbite Engine porta finalmente i suoi frutti, con una riproduzione eccellente di giocatori e campi di gioco, questi ultimi in grado di offrire un gran bel colpo d'occhio grazie al nuovo sistema di illuminazione. Il miglior FIFA di sempre, dunque? Difficile rispondere. Da una parte con i titoli sportivi a cadenza annuale sarebbe facile affermare che il nuovo è sempre migliore; e FIFA 18 va indubbiamente a migliorare sotto tanti aspetti la proposta dello scorso anno. Tuttavia, in passato EA ha saputo regalare capitoli ben più innovativi rispetto ai precedenti e rispetto a quanto visto quest'anno con FIFA 18.

Pro
Il Viaggio non è più un esperimento, ma una modalità dall’enorme potenziale
Sistema di dribbling che farà nuovamente la gioia dei giocatori tecnici
Quest’anno i miglioramenti del Frostbite si fanno sentire
Contro
Le altre modalità offline sarebbero da svecchiare
IA difensiva ancora da rivedere, soprattutto per i portieri
Qualche incertezza nella telecronaca italiana
valutazione finale8