Ridble https://www.ridble.com Ridble è la fonte di informazione per i possessori di Apple iPhone 5, Mac e iPad. Scopri quello che c'è da sapere per sfruttare al massimo i tuoi dispositivi! Mon, 22 Jan 2018 09:57:28 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.8.5 Intel Coffee Lake news: la lineup di processori al completo da metà febbraio https://www.ridble.com/intel-coffee-lake-news/ https://www.ridble.com/intel-coffee-lake-news/#respond Mon, 22 Jan 2018 09:45:45 +0000 https://www.ridble.com/?p=403053 Tutti i dettagli sui nuovi processori desktop Intel Coffee Lake, pensati per competere con la serie AMD Ryzen

L'articolo Intel Coffee Lake news: la lineup di processori al completo da metà febbraio è stato pubblicato per la prima volta su Ridble.

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Questo articolo raccoglie tutte le news su Intel Coffee Lake presentate o in arrivo nelle prossime settimane e sarà costantemente aggiornato per non farvi perdere nulla fino al giorno dell’uscita. L’ultimo aggiornamento risale al 22 gennaio 2018.

 

Dopo un primo rilascio delle CPU desktop di ottava generazioneIntel si prepara al lancio della restante lineup di processori Coffee Lake. In linea con l’annuncio della seconda generazione di AMD Ryzen, anche il competitor blu vuole smuovere le acque e presentare qualche novità. Questa tempistica indica indubbiamente un botta e risposta con AMD che dall’anno scorso è tornata a competere nel mercato high-end delle CPU. Vediamo allora in che modo Intel vuole affrontare il rivale e quali sono le novità.

Intel Coffee Lake news: i rumor sulla seconda ondata di CPU

I rumor di questi nuovi modelli provengono da vari rivenditori in giro per il globo che hanno aggiunto SKU e caratteristiche al proprio catalogo. Vediamo infatti il completamento della lineup Coffee Lake, con le new-entry che si affiancano ai già presenti modelli, differenziandosi puramente a livello di clock. I nuovi arrivati sono gli Intel Core i5 8600, Intel Core i5 8500 ed Intel Core i3 8300 con vari modelli Pentium e Celeron sulla fascia bassa. Niente di nuovo se siete familiari con i precedenti processori Intel Kaby Lake, dove è stata usata la stessa identica strategia per venire incontro a tutti i budget. Qui sotto potete vedere una panoramica di tutti i dettagli:

  Core / Thread Core / Thread Turbo Clock
Core i7-8700K 6C/12T 3.7 GHz 4.7 GHz
Core i7-8700 6C/12T 3.2 GHz 4.6 GHz
Core i5-8600K 6C/6T 3.6 GHz 4.3 GHz
Core i5-8600 6C/6T 3.1 GHz N/A
Core i5-8500 6C/6T 3.0 GHz N/A
Core i5-8400 6C/6T 2.8 GHz 4.0 GHz
Core i3-8350K 4C/4T 4.0 GHz N/A
Core i3-8300 4C/4T 3.7 GHz N/A
Core i3-8100 4C/4T 3.6 GHz N/A
Pentium G5600 2C/4T 3.9 GHz N/A
Pentium G5500 2C/4T 3.8 GHz N/A
Pentium G5400 2C/4T 3.7 GHz N/A
Celeron G4920 2C/4T 3.2 GHz N/A
Celeron G4900 2C/4T 3.2 GHz N/A

Facendo un recap di quello che è stato fin’ora Intel Coffee Lake, l’ultimissima generazione di processori Intel utilizza un processo ottimizzato a 14nm++ con un corposo aumento dei core su tutta la lineup. Troviamo infatti 4 core senza Hyper-Threading sugli Intel Core i3, 6 core senza Hyper-Threading sugli Intel Core i5 ed infine 6 core con Hyper-Threading su Intel Core i7. Accompagnati inoltre da un upgrade nelle frequenze delle memorie, ora supportate di default le frequenze RAM a 2666 MHz, dai precedenti 2400 MHz, che però gli Intel Core i3 continuano a mantenere. Inoltre le CPU Intel Coffee Lake risultano incompatibili con le schede madri di precedente generazione, richiedendo motherboard della serie 300.

Intel Coffee Lake News

La prima ondata di CPU Coffee Lake

Durante l’iniziale rilascio Intel ha reso disponibili solamente le schede madri di fascia alta con chipset Z370. La speranza è il debutto delle schede madri B360/H370 e H310, soluzioni più economiche che amplierebbero la possibilità di scelta dei consumatori. Dopotutto non è l’ideale accoppiare un Intel Core i3 di fascia bassa con una scheda madre Z370 dal moltiplicatore sbloccato.

Il resto delle caratteristiche tecniche è abbastanza invariato, con linee PCIe in linea con la precedente generazione e la tecnologia Intel Turbo Boost Technology 2.0 tutt’ora vincolata ad Intel Core i5 ed i7.

Intel Coffee Lake news

Come si è comportata fin’ora Intel Coffee Lake? Intel ha mantenuto la promessa di prestazioni superiori nel gaming, ma l’assenza della retrocompatibilità continua ad essere una spina nel fianco, visto che il socket è fisicamente lo stesso delle due precedenti generazioni. Il problema maggiore rimane la disponibilità ed i prezzi ben oltre al MSRP che speriamo vengano risolti con questo secondo rilascio dell’architettura Coffee Lake. Siamo però felici di constatare che la competizione sta facendo muovere qualcosa e questo non può che portare vantaggi per qualsiasi consumatore.

Intel Coffee Lake news: Intel Pentium e Celeron in arrivo

Vediamo apparire le prime informazioni sui processori Intel Pentium e Celeron. La novità sta nell’implementazione dell’Hyper-Threading in linea con l’incremento nelle specifiche tecniche che ha visto il resto della lineup Intel. I modelli in particolare sono G5600, G5500 e G5400 della serie Intel Pentium e G4920 e G4900 della serie Intel Celeron affiancati complessivamente da frequenze niente male. Se questa è la ridefinizione del mercato entry-level di CPU ci aspettiamo configurazioni da gaming decenti a prezzi davvero stracciati, sempre che il produttore decida di rendere disponibili le schede madri di fascia più bassa. Le motherboard sono infatti un punto chiave del successo di questi processori, ma siamo abbastanza fiduciosi nel loro rilascio. Vedremo cos’ha invece da offrire AMD su questa fascia di prezzo, sarà uno scontro molto interessate.

Intel Coffee Lake news prezzi e data uscita in Italia

Nessuna informazione ufficiale sulla seconda ondata di CPU Intel Coffee Lake, ci aspettiamo una data di rilascio a metà febbraio con prezzi in linea a quelli visti fin’ora dalla restante lineup.

Di seguito trovate i processori di ultima generazione attualmente disponibili sul mercato: Intel Core i3 8100 ed Intel Core i3 8350K hanno un prezzo consigliato di 117€ e 168€ circa, per quanto riguarda Intel Core i5 8400 ed Intel Core i5 8600K hanno un prezzo consigliato di circa 182€ e 257€ rispettivamente, infine troviamo gli Intel Core i7 8700 ed Intel Core i7 8700K con un MSRP di 303€ e 359€.

Al momento la disponibilità continua a scarseggiare per certi modelli in particolare, affiancati spesso da prezzi ben al di sopra di quelli ufficiali. Li trovate comunque disponibili all’acquisto ai seguenti link:

 

Per ulteriori novità sui prodotti della serie Coffee Lake continuate a seguire la pagina “Intel Coffee Lake news”, vi forniremo tutti i nuovi dettagli.

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AMD Ryzen news: nuove APU AMD Ryzen disponibili dal 12 febbraio https://www.ridble.com/amd-ryzen/ https://www.ridble.com/amd-ryzen/#respond Mon, 22 Jan 2018 08:40:41 +0000 https://www.ridble.com/?p=390409 Scopri tutto ciò che c'è da sapere sui nuovi processori AMD Ryzen: caratteristiche tecniche, prezzi, modelli in commercio e dove acquistarli al miglior prezzo

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Questo articolo raccoglie tutte le news su AMD Ryzen presentate o in arrivo nelle prossime settimane e sarà costantemente aggiornato per non farvi perdere nulla fino al giorno dell’uscita. L’ultimo aggiornamento risale al 22 gennaio 2018.

In questo focus parliamo di AMD Ryzen, la nuova lineup di processori del produttore statunitense. Questo rilascio segna il ritorno dell’azienda nel mercato dei processori dando una scossa al trono su cui sedeva Intel da molti anni. Da qui AMD promette di creare ed offrire molteplici soluzioni per tutti i segmenti di mercato dove AMD Ryzen può fare la differenza. Di seguito troverete le ultime novità dell’azienda insieme ad un breakdown di tutte le caratteristiche incluse nella ormai rinomata architettura Zen e parleremo infine dei prodotti finiti e disponibili all’acquisto che incorporano tutte queste tecnologie.

AMD Ryzen 5 2400G e Ryzen 3 2200G: Ryzen e Vega al contrattacco

Per chi è ossessionato dal configurare il miglior computer da gaming con un budget davvero ristretto, AMD presenta due nuovi chip a basso costo che faranno sicuramente sorridere qualcuno.

AMD Ryzen news

In primis AMD Ryzen 5 2400G presenta quattro core con SMT abilitato ed una frequenza base da 3.6 GHz a 3.9 GHz in boost. Sul lato grafico può invece vantare 11 Compute Units realizzati sotto l’architettura AMD Vega. Il prezzo proposto è di circa 169€.

Il secondo modello annunciato è AMD Ryzen 3 2200G che presenta stavolta quattro core con SMT disabilitato e frequenze da 3.5 GHz base a 3.7 GHz in boost. Il lato grafico è composto da 8 Compute Units ed avrà un costo complessivo di circa 99€.

Si trattano delle cosiddette APU, l’unione tra CPU e GPU in uno stesso pacchetto. In questo caso è l’efficiente architettura Zen accoppiata ad una versione ridotta di Vega offrendo una performance discreta nel gaming, ben superiore alla grafica integrata dei processori fin’ora disponibili sul mercato. Le slide di AMD parlano infatti di risultati comparabili ad un Intel Core i5 8400 ed una GTX 1030, anche se c’è da aspettare i risultati di testate indipendenti per confermare il rapporto prezzo/performance di queste APU. Vediamo inoltre il supporto ufficiale di memorie dual-channel DDR4 a 2933 MHz, un’ottima notizia visto le carenze della prima generazione di AMD Ryzen. Entrambi i processori sono compatibili con la serie 300 di schede madri, ma richiederanno un aggiornamento del BIOS. Ansiosi di provare queste nuove APU? Saranno disponibili all’acquisto a partire dal 12 febbraio 2018.

AMD Ryzen news: la roadmap 2018

AMD Ryzen news

Svelata al CES 2018 la roadmap di quello ci possiamo aspettare nel 2018 dall’acclamato team rosso. Principalmente il nostro interesse si concentra sulla seconda generazione di AMD Ryzen definita dal nome in codice Zen+ oppure Ryzen+ volendo. L’azienda promette clock speed più alti e nuove tecnologie per il boost; sia Precision Boost 2 e XFR 2 (che vedrete spiegati nel dettaglio più in là in questo articolo). La nuova generazione di CPU utilizzerà un processo produttivo a 12nm (contro gli attuali 14nm) e sarà compatibile con le schede madri della serie 300 fin’ora presentate sul mercato. Il lancio di Zen+ sarà comunque accompagnato dalle motherboard della serie 400 che supponiamo offriranno prestazioni migliori, minori consumi e qualche caratteristica in più. Tutti gli elementi chiave saranno presenti sia nelle vecchie che nuove scheda madri, ma il principale vantaggio della serie 400 sta in un miglior supporto per le memorie RAM (un problema che pian piano sta andando risolvendosi) e più spazio per l’overclock a detta di AMD. La disponibilità per la seconda generazione di AMD Ryzen è fissata ad aprile 2018.

Altre interessanti novità sono l’architettura Zen 2 costruita con processo produttivo a 7nm, che vedrà la luce probabilmente l’anno prossimo, ed un taglio dei prezzi della maggior parte delle CPU AMD Ryzen per competere al meglio con il rivale blu.

AMD Ryzen news: la rinascita dell’azienda

Se siete degli “smanettoni” saprete di certo qual è stata la solfa negli ultimi anni. Intel si è concentrata maggiormente su un’offerta di processori più efficiente, sia in termini tecnici che energetici, sbaragliando letteralmente la concorrenza in quanto a prestazioni sulla fascia medio-alta del settore, grazie ai propri processori Intel Core i5 e Intel Core i7. AMD, d’altro canto, ha dovuto puntare sul rapporto qualità/prezzo dei propri chip, offrendo soluzioni dotate di maggiori core fisici, ma anche di un consumo energetico molto più alto, con conseguenti surriscaldamenti. Insomma, fino a poco tempo fa c’erano sostanzialmente due opzioni: nel caso si puntasse in alto l’obiettivo era una CPU targata Intel, alternativamente, per costruire una configurazione orientata al budget, la migliore delle scelte spesso ricadeva su AMD.

L’obiettivo era quello di elevarsi nuovamente al pari di Intel, rimuovendo dalla propria faccia quella nomea di brand “bistrattato”, tornando dunque a gareggiare tra i vincitori. Per fare ciò c’era bisogno di un cambio radicale, a partire dalla semplice denominazione dei propri prodotti, troppo caotici da leggere in passato: via le sigle “A6”, “A10”, “FX”, o quant’altro, troppo confusionarie, spazio a Ryzen 3, Ryzen 5 e Ryzen 7.

Quest’ultima nomenclatura rappresenta a tutti gli effetti una sorta di “plagio” rispetto a quella già in uso da anni da parte di Intel e tutto ciò trova senso di esistere proprio se seguiamo la filosofia di AMD di voler tornare a gareggiare in maniera equa con Intel, rendendo i propri prodotti sempre più simili a quelli di Intel, trasformandoli così in una valida alternativa a quest’ultimi. In questo focus andiamo dunque a scoprire le caratteristiche principali della nuova schiera di CPU AMD Ryzen.

AMD Ryzen

La parola d’ordine di AMD nel progettare le nuove CPU AMD Ryzen è stata “rivoluzione“. Questo perché la compagnia ha dovuto analizzare con attenzione la propria situazione sul mercato, comprendendo soprattutto quelle lacune che in passato hanno portato il brand AMD ad essere considerato così qualitativamente inferiore alla controparte Intel. Grande attenzione è stata data al feedback degli utenti, indipendentemente tra quelli schierati dall’una o dall’altra parte della barricata. Ciò che AMD doveva capire era perché i propri chip venissero considerati nella maggior parte dei casi come tecnologia di “scarsa qualità”, rimediando di conseguenza.

Allo stesso modo AMD ha compreso come il procedere semplicemente dritto, come essa stessa aveva fatto con le ultime generazioni di CPU (o meglio, APU, nell’ultimo periodo) non era la soluzione più adatta. Non bastava infatti offrire semplicemente un numero maggiore di core e frequenze più alte per soddisfare i propri clienti: serviva appunto una rivoluzione alla base. Da qui nasce il progetto AMD Ryzen: più attento alle necessità dei consumatori, più stabile, più efficiente.

AMD RyzenLe CPU AMD Ryzen, come abbiamo detto, si suddividono per ora in tre differenti classi di processori: AMD Ryzen 3, AMD Ryzen 5 e AMD Ryzen 7. Ognuna di esse si basa sulla nuovissima architettura Zen x86, con processo costruttivo a 14 nm, in grado di garantire un buon numero di core – in tradizione con quanto fatto dalla compagnia negli ultimi anni – ma anche temperature più basse, grazie a TDP ridotti, ed una maggiore scalabilità delle frequenze, grazie anche ad una nuova funzionalità Turbo (chiamata in questo caso Precision Boost) di cui ogni CPU Ryzen è dotata. AMD cerca dunque di avvicinarsi alla controparte Intel imparando proprio da quest’ultima, ma cercando di valorizzare ulteriormente i propri chip grazie alla propria tradizione. Ci troviamo dunque davanti ad un perfetto connubio tra passato e presente. Per il momento sono stati annunciati e di conseguenza lanciati solo i modelli Ryzen 5 e Ryzen 7: per quanto riguarda AMD Ryzen 3, infatti, dovremo aspettare la presentazione ufficiale che si terrà “poco dopo” la prima metà di quest’anno. Presumiamo dunque un lancio durante questa estate.

Non ci resta dunque che concentrarci sui chip di fascia medio-alta. Ciò che più contraddistingue AMD, come abbiamo detto, sono i numeri di core. AMD Ryzen 5 e Ryzen 7 non fanno eccezione e si presentano rispettivamente con modelli di CPU dotati di una configurazioni quad-core (con 8 thread virtuali) e hexa-core (con 12 thread virtuali) per Ryzen 5, oppure con modelli più avanzati, dotati di 8 core fisici e 16 core virtuali per Ryzen 7. Queste configurazioni di cui Ryzen 5 e Ryzen 7 possono vantarsi è garantita dalla tecnologia SMT, che sta per Simultaneous Multi-Threading e che permette ai cori fisici di avere a propria disposizione una schiera di core logici da utilizzare come supporto per le numerose attività per cui questi chip verranno impiegati. L’indirizzo delle CPU AMD, come da tradizione, verte di norma verso le più pesanti attività di multitasking, per cui l’utente si ritrova a lavorare a diversi processi attivi o in background simultaneamente, necessitando così da una parte di notevole potenza dal punto di vista delle frequenze e dall’altra di un buon numero di core che sappiano “smistarsi” il lavoro. Non solo, però: ogni modello AMD Ryzen finora presentato è sprovvisto di GPU integrata. Ci troviamo dunque di fronte a soluzioni pensate anche e soprattutto per un pubblico di videogiocatori, che di certo disporranno di una scheda grafica dedicata da accostare ad i nuovi processori.

AMD Ryzen

Le CPU dotate di architettura Zen finora presentate sono infatti dotate di una configurazione molto versatile, basata su un set di quattro core che prende il nome di CPU Complex (abbreviato come CCX), il quale integra un buon quantitativo di memoria cache così configurato: 128 KB di cache L1, 512 KB di cache L2 per ogni singolo core e 8 MB di cache condivisa con l’intera CPU. Questo è ciò che sta alla base di ogni singola CPU Ryzen in circolazione. Si parte dunque da un minimo di quattro core operanti, che a loro volta possono essere dotati di tecnologia SMT (Simultaneous Multi-Threading) e dunque possono ospitare altrettante unità logiche al loro fianco. I modelli più performanti sono dotati di un numero maggiore di CCX, cioè delle unità soprannominate, dando così vita ai modelli dotati di 8 core o addirittura 12 core operanti, dotati rispettivamente di due unità CCX e tre unità dello stesso tipo. Alternativamente, però, questi CPU Complex hanno la facoltà di “spegnere” alcuni dei propri core fisici, annoverando dunque la creazione di modelli “intermedi”, come quelli hexa-core già in circolazione.

Qualunque sia la configurazione di core selezionata, ogni CPU con architettura Zen riesce a migliorare anche in situazioni dove è il singolo core ad operare, rimediando dunque alle carenze manifestatesi in passato con le CPU di vecchia generazione, come ad esempio con i chip Bulldozer o Bobcat, buoni dal punto di vista delle prestazioni multi-core, ma scadenti in quelle single-core. Tutto ciò è stato reso possibile da un’ottimizzazione di alcuni aspetti tecnici, come uno scheduler di istruzioni più maturo (1,75 volte più veloce), una proprietà di Issue width più ampia (con un miglioramento dell’1,5X) ed in generale un miglioramento all’ILP (Instruction-Level Parallelism). Ciò ha provveduto a migliorare nettamente le prestazioni in single-core.

AMD Ryzen

Un altro aspetto che è stato decisamente ottimizzato è quello relativo ai consumi. Se avete acquistato un’APU AMD negli ultimi anni saprete di certo quanto questi chip consumassero, il tutto a causa di processi produttivi più ampi e di specifiche tecniche spinte sempre e comunque ai limiti. Con le CPU dotati architettura Zen, invece, AMD è riuscita ad adottare un processo costruittivo FinFET a 14 nm, abbassando di conseguenza anche i consumi dei propri chip, permettendo così di dare vita a CPU di alta gamma come Ryzen 7 con un TDP di soli 65 Watt. Ci troviamo a tutti gli effetti davanti ad una vera e propria rivoluzione, visto e considerato che buona parte degli ultimi modelli di APU AMD arrivava con TDP di 95 o addirittura 125 Watt.

AMD Ryzen

Rimanendo poi in tema “rivoluzione”, AMD ha voluto cambiare nettamente pagina adottando un socket tutto nuovo per i nuovi processori Ryzen: stiamo parlando di AM4, che succede all’ormai celebre (e duraturo) AM3+ mandandolo definitivamente in pensione. AM4 disporrà di diversi chipset, a seconda dell’utilizzo che l’utente vuole fare della propria macchina. Tra questi spiccano AMD A320 per la fascia bassa, B350 per quella media e X370 per quella alta. Tra le funzionalità di cui è provvisto il socket AM4 troviamo il supporto a porte USB 3.1, memorie DDR4, SSD su PCIe, SATA-E e PCIe 3.0.

Per concludere, poi, AMD ha equipaggiato ogni nuovo processore Ryzen di una serie di sensori che arrivano con il nome in codice “SenseMi”. Questi contano il sensore PurePower, che monitora continuamente i consumi in relazione al carico di lavoro della CPU, regolandoli di conseguenza, ma anche Precision Boost, una funzionalità di overclocking automatico molto scalabile, che varia tramite step di 25 MHz. In questo senso è bene specificare che i modelli contrassegnati dalla sigla “X” nel nome hanno un sistema Precision Boost più efficiente: queste possono incrementare la propria frequenza attraverso dei “macro-step” che corrispondono a 100Mhz in più di quelli riportati su carta, mentre quelle non-X arrivano fino 50Mhz. Overclockando manualmente, però, gli utenti non sembrano aver riscontrato maggiori differenze fra le versioni X e non-X, perciò è consigliabile spendere meno per una versione non-X poiché quella X non dà sostanziali vantaggi.

Seguono poi le tecnologie Extended Frequency Range (XFR), che regola i livelli di voltaggio e frequenza della CPU durante le fasi di overclocking, adattandosi al metodo di dissipazione installato e quelle Neural Prediction e Smart Prefetch, due tecnologie in grado di imparare l’utilizzo che facciamo di determinati software, permettendo alla CPU di pre-caricarne le istruzioni rendendo così i processi più rapidi.

Per ricapitolare, dunque, vi elenchiamo qui di seguito i modelli di CPU attualmente disponibili all’acquisto.

AMD Ryzen 5:

  • AMD Ryzen 5 1400, 4 core (8 thread), 3,2 GHz (3,4 GHz in boost) a 172€, su Amazon;
  • AMD Ryzen 5 1500X, 4 core (8 thread), 3,5 GHz (3,7 GHz in boost), a 195€, su Amazon;
  • AMD Ryzen 5 1600, 6 core (12 thread), 3,2 GHz (3,2 GHz in boost) a 209€, su Amazon;
  • AMD Ryzen 5 1600X, 6 core (12 thread), 3,6 GHz (4,0 GHz in boost) a 250€, su Amazon.

AMD Ryzen 7:

  • AMD Ryzen 7 1700, 8 core (16 thread), 3,0 GHz (3,7 GHz in boost) a 310€, su Amazon;
  • AMD Ryzen 7 1700X, 8 core (16 thread), 3,4 GHz (3.8 GHz in boost) a 375€, su Amazon;
  • AMD Ryzen 7 1800X, 8 core (16 thread), 3,6 GHz (4,0 GHz in boost) a 480€, su Amazon.

 

Gran parte dei modelli delle CPU dispongono del dissipatore stock Wraith incluso, di gran lunga superiore rispetto a quello che Intel ha da offrirci in questo campo. Esistono tre modelli di dissipatore “stock” in totale (Stealth, Spire, Max), che variano in base alla CPU selezionata. In questo senso, per comprendere qual è il dissipatore installato su una determinata CPU Ryzen, è bene controllare il numero seriale del prodotto, per assicurarci che sia presente o meno.

In conclusione, Ryzen ottiene dei grandi benefici dalle frequenze di memoria più alte, ma fin dal primo giorno si sono riscontrati problemi di compatibilità con quest’ultime. Molte aziende si sono mobilitate nell’avvertire la compagnia di questa problematica, oltre che nello sponsorizzare memorie di cui garantiscono la piena compatibilità. Questo è indubbiamente un dato di cui bisogna tener conto prima dell’acquisto, tuttavia è indubbio che da qui in avanti AMD Ryzen non possa fare altro che migliorare, contando sul supporto delle varie case produttrici di software.

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Mouse gaming wireless: come e quale scegliere https://www.ridble.com/migliori-mouse-gaming-wireless/ https://www.ridble.com/migliori-mouse-gaming-wireless/#respond Fri, 19 Jan 2018 17:51:48 +0000 https://www.ridble.com/?p=416469 In questa guida agli acquisti andremo ad illustrarvi cosa deve a vere un mouse da gaming senza fili e quali sono i migliori disponibili

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N.B. Questo articolo è aggiornato periodicamente, di mese in mese, con eventuali nuove proposte Questritenute estremamente valide alla nostra collezione. L’ultimo aggiornamento risale a gennaio 2018

 

L’obbiettivo principale di questo articolo è quello di suggerirvi un buon mouse gaming wireless, ovvero un mouse capace di funzionare senza l’intralcio di un filo. Questa tipologia di dispositivi per definizione vanta alcuni pregi e soffre di un paio di “difetti concettuali” rispetto alle loro controparti cablate; andiamo quindi a vedere insieme se queste caratteristiche siano o meno idonee per voi.

Mouse gaming wireless: quale comprare

Vi abbiamo già spiegato in dettaglio quali sono i punti principali da individuare in un buon mouse nella nostra guida ai migliori mouse gaming, però visto che gran parte di queste caratteristiche riguardano anche i mouse gaming wireless ricapitoliamo brevemente.

Il comfort e la funzionalità sono i punti essenziali che ogni mouse deve rispettare per essere ritenuto degno della vostra attenzione. L’ergonomia è un aspetto essenziale, visto che andremo ad impugnare la periferica il 100% del tempo che siamo davanti al PC, ed è determinata dalla forma del mouse. Tralasciando il fatto che alcuni mouse permettono addirittura di customizzare l’impugnatura, esistono due principali tipologie di design: uno “a palmo disteso” ed uno “ad artiglio“. Non esistono effettivi pregi o difetti di un’impugnatura rispetto all’altra, quindi dovrete valutare a seconda della vostra preferenza se preferite un mouse da usare a palmo disteso oppure uno con le dita arcuate. Un mouse ambidestro, inoltre, è particolarmente apprezzabile dato che più del 10% delle persone al mondo sono mancine e quindi con queste tipologie di prodotti non devono impazzire cercando le poche soluzioni mancine da gaming presenti sul mercato.

Un altro aspetto importante da valutare è la bontà del sensore ottico, che viene determinato da molti aspetti ma principalmente è legato al DPI (Dots Per Inch, ovvero punti per pollice). Con l’aumentare del settaggio DPI diminuisce lo spostamento richiesto per muovere il mouse sullo schermo, però non è tanto il valore massimo di DPI ad essere importante quanto la possibilità di scegliere manualmente che valore di DPI impiegare. Ormai tutti i mouse consentono di impostare il DPI, però solo i migliori mouse da gaming lasciano scegliere al giocatore tramite software esattamente che DPI assegnare al proprio mouse.

Per un mouse gaming wireless bisogna considerare un ulteriore fattore, ovvero la durata della batteria. La maggioranza di queste periferiche (soprattutto quelle di fascia più alta) ha una batteria integrata ed offre quindi l’opzione di collegare via cavo il mouse al PC, però la durata della batteria è comunque importantissima. Lasciando sempre collegato il mouse, infatti, nega in toto la necessità di una periferica senza fili, quindi sapere per quanto tempo possiamo giocare senza dover scomodarci a ricaricarlo è a dir poco essenziale. Tenete a mente, infine, che un mouse gaming wireless per definizione avrà un prezzo superiore all’equivalente cablato, quindi se cercate periferiche rispettabili ed atte al gaming evitate soluzioni low-cost. Nel caso vogliate spendere meno di 50€ vi suggeriamo piuttosto di dare un’occhiata ad un mouse da gaming economico, che non sarà senza fili ma offre sicuramente un miglior rapporto qualità/prezzo.

Mouse gaming wireless di fascia medio-bassa: dai 50 ai 70€

In questa fascia troverete dei mouse gaming wireless decisamente competenti per il gaming; non è presente una batteria integrata però, quindi nonostante l’autonomia sia superiore alla media assicuratevi di avere qualche batteria a disposizione per quando inevitabilmente si scaricheranno.

Logitech G602

Mouse gaming wireless

Questo mouse gaming wireless vanta un sensore ottico da 2.500 DPI, polling rate di 500 Hz e sei pulsanti laterali; l’autonomia delle due batterie AA è di un massimo di 1440 ore in modalità Endurance.

Ergonomico e dotato di numerosi tasti programmabili (11 in tutto, di cui sei laterali), il Logitech 602 è un ottima opzione per il gaming su PC. Il sensore ottico sfrutta la tecnologia proprietaria Delta Zero, pensata per offrire un  buon compromesso fra precisione e durata della batteria, che infatti raggiunge un’autonomia massima davvero notevole. Parte di questa longevità è data dalla presenza di due distinte modalità: Endurance e Performance. Come suggerisce il nome, Endurance è pensate per le sessioni non da gaming, riducendo al minimo i consumi, mentre Performance riduce il tempo di risposta del sistema Wi-Fi da 2,4 GHz ed abbassa l’autonomia ad “appena” 250 ore. Se siete interessati a comprare questo mouse da gaming senza fili è sufficiente visitare questa pagina Amazon, raggiungibile anche selezionando il box qui sotto.

Mouse gaming wireless di fascia media: dai 70 ai 100€

Questa categoria di mouse gaming wireless vanta sensori ottici più performanti, che non hanno nulla da invidiare a quelli proposti dai migliori mouse da gaming cablati.

Logitech G403 Prodigy Wireless

Mouse gaming wireless

Questo mouse gaming wireless vanta un sensore ottico da 12.000 DPI, polling rate di 1000 Hz e due pulsanti laterali; l’autonomia della batteria integrata è di un massimo di 32 ore.

Vi abbiamo già parlato della versione con cavo USB di questo mouse nella nostra recensione di Logitech G403 Prodigy, rimanendo decisamente soddisfatti dell’esperienza, e fortunatamente la variante senza fili mantiene tutti i punti positivi della variante cablata. Il sensore ottico è molto valido, come lo sono anche il feedback dei tasti e l’ergonomia della periferica, e la presenza di un sistema a pesetti e di una memoria interna rende il prodotto davvero competente e customizzabile. Il sistema d’illuminazione RGB da 16,8 milioni di colori chiaramente è completamente regolabile tramite il Logitech Gaming Software, però se l’autonomia per voi è molto importante forse vi conviene disabilitare questa feature, perché riduce l’autonomia da 32 a 24 ore. Nel caso siate interessati ad acquistare questa ottima periferica, vi basta anche in questo caso selezionare il seguente link ad Amazon o il box sottostante.

Mouse gaming wireless di fascia alta: oltre i 100€

I mouse gaming wireless di questa fascia sono estremamente competenti, con tempi di risposta praticamente equiparabili a quelli di un mouse cablato e ricchi di feature aggiuntive.

Razer Ouroboros

Mouse gaming wireless

Questo mouse gaming wireless vanta un intelligentissimo sensore ottico 4G da 8.200 DPI, polling rate di 1000 Hz e quattro pulsanti laterali (due per lato); l’autonomia della singola batteria AA ricaricabile è di un massimo di 12 ore.

Non lasciatevi ingannare dall’autonomia apparentemente ridotta del dispositivo, Razer Ouroboros è davvero un mouse gaming wireless sensazionale. Il sensore ottico sfrutta una configurazione 4G, composta da due distinti sensori ottici che conferiscono un livello di precisione estrema ed in accoppiata con il tempo di risposta da 1 ms rende questo mouse migliore di molti dispositivi cablati. Il design ambidestro è molto apprezzabile, anche se non quanto la possibilità di customizzare i poggia-pollice su entrambi i fianchi del mouse per adattarsi al meglio alla nostra presa. La retro-illuminazione “purtroppo” non è RGB, però è un bene dato che per alimentare il fantastico sensore ottico 4G il mouse non supera le 12 ore di autonomia con la singola batteria AA ricaricabile inclusa con l’acquisto. Se vi interessa questo valido mouse gaming wireless, vi ricordiamo che potete trovarlo su questa pagina Amazon, raggiungibile anche tramite il box qui sotto.

Logitech G900 Chaos Spectrum

mouse gaming wireless

Questo mouse gaming wireless vanta un intelligentissimo sensore ottico 4G da 8.200 DPI, polling rate di 1000 Hz e quattro pulsanti laterali (due per lato); l’autonomia della singola batteria AA ricaricabile è di un massimo di 32 ore.

L’ultimo mouse che abbiamo deciso di evidenziare è una vera chicca, ovvero il magnifico Logitech G900 Chaos Spectrum. Questo mouse è uno dei più performanti, versatili e meglio concepiti attualmente in commercio. Il suo sensore ottico da 200 – 12.000 DPI è il più preciso sfornato da casa Logitech finora e grazie alla tecnologia proprietaria wireless di qualità professionale il G900 è virtualmente priva di input lag. L’ergonomia è ottima, pienamente ambidestra e persino customizzabile dato che i quattro pulsanti laterali (due per lato) sono rimovibili a piacimento. Gli switch sono meccanici, garantendo un’attuazione consistente e precisa, e l’illuminazione RGB da 16,8 milioni di colori evidenzia benissimo ogni singolo dettaglio di questo mouse dal design molto allettante. L’autonomia, infine, è di circa 32 ore con l’illuminazione spenta e di 24 ore con il sistema di luci RGB acceso. Per comprare questa eccellente periferica da gaming è sufficiente selezionare questo link Amazon o selezionare il box sottostante.

 

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Casse per TV: quali modelli scegliere per il proprio salotto https://www.ridble.com/migliori-casse-per-tv/ https://www.ridble.com/migliori-casse-per-tv/#respond Fri, 19 Jan 2018 17:49:03 +0000 https://www.ridble.com/?p=410212 Le migliori casse per TV per chi è alla ricerca di una soundbar da affiancare al proprio televisore in salotto

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N.B. Questo articolo è monitorato mensilmente e aggiornato con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a gennaio 2018

 

In questo articolo parliamo di casse per TV. L’obiettivo e offrivi una panoramica completa delle diverse soluzioni che sono attualmente presenti sul mercato al fine di aiutarvi nella scelta della migliore cassa wireless da affiancare al vostro televisore ed in grado di soddisfare le vostre esigenze.

Casse per TV quale comprare

All’interno di questa guida sui consigli per gli acquisti, prenderemo in considerazione le casse per TV giuste da acquistare per dare voce al proprio televisore. Come avremo modo di vedere, abbiamo selezionato alcuni modelli estremamente validi dividendoli in due categorie distinte di prezzo. Questo perché, come sempre più spesso capita, esistono utenti che stanno cercando casse per TV estremamente costose (pensiamo ai modelli di punta di Sony, Sonos, Samsung e quant’altro), e altri utenti che invece cercano una soluzione dal buon design ma dal prezzo accessibile.

Ecco quindi che in questa nostra guida mostriamo diversi prodotti per entrambe le categorie. Magari avete speso un bel gruzzoletto per una nuova smart TV, e volete risparmiare qualcosa per quanto riguarda la sua amplificazione tramite casse esterne. Sappiate però che alcuni modelli di casse per TV offrono delle feature aggiuntive nel caso in cui fosse presente una smart TV della stessa marca. Un esempio sono le casse per TV di Samsung che si accoppiano alla perfezione con i televisori della stessa marca per offrire alcune piccole migliorie di cui non è possibile godere in presenza di una TV di un altro brand.

Alcune di questa casse per TV sono anche munite di modulo Bluetooth, quindi, all’occasione, possono trasformarsi in semplici diffusori da utilizzare per la diffusione audio tramite smartphone di playlist di Spotify, Apple Music e quant’altro.

Migliori casse per TV: spendere poco per iniziare

I primi prodotti che andremo a vedere arrivano fino ad un massimo di 100€. Questa soglia virtuale di prezzo è stata scelta in quanto è possibile trovare delle soluzioni modeste che permettono di amplificare la propria TV. Esiste quindi una sorta di scalino fra le casse per TV pensate per l’utente di tutti i giorni, che necessita di un piccolo amplificatore per il proprio televisore, e fra chi invece è alla ricerca di qualcosa di più curato.

Panasonic SC-HTB8EG-K

casse wireless per TV

Iniziamo con la Panasonic SC-HTB8EG-K, sicuramente un nome poco parlante che nasconde un prodotto entry level di qualità, pensato per gli utenti che hanno intenzione di un pizzico di volume in più e un suono diffuso in maniera più omogenea. Panasonic ha scelta per questa soundbar un aspetto estetico piuttosto classico; la struttura è estremamente sottile e può essere inclinata a proprio piacimento per controllare la diffusione dell’audio fra i 0 e 90°.

Il Panasonic SC-HTB8EG-K ha una potenza audio da 80 W e può essere anche montata a parete, piuttosto utile se si sta cercando una cassa per TV da affiancare al proprio televisore qualora non fosse prende un mobile su cui poggiare la soundbar. Nel caso in cui anche voi foste propensi ad una soluzione simile, oppure disponete già di un televisore a parete, la Panasonic SC-HTB8EG-K può essere facilmente affiancata alla vostra TV, direttamente sul muro.

Sul versante posteriore troviamo i classici ingressi per quanto riguarda l’audio digitale ed analogico; questo modello integra inoltre un modulo Bluetooth che permettere il pairing di dispositivi mobile come smartphone o tablet. In questo caso la soundbar può quindi essere utilizzata anche indipendentemente dalla propria televisione; magari per ascoltare qualche brano da Spotify. L’audio in uscita è diffuso da due speaker che evidentemente vanno a premiare le frequenze medio-alte; quindi parlato, cantato o comunque quel tipo di audio che troviamo maggiormente in film e video.

Panasonic SC-HTB8EG-K è disponibile tramite questo link di Amazon.

Samsung HW-J250

casse wireless per TV

Ad un prezzo virtuale identico ma solo per a seguito di un interessante sconto di Amazon, troviamo la Samsung HW-J250, una soundbar che si muove a braccetto con TV dello stesso marchio. Infatti, chi sceglie questo modello e lo abbina ad un televisore Samsung, può sfruttare alcune chicche che evidentemente resterebbero inutilizzate se presente un televisore prodotto da un’altra azienda.

Come il Panasonic che abbiamo visto poco più su, anche qui ci troviamo difronte ad un dispositivo estremamente compatto, solido, spartano. Rispetto a quell’altro, però, il modello della Samsung perde un po’ la curvatura ed infatti è un parallelepipedo squadrato al cui interno sono presenti 4 speaker di cui due adibiti ai bassi; si tratta quindi di un sistema 2.2 con una potenza massima di 80 W.

Qui, grazie alla porta AUX, possiamo collegare sorgenti di audio esterne oppure sfruttare la porta ottica. Nel caso in cui fosse presente un televisore Samsung, come accennato poco fa, tramite il modulo Bluetooth integrato all’interno della Samsung HW-J250 è possibile abbinarla rapidamente al televisore. Quali sono i vantaggi? Innanzitutto si ha la la possibilità di controllare l’audio della soundbar tramite il telecomando fornito con il proprio televisore – in caso contrario, la soundbar viene comunque commercializzata con un proprio telecomando.

Samsung HW-J250 - Soundbar 2.2, 80 W

Prezzo consigliato: EUR 119,00

Prezzo: EUR 83,98 Disponibile con Amazon Prime

Compra su Amazon

È inoltre presente la funzione TV Sound Connect che permette di accendere/spegnere la soundbar direttamente in sincro con la propria televisione. È sicuramente un’aggiunta interessante che, se abbinata all’eventualità di comandarla tramite un unico telecomando, rende il suo utilizzo ancora più semplice ed immediato.

La Samsung HW-J250 è disponibile a questo link di Amazon.

Casse per TV: senza limiti di prezzo

Quando si scavalca la soglia dei 100€ ci addentriamo in un campo dove tante aziende propongono soluzioni pensate per chi è alla ricerca di una soundbar con una certa qualità audio. Sono  prodotti pensati per fare da coro a televisori di una certa importanza, pensati per offrire una qualità audio ottima, con estrema accuratezza per quanto riguarda il parlato ma, occasionalmente, anche per la diffusione di tracce audio.

Sony HT-CT390

casse wireless per TV

Il primo prodotto che troviamo all’interno di questa categoria è il Sony HT-CT390. In forma di una soundbar “classica” con accoppiato un subwoofer wireless, il prodotto di Sony è in grado di erogare una potenza di 300 W. È quindi una delle casse per TV più potenti all’interno di questa guida e pensata per chi dispone di un ambiente piuttosto ampio per dare sfogo a questo piccolo mostro di potenza.

È il modello è a tutti gli effetti una soluzione 2.1 con la possibilità di unire anche il playback di altri dispositivi (oltre alla propria TV) tramite i moduli Bluetooth e NFC. Trattandosi di una soundbar frontale, ovvero con gli speaker posizionati frontalmente, Sony ha sviluppato la tecnologia S-Force Front Surround; questa tecnologia imita il lavoro svolto quotidianamente dal nostro cervello per l’individuazione spaziale della sorgente audio. La soundbar è in grado di offrire un playback audio avvolgete, quasi come se fossimo difronte ad uno speaker a 360°.

Sulla facciata posteriore è presente l’entrata HDMI ARC ed è possibile accoppiare più soundbar o elementi supportati tramite SongPal, alla stregua di quanto è già possibile fare con altri speaker già sviluppati dall’azienda. Sony HT-CT390 è disponibile a questo link di Amazon.

Sony HTCT390 Soundbar a 2.1 Canali

Prezzo consigliato: EUR 330,00

Prezzo: EUR 237,49 Disponibile con Amazon Prime

Compra su Amazon

La consigliamo per chi è alla ricerca di una soluzione potente. La presenza del supporto a tecnologie quali la S-Force Front Surround così come la possibilità di “agganciare” altri prodotti esterni supportati, non fa altro che aumentare il livello di qualità della soundbar.

Sonos Playbar

casse wireless per TV

All’interno della nostra guida alle migliori casse per TV non poteva certo mancare la Sonos Playbar. È una soluzione pensata per chi è alla ricerca di un prodotto “top”, quindi adatta ad utenti che, senza scendere a compromessi, vogliono una soundbar dal grande potenziale audio.

Sotto la piccola griglia trovano posto sei woofer e tre tweeter; per angolare alla perfezione il suono in uscita, la Sonos Playbar vede la presenza dei tweeter destro e sinistro leggermente sfalsati per aumentare al massimo il raggio di ascolto. Come spesso accade, prodotti di una certa qualità (e costo), integrano piccole chicche pensate per arricchire l’esperienza utente di chi è disposto a spendere cifre importanti. Il Sonos integra la funzione “Modalità Notte” che, quando attivata, comprime il volume in modo da non disturbare chi dorme.

La TV può essere collegata tramite il cavo ottico e può riprodurre l’audio proveniente da ogni tipo di sorgente, anche le console collegate al proprio televisore. Tramite l’applicazione mobile Sonos è inoltre possibile inviare la propria playlist alla soundbar per ascoltare senza limitazione i brani provenienti dal proprio servizio di streaming preferito o salvate in locale.

Come per la stragrande maggioranza dei prodotti Sonos, la Playbar può essere affiancata agli altri speaker sviluppati dall’azienda. Infatti, se avete a disposizione un Sonos Play:1, Play:3 o Play:5, potete abbinare lo speaker alla soundbar in modo da far partire una riproduzione audio multi-room fino ad una vera configurazione 5.1. La Sonos Playbar è disponibile a questo link di Amazon.

migliori casse wireless per tvSe siete alla ricerca di un prodotto Sonos più moderno, non che la Playbar sia un reperto archeologico, la nuova Sonos Playbase offre un interessante compromesso per tutte le persone che preferiscono una soluzione più comoda, tranquilla.

La Playbase mostra una vistosa superficie superiore piatta pensata per appoggiare la propria televisione. La Sonos Playbase permette di poggiare il proprio televisore direttamente su di essa, purché questo non superi il peso massimo di 27 chilogrammi. Ma quali sono le caratteristiche della nuova Playbase? Il modello offre 10 driver amplificati suddivisi nel seguente ordine: sei midrange, tre tweeter e un woofer. Sul resto, come sempre, troviamo poi un ingresso ottico per collegare la TV e la presa per l’alimentazione.

Sonos Playbase è disponibile a questo link di Amazon.

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https://www.ridble.com/migliori-casse-per-tv/feed/ 0 ridble-casse-wireless-per-tv-galleria Panasonic SC-HTB8EG-K Soundbar, Surround 2 ch, 80 W, Bluetooth, Digital Audio, Design a Delta a Basso Profilo Elegante e Sottile, Possibilità di Montaggio a Parete, Nero Amazon Disponibile con Amazon Prime ridble-casse-wireless-per-tv-galleria-1 Samsung HW-J250 - Soundbar 2.2, 80 W Amazon Disponibile con Amazon Prime ridble-casse-wireless-per-tv-galleria-3 Sony HTCT390 Soundbar a 2.1 Canali Amazon Disponibile con Amazon Prime ridble-casse-wireless-per-tv-galleria-5 Sonos Playbar, TV-Soundbar e Sistema Audio Wireless, Controllabile da Smartphone, Tablet e PC, Nero Amazon Disponibile con Amazon Prime ridble-migliori-casse-per-tv-galleria-0111 Sonos PLAYBASE Soundbase Wireless per L\'Home Theater e Lo Streaming Musicale, Nero Amazon Disponibile con Amazon Prime
Samsung 860 EVO PRO news: i dettagli sulla nuova serie di SSD https://www.ridble.com/samsung-860-evo-pro-news/ https://www.ridble.com/samsung-860-evo-pro-news/#respond Fri, 19 Jan 2018 13:08:13 +0000 https://www.ridble.com/?p=423677 Nuovi dettagli sulla acclamata serie Samsung 860 EVO e PRO, cosa avranno questi SSD da offrire in confronto ai loro predecessori?

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Questo articolo raccoglie tutte le news su Samsung 860 EVO PRO presentate o in arrivo nelle prossime settimane e sarà costantemente aggiornato per non farvi perdere nulla fino al giorno dell’uscita. L’ultimo aggiornamento risale al 19 gennaio 2018.

 

Passati ormai tre anni dall’iniziale rilascio della serie Samsung 850, l’azienda rivela involontariamente informazioni sui prossimi Samsung 860 EVO e PRO. Non è affatto un segreto che la Samsung abbia conquistato il mercato degli SSD con un successo che non fa cenno a tramontare. Dalla nuova serie ci aspettiamo prestazioni maggiori a costi ridotti, andiamo a vedere cosa sappiamo fin’ora.

Samsung 860 EVO PRO news: caratteristiche ufficiali

Parliamo prima di tutto di tutto dei Samsung 860 EVO, disponibili nei form factor SATA da 2.5″ pollici, M.2-2280 ed la meno popolare mSATA; tutti con la solita interfaccia SATA 3 a 6 Gbps. La versione da 2.5″ sarà disponibile nelle dimensioni da 250 GB, 500 GB, 1 TB, 2 TB e 4 TB, esattamente come l’offerta attuale del Samsung 850 EVO. Gli SSD M.2 sono proposti con le sole varianti da 500 GB, 1 TB e 2 TB. Infine la versione mSATA è introdotta con le dimensioni da 500 GB, 1 TB e 2 TB. Questi SSD combinano la memoria flash 3D VNAND Samsung di ultima generazione ed un processo produttivo a 10 nm, con un controller aggiornato ed un firmware rifinito.

samsung 860 evo pro news

Il Samsung 860 EVO offre trasferimenti sequenziali fino a 550 MB/s, fino a 520 MB/s in scrittura sequenziale, con 97,000 e 88,000 IOPS nella lettura e scrittura in 4K rispettivamente. La nuova serie sorprende dal punto di vista della durabilità con 2400 di TBW, fino a otto volte di più rispetto ai Samsung 850 EVO. Accompagnati ancora da una garanzia di 5 anni per fornire un ulteriore prova sulla solidità di questo prodotto. Questa generazione vede l’introduzione della nuova funzionalità TurboWrite, trattasi di una cache SLC configurabile dall’utente. Si può assegnare una dimensione da 12 GB a 72 GB, permettendo al controller di utilizzare questo segmento come cache e aumentare le prestazioni dell’SSD, attivabile tramite il software ufficiale Samsung Magician.

Trapelano informazioni su un possibile Samsung 860 PRO 4 TB sul sito ufficiale Samsung che al momento sembra aver rimosso la pagina dedicata. Questo SSD (dal seriale MZ-76P4T0E) utilizza come previsto il form factor da 2.5″ e interfaccia SATA 3. Stando a quanto riportato, questa variante avrebbe velocità di 560 MB/s in lettura e 530 MB/s in scrittura. Molto probabilmente in linea con i dettagli dei Samsung 860 EVO, anche la versione PRO vedrà l’impiego delle ultimissime tecnologie del produttore. Cosa sappiamo invece di prezzo e data di rilascio?

Samsung 860 EVO PRO news su prezzo e data uscita in Italia

Visto che si tratta di un primo annuncio, non abbiamo nessuna informazione su prezzi e disponibilità dei Samsung 860 EVO, anche se ci aspettiamo costi in linea con la serie precedente. Per quanto riguarda invece la serie PRO, sembra che il costo per il Samsung 860 PRO 4 TB sia di 1899 dollari, davvero una bella cifra anche per gli standard attuali. Non ci rimane che attendere nuove informazioni su questi nuovi e promettenti SSD.

 

Rimanete sintonizzati sulla nostra pagina “Samsung 860 EVO PRO news” per scoprire tutti i dettagli sulla nuova serie di componenti hardware!

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MSI Clutch GM60 GM70 news: tutto sui nuovi mouse da gaming di MSI https://www.ridble.com/msi-clutch-gm60-gm70-news/ https://www.ridble.com/msi-clutch-gm60-gm70-news/#respond Thu, 18 Jan 2018 15:29:04 +0000 https://www.ridble.com/?p=423564 Dentro questo articolo trovate tutte le informazioni essenziali da sapere legate ai nuovi mouse da gaming MSI Clutch GM60 e la sua controparte wireless Clutch GM70

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Questo articolo raccoglie tutte le news su MSI Clutch GM60 GM70 presentate o in arrivo nelle prossime settimane e sarà costantemente aggiornato per non farvi perdere. L’ultimo aggiornamento risale al 18 gennaio 2018.

 

MSI è una delle compagnie più importanti dell’ambiente PC gaming e sebbene non sia tanto famosa per le sue periferiche quanto per le sue schede video gaming rimane comunque una delle aziende più attive nel settore. Il recente annuncio di ben due modelli di mouse di fascia alta – nello specifico MSI Clutch GM60 e GM70 –  ha saputo sicuramente cogliere l’attenzione del pubblico, quindi in questo articolo andremo a segnalarvi tutte le news di MSI Clutch GM60 GM70 per tenervi informati su questi nuovi interessanti prodotti.

MSI Clutch GM60 GM70 news e caratteristiche ufficiali

Il primo punto che bisogna specificare è che di fatto MSI Clutch GM60 e GM70 sono lo stesso mouse. Le uniche vera differenze presenti tra i due prodotti sono il tempo di risposta e la tipologia di connessione. Mentre GM60 è un mouse da gaming cablato, GM70 è una periferica wireless impiegabile anche in modalità cablata. L’autonomia di GM70 in modalità senza fili si assesta a circa 2 giorni, risultando quindi pratico anche per lunghe sessioni di gameplay ed il sacrificio in termini di peso è davvero minimo (129 g contro 115 g del GM60). Parlando invece del tempo di risposta, mentre GM70 si assesta ad un rispettabilissimo valore di 1 ms, GM60 vanta un fantstico tempo di risposta di 0,33 ms.

Passando ora però a parlare degli aspetti che accomunano MSI Clutch GM60 e GM70, posso subito confermarvi che sul fronte delle specifiche tecniche entrambi i mouse vantano ottime componenti. Il sensore ottico Avago PMW 3330 vanta infatti una sensibilità sorprendente di 1-18.000 DPI, chiaramente customizzabile tramite il software MSI Gaming Center a seconda delle nostre esigenze. Anche gli switch del mouse sono davvero ottimi, essendo due unità meccaniche OMRON che grazie alla loro attuazione precisa e l’incredibile longevità di oltre 50 milioni di click conferiscono alle due periferiche un’ottima bontà d’utilizzo.

Escludendo il pulsante d’accensione/spegnimento e di pairing presenti su GM70, entrambi i mouse vantano 8 tasti e grazie all’ottimo design cusomizzabile con i poggia-pollice opzionali inclusi con l’acquisto) entrambi i mouse sembrano proprio essere estremamente ergonomici. Infine, non possiamo dimenticarci di segnalare che sia MSI Clutch GM60 che GM70 vantano un sistema d’illuminazione RGB da 16,7 milioni di colori, nello specifico il sistema Mystic Light proprietario di MSI.

Galleria

MSI Clutch GM60 GM70 news su prezzo e data uscita

Nel caso foste interessati ad acquistare i due nuovi MSI Clutch GM60 GM70 non dovrete aspettare ancora molto. MSI, infatti, ha confermato che entrambi i modelli saranno resi disponibili in Italia a fine gennaio e potete già prenotare il GM60 da questa pagina Amazon ed il GM70 quest’altra pagina Amazon.

 

La pagina dedicata a “MSI Clutch GM60 GM70 news” verrà aggiornata nelle prossime settimane con ulteriori informazioni ufficiali aggiuntive. Torna a visitarla!

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https://www.ridble.com/msi-clutch-gm60-gm70-news/feed/ 0 MSI Clutch GM60 USB Optical 10800DPI Ambidextrous Black - mice (Ambidextrous, Optical, USB, 10800 DPI, 115 g, Black) Amazon Disponibile con Amazon Prime MSI Clutch GM70 RF Wireless+USB Optical 18000DPI Ambidextrous Black - mice (Ambidextrous, Optical, RF Wireless+USB, 18000 DPI, 129 g, Black) Amazon
Huawei P Smart news: annunciato il nuovo smartphone medio-gamma https://www.ridble.com/huawei-p-smart-news/ https://www.ridble.com/huawei-p-smart-news/#respond Thu, 18 Jan 2018 14:17:29 +0000 https://www.ridble.com/?p=423530 Scopri tutto quello che c'è da sapere sul nuovo Huawei P Smart: caratteristiche, prezzo e data d'uscita in Italia

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Questo articolo raccoglie tutte le news su Huawei P Smart presentate o in arrivo nelle prossime settimane e sarà costantemente aggiornato per non farvi perdere nulla fino al giorno dell’uscita. L’ultimo aggiornamento risale al 19 gennaio 2018.

 

Da qualche settimana si vociferava dell’arrivo sul mercato di un nuovo smartphone medio-gamma di Huawei, dapprima conosciuto con il nome di Huawei Enjoy 7S (nome ufficiale asiatico), ma giunto finalmente in Europa con il nominativo di Huawei P Smart. Questo si contraddistingue per un buon design, che come da tendenze odierne punta anch’esso su un display 18:9, oltre che sulla presenza di una doppia fotocamera sul retro. Andiamo dunque a scoprire Huawei P Smart nel dettaglio.

Huawei P Smart news e caratteristiche ufficiali

Il nuovo Huawei P Smart, già ufficializzato in Europa, sarà presto presentato anche in Italia. Il nuovo smartphone medio-gamma di Huawei si presenta come il perfetto smartphone medio-gamma, e prende “in prestito” alcune caratteristiche di punta dagli altri smartphone della compagnia attualmente in commercio: su tutti Honor 7X e Huawei Mate 10 Lite, a cui questo P Smart somiglia moltissimo nel design.

Huawei P Smart news

Huawei P Smart arriva con un look pienamente in linea con le attuali tendenze del mercato: display con rapporto 18:9 da 5,65 pollici, con tecnologia LCD IPS e risoluzione Full HD+ (2160 x 1080 pixel). Le cornici sono limitatissime ed il design generale è molto elegante, grazie anche alla presenza di una scocca in alluminio disponibile in diverse colorazioni. Proprio sulla scocca troviamo la presenza di un sensore d’impronte digitali, oltre che quella di un doppio sensore fotografico.

Come di consueto Huawei stupisce dal punto di vista della scheda tecnica. Sotto la scocca troviamo infatti una configurazione di tutto rispetto, che conta sulla presenza di un SoC HiSilicon Kirin 659, affiancato da 3 GB di RAM e da uno storage di 32 GB, espandibile via micro SD. Buono il comparto multimediale, grazie alla presenza di una doppia fotocamera posteriore rispettivamente da 13 MP e 2 MP, mentre sul lato anteriore spicca un sensore singolo da 8 MP. Per quanto riguarda la connettività, invece, troviamo a bordo un modulo Bluetooth 4.2, NFC, jack per le cuffie ed un connettore micro USB per alimentare la batteria, che conta 3000 mAh di capienza. Lato software, infine, troviamo la presenza di Android Oreo 8.0, con EMUI 8.0.

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Huawei P Smart news su prezzo e data d’uscita in Italia

Huawei P Smart sarà disponibile in Italia al prezzo di lancio di 259€, a partire dalla fine di gennaio. ePrice ha già inserito sul proprio e-commerce il nuovo smartphone e che trovate a questo link, già scontato a 240€ ma non ancora disponibile.

 

Ritorna a visitare la nostra pagina “Huawei P Smart news” nei prossimi giorni: questa verrà aggiornata con nuovi dettagli ufficiali non appena diverranno disponibili.

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Olympus E-PL9 news: la nuova mirrorless potrebbe essere presentata già a febbraio https://www.ridble.com/olympus-e-pl9-news/ https://www.ridble.com/olympus-e-pl9-news/#respond Thu, 18 Jan 2018 13:54:41 +0000 https://www.ridble.com/?p=423390 Olympus E-PL9 News è un articolo sempre aggiornato che raccoglie tutti i rumors, gli annunci ufficiali e le anteprime della nuova fotocamera mirrorless

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Questo articolo raccoglie tutte le news su Olympus E-PL9 presentate o in arrivo nelle prossime settimane e sarà costantemente aggiornato per non farvi perdere nulla della nuova fotocamera di Olympus fino al giorno dell’uscita. L’ultimo aggiornamento risale al 18 gennaio 2018

 

Qualche mese fa, Olympus ha registrato in Russia una nuova fotocamera con la sigla IM008. Molti pensano che questa fotocamera misteriosa sia proprio Olympus E-PL9, l’evoluzione della già nota E-PL8 un tipo di fotocamera che avevamo provato in anteprima al Photokina 2016. Scopriamo allora cosa si ipotizza per ora sulla nuova fotocamera, in questo articolo su Olympus E-PL9 news, che potrebbe essere annunciata ufficialmente già a febbraio 2018.

Olympus E-PL9 news: caratteristiche e rumors

Le ipotesi che il codice IM008 si riferisca alla nuova mirrorless Olympus sono date dalla batteria associata che si tratta del modello BLS-50, la stessa batteria presente sulla E-M10II e E-PL8. Olympus E-PL9 dovrebbe presentarsi con un sensore Live MOS micro 4/3 da 20 megapixel, il modello precedente è da 16.1MP. Una miglioria molto interessante potrebbe essere data dall’introduzione di 5 assi di stabilizzazione, rispetto ai 3 presenti sulla E-PL8. Questo renderebbe Olympus E-PL9 davvero interessante per i video dal momento che dovrebbe essere in grado anche di registrare in 4K a 30 fps.

Olympus E-PL9 NewsLa nuova mirrorless dovrebbe sicuramente avere la connessione WiFi come tutte le ultime mirrorless Olympus. Il sistema di messa a fuoco automatico dovrebbe essere migliorato con una velocità maggiore, e per quanto riguarda il display si dovrebbe trattare di un LCD da 3 pollici touchscreen ribaltabile. Infatti una caratteristica dei modelli EP-L è proprio il lato fashion e social, che basa il suo punto di forza proprio sui selfie, una modalità di scatto che ha bisogno di un display ribaltabile per vedersi nell’inquadratura. Un’ultima miglioria ipotizzata consiste proprio nella modalità ritratto e nei controlli per selfie, che dovrebbero migliorare ulteriormente la modalità di utilizzo. In base a questi miglioramenti Olympus E-PL9 potrebbe diventare una delle migliori mirrorless per vlog e quindi per i social addicted, fashion blogger e youtuber, che cercano una fotocamera performante ma anche stilosa.

Olympus E-PL9 news su data uscita e prezzo

Riguardo al prezzo con cui verrà presentata Olympus E-PL9 non si sa ancora nulla. Ci potremmo aspettare una cifra intorno ai 600€ per il solo corpo macchina, dal momento che si tratterebbe comunque di una mirrorless entry level della serie PEN di Olympus. La data di presentazione invece secondo alcuni rumors è prevista già per febbraio 2018; scopriremo quindi tra circa un mese le vere caratteristiche della fotocamera.

 

Continuate a seguire la nostra pagina “Olympus E-PL9 news” per maggiori dettagli su data di uscita e prezzo.

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Nintendo Labo news: un ritorno ai giocattoli in grande stile https://www.ridble.com/nintendo-labo-news/ https://www.ridble.com/nintendo-labo-news/#respond Thu, 18 Jan 2018 11:02:25 +0000 https://www.ridble.com/?p=423388 Scopri tutte le novità su caratteristiche, uscita e rumors sul nuovo progetto di Nintendo con Nintendo Labo news

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Questo articolo raccoglie tutte le novità presentate o in arrivo nelle prossime settimane dedicate alle news di Nintendo Labo e sarà costantemente aggiornato per non farvi perdere nulla del nuovo progetto di Nintendo fino al giorno dell’uscita. L’ultimo aggiornamento risale al 19 gennaio 2018

 

Beh, nessuno in redazione si aspettava questo annuncio – o nel resto del mondo, probabilmente. Nintendo non si ferma più: dopo aver annunciato una valanga di remaster di giochi delle scorse generazioni in arrivo sul suo Nintendo Switch, e dopo quella follia di Mario + Rabbids Kingdom Battle, che molti consideravano solo uno scherzo prima che si rivelasse uno dei migliori giochi dell’anno, la storica azienda giapponese ha lanciato una nuova “periferica” per il suo ultimo progetto: il Nintendo Labo.

Nintendo Labo news, rumor e caratteristiche

La premessa di base del Nintendo Labo è questa: venduto come gioco per la Switch, si tratta di un kit con cui trasformare la console stessa in oggetti diversi, da una canna da pesca a un mini-piano. Ciò che lo distingue da un progetto di un bambino dell’asilo è l’integrazione col tablet: il Labo è in grado, sfruttando i sensori e le caratteristiche uniche della console, di interpretare i movimenti e le varie cose che si possono fare e trasformarli in input per il gioco. E il nome dei controller, Toy-Con, è un gioco di parole assolutamente delizioso.

nintendo labo news

Ciò è possibile grazie a caratteristiche finora non ancora utilizzate da altri giochi, ma che Nintendo sicuramente ha inserito per sfruttare in progetti futuri. Dal sensore a infrarossi presente sulla console, che è in grado di rilevare forme e oggetti (come, ad esempio, il tasto di un piano che spinge il martelletto in alto), alla vibrazione dei Joy-Con che permette di spostare una macchinina di cartone avanti e indietro, non si può negare che Nintendo non abbia paura di sperimentare, anche se decisamente non è un prodotto per tutti.

Bisogna essere giovani e avere parecchia immaginazione. Il cartone è personalizzabile: ci si può disegnare sopra, lo si può colorare, manipolare e premere bottoni e girare manopole per poter cambiare i suoni del piano o inserire input nei vari giochi. Esistono al momento due Toy-Con diversi: il Kit Assortito (Variety Kit) e il Kit Robot.

Il Kit Assortito è quello che abbiamo visto finora: cinque giochi diversi (due automobiline radiocomandate, una canna da pesca, una casa, un manubrio da moto con minimoto radiocomandate annesse, un piano) saranno contenuti nella confezione, ognuno con il suo relativo programma disponibile nella cartuccia. Sembrano essere presenti, nel trailer, anche giochi che non fanno parte di questo kit – vi terremo aggiornati per eventuali nuovi kit su questa pagina Nintendo Labo news.

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Il Kit Robot pare essere la resurrezione di Project Giant Robot, un vecchio progetto personale dello stesso Shigeru Miyamoto che ha sempre voluto far diventare i giocatori dei robot giganti in grado di distruggere intere città e che pareva morto con la morte della WiiU. Con uno zaino di cartone e cavi collegati agli arti, il progetto pare essere il modo con cui Nintendo ha deciso di affrontare la realtà virtuale: lo Switch diventa un visore, da indossare sulla testa e con cui andremo a replicare nel gioco ogni mossa che faremo nel mondo reale.

Trailer

Nintendo Labo news su prezzo e data uscita

Alla Nintendo non lasciano niente all’immaginazione: Nintendo Labo sarà rilasciato il 20 aprile 2018 negli Stati Uniti e il 27 aprile qui da noi in Europa, senza periodi di hype o teaser per generare interesse. Alla fine il Labo è trattato come dovrebbe essere: un giocattolo, pensato per un pubblico di genitori e bambini delle elementari (o anche più giovani), cosa di cui Nintendo non ha mai fatto mistero. Non è per noi giocatori, a meno che non ci sentiamo particolarmente giovani dentro o abbiamo figli con cui passare una serata a creare cose.

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Fa un po’ alzare il sopracciglio il prezzo invece: 69,99€ per la versione con molte mini-costruzioni e giochi o 79,99€ per la versione col robot, e 9,99€ per il kit di personalizzazione con adesivi e stencil. Prima considerazione: sono fogli di cartone, e sembra effettivamente esagerato. Seconda considerazione: insieme al cartone riceveremo anche il gioco stesso come cartuccia per la Switch, e effettivamente un gioco sperimentale di questo tipo ha certi costi, andando a creare tecnologie completamente nuove e sfruttando le caratteristiche fisiche e i sensori della console. Potrete acquistare o preordinare il Nintendo Labo a questo indirizzo per il Kit Assortito, e a questo per il Kit Robot, una volta che sarà reso disponibile al pubblico (oppure potete cliccare sul box qui sotto).

Ultima considerazione: se avessi ancora cinque anni, lo adorerei alla follia. Mi chiedo se Nintendo rilascerà il software senza cartone, visto che pare abbia intenzione di pubblicare le schematiche sul loro sito per chi volesse crearsi le parti da solo. Inoltre, con l’arrivo della stampa 3D in casa, è possibile che stiano nascondendo un altro piano? Ci terremo aggiornati su questa pagina con le Nintendo Labo news.

 

Per non perdervi tutte le prossime novità, continuate a seguire la nostra pagina cornerstone dedicata alle news di Nintendo Labo.

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Huawei MateBook X recensione: al primo colpo, un ultrabook davvero interessante https://www.ridble.com/huawei-matebook-x-recensione/ https://www.ridble.com/huawei-matebook-x-recensione/#respond Wed, 17 Jan 2018 18:01:20 +0000 https://www.ridble.com/?p=423281 Huawei MateBook X è il primo esperimento in campo ultrabook di Huawei, che riesce perfettamente a giostrarsi in questo mondo portando la qualità dei suoi smartphone

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Il mercato degli Ultrabook è sempre stato ricco di player interessanti, che sono riusciti nel tempo a portare innovazione e prezzi sempre più competitivi per questi prodotti sottili, leggeri e votati alla portabilità. Mancava soltanto un giocatore nella partita, e cioè Huawei, il colosso cinese della telefonia che da qualche tempo ha cominciato a sperimentare in altri campi, toccando stavolta il settore notebook e introducendo quindi Huawei MateBook X, un avversario diretto del Macbook da 12 pollici di Apple.

La cosa più incredibile è notare come questo primo tentativo sia riuscito al primo colpo. MateBook X è infatti un ultrabook davvero solido, con pochi reali difetti, che pone quindi un ottima base per le future generazioni di questo prodotto. È una delle migliori alternative ai nomi più blasonati, e mi ha sorpreso davvero notare come Huawei sia riuscita dal nulla a tirare fuori un device così competitivo. Scopriamo quindi come è andata, nella recensione di Huawei MateBook X.

Huawei MateBook X video recensione

Scheda tecnica

Processore, RAM e storage CPU Intel Core i5-7200U, 8 GB di memoria RAM e 256 GB di SSD
Display 13,3 pollici LCD IPS, 2160 x 1440 pixel
Sistema operativo Windows 10
Porte 2 x USB Type-C, jack audio
Dimensioni e peso 286 x 211 x 12.5 mm, 1.05 Kg
Batteria 41 Wh

Design: già visto, ma funzionale

Huawei MateBook X rappresenta il massimo della comodità per quanto riguarda la portabilità e le dimensioni. È infatti perfetto come misure, super ottimizzato in ogni suo millimetro, fantastico per viaggiare e spostarsi con un computer prestante dietro ma senza sentirne l’ingombro. Appoggiando un foglio A4 sulla scocca di MateBook X noterete che potrete nascondere il notebook: è infatti più piccolo di un foglio di carta pur avendo un display da 13 pollici. È poi sottile e leggero: siamo praticamente al kilogrammo spaccato, non lo si sente nello zaino e non ruba spazio.

Huawei MateBook X recensione

Sui due lati troviamo le poche porte di questo notebook, che non sono il punto di forza del prodotto. A sinistra c’è una USB Type-C che può essere usata anche per la ricarica, più il jack delle cuffie; a destra un’altra Type-C che però non supporta l’alimentazione. Nessuna delle due porte è Thunderbolt 3 quindi non potrete collegare accessori che richiedono una grande banda passante, come schede video esterne. Si sente la mancanza di qualche opzione aggiuntiva di input\output (per fortuna c’è una dock in confezione per evitare subito di dover acquistare accessori), e avrei voluto trovare la possibilità di ricaricare il notebook da entrambi gli accessi laterali.

Huawei MateBook X recensioneAprendo Huawei MateBook X, si nota subito uno degli aspetti migliori del prodotto. Il display ha cornici ridottissime, cosa che permette di avere un’esperienza visiva davvero notevole. Lo schermo con rapporto di forma 3:2 rende il notebook più squadrato, ma la tastiera non ne soffre – anzi. I pulsanti sono grandi, ben spaziati e con una discreta corsa: ci si scrive che è un piacere, ed è ovviamente retroilluminata. Sopra di essa, si trova il pulsante di accensione che funge anche da lettore di impronte digitali, veloce e comodo per fare l’accesso a Windows.

Nella parte inferiore spicca invece il touchpad, che sfrutta bene lo spazio a disposizione. Non è enorme ma è scorrevole, anche se talvolta si perde qualche tap per strada: non è insomma dei più precisi, ma gli aggiornamenti driver hanno migliorato la situazione. Sebbene sia innegabile la somiglianza con il Macbook da 12″, devo dire che Huawei MateBook X risulta proprio un notebook notevole, ben costruito e curato in ogni dettaglio. E soprattutto è davvero un piacere portarselo dietro, perché le sue misure sono oggettivamente perfette per la mobilità.

Display e audio: tanti punti positivi

A bordo di Huawei MateBook X si trova uno schermo da 13 pollici, con un rapporto di forma 3:2 (più squadrato rispetto al classico 16:9) e risoluzione 2160 x 1440 pixel. È un display laminato di grande qualità, che però non supporta il touch né ovviamente pennini particolari. MateBook X sotto questo aspetto è un notebook tradizionale, che non punta a fare troppe cose contemporaneamente. Il pannello però è comunque coperto da un Gorilla Glass che assicura resistenza e protezione dai graffi, al costo però di qualche riflesso di troppo.

Questo schermo è luminoso, ben calibrato, definito: in poche parole, una gioia per gli occhi. Huawei ha lavorato davvero bene, bilanciando questa unità alle necessità dell’utente medio di questo prodotto e calibrando il tutto in base alle prestazioni della macchina. La risoluzione è elevata ma non ad un eccesso, quindi Windows scala correttamente e il PC non ne risente come prestazioni. Il rapporto di forma lo rende poi adatto per la navigazione web, dove avere più respiro sull’asse verticale è una manna dal cielo.

Da un punto di vista sonoro, è impressionante invece come lo speaker posto sopra la tastiera riesca a raggiungere un volume elevatissimo, merito anche della collaborazione con Dolby per l’uso della tecnologia Atmos. Il volume di picco è così alto però che talvolta tende a distorcere, cosa che si nota specialmente con i suoni di notifica di Windows, che potrebbero essere così forti da risultare sgradevoli e gracchianti. Tenendo però un volume medio ci potremo godere un film riuscendo a percepire alla perfezione le parole e la colonna sonora, cosa che spesso è impossibile da fare con tanti notebook.

Prestazioni: una scheda tecnica all’insegna dell’equilibrio

La scheda tecnica di Huawei MateBook X non è delle più recenti (non è stato infatti aggiornato a Kaby Lake-R, cosa che speriamo possa avvenire quest’anno) ma risulta essere ancora valida e interessante. Troviamo al suo interno un processore Intel Core i5-7200U, accompagnato da 8 GB di memoria RAM e un SSD da 256 GB. La GPU è ovviamente integrata nel chip principale. La particolarità non sta tanto nella dotazione – che abbiamo già visto svariate volte nel 2017 – ma nel suo metodo di raffreddamento. MateBook X infatti non è dotato di ventola ma il calore viene dissipato grazie a quattro heatpipe che spingono il calore verso la scocca e lontano dal processore.

Huawei MateBook X

Il risultato? Silenzio assoluto, nessuna vibrazione. Queste due cose regalano una sensazione premium fantastica, e viene voglia di usare MateBook X proprio perché non emette nemmeno un sibilo anche quando sotto carico. Per un uso blando, il raffreddamento passivo è più che sufficiente: se navigate sul web, fate operazioni leggere e non stressate il processore, avrete sempre il massimo delle prestazioni. Va detto però che, quando si sta chiedendo molto al notebook, le temperature rimarranno sotto controllo ma verrà introdotto del throttling – le prestazioni quindi caleranno sensibilmente, senza però bloccare il PC.

Huawei Matebook X recensioneCon Huawei MateBook X si può fare di tutto, ma ovviamente dipende anche dal risultato che vogliamo ottenere. Non è una macchina da videoediting per dire, ma non è escluso a priori: semplicemente, non aspettatevi prestazioni perfette e render veloci. MateBook X sguazza bene nella navigazione web, nell’editing di foto, nel blogging e altre operazioni non troppo impegnative, dove si vogliono comunque avere prestazioni valide in un corpo leggero e silenzioso. Non si può pretendere la Luna da un i5-7200U raffreddato senza ventole.

Non mi fa impazzire il quantitativo di RAM e dell’SSD, ma soltanto per una questione di scelta. Infatti il modello 8/256 è l’unico presente in Italia, mentre una variante top con 16/512 l’avrei vista bene. L’SSD poi non è particolarmente veloce, mentre ci sarebbe stata bene una unità NVMe. Huawei però ha lavorato bene nel software: Windows 10 è praticamente pulito, e le poche implementazioni servono soltanto per gestire al meglio tutte le caratteristiche della macchina. Huawei MateBook X risulta quindi un prodotto davvero valido per lavorare in mobilità, complici le giuste misure e le prestazioni elevate in quasi qualsiasi contesto di utilizzo.

Batteria: ricarica veloce, ma autonomia non da record

Gli ultrabook sono spesso interessanti per la loro autonomia, perché l’uso di processori ottimizzati consente di spingersi un po’ oltre rispetto a prodotti con hardware più prestante ma allo stesso tempo energivoro. Huawei MateBook X è purtroppo imperfetto dal punto di vista dei consumi: mi sarei aspettato qualcosa di più, quando in realtà si riesce soltanto a tirare fuori una autonomia media soddisfacente ma non incredibile.

Parliamo infatti di circa 6-7 ore di utilizzo web, con tanta navigazione e luminosità media. Mi sarei aspettato qualcosa di più, invece basta alzare di poco la luminosità ed ecco che la batteria scende a vista d’occhio. Sia che si faccia un uso blando che uno più impegnativo, non si noterà tanta differenza: si rischia di non coprire una giornata lavorativa o un viaggio dove non si può usare il caricatore. Va anche detto però che gli ultimi aggiornamenti di sistema e del BIOS hanno limato la situazione, segno che è probabilmente questione di ottimizzazione.

Huawei MateBook X recensione

Sulla ricarica ho pareri contrastanti: da una parte apprezzo tantissimo l’uso della porta USB Type-C, perché significa che il caricatore è praticamente quello di un telefono e anzi, lo potremo usare tranquillamente pure per il nostro smartphone se dotato dello stesso ingresso. È piccolo e compatto, ma soprattutto veloce: in due orette circa avremo completato il ciclo. Però può essere usato soltanto sulla porta di sinistra, una scelta che non mi fa impazzire. Già le porte a disposizione sono poche: per quelle che ci sono bisognerebbe offrire la massima flessibilità possibile.

Huawei MateBook X: le nostre conclusioni

Per essere il primo esperimento in campo notebook, secondo me Huawei ha fatto centro. Ha tirato fuori un prodotto competitivo, non perfetto ma assolutamente valido. Su alcune cose ha superato la concorrenza: il raffreddamento passivo è una manna dal cielo, il display è eccellente sotto tanti punti di vista, le dimensioni generali invitano a portarsi sempre dietro il notebook e autonomia e prestazioni, sebbene siano entrambi aspetti da rifinire, risultano essere più che valide per lavorare anche a lungo.

Pro

  • Dimensioni e peso perfette
  • Ottime prestazioni
  • Silenzioso e fresco
Contro

  • Scheda tecnica limitata
  • Audio imperfetto
  • Autonomia non sempre elevata
8

Andrea Ricci


Ora Huawei ha una ottima base di partenza su cui lavorare per rifinire il prodotto. La gamma va espansa, offrendo qualche scelta in più specialmente lato memoria, e l’occasione dei nuovi processori è ghiotta per fare questa operazione. Inseguendo meno Apple e tentando di innovare ancora di più, il prossimo anno a quest’ora potremo ritrovarci a consigliare tanti notebook di Huawei a chi vuole Windows in un corpo ultracompatto. Parliamo infine di costi: 1399€ di listino è una cifra importante, ma qualche sconto si trova come si può vedere a questa pagina. Ha mantenuto piuttosto inalterato il suo prezzo di listino, che risulta essere in linea con il posizionamento voluto da Huawei ma forse un filo elevato per essere davvero invitante – siamo in territorio Macbook, che a prescindere dalle sue falle è un prodotto più rifinito essendo alla sua terza generazione.

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