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Fallout 76

Fallout 76

di Stefano Zocchiaggiornato il 5 novembre 2018
La storia del prodotto
Questo articolo raccoglie tutte le news su Fallout 76 presentate o in arrivo nelle prossime settimane e sarà costantemente aggiornato per non farvi perdere nulla sui nuovi dispositivi. L’ultimo aggiornamento risale al 20 Novembre 2018.
Fallout 76: le nostre considerazione dopo la prova della Beta

Come era stato anticipato dal teaser, dalle comunicazioni e dai rumor, Bethesda ha ufficialmente svelato Fallout 76 all’E3 2018 di Los Angeles, mostrando anche i primi spezzoni di gameplay. Todd Howard, game director di Bethesda e “volto ufficiale” della saga di The Elder Scrolls e del resto dei progetti dell’azienda, è salito sul palcoscenico e ha rivelato il nuovo episodio di quella che molti considerano la più famosa serie di videogiochi postapocalittici al mondo.

Fallout 76 news: tutto quello che c’è da sapere sul nuovo titolo

Innanzitutto, una cosa è definitivamente confermata: Fallout 76 sarà un gioco interamente online, in cui è la componente multiplayer a fare da padrone. I fan sembrano ancora indecisi su come interpretare la cosa: da un lato è vero che la possibilità di giocare i classici RPG alla Bethesda come Fallout e Elder Scrolls assieme ad altre persone è qualcosa che viene richiesto a gran voce da anni, e a cui i modders hanno cercato di dare una risposta (senza risultati di grande rilievo), dall’altro la scelta genera molti dubbi. Il fatto che il gioco sia pensato come un multiplayer dalle grandi dimensioni significa che la storia finirà in secondo piano? Vedremo cosa succederà in futuro – Bethesda ovviamente garantisce che la storia sarà oggetto di molta attenzione, ma bisogna sempre tenere a mente che l’E3 è pensato per creare moltissima eccitazione tra il pubblico e che la tendenza a esagerare fa parte sia della storia che del fascino dell’evento.

Nato da una lunga lista di tentativi da parte di vari studi nel creare un MMO di Fallout, il gioco sembra voler mettere in primo piano l’atmosfera ultra-nazionalistica tipica del mondo di Fallout prima del bombardamento atomico: il giocatore sarà parte del Vault 76, uno dei molti rifugi antiatomici costruiti dall’azienda Vault-Tec il cui ruolo era in realtà una copertura per esperimenti con cavie umane in assenza di qualunque controllo (e valore scientifico). Con una importante novità dal punto di vista del lore: il Vault 76 non è un Vault di ricerca, bensì un Vault di controllo, in cui gli abitanti non hanno subito esperimenti, che serve come punto di riferimento “normale” con cui comparare i risultati degli altri Vault.

Costruito in occasione del tricentenario dell’indipendenza degli Stati Uniti (1776-2076), nella storia di Fallout il Vault 76 è stato il primo rifugio ad aprirsi dopo la caduta delle bombe, con i suoi abitanti incaricati di “riappropriarsi dell’America” in seguito alla devastazione e alle morti portate dalla guerra. Il gioco sarà quindi una specie di “prequel” del mondo di Fallout, ambientato nel 2102, in cui si potrà vedere in prima persona come il bombardamento abbia impattato gli Stati Uniti prima ancora del ritorno di tutti gli altri abitanti dei Vault.

Fallout 76 gameplay: più grande e con più novità

Con una mappa quattro volte più grande di quella di Fallout 4, il gioco ci vedrà esplorare sei regioni diverse nella nostra missione di ricostruire l’America secondo le indicazioni del supervisore del nostro Vault. Ricostruire nel senso proprio del termine: la costruzione di avamposti è una delle meccaniche principali del gioco, riprendendo sia una meccanica introdotta in Fallout 4 che quel filone di giochi survival come Rust a cui Todd Howard e compagni sembrano essersi ispirati. Tutte queste novità comportano un comparto tecnico interamente rinnovato, e meccaniche che vanno ad espandere quelle già viste nell’ultimo episodio della serie.

Potremo portarci dietro un C.A.M.P. (Construction and Assembly Mobile Platform), una stazione da lavoro portatile che attiverà la modalità di costruzione e crafting attraverso cui creare edifici ed armi. Howard ci tiene però a precisare che l’approccio del gioco sarà molto più soft rispetto al genere survival a cui si ispira: non sarà ad esempio presente il permadeath, la perdita di ogni progresso alla morte del nostro personaggio, e ci saranno dozzine di giocatori in un server, non centinaia.

Fallout 76 anteprima: provata la fase B.E.T.A. del titolo, ecco le nostre considerazioni

A poco meno di due settimane dal lancio, abbiamo finalmente avuto la possibilità di testare l’esordio di Fallout online grazie alla prima fase B.E.T.A. di Fallout 76 su Xbox One. Un primo approccio che sicuramente non ci ha permesso di trarre delle conclusioni che si rivelerebbero per forza di cose premature rispetto al lancio definitivo, ma che ha saputo comunque donarci diversi ed importanti spunti di riflessione.

Partiamo con il dire che, fortunatamente, l’intera sessione di gioco si è svolta senza rivelare crash improvvisi dei server o bug tali da “rompere” la nostra sessione di gameplay; eccezion fatta per qualche incertezza iniziale nel far riconoscere il nostro precedente account Bethesda – necessario all’accesso ai server – e costringendoci a crearne uno ex novo. Una volta avuto accesso ai server abbiamo avuto modo di testare l’editor del nostro alter ego virtuale, in un sistema di creazione e modifica che riprende buona parte degli asset utilizzati in precedenza per Fallout 4, pur non condividendone la divertente integrazione narrativa di quest’ultimo. L’esordio del nostro personaggio avviene, dopo le consuete introduzioni, all’interno del Vault 76, primo tra i bunker del programma Vault Tech ad aprire i propri cancelli dopo la devastazione nucleare. D’altronde, lo scopo ultimo degli abitanti del Vault 76 è proprio quello di dare inizio alla ripopolazione degli Stati Uniti nel nuovo ostile territorio del West Virginia, ora assediato da creature spaventose e protagonista di un mutamento naturale netto rispetto al passato.

Rispetto agli episodi in giocatore singolo del passato, il primo scoglio da superare, in particolar modo per i neofiti della serie, è la totale assenza di una guida introduttiva. Se in passato questo ruolo era riservato a NPC di varia natura, Fallout 76 ci porta immediatamente a gestire autonomamente le nostre azioni, mettendoci a contatto unicamente con altri personaggi reali; giocatori con cui potremo creare un team fin dalle prime battute di gioco. Una volta abbandonato il Vault, la libertà che da sempre contraddistingue gli universi open world di Fallout (almeno a partire dal terzo capitolo) si ripropone anche in questo nuovo Fallout 76, mettendoci davanti agli occhi una devastazione che potremo liberamente esplorare fin da subito. A nostra disposizione ci saranno già alcune main quest da completare ed una serie di compiti secondari che potremo facilmente portare a termine dopo pochi passi dal nostro punto di uscita dal Vault.

Decidendo di affrontare immediatamente alcune main quest per saggiare le potenzialità narrative di Fallout 76, ci siamo immediatamente trovati a contatto con una struttura decisamente diversa rispetto al passato. Se da una parte, infatti, l’assenza totale di NPC ci pone di fronte ad una rottura netta della direzione narrativa, “limitando” le interazioni a letture e all’ascolto di alcune registrazioni, viceversa questa scelta ha saputo comunque evidenziare una potenza narrativa molto interessante. Quello con cui ci troviamo a contatto è una sorta di ricostruzione storica della Storia del West Virginia raccontata dai suoi abitanti nelle settimane, nei giorni e nelle ore precedenti o appena successivi al Fallout nucleare, ponendo l’accento su un collegamento tra passato e presente che mai come in questo titolo è apparso tanto interessante.

Ora, queste considerazioni possono sembrare confortanti per un titolo destinato unicamente al gameplay in multigiocatore online, ma è altrettanto necessario constatare quelli che sono – ad ora – i suoi limiti. Se un contatto così intimo con la narrazione si è reso possibile fin da subito affrontando i primi minuti di gioco in solitaria, al termine delle prime quest abbiamo deciso di formare un team per cooperare con altri giocatori presenti nelle vicinanze; e questo ha portato alla luce un nuovo importante limite: specialmente condividendo la propria sessione di gioco con altri giocatori in chat vocale, l’espediente narrativo utilizzato per giustificare l’assenza di NPC all’interno della mappa ha perso decisamente spessore, dando maggiore priorità alla coordinazione della squadra; o anche semplicemente a scambiarci battute sul gioco o su altro (come d’altronde succede spesso all’interno di questo genere di titoli, ma rappresentando un limite quando si parla di una serie che fa proprio della narrativa un suo cavallo di battaglia).

In ogni caso, è pur vero che la vera main quest di Fallout 76 è rappresentata dal nostro compito di sopravvivere al nuovo mondo ostile post-apocalittico e ricostruirlo dalle fondamenta, ma è anche l’aspetto che nella breve sessione di gioco a nostra disposizione abbiamo potuto testare meno. Dunque, un discorso ancora tutto da rimandare, pur dimostrando una profondità notevole, è quello dedicato al crafting e alla natura veramente survival di Fallout 76. Una questione che potrà essere giudicata solo dopo svariate ore di gioco.

Un aspetto che, al contrario, possiamo già giudicare – e bocciare – almeno stando a questa prima fase anticipata, è quello tecnico. Se da una parte viene messo in luce ancora una volta il grandissimo talento di Bethesda nel saper creare un universo di gioco affascinante ed evocativo, dall’altra comincia ad affiorare il desiderio di poter avere tra le mani un prodotto decisamente più rifinito di quello che abbiamo testato con questa beta di Fallout 76. Il motore grafico, invariato rispetto al suo (già antiquato) predecessore, mette in luce non solo un gap netto con la concorrenza, ma anche una gestione delle animazioni e del gunplay che in un titolo interamente online potrebbe rappresentare un grosso problema; quantomeno su console. La necessità di rendere ogni azione un’azione in tempo reale per noi, quanto per gli altri giocatori, rende il gameplay di Fallout 76 decisamente troppo legnoso. Prendiamo ad esempio la meccanica dell’ormai noto SPAV: se nei precedenti capitoli lo SPAV prevedeva un rallentamento del tempo per decidere dove sparare ogni singolo colpo, in Fallout 76 l’intera azione avviene in tempo reale, con il sistema di mira che va letteralmente in bambola (colpi sparati di spalle che vanno magicamente a segno, per esempio).

La seconda riflessione basata sugli attuali limiti tecnici del gameplay riguarda la tanto discussa meccanica del PvP: ora, se è vero che la gestione della componente PvP dovrebbe impedire la nascita di una community tossica e gratuitamente avversa ad un comportamento di cooperazione con gli altri giocatori, questo porta a due contraddizioni: la prima riguarda i giocatori che decidono consciamente di dedicarsi ad un gameplay competitivo nei confronti di altri giocatori, trovando quindi un ostacolo puramente tecnico rappresentato dalla legnosità del gameplay (l’anticompetitività fatta gioco, sempre considerando il comparto tecnico su console). La seconda è una contraddizione di carattere narrativo: se è originale l’idea alla base di Fallout 76 di mettere nelle mani dei veri e propri giocatori lo sviluppo dell’America dopo la devastazione nucleare, lo scoraggiamento di un comportamento ostile non potrebbe mai portare alla creazione di una vera community diversificata – le varie fazioni, ad esempio – in un universo di gioco post-apocalittico, facendo perdere decisamente appeal da questo punto di vista.

In conclusione, questa prima prova non si è rivelata sufficiente per mettere veramente a fuoco questo titolo. Fallout 76 è al momento un progetto estremamente ambizioso, ma altrettanto rischioso; un capitolo di rottura, che cerca in qualche modo di non snaturare le sue origini di gioco di ruolo per giocatore singolo, pur ponendo l’accento su tanti, forse troppi aspetti che nella serie rappresentavano in precedenza una sorta di contorno al vero cuore pulsante, ossia la narrazione. Una narrazione che, è pur vero, sembra essere gestita in maniera furba e molto interessante, dandoci comunque la spinta ad approfondire lo sviluppo di Fallout 76 dopo la sua uscita definitiva.

Fallout 76 trailer: un primo sguardo al nuovo titolo

Sarà sempre possibile giocare il gioco interamente in solitaria, ma l’impianto del gioco di base resta sempre quello di un gioco interamente online: proprio sul giocare in gruppo si incentra il primo video di gameplay, che ci permette anche di dare un’occhiata alle scene d’azione vera e propria.

Le meccaniche di gioco sembrano essere rese ancora più dirette e immediate rispetto a Fallout 4, che già era stato un passo ulteriore nella direzione degli FPS rispetto al tradizionale impianto RPG della serie, con armi reattive e sparatorie frenetiche. L’armatura atomica sarà presente proprio come era stata utilizzata nel quarto episodio, e ci sarà un’importante novità: collaborando con gli altri giocatori potremo raccogliere codici nucleari, da utilizzare per lanciare testate atomiche sui nostri nemici e creare zone irradiate in cui si presenteranno nuovi mostri radioattivi e migliore loot da raccogliere.

Il multiplayer, server e funzionamento

Non sarà presente una tradizionale modalità di selezione del server: non è ancora chiarissimo cosa intenda fare Bethesda, ma il nostro personaggio non sarà legato a un server particolare, bensì potrà spostarsi senza soluzione di continuità da un server all’altro, portandosi dietro i nostri progressi e unendosi ai nostri amici in maniera diretta. Per maggiori chiarimenti sul funzionamento di questo sistema aspettiamo informazioni aggiuntive, o di poter mettere le mani sulla beta; pare che si potranno avere fino a quattro persone nel nostro gruppo, ma dozzine nel mondo di gioco.

Fallout 76 beta: quando saranno effettuati i primi test?

È stata confermata la presenza di una beta (chiamata B.E.T.A., Break-it Early Test Application), che sarà resa disponibile dal 24 ottobre per Xbox One e dal 30 ottobre per PS4 e PC. Non si tratterà però di una beta tradizionale: saranno selezionati specifici orari per l’apertura della beta, con l’intenzione di spingere quanta più gente possibile a giocare nello stesso momento per testare le capacità dei server sotto stress. Sono stati resi noti gli orari per Xbox One che  saranno, in Italia, il 24 ottobre da 1:oo a 5:oo, il 27 ottobre da 23:00 a 1:00 del 28 e il 28 ottobre da 12:00 a 14:00. Aggiorneremo questa pagina una volta che saranno rivelati altri slot di orario.

Vista la natura online di questo titolo (e, ha ammesso Howard, la fama dell’azienda), Bethesda ha annunciato che avrà bisogno di tutto l’aiuto dei fan per poter eliminare bug e testare i propri server sotto stress, ma per accedere alla beta l’unico modo al momento è preordinare il gioco dai venditori ufficiali o dal sito di Bethesda.

Fallout 76 uscita e prezzo in Italia

Fallout 76 punta a un rilascio a fine autunno, con una data di lancio confermata per il 14 novembre 2018, in tempo per la redditizia stagione invernale. Il gioco si può già preordinare online sui maggiori store e sarà disponibile per PC, PlayStation 4 ed Xbox One.

Le edizioni: dalla versione di base agli extra digitali e non

Bethesda rilascerà Fallout 76 in tre edizioni: standard, Tricentennial Edition e Power Armor Edition.

L’edizione standard conterrà semplicemente il gioco e permetterà l’accesso alla beta. Bonus interamente digitali invece per la Tricentennial Edition, che offrirà cosmetici esclusivi per il nostro personaggio e le nostre armi, oltre a una emote speciale. L’offerta più interessante è però decisamente la Power Armor Edition, che offre un’intera cassa di materiali in più: oltre al classico steelbook in cui riporre il gioco, sarà presente anche un elmetto dell’armatura atomica T-51 con luce e modulatore vocale, per fan sfegatati e appassionati di cosplay, una mappa del mondo di gioco fosforescente e 24 statuette collezionabili basate sui modelli dei personaggi.

Puoi acquistare il prodotto su Amazon. In alternativa il prodotto è disponibile nelle varianti Fallout 76 Xbox One o nella variante Fallout 76 PC.

5 novembre 2018
Bethesda stuzzica il pubblico con un teaser di Fallout 76

È ormai passato del tempo dall’ultimo Fallout e rumor ed indiscrezioni su un nuovo titolo stanno iniziando a moltiplicarsi. Dall’ipotetica Anniversary Edition di Fallout 3 a quel New Vegas 2 in cui sperano i fan della serie, Bethesda non ha mai smentito o confermato nulla su quali siano i suoi piano post Fallout 4 – fino ad oggi. In una maniera molto poco ortodossa, l’azienda del Maryland ha infatti rivelato indiscrezioni sul suo nuovo titolo in un livestream su Twitch divenuto immediatamente virale.

Fallout 76 rumors: cosa possiamo aspettarci?

Due milioni di persone si sono connesse allo stream dell’azienda, in cui l’unica cosa inquadrata era una televisione con un logo di trasmissione interrotta e la richiesta di restare in attesa. A molta gente è sembrata una lunga presa in giro, ma per ventiquattr’ore gli spettatori sono rimasti incollati ai loro schermi, aspettando quei rarissimi momenti in cui qualche palloncino appariva davanti alla televisione inquadrata o una persona camminava davanti alla telecamera.

Ma questo metodo di marketing virale sembra aver dato i suoi frutti, visto il numero enorme di persone che si sono sintonizzate per seguirlo, e la rivelazione è finalmente arrivata alla chiusura dello stream. Bethesda ha svelato infatti un teaser per il suo nuovo gioco: Fallout 76, titolo che va a smentire ogni teoria che si potesse trattare di un nuovo episodio della serie principale (arrivata fino al 4).

Il trailer suggerisce alcune cose interessanti. Aprendosi con un’inquadratura della radio che ormai è divenuta un simbolo non ufficiale della serie, alle prime classiche note di chitarra jazz segue una cover di Take Me Home, Country Roads di John Denver, storica e famosissima canzone folk che racconta della campagna e delle montagne nell’ovest degli Stati Uniti. In particolare sembra confermare che il nuovo Fallout sarà ambientato nella Virginia Occidentale, il luogo di cui parla la canzone, vedendo il nuovo protagonista esplorare le catene montuose che ne costituiscono la maggior parte del territorio.

Si vede anche l’interno di un Vault, i rifugi antiatomici costruiti dalla sinistra Vault-Tec – ma a differenza del resto della serie, il Vault 76 non sembra mostrare traccia dell’anarchia e delle condizioni disumane in cui sono (intenzionalmente) piombati tutti gli altri rifugi. Insomma, siamo davanti a quello che sembra essere un cambio di direzione rispetto al passato, almeno nel tono: pare scomparsa la forte vena cinica e satirica che ha caratterizzato la serie finora, che lascia strada a un approccio più diretto e orgoglioso riguardo agli ideali dei Vault e del nazionalismo di prima della pioggia nucleare. Indiscrezioni parlano di un gioco online, ma ancora non ci sono conferme o smentite ufficiali; vedremo di cosa si tratta esattamente una volta che il gioco sarà svelato all’E3 di inizio giugno.

30 maggio 2018