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f.lux: ritrovare il sonno sotto una nuova luce... di monitor

di Claudio Carelliaggiornato il 29 marzo 2015

I computer, in ogni loro forma (workstation, portatili, tablet e smartphone), fanno ormai parte della vita quotidiana di tutti noi. Il loro utilizzo ha ormai caratterizzato moltissimi settori, alcuni dei quali sono ormai completamente basati sull’elettronica digitale. L’abuso della tecnologia – così come ogni abuso – non è però sicuramente una cosa produttiva: abbiamo già analizzato come ad esempio i dispositivi a volte tendono ad allontanarci, anziché avvicinarci. Possiamo dire che è un caso del tutto analogo quello che mette in gioco anche una variabile importante: la nostra salute.

Sono numerosi gli studi inoltrati sulle onde radio emesse da smartphone, tablet e simili, e spesso non mostrano risultati molto positivi inerenti a ciò che il loro utilizzo estremo causa al corpo umano. Ve ne sono altri che si focalizzano sull’impatto negativo che ha l’utilizzo massiccio di dispositivi dotati di display sul nostro sonno. La luce eccessiva proiettata in tarda serata può causare, con una frequenza davvero elevata, insonnia. In questo articolo vi proponiamo una piccola soluzione al problema: questa prende il nome di f.lux. Cerchiamo di capire da dove nasce e come funziona.

Cos’è f.lux: alla base c’è la nostra salute

Sembra un po’ un nome pensato per qualcosa di buffo, ma in realtà f.lux è molto di più. Nato dalle menti di Michael e Lorna Herf, consiste sostanzialmente in un software pensato proprio per abbattere i disturbi causati dall’eccessiva esposizione a schermi luminosi, prettamente dotati di luce chiara. È proprio quest’ultima che sarebbe la causa di ciò che chimicamente avviene nel nostro organismo: il sonno viene conciliato nel nostro corpo dalla produzione di melatonina, sostanza prodotta da più organi durante le ore notturne che viene esaurita fino al risveglio, quando subentra la luce del sole.

[img_destra][/img_destra]Il nostro corpo compie appunto questo ciclo, riconosciuto come ritmo circadiano (vi consigliamo la lettura relativa a questa pagina), e l’esposizione a display durante la notte tende appunto a ridurre la produzione della melatonina, sostanza che fa avvertire il sonno. Non è il caso di estremizzare: passare qualche ora a navigare il web sul proprio PC o a giocare sul tablet di sera non è certamente sinonimo di nottata passata in bianco, ma è ormai riconosciuto che esporsi a forti luci – e sono incluse anche quelle dell’inquinamento luminoso presenti nelle grandi città – causa una riduzione del sonno.

Come si impone quindi f.lux per risolvere il problema? Semplicemente variando la temperatura dei colori riprodotti dai display presenti sui nostri monitor. No, non si tratta di variazioni di calore, ma di alterazioni cromatiche per i pannelli che sono prodotti da parte delle aziende famose (LG e Sharp sono le principali) per essere chiari e limpidi anche alla luce solare quotidiana. Quando però, nelle ore tarde, la chiarezza dei display inizia a non essere più necessaria – e non parliamo solo di luminosità, anche se questa ha il suo peso – il candido e freddo bianco, tendente al blu, può diventare un po’ più giallo; “invecchiare un po”‘.

A quale scopo? Semplice: il nostro organismo, di fronte a computer dotati di display non troppo luminosi e chiari (come la luce del sole appunto), continua a produrre normalmente la sostanza indispensabile al sonno. Può sembrarvi assurdo, ma è così. Non stressare la vista per poter riposare è una cosa fondamentale, e come già detto segue numerose caratteristiche: è importante ridurre la luminosità dei monitor, o allontanarsi dalle luci e non stressare la vista.

Il meccanismo: temperature elevate, benvenuta melatonina

La teoria l’avete capita (spero), ora passiamo alla pratica. Per lanciarvi nell’installazione del piccolo f.lux non dovete far altro che scegliere l’apposita versione tra quelle disponibili, rispettivamente per Windows, OS X e Linux. Fatto ciò, potrete procedere all’installazione e all’avvio del tool, il quale è destinato all’esecuzione all’avvio e a mantenere sempre in background il suo funzionamento attivo.

Al primo avvio il piccolo software, che si mostrerà come un piccolo box in trasparenza sul vostro desktop, chiederà la vostra posizione geografica. f.lux integra infatti le mappe di Google Maps per potervi localizzare mediante il nome della vostra città o il CAP e calcolare, tramite latitudine e longitudine, le varie fasi solari (quindi a che ora tramonta e a che ora sorge il sole). In questo modo il piccolo software sarà in grado di disporre su una sinusoide, accessibile nella schermata principale visibile dopo aver impostato la propria location, tutti i vari valori per le variazioni di temperatura sul monitor.

Ciò consiste sostanzialmente in una autoregolazione della temperatura che di giorno rimane fredda per essere ben visibile alla luce solare, e di sera tende a diventare più calda per far riposare gli occhi e il nostro organismo. Il funzionamento principale è questo, ma ovviamente possono esservi alcuni settaggi utili per personalizzare l’esperienza di cromatizzazione del proprio display. La prima è ad esempio l’opportunità di scegliere il range di temperatura di colore che f.lux deve utilizzare per variare durante l’arco della giornata: un’alterazione molto moderata potrebbe essere ad esempio 6000K per il giorno e 5000K per la notte.

Se non siete intenzionati a mantenere i valori di default vi consigliamo di variare questa soglia, utilizzando anche un po’ di pazienza per trovare la soluzione ideale. Per provare la configurazione tenete in considerazione che nella schermata principale, quella dove appare la sinusoide rappresentante il vostro range, è disponibile una modalità di simulazione in grado di farvi notare, in una breve anteprima di qualche secondo, quali sono le variazioni di temperatura in ventiquattro ore, ovvero in un giorno intero.

Altre opzioni interessanti consistono nella possibilità di scegliere la velocità con cui avviene il cambio di temperatura, nella disabilitazione temporanea degli effetti di f.lux per un’ora, magari per svolgere qualche lavoro grafico dove l’imparzialità dei colori è fondamentale, e nell’attivazione delle modalità “Safe Mode” e “Movie Mode”. Su Mac, con l’arrivo di OS X Yosemite, è inoltre disponibile un update giunto in data [ultima_data_aggiornamento]28/10/2014[/ultima_data_aggiornamento] che mette a disposizione una modalità di attivazione della dark mode integrata all’interno del sistema di Apple: ad un certo orario, f.lux può attivarla in automatico, e successivamente disattivarla.

La riuscita del sistema è garantita, e possiamo dire di essere rimasti davvero impressionati da come un’idea così semplice possa avere dei benefici. Ovviamente non prendetela come una recensione, perché gli effetti di f.lux sono proporzionati a come lo si usa e a che impiego si fa del computer. Non possiamo che consigliarvelo, invitando oltretutto le aziende ad implementare qualche soluzione simile anche su dispositivi mobili, ormai più utilizzati dei netbook anche a tarda notte. A tal proposito gli sviluppatori del software si propongono aperti a discutere di eventuali distribuzioni di licenze per integrare i loro algoritmi nei propri prodotti.

Conclusioni

Rivoluzione per la propria vita: è questa la frase che più mi verrebbe da associare ad uno strumento come f.lux. Sulla pagina dedicata ufficiale si legge un messaggio simile: “software to make your life better“. Risolvere un problema come quello del sonno disturbato a causa dell’eccessivo utilizzo del computer nelle ore notturne non è cosa da poco, ma il piccolo f.lux potrebbe aiutarvi davvero molto.

Come abbiamo già detto il suo utilizzo ci lascia desiderosi di vedere qualcosa di simile anche sui dispositivi mobili, i quali sino ad ora godono soltanto di alcuni temi scuri per avere una UI più leggera o di modalità di lettura per rilassare la vista: nulla che ha a che vedere con la variazione concreta della temperatura. Precisiamo però che, nonostante le sue grandi potenzialità, f.lux non è una cura a tutti gli effetti, soprattutto se la causa dell’insonnia non è l’utilizzo eccessivo di computer nelle ore serali.

Provatelo comunque, e fateci sapere però la vostra esperienza.