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EasyAcc Megacharge 20000mAh USB-C recensione: una ottima 12.000mAh

EasyAcc Megacharge 20000mAh USB-C recensione: una ottima 12.000mAh

Compatta e dal look ormai conosciuto, la Megacharge abbraccia i nuovi standard deludendo un po' le aspettative / Ultima modifica il

L’universo delle batterie esterne ormai è sempre più vasto. All’arsenale di quelle prodotte da EasyAcc, brand abbastanza noto ai più per l’innumerevole quantità di accessori venduti a vagonate anche su eCommerce come Amazon, si aggiunge da qualche mese la nuova EasyAcc Megacharge 20000mah USB-C – i nomi tecnici sarebbero innumerevoli, ma questo è quello prettamente identificativo del dispositivo in questione. Appena giunto sul mercato lo abbiamo provato: ecco tutti i nostri pareri sul nuovo mattoncino a carica di corrente EasyAcc nella nostra recensione.

Design e materiali: squadra che vince non si cambia, per fortuna

Estratta dal packaging come al solito di cartoncino riciclato e davvero poco appariscente, EasyAcc Megacharge 20000mah USB-C si mostra all’interno di una tasca di celophan piuttosto spesso in tutto il suo splendore. La batteria esterna in questione, giunta come sample in formato nero/arancio classico di EasyAcc, è sicuramente massiccia, ma dalle dimensioni assolutamente compatte, almeno se si fa riferimento alla categoria (bisogna farci necessariamente riferimento). Parliamo infatti di 15 x 7,5 x 2,2 centimetri, assolutamente non troppi se confrontati con prodotti appartenenti ai powerbank di grandi dimensioni. Non si tratta di una eccellenza né per quanto riguarda l’ingombro, né per il peso, sia chiaro: con i suoi 365 grammi, non si posiziona di certo fra le più portabili in assoluto, ma c’è da dire che la categoria delle 20000mah è sempre popolata da prodotti molto pesanti. A dirla tutta, si tratta di quella più leggera che io abbia provato, visto che solitamente le concorrenti stanno 20-30 grammi più su. Le dimensioni piuttosto compatte e adatte al trasporto un po’ in tutte le borse, borselli, zaini e simili la rende però in un certo senso “concentrata”, e di primo acchito si potrebbe gridare al “mattone”. Ma è erroneo, totalmente.

La forma che EasyAcc ha dato a questo prodotto non è altro che quella della precedente 20000mah con QC 3.0 (e ancor prima, senza QC 3.0). Si tratta, in pillole, di un parallelepipedo a faccia rettangolare allungata, squadrato su un lato – quello delle porte – e arrotondato sull’altro. La cosa, banalmente, consente di identificare anche al buio o più semplicemente all’interno di ciò che la contiene quale sia il lato con le porte USB e quale no, così da estrarla eventualmente nell’orientamento adatto. Il policarbonato piuttosto resistente, ruvido e piacevole al tatto, è sviluppato cromaticamente a sandwich: al centro troviamo lo strato arancione (o colorato, in generale), mentre su e giù si presentano le due sezioni nere. Sui lati lunghi, pochi ma intriganti elementi: su quello inferiore troviamo un tasto power oggettivamente non sempre necessario visto l’avvio automatico della ricarica, mentre su quello superiore troviamo due ingressi concomitanti: uno micro USB e uno Type-C. Strana combo, no? Approfondiremo in seguito.

La faccia superiore invece dispone di due fondamentali elementi. In alto a sinistra troviamo la serigrafia del logo EasyAcc, lucida, poco profonda e poco vistosa, mentre simmetricamente non mancano i classici quattro LED che notificano a vista lo stato o la carica residua del prodotto. Questi sono a luce bianca, davvero intensi, ma ben bilanciati in termini di dimensioni. La ciccia grossa sta ovviamente sul bordo corto. Qui presenziano infatti, oltre ad un grossissimo LED che funge da torcia alla doppia pressione del tasto Power, ben quattro porte: tre sono USB 3.0 full size – una è di colorazione verde, chiaro riferimento alla tecnologia Qualcomm Quick Charge -, mentre l’ultima è una USB Type-C. Tutte sono accompagnate dall’ovvia scritta “Output”.

Nel complesso, che dire: spaventoso come il produttore non abbia ancora deciso di integrare all’interno della confezione neanche un misero sacchetto per il trasporto. Il policarbonato, seppur resistente, è caratterizzato da una elevata facilità nel graffiarsi. Infatti, strofinandosi con chiavi e metalli con cui siamo a contatto tutti i giorni, il case esterno si graffia. Nel mio caso l’ho utilizzata prevalentemente con il celophan nel quale viene spedita: è un eccessivo strizzare l’occhio all’acquisto delle custodie ufficiali EasyAcc, presenti anch’esse su Amazon e a cifre, secondo il mio modesto parere, non proprio ridottissime. Per il resto la dotazione è caratterizzata da due cavetti, uno micro USB e uno Type-C, entrambi da 60 centimetri. La fattura è più che discreta. Ritengo che le dimensioni impressionanti del LED torcia siano un po’ eccessive e cozzino, quasi nel 2019, con i design standard che si vedono in giro anche su prodotti economici, ma capisco che ci sia una grande fetta di utenti che necessita di avere una performante torcia portatile sempre con sé. Buonissime invece le dimensioni, assolutamente adatte per il trasporto un po’ dappertutto, fermo restando che sia chiaro che, per definizione, i powerbank da 20000mah non siano fatti proprio per il trasporto agile in tutte le circostanze.

Capito tutto quello che è il design di EasyAcc Megacharge 20000mah USB-C, passiamo a parlare di performance.

Performance: velocità impressionanti incontrano capacità scarsa su un’altalena

Passiamo alla resa di questa batteria esterna associando quello che è il risultato finale ad una vera e propria altalena. Sì, perché se da un lato non possiamo assolutamente lamentarci per ciò che concerne le performance di ricarica dei dispositivi ai quali EasyAcc Megacharge 20000mah USB-C viene collegata, dall’altro lato non possiamo assolutamente gridare la miracolo in termini di capacità effettiva del prodotto.

Per riscontrare tali caratteristiche ho proceduto ad eseguire i miei svariati test durante il corso di alcune settimane. Per sicurezza, ho anche richiesto un secondo sample ai fini di non incorrere in valutazioni erronee causate da sample difettosi. Il risultato comunque non cambia: di questi 20.0000mah dichiarati dall’azienda, gli effettivi nel mio caso non hanno mai superato i 12.000mah. Si tratta di cifre decisamente troppo basse, non c’è che dire: la carica effettiva non è mai identica a quella dichiarata e questo ci sta, ma anche in circostanze di dispersione elevata, si dovrebbe quantomeno raggiungere i 18.000mAh medi. Il fenomeno non è comunque né attribuibile alla dispersione (ho usato cavi di qualsiasi tipologia, forma e dimensione, nonché dispositivi su cui la ricarica avviene correttamente con altri caricatori USB o portatili), né all’eccessivo consumo dei dispositivi ricaricati, in quanto di fronte alle stranezze ho provveduto anche ad eseguire cicli dispositivi completamente spenti.

Avete capito bene: ho eseguito cicli di carica con i miei Huawei Mate 9, Motorola Moto X Force e Xiaomi Redmi Note 4X completamente spenti, e il picco massimo di carica ottenuta è stato pari a 11.900mAh. Accettabile? Non tanto. A parte per Mate 9, posso assicurare che la ricarica dei dispositivi avviene però con una velocità davvero ottima, sfruttando la porta QC 3.0, piuttosto che la Type-C diretta. Mate 9 ha, purtroppo, dei profili di ricarica non supportati da questa batteria esterna, causa della scelta dello sviluppo di una tecnologia di ricarica proprietaria da parte dell’azienda cinese che non si adatta agli standard presenti sui powerbank. Il deficit, in questo caso, non è assolutamente associabile al powerbank in sé, sia chiaro. Con Moto X Force infatti, ad esempio, bastano soli 60 minuti circa per ricaricare da 0 a 100% il dispositivo che ha, comunque, una batteria notevole da ben 3760mAh. Per tutti gli altri prodotti, la formula non cambia: fino ai 5 Volt / 3 Ampere tutto regolare, ma quando si parla di dispositivi (un po’ folli) che superano i 3 Ampere, la ricarica cala bruscamente di velocità.

Quindi OK per velocità di carica complessiva (ho testato anche con sigaretta elettronica, cuffiette, iPhone 6 e tutto a gonfie vele), ma KO per la capacità effettiva, spaventosamente sotto la media. Davvero un gran peccato, perché con queste dimensioni EasyAcc Megacharge 20000mah USB-C avrebbe potuto davvero sbaragliare la concorrenza. Ottima è invece la velocità di ricarica della batteria esterna stessa: con il doppio ingresso infatti, EasyAcc ha sviluppato una tecnologia proprietaria denominata Doubin che consente di sfruttare entrambi i flussi per dimezzare i tempi di ricarica necessari per rifocillare la batteria esterna. Ma come funziona il tutto? Semplicemente, vi basta collegare EasyAcc Megacharge 20000mah USB-C a due porte, sfruttando gli ingressi laterali. Per farlo, vi serviranno o due alimentatori da presa, rispettivamente da 2 Ampere (micro), e fino a 5 Ampere (USB C, ma comunque impossibili da raggiungere con dei charger classici). In alternativa, ovviamente, è possibile sfruttare un alimentatore a presa multipla, stando però accorti all’amperaggio in uscita: questo, per raggiungere i tempi di ricarica minimi, deve essere pari dunque ad almeno 5 Ampere (2 su micro USB, 3 su Type-C). Se disponete di un caricatore da presa come nel mio caso, in grado di offrire 3 ampere per porta e almeno 5 ampere complessivi, allora EasyAcc Megacharge 20000mah USB-C si ricaricherà in circa sole 4 ore e 30 minuti, davvero un tempo assurdo.

Guardiamo in faccia alla realtà però: in quanti hanno un caricabatterie che rispecchia queste specifiche? In pochi, ve lo dico subito io. Ma ci sta, ci sta assolutamente: per la maggior parte dei casi, molto utenti hanno solo quello fornito in dotazione col proprio smartphone (e quindi ad una porta sola), oppure economici con due porte magari da 2.1 ampere. Ci sta, e non è comunque un problema: semplicemente si dilatano i tempi di ricarica, fino a 5 ore e mezza nel caso in cui abbiate due porte da 2.4 Ampere ciascuna, e fino anche a 10 se usate un solo ingresso micro USB classico. Da questo punto di vista promuovo la tecnologia Doubin, sebbene i tempi così ridotti, rapportati alla capacità effettiva del powerbank, non mi risultino così sfavillanti.

Giusto considerare che comunque ben quattro porte in output non sono affatto poche, anche se è ovvio che non si può ricaricare al top quattro smartphone simultaneamente, bensì garantirne senza dubbio il non scaricamento. Nessun riferimento particolare alla enorme torcia integrata: fa la luce, ma non ho per scelta tenuto i tempi di scaricamento. Illumina, basta così.

EasyAcc Megacharge 20000mAh USB-C recensione: le nostre conclusioni

Volgiamo alle conclusioni della nostra recensione tirando le somme: EasyAcc Megacharge 20000mah USB-C sì o no? Siamo onesti: è davvero difficile consigliarla al prezzo col quale è stata proposta sul mercato italiano, pari a 44€ alla distribuzione su Amazon. 44€ sono tanti, soprattutto per il consumatore italiano che di base punta principalmente ai dispositivi da 200-300€ lato smartphone. Il fatto è che alla base non abbiamo una buona capacità: ricaricare solo tre volte uno smartphone, con una 20.000mah, è un po' poco. Giusto un po', solo circa la metà delle volte che dovrebbe invece garantire. Se dovesse calare di prezzo, Megacharge 20000mah USB-C potrebbe anche diventare più appetibile, anche perché si ricarica davvero in pochissimo tempo e ha dei buoni regimi di ricarica rapida per tutti i dispositivi che non dispongono di profili energetici bislacchi. Probabilmente, qualora raggiungesse i 30€, saremo in grado di consigliarvela ad occhi chiusi. Fino ad allora, EasyAcc, con questo modello non ci siamo affatto.

Pro
Compatta
Peso sotto la media rispetto alla categoria
Ricarica rapida, sebbene abbastanza esosa
Velocità di carica dei dispositivi ottima quasi in tutti i casi
Contro
Capacità effettiva decisamente sotto la media
Prezzo di listino semplicemente sgradevole
Custodia morbida in dotazione assente
valutazione finale5.5

Prezzo e acquisto

Potete acquistare EasyAcc Megacharge 20000mah USB-C direttamente su Amazon al seguente link oppure tramite il box sottostante.

Prezzo consigliato: € 42.99Prezzo: € 42.99