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Batteria su smartphone: non staremo dimenticando qualcosa?

di Claudio Carelliaggiornato il 22 maggio 2018

La nuova era per quanto riguarda il settore degli smartphone è iniziata ormai da mesi. I dispositivi cellulari lanciati sul mercato in parallelo ad iPhone 5 (parallelo, anche qualche mese prima o qualche mese dopo) sono prodotti con caratteristiche ben sviluppate, lievitate nel corso del tempo in base alle nuove esigenze degli utenti.

Il progresso sarà ancora più evidente nei prossimi mesi, periodo in cui arriveranno sugli scaffali i nuovi gioiellini di fascia alta sempre tendenti al plus ultra, predisposti alla presentazione di specifiche a cifre raddoppiate che catturano sicuramente non poco l’attenzione. “2 GB di RAM, processore quad-core/octa-core con frequenza da 1,7/1,8 GHz/1,9 GHz, NFC, LTE…“, pomposi tecnicismi che spesso non fanno riferimento ad un componente ormai fondamentale: la batteria.

[quote_destro]L’industria non è pronta a supportare determinati regimi di performance.[/quote_destro]E’ paradossale ma è così: la crescita sui chip dei cellulari è completamente diversa rispetto a quella per le batterie, le quali sono tuttora considerabili come un vero e proprio punto debole di tutti i nuovi dispositivi, salvo qualche caso eccezionale. Grafica più bella, applicazioni in grado di fare di più, funzioni su funzioni (spesso di dubbia utilità), richiedono nuovi processori (qui la nostra analisi sui produttori di CPU), nuovi quantitativi di memoria incrementati, e di conseguenza tanta tanta energia. E’ l’industria pronta a supportare tali regimi? Attualmente no.

La maggior parte dei dispositivi che abbiamo testato e che stiamo testando dispongono di funzioni decisamente interessanti. Tutti, a modo proprio, sono considerabili come tasselli di un vasto mosaico accomunati da un unico massimo comun divisore: la scarsa capacità della batteria. Avere a disposizione numerosi servizi porta all’utilizzo massiccio degli stessi, soprattutto quando questi sono particolari. L’autonomia degli smartphone in questi casi viene praticamente decurtata dal sistema operativo (qui un approfondimento sugli attuali OS), soprattutto quando si parla di Android.

[quote_sinistro]iOS è il sistema che sfrutta al meglio l’autonomia ma è associato a batterie di capacità mediocre.[/quote_sinistro]Discorso inverso invece quello di iOS. Apple ha lavorato moltissimo per offrire un sistema che non presentasse sprechi di energia in circostanze inutili, e per alcuni versi c’è riuscita, ma ha fatto il palese errore di montare su iPhone 5 una batteria con una capacità quasi ridicola, sacrificio necessario per mantenere il design che tutti conosciamo. Avere uno smartphone sottile e leggero è senza dubbio un elemento positivo nella valutazione dello stesso, ma se la cosa implica che questo abbandoni l’utente nel primo pomeriggio, allora qualcosa non va.

Modem ultraveloce, memoria RAM estesa, display ad altissima risoluzione: ok, tutto bello, ma fino ad un certo punto. Come iPhone, che oltretutto ha sempre presentato nelle varie generazioni problemi di batteria, ve ne sono tanti altri; fra questi, anche i device di punta offerti in questo primo trimestre. Android è un OS open source e ottimizzarlo al meglio spetta all’azienda che intende distribuirlo poi in stock col prodotto. Tale mansione però viene presa davvero molto spesso sottogamba: i produttori tendono più a rendere funzionante il sistema operativo sulla macchina, e non a farne un prodotto esclusivo, originale e ottimizzato.

Discorso inverso è però ad esempio quello di Galaxy Note II. Lo smartphone Samsung dispone di una batteria da 3100 mAh, con una capacità praticamente doppia rispetto a quella dell’iPhone 5. Il risultato? Il Note II, sicuramente un po’ più spesso e con una superficie evidentemente più grande, richiede di essere collegato alla presa dopo circa due giorni di utilizzo medio. Tale disparità non è concepibile.

Andare a puntare in primis su design e praticità (e il riferimento è alla stragrande maggioranza delle aziende oggi), così come a numeri che a conti fatti non sono utili, non è più una priorità assoluta. L’aspetto di facciata è il biglietto da visita per vendere, ma rendere insoddisfatti i propri clienti dopo 2 o 3 giorni non è sicuramente cosa positiva. Lo sviluppo di applicazioni oltretutto, si estende come già detto verso il “di più”. Smartphone e tablet sono ormai considerati per alcuni titoli delle vere e proprie console, e non è possibile lasciare la possibilità agli sviluppatori di sfornare titoli sempre più massicci se non c’è la possibilità di giocare più di 2 o 3 ore al giorno in mobilità.

Riponiamo quindi le nostre speranze nella ricerca d’industria. Sono davvero moltissimi i team di esperti che sono a lavoro sulla progettazione di batterie di nuova generazione, e ora più che mai ne abbiamo bisogno. Il prodotto più interessante del campo potrebbe rivelarsi a breve. Parliamo della batteria elastica, nuova tecnologia costituita da piccole isole di litio disposte su un polimero gommoso in grado di estendersi a proprio piacimento. Questa potrebbe effettivamente essere la via di mezzo per avere buone capacità di energia allocata in uno spazio decisamente ridotto; il giusto rapporto tra dimensione e prestazioni per intenderci.

Portare ulteriormente avanti i gradi della componentistica (si parla già di 3 GB di RAM sui prossimi telefoni) senza rinnovare il comparto della batteria su smartphone è da considerarsi praticamente inutile. Aspettiamo quindi con ansia novità concrete nel settore, sia da Apple che da tutte le concorrenti. E’ questo ciò di cui abbiamo bisogno.