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L'arrivo dei droni: tra fantasia e futuro (molto) remoto

di Claudio Carelliaggiornato il 4 maggio 2015

Le scorse settimane sono state caratterizzate dall’arrivo sul web di numerose affermazioni da parte di grandi nomi del settore della tecnologia, tutte riguardanti l’utilizzo dei droni nello svolgimento di mansioni decisamente particolari. Molti di voi si sono fermati alle foto e ai video, perché l’argomento non è certo facile da comprendere. “Droni? Ma cosa sono?”. Facciamo un po’ di chiarezza a riguardo, andando a focalizzarci nello specifico sull’idea che ha scatenato un grande ciclone di critiche, ovvero quella proposta da Jeff Bezos, CEO di Amazon.

I droni: un futuro diventato già presente

Prima di andare ad illustrare le proposte uscite allo scoperto in questi giorni, e nello specifico nel settore delle spedizioni, spieghiamo per i meno appassionati cosa va ad indicare il termine “drone“. Non si tratta di dischi volanti, sebbene siano macchine dalle dimensioni ridotte e abbiano la facoltà di volare per spostarsi da un posto all’altro. I droni, versione più popolare di aeromobili a pilotaggio remoto, sono come dice il nome stesso dei veivoli in grado di volare in cielo con un determinato scopo tramite il comando remoto di un sistema o una persona presente sulla terra ferma.

[img_destra][/img_destra]Affascinante, sicuramente; come un’edizione ampliata di quelli che sono gli aereoplanini telecomandati, diciamo. I droni sono attualmente una tecnologia molto di nicchia, su cui moltissimi centri di ricerca stanno continuando a sviluppare nuove analisi per rendere possibile l’impiego degli stessi su larga scala. Ma a cosa servono?

Il loro vantaggio è sostanzialmente quello di non avere un pilota al proprio interno, cosa che oltretutto per le dimensioni estremamente ridotte non sarebbe possibile, volutamente. Alcune attività richiedono l’utilizzo dell’etere per essere svolte al meglio, e l’impiego di piccole macchine compatte in grado di reagire a comando dell’uomo è oltretutto un aspetto che ne facilita la produzione, oltre a ridurre i costi.

[quote_sinistro]I droni sono attualmente utilizzati per scopi militari o per la salvaguardia della sicurezza internazionale[/quote_sinistro]Non si parla affatto di fantascienza: i droni sono attualmente utilizzati per lo svolgimento di determinate attività, soprattutto militari. Variabili in aspetto, dimensioni e altre caratteristiche fisiche importanti, questi possono svolgere il ruolo di “sentinelle”, osservando ciò che l’uomo vuole vedere a distanza, senza essere visto o riconosciuto. Esempio: negli USA e nel Messico i droni sono utilizzati per il monitoraggio della frontiera finalizzato a tracciare in modo silenzioso i traffici illeciti di sostanze stupefacenti. Telecamere e microfoni montati sull’aeromobile possono fare da occhi e da orecchie per conto di chi lo pilota, rendendo così possibile il controllo di determinate aree o persone.

Sì, le teorie sul “Grande Fratello” che affermano che siamo sempre osservati non sono del tutto sbagliate. I pochi fortunati che sono stati negli ultimi anni in grado di scorgere dei droni in cielo hanno subito associato il tutto agli UFO, ma in realtà è anche l’uomo stesso che vuole studiare l’uomo, e gli aeromobili a pilotaggio remoto sono strumenti davvero funzionali per tale scopo.

Capito a livello concettuale di cosa stiamo parlando, passiamo a vedere come l’impiego dei droni risulti essere ultimamente candidato a settori decisamente inusuali rispetto a quelli militari.

Amazon Prime Air: l’idea di Bezos

Nell’ultimo periodo si parla tanto di droni perché Jeff Bezos, CEO di Amazon e attualmente uno degli uomini più rilevanti al mondo, non ha perso l’occasione di fare pubblicità al proprio marchio proponendo sul web un video davvero singolare. Questo ritrae un servizio in fase di sviluppo da parte dell’azienda di Seattle denominato Amazon Prime Air, il quale prevede l’utilizzo dei droni in una forma davvero particolare di spedizione a domicilio. Capiamoci meglio in poche parole, ma prima date un’occhiata al video di seguito.

Raccogliendo numeri su numeri, informazioni su informazioni, Amazon si è resa conto che più dell’80% dei consumatori tende ad acquistare oggetti che non superano i 2 chilogrammi di peso. Per questo ha pensato, visto l’alto traffico di acquisti che hanno raggiunto quota 300 al secondo (sì, avete capito bene, ogni secondo vengono acquistati 300 prodotti su Amazon), ad uno strumento “alternativo” per smaltire il traffico di pacchi da consegnare e offrire un servizio decisamente di livello superiore.

Amazon Prime Air è un’idea appunto che sfrutta dei particolari droni, sviluppati ovviamente dall’azienda stessa, in grado di prendere in consegna il pacco da un settore di smistamento dedicato nei magazzini dislocati in tutto il globo, e di portarlo al cliente volando direttamente nei pressi del suo domicilio. Wow. La prima impressione racchiude sicuramente davvero tanto stupore. Ma, fermandoci a riflettere un po’, è facile chiedersi come un servizio del genere possa diventare realtà.

Non entriamo nei dettagli tecnici abbastanza inutili, non ci interessa attualmente conoscere gli eventuali processi che l’ingegneria potrebbe utilizzare per costruire e rendere funzionali questi nuovi “corrieri del cielo”, soprattutto perché sappiamo che dal punto di vista progettuale non esistono praticamente limiti. Ma, nell’applicazione concreta, cosa dovrebbe dare spazio ai droni?

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[/img_sinistra]Partiamo dicendo che l’idea di Bezos è dal punto di vista concettuale ristretta soltanto ad alcune città, e ad acquirenti che dovrebbero avere una residenza che rientra in 10 miglia rispetto al centro di smistamento dove è presente l’oggetto acquistato (oggetto, parliamo al singolare, ci viene difficile immaginare che un piccolo drone possa trasportarne più di uno). In tal modo, benché sia praticamente un servizio di nicchia, Amazon punta a garantire una consegna presso il domicilio del cliente in tempi davvero molto ristretti: massimo 30 minuti.

Ed ecco che si evince il primo scopo dell’azienda: rendere l’esperienza dello shopping online molto meno limitata dai tempi di attesa che solitamente tediano i clienti, e che sono, va detto, anche ingiustificati se ci si trova a pochi chilometri di distanza dall’oggetto in sé. Soffermiamoci sul concetto “pochi chilometri di distanza”. È difficile fare statistiche precise, ma è evidente quanto sia improbabile che una buona porzione di persone si trovi nelle aree limitrofe dei magazzini di Amazon: primo punto che rende meno spettacolare il progetto Amazon Prime Air, e che effettivamente ci lascia capire che Bezos è sì un uomo pieno di inventiva, ma che punta più alla pubblicità. “Avverrà, funzionerà, e sarà davvero divertente“. Parole di un visionario, ma nel concreto solo parole.

La proposta del progetto Amazon Prime Air è stato oggetto di molte discussioni nei giorni a venire. Trattiamone alcune.

La risposta della concorrenza: solo una fantasia

È incredibile come un semplice video di breve durata sia in grado di agitare il web. È proprio il caso dei droni, che ha scosso molte tra le più grandi aziende, a partire da quelle del settore e-commerce, a finire da quelle che operano nelle spedizioni internazionali. Le prime risposte sono arrivate proprio da quest’ultime, e nello specifico dalla celebre società americana di trasporto UPS. Questa, nonostante il pessimismo che aleggia sulla proposta di Amazon, si è dichiarata interessata all’utilizzo dei droni per le spedizioni.

Sebbene nei laboratori di ricerca UPS siano davvero numerose le soluzioni per migliorare l’esperienza di utilizzo dei propri clienti, il leader nelle spedizioni negli USA afferma di essere in fase di valutazione per l’impiego dei droni nel recapito di oggetti di piccole dimensioni. Amazon quindi non è l’unica; è soltanto l’unica ad “uscire allo scoperto” così presto. Un altro parere in favore viene dato nientemeno che da Bill Gates, ex-CEO di Microsot. In questo caso colui che ha saputo tener testa ad Apple, mostro di mercato per quanto riguarda il settore dei computer, dichiara di sostenere l’idea di Bezos, ma che si tratta di qualcosa che potrà vedere luce fra davvero svariati anni. Ci sentiamo di appoggiare la considerazione.

Il diretto concorrente invece, eBay, reagisce in modo decisamente diverso. Secondo John Donahue, CEO dell’azienda appena citata, Amazon sta semplicemente giocando a fare la visionaria, a guardare alle tecnologie che arriveranno soltanto tra numerosi anni e che al momento non possono essere considerate affatto utilità. Stando alle dichiarazioni del CEO, il modo di agire di eBay è praticamente opposto, focalizzato su quali possono essere i servizi utili pronti a soddisfare esigenze reali e nel breve termine: eBay Now è uno di questi.

[quote_destro]Amazon Prime Air è una semplice e interessante fantasia per un futuro remoto[/quote_destro]Se non ne avete mai sentito parlare è tutto in regola, poiché purtroppo l’ultima idea offerta dall’e-commerce consente l’accesso ad uno store basato su punti di smistamento fisici soltanto ai cittadini di alcune città come New York e Chicago, con relative spedizioni rapide e consegna entro un’ora. Soliti corrieri però, nessun drone volante. Anche in questo caso si tratta di qualcosa molto limitato, ed è facile arrivare alla conclusione che per garantire un servizio più veloce i grandi colossi dell’acquisto sul web dovranno distribuirsi fisicamente meglio lungo il territorio. Per far ciò però sono necessari davvero molti anni.

Nello specifico di Amazon Prime Air però, i limiti sono tanti. Oltre alla scarsa adottabilità dal punto di vista geografico, avere un “esercito di droni” implica anche esporre a determinati rischi oggetti e persone; i prodotti trasportati potrebbero danneggiarsi davvero facilmente. Ma tralasciando questo aspetto, va comunque chiarito che i droni dovrebbero ottenere l’approvazione di enti che regolano l’utilizzo sicuro dei dispositivi, come la Federal Communications Commission. Inoltre, i veivoli devono ottenere le autorizzazioni per transitare nell’etere in ogni singolo Stato, e ci viene difficile pensare che la cosa possa avvenire in breve tempo; far volare dei droni non è una cosa da nulla, ed è concessa al momento solo per scopi decisamente più importanti.

C’è però da dire che Bezos sa il fatto suo. Al momento rappresenta uno degli uomini con più appeal al mondo in ambito commerciale, e potrebbe sorprenderci un giorno, molto, molto lontano.

Conclusioni

È davvero interessante vedere come il settore della tecnologia sia in continuo sviluppo, senza dubbio. Sentirsi però attratti da Amazon solo perché ci ha mostrato una fantasia realizzabile solo tra molti anni e per pochi, è sicuramente sbagliato, oltre che lo scopo reale del video proposto su web e in questo articolo. Quando si parla di ricerca bisogna prendere tutto con le pinze, e pensare soprattutto a rapportare il tutto all’impiego nel Bel Paese. In Italia, come ben sappiamo, l’innovazione quasi non esiste.

Non sperate di vedere ben presto droni consegnare i vostri pacchi, o robot aiutarvi nello svolgimento di azioni di vita quotidiana. Non dovrebbero essere le aziende in primis a creare aspettative su tecnologie a lungo termine, ma un consiglio che sente di darvi chi vi scrive è quello di saper cogliere l’essenza migliore da tutto rimanendo però realisti, senza rinunciare a guardare lontano.