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Dragon Ball FighterZ recensione: il miglior gioco di Dragon Ball di sempre?

Dragon Ball FighterZ recensione: il miglior gioco di Dragon Ball di sempre?

Che siate veterani dei picchiaduro, neofiti o semplici fan della serie, Dragon Ball FighterZ è un gioco di gran classe, dalla profondità enorme eppure facile da approcciare. / Ultima modifica il

Se vi siete mai chiesti perché i giochi su licenza spesso siano di un livello molto basso, questo si spiega con il fatto che il loro pubblico di riferimento non è quello dei veri e propri videogiocatori. Sono in realtà pensati per i fan di un qualcosa che si deve adattare appositamente per un controller, che sia un film (molto spesso) o altro; sono loro che compreranno il gioco e che ne seguiranno le vicende con attenzione. Per questo motivo, gli sviluppatori sono più interessati a dare ai fan quello che vogliono piuttosto che creare un gioco con meccaniche complesse ed una difficoltà elevata. Il problema diventa quindi questo: è meglio creare un ottimo gioco per i giocatori, o un’esperienza soddisfacente per i fan? Dragon Ball FighterZ rifiuta questa distinzione, proponendo un concetto tanto semplice da spiegare quanto difficile da eseguire: creare un gioco di combattimento che sia in grado sia di offrire un’esperienza di altissimo livello per i giocatori esperti, sia di appagare la voglia dei fan della serie. Vediamo tutti i particolari della nostra analisi all’interno del nostro articolo Dragon Ball Fighterz recensione.

Diverse modalità accessibili da un hub

La prima cosa che succede, aprendo il gioco, è l’inserimento all’interno di una Sala d’Attesa a scelta. Il nome fa alzare un po’ il sopracciglio, ma non si tratta di una lobby multiplayer come si potrebbe pensare: l’intero gioco ruota attorno a questa zona, in cui potremo muoverci liberamente col nostro personaggio, per avviare le varie modalità o interagire con altri giocatori. Queste modalità – che vedremo in dettaglio nelle prossime sezioni – sono sia online che offline, e il gioco non separa nettamente le due parti.

Le Sale ospitano fino ad un massimo di 64 giocatori e sono divise per nazione. In questo senso, poter giocare solo con utenti italiani favorisce nettamente la velocità della connessione, senza riscontrare latenze evidenti se non in rari casi isolati. Non mancano, tuttavia, episodi randomici di disconnessione, dovuti ad un netcode ancora leggermente acerbo. Nella Sala possiamo, come detto, interagire con altri giocatori, mostrando sticker assieme a una serie di frasi pre-costruite e partecipando a incontri nell’arena centrale, oppure posizionando Ring in qualunque punto per creare istantaneamente mini-lobby in cui invitare altri giocatori o attirare passanti per qualche scontro. Dalla zona centrale si può accedere alle varie sezioni, che includono modalità per allenarsi, multiplayer online slegato dalla Sala d’Attesa e la modalità Storia.

Una storia curata dallo stesso Toriyama

La modalità Storia funziona con un sistema a squadre, con la possibilità di schierare diversi personaggi e scegliere chi inserire nel team da “titolare” e chi lasciare a riposo; una scelta, questa, che influenzerà la quantità di salute che sono in grado di rigenerare tra un livello e l’altro, insieme all’influenza che avrà nella progressione a livelli, vista la presenza di minimi elementi da RPG. il risultato di questa meccanica è porter cambiare personaggio ad intervalli regolari, pena il dover affrontare gli scontri con una vita sempre più bassa e rischiare di mettere temporaneamente fuori combattimento i nostri eroi migliori.

Una scelta di game design che si rivela intelligente: sarà quindi impossibile usare un solo personaggio per distruggere ogni avversario, ma dovremo dimostrare di saper cavarcela con una buona selezione di eroi, potendo valutare pro e contro della situazione. Questo è necessario: Dragon Ball FigtherZ è un tag fighter, un picchiaduro in cui scegliere tre personaggi e farli alternare sul campo con la pressione di un tasto, sfruttando le loro tecniche a seconda della situazione. La trama è divisa in tre “archi”, in cui interpreteremo un’anima senza corpo in grado di entrare in altri personaggi del mondo di Dragon Ball. Qualcosa sta emettendo onde che rendono debolissimi i guerrieri Z e solo quelli “posseduti” da noi riescono ad utilizzare tutta la loro energia.

Queste onde, tuttavia, non indeboliscono solo i nostri eroi: anche Freezer, Cell e altri storici cattivi della serie sono stati colpiti e stanno tramando dietro le quinte per cercare di scoprire cosa stia succedendo. Non assolutamente una trama da Oscar, anzi, ma per il tipo di gioco si rivela sorprendentemente appassionante.

Il risultato finale è una lettera d’amore al mondo di Dragon Ball, con un paio di battute che faranno sicuramente scoppiare a ridere i fan dell’universo di Toriyama e che sa perfettamente come sfruttare l’espediente narrativo all’interno di un gioco picchiaduro. L’idea è furba: i cloni forniscono un motivo per cui ci si continuerà a scontrare con gli stessi personaggi e la possessione spiega il perché i tre eroi schierati si alternino sul campo di battaglia.

Una trama che ha, purtroppo, la tendenza a diventare parecchio ripetitiva, a lungo andare: combattere cloni dopo cloni diventa noioso, soprattutto nella fase iniziale, in cui la difficoltà è veramente troppo bassa. D’altronde una simile situazione è comprensibile, rendendo necessario introdurre i concetti del gioco lentamente, per non sovraccaricare i giocatori meno esperti. A questo si aggiunge il fatto che un buon due terzi dei filmati presentano lo stesso formato: la nostra squadra trova un personaggio svenuto minacciato da un clone, un personaggio commenta su come il clone sia davvero identico a lui, il clone viene sconfitto, il personaggio si unisce a noi, bisogna spiegare al personaggio cosa sia successo.

Tutto ciò si può saltare senza nessun rimorso, ma così facendo si rischia di perdersi le frecciate e le citazioni che rendono i dialoghi una gioia per i fan. È anche presente, inoltre, una serie di Eventi Collegamento accessibili dal menu di selezione squadra. Questi sono dei semplici dialoghi con le anime collegate con noi che, anche se completamente ininfluenti per quanto riguarda la trama, vanno a svelare retroscena e pensieri dei personaggi in maniera più approfondita. Un altro extra per i fan che, giustamente, potrebbe non interessare i nuovi arrivati.

Gli altri due archi narrativi selezionabili non sono slegati, ma vedono il nostro alter ego lasciare Goku e compagni per cercare di chiarire misteri ancora irrisolti nella trama. Stavolta ci toccherà andare a vedere cosa stanno combinando i cattivi – sarò onesto: dover ricostruire l’esercito di Freezer da zero è qualcosa che il fan di Dragon Ball che è in me non sapeva di aver sempre voluto. Il cambio di prospettive ravviva molto le cose, ma continua a restare l’impressione che la campagna duri ben le sue possibilità di risultare appassionante.

Perfino la modalità Arcade ha brevi filmati introduttivi che variano a seconda dei personaggi che si scontreranno (e anche qualche easter egg per i fan). Classica serie di incontri senza un filone conduttore, questa modalità ci vede scontrarci con altre squadre di tre personaggi in un diagramma ad albero, seguendo un percorso la cui direzione cambierà in base a come abbiamo combattutoA seconda del nostro risultato prenderemo il ramo che va verso l’alto, sullo stesso livello o verso il basso, e potremo sbloccare personaggi aggiuntivi se riusciremo a completare la modalità difficile con un punteggio abbastanza elevato.

Apparente semplicità che nasconde un combat system profondo

Tutto ciò è buono e giusto, ma stiamo comunque parlando di un picchiaduro e la trama (per quanto ben realizzata o meno) è secondaria al motivo per cui ci si interessa a questi giochi: il gameplay. Il tutorial iniziale è breve, ma ci introduce perfettamente al sistema di gioco: esplorando la Sala d’Attesa, possiamo scoprire a cosa servano i vari edifici e completare i primi obiettivi per ottenere Zeni con cui poi comprare capsule al Negozio.

In queste prime fasi potremo incontrare per la prima volta le due idee principali che gli sviluppatori hanno avuto per introdurre al genere i nuovi giocatori: le combo automatiche e le tecniche speciali con combinazioni di tasti semplificate e identiche.

Le combo automatiche si spiegano da sole: ogni personaggio ha la possibilità, premendo ripetutamente un solo tastodi fare potenti combinazioni e salti in aria per continuare a attaccare avversari storditi e concludere con un attacco speciale. A questo si aggiungono le tecniche speciali, tutte eseguibili premendo un tasto assieme a una rotazione dello stick, unite ad uno scatto che ci permette di lanciarci in aria automaticamente per inseguire l’avversario in puro stile Dragon Ball.

Un sistema troppo semplificato? Era in effetti una delle preoccupazioni prima dell’uscita, ma il sistema garantisce opzioni molto più interessanti: avere una presa assegnata sempre allo stesso tasto permette anche a chi non conosce a memoria l’elenco mosse di poter sfruttare queste tecniche. L’idea di inserire le mosse più utili su uno o due tasti è vincente: invece di dover usare quelle che al giocatore non appassionato risultano esoteriche sequenze di giramenti e combinazioni, basta abituarsi allo schema e anche le tecniche più complesse risultano alla portata di tutti.

E le combo automatiche? Beh, quelle si basano sull’idea che il nostro avversario ce le lasci eseguire – facile se siamo contro altre persone alle prime armi, ma provate a sfidare qualcuno di un livello più alto del vostro e vi renderete conto di quanta pratica bisogna fare. E se volete provare a fare qualche combo al di fuori di questi schemi, la modalità Allenamento vi potrà guidare.

In sostanza, teletrasportarsi dietro l’avversario, aprire la sua difesa con un pugno basso, lanciarlo in aria con una combo e trasformarlo in un birillo da giocoliere con Attacchi Speciali a catena non solo è incredibilmente soddisfacente, ma può essere effettuato sia dai neofiti che dagli esperti. Qui si capisce il motivo di un tutorial/storia così lungo: permette di assorbire per bene questo sistema, e una volta metabolizzato di intuirne tutte le potenzialità.

Vi è poi un’altra delle caratteristiche principali di questo sistema, che prende molto da Marvel vs. Capcom: non bisogna pensare al nostro team come se fosse fatto di tre personaggi separati, ma come un solo personaggio con le caratteristiche dei tre messe assieme. Ogni Combattente Z ha le sue specialità e, sebbene tutte queste tecniche si attivino con le stesse identiche combinazioni, i loro effetti in battaglia sono estremamente diversi, sia che li stiamo usando o se decidiamo di attivare il loro attacco “dalla panchina”.

Sapere quando cambiar personaggio è essenziale: non solo si possono concatenare onde energetiche per moltiplicare i danni che infliggiamo ad un avversario, ma si può sfruttare il cambio al volo per allungare le combo, colpire un avversario di sorpresa o chiudere immediatamente la distanza col nemico, sfruttando il fatto che ad ogni cambio il nostro personaggio apparirà in scena lanciandosi verso l’avversario. Avere un ridotto numero di combinazioni e tasti da memorizzare ci permette di poter trarre molto più vantaggio da tutte queste caratteristiche, ed è chiaro che il gioco è stato pensato per questo stile.

Quella che all’inizio appare come una semplificazione si rivela quindi la porta d’ingresso ad un sistema estremamente complesso. A questo si aggiungono le sfere del drago, sbloccabili eseguendo combo e capaci di farci evocare Shenron, il drago supremo, per ottenere un bonus a nostra scelta.

Far pratica, come detto, è essenziale: la modalità Allenamento ci permette di andare a settare manualmente ogni dettaglio, dalla quantità di energia alla velocità di recupero alla latenza dei comandi, permettendoci di ricreare esattamente il tipo di situazione in cui vogliamo metterci alla prova e di calcolare i nostri danni col contagocce.

Perfino la modalità Replay, dove potremo dare un’occhiata alle migliori partite del mondo o a scontri caricati dagli sviluppatori, risulta utilissima: questa permette di visualizzare i tasti che i giocatori hanno premuto in tempo reale, mandando avanti la partita un fermo immagine alla volta per poter studiare le migliori strategie di alto livello.

Arc System Works ha un’esperienza di trent’anni nel mondo dei picchiaduro, e si vede: Dragon Ball FighterZ è pieno di potenzialità, e se volete una sfida per allenarvi da soli potete provare una Battaglia Locale contro la CPU. In questo caso la difficoltà è molto più alta rispetto alla maggior parte delle missioni Storia. Per quanto riguarda l’online, invece, oltre alle modalità Arena e Ring già citate potremo sfidare avversari nell’online globale, che include sia scontri semplici che classificati. Piccola pecca all’interno di una proposta tanto ricca è la mancanza di spiegazioni veramente chiare. Da piccole cose come il fatto che l’attacco speciale di Ginew è disattivato nella modalità campagna fino a come funziona esattamente la modalità Arena nella Sala d’Attesa, si sente un po’ la mancanza di esempi concreti al posto della semplice opzione “Informazioni” presente nei menu. È qualcosa che gli sviluppatori dovrebbero iniziare a considerare: l’effetto iniziale, soprattutto se si è alle prime armi col genere, è un po’ alienante, ma superato questo scoglio gli ingranaggi cominciano a girare per bene.

Concludendo le possibilità offerte dal gioco, nella Sala d’Attesa potremo anche comprare capsule da un negozio, i cui contenuti sono casuali. Le capsule contengono colori alternativi, titoli e altri accessori, sul classico modello lootbox di Overwatch. Ogni capsula costa 1.000 Zeni, la valuta dell’universo di Dragon Ball, mentre le capsule più rare si possono comprare con la Moneta Z Premium. Se il prezzo o anche solo il numero di oggetti sbloccabili sembra davvero esagerato, in realtà il gioco ci inonda di crediti, che si possono ottenere facendo quasi qualsiasi cosa, così come le Monete Z Premium, che vengono elargite in maniera generosa.

La scelta di non usare microtransazioni fa molto onore al gioco, in un’industria in cui questo trend sembra aver toccato il punto più alto, e la Moneta Z Premium non è, come farebbe pensare il nome, qualcosa di acquistabile tramite carta di credito, ma si ottiene per ogni oggetto doppio in nostro possesso.

Ultime piccole negatività di Dragon Ball FighterZ: il numero di caricamenti, tra inizio partita, connessione alla Sala d’Attesa e match veri e propri, è un po’ troppo alto, tendendo a farci passare troppo tempo a navigare tra menu di selezione lobby e simili prima di potersi lanciare nel gioco vero e proprio. Non sarebbe assolutamente male avere la possibilità di fare un rapido Incontro Globale senza dover obbligatoriamente entrare nella Sala e dover fare tutti i passaggi.

Un look sbalorditivo

Dragon Ball FighterZ è il più attraente gioco di Dragon Ball mai realizzato. Non voglio spingermi fino al dire che siamo al livello di parità tra videogiochi e anime, perché ce n’è ancora di strada da fare, ma spesso l’aspetto lascia completamente a bocca aperta.

Continuando sulla strada che gli sviluppatori hanno intrapreso con Guilty Gear Xrd, il gioco è un picchiaduro tecnicamente tridimensionale, ma impiegando il cel shading per simularne l’aspetto a due dimensioni, dando contorni che riproducono linee ed ombreggiature piatte. L’effetto è incredibilmente simile all’animazione 2D, e solo un paio di elementi di sfondo non resi alla perfezione possono rompere l’illusione.

Il gioco gira a 60 frame al secondo, solidi come la roccia e necessari per poter avere reazioni veloci ed azione fluida. Invece, le animazioni si aggirano tra i 12 e i 20, per ottenere lo stesso stile che presenta il cartone animato: il contrasto è a volte notevole, ma un compromesso più che necessario per bilanciare l’aspetto e la giocabilità. In questo modo resta lo stile da anime, fedelissimo alla serie, mentre possiamo sfruttare spostamenti a 60 FPS per reagire velocemente e non compromettere la fluidità. Un lavoro sopraffino, qualcosa in cui Arc System Works si è specializzato grazie alla sua conoscenza dell’Unreal Engine 4 ed è incredibile vedere come possa essere stato spinto in una direzione tanto diversa. Stretching, smearing e altre tecniche da animazione tradizionale sono riprodotte in maniera fedele, le esplosioni illuminano i personaggi come se fossero colorati a mano, l’intera scena diventa una gioia per gli occhi.

Lato audio, la mancanza di un doppiaggio italiano, per quanto comprensibile  – il gioco è interamente sottotitolato, non preoccupatevi, anche se la qualità è altalenante – lascia un nonsoché di amaro in bocca. Dragon Ball resta una delle serie anime più di successo nella storia del nostro paese, un pezzo fondamentale dei riferimenti culturali anni Novanta, soprattutto grazie al lavoro di adattamento e doppiaggio fatto da Paolo Torrisi, scomparso davvero troppo presto. Per la gioia dei puristi si può comunque scegliere tra il doppiaggio originale in giapponese e in inglese, anche questo molto valido e pieno di personalità.

Anche se la campagna può essere perfezionata ulteriormente, è inutile negare che Dragon Ball FighterZ è uno dei migliori giochi di Dragon Ball di tutti i tempi, se non il migliore in assoluto. La serie fa per la prima volta il salto verso il mondo dei picchiaduro bidimensionali competitivi, riducendo il numero dei personaggi, ma concentrandosi sul mettere in campo una qualità che pochissimi altri tie-in hanno raggiunto. Ci sono giuste critiche da fare, ma si concentrano principalmente su motivi tecnici che possono essere mitigati da aggiornamenti futuri. Se siete fan della serie, la campagna, per quanto lunga, è decisamente un'ottima offerta; mentre se siete fan del gioco in compagnia e online, Dragon Ball FighterZ è vicino alla perfezione. Ottimo per chi vuole iniziare e molto soddisfacente per chi è già esperto, Dragon Ball FighterZ ha tutte le carte in regola per diventare un nuovo punto di riferimento del mondo dei picchiaduro, e alza l’asticella per tutti i futuri giochi su licenza. Dragon Ball FighterZ è disponibile ora per PC, PlayStation 4 e Xbox One ed è acquistabile direttamente cliccando sui bottoni presenti in questa pagina.

Pro
Meccaniche facili da imparare, ma profonde
Graficamente incredibile
Sistema di combattimento fedele alla serie
Trama con colpi di scena intriganti…
Contro
…ma che si trascina ben oltre la frustrazione
Caricamenti troppo presenti
Disconnessioni occasionali
valutazione finale9