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Donkey Kong Country Tropical Freeze recensione: un gioco che fa salire la scimmia

Donkey Kong Country Tropical Freeze recensione: un gioco che fa salire la scimmia

La scimmia più famosa del mondo dei videogiochi porta il suo ultimo gioco su Nintendo Switch, con potenziamenti e una nuova modalità. Ma sarà abbastanza per giustificare il prezzo pieno? / Ultima modifica il

Ormai è chiaro che Nintendo abbia tutta l’intenzione di seppellire WiiU, la sfortunata console che ha seguito il popolarissimo Wii senza riuscire a ottenere un frammento del suo successo. Ma il catalogo della console conteneva episodi di alcune delle serie più famose dell’azienda; cosa fare di questi giochi, molto validi ma che quasi nessuno giocherà? La soluzione scelta sembra essere di cercare di portare i giochi più importanti su Nintendo Switch, una console che ha già superato il numero di vendite di Wii. E proprio uno di questi giochi andiamo a vedere nella nostra recensione di Donkey Kong Country Tropical Freeze.

Il gioco si sviluppa come un platform 2.5D, con grafica tridimensionale in cui ci si sposta solo su due dimensioni. Sia lo sviluppo che la “traduzione” sulla nuova console sono stati compiuti dallo sviluppatore texano Retro Studios, a cui era già stato affidato il precedente Donkey Kong Country Returns, e la scelta di non utilizzare un nuovo team è comprensibile. La saga di Donkey Kong è infatti una delle più longeve tra tutte quelle che hanno reso famosa la grande N, nata nel lontano 1981 con quel cabinato arcade che ha anche visto la prima comparsa storica di Mario; meglio lasciarla nelle mani di persone con anni e anni di esperienza nel gestire le proprietà intellettuali della casa giapponese.

Ma quello che analizziamo in questa recensione è comunque un porting della versione uscita nel 2014, e riproporre un gioco di quattro anni fa potrebbe far storcere il naso ai giocatori. Per rendere l’offerta più allettante Retro Studios ha la aggiunto Funky Mode, una modalità che permette di interpretare un nuovo personaggio chiamato Funky Kong, oltre a tutti i miglioramenti grafici che l’hardware più potente è in grado di offrire. Basterà a giustificare il prezzo pieno che Nintendo ha voluto comunque dargli? In questa recensione vedremo il gioco sia come gioco a se stante, sia come nuova versione di un gioco di qualche tempo fa.

Donkey Kong Country Tropical Freeze recensione trama: sta tutto nell’esecuzione

La serie non è certo nota per le sue trame emozionanti e strappalacrime, ma non ne ha nemmeno bisogno: la storia di Donkey Kong Country Tropical Freeze è semplice, divertente e piena di energia, e porta (letteralmente) una ventata di aria frescain delle isole tropicali che molto spesso sanno di già visto, essendo un tipo di ambientazione usata sin dagli inizi della serie e in molti altri giochi. È una trama molto diretta: i Nevichinghi hanno attaccato l’isola di Donkey Kong e compagni, usando un corno magico in grado di congelare palme e spiagge che ha anche spazzato via il nostro eroe, spedendolo lontano da casa. Starà a noi farci strada da un’isola all’altra fino a tornare alla nostra casa, dove i Nevichinghi hanno piazzato la loro base.

I Nevichinghi sono una ciurma di pirati composta da pinguini (detti “pinguinghi”), trichechi, foche e altri animali polari, che formano un’accozzaglia organizzata come un esercito ed ispirata alla cultura vichinga. Nonostante il loro aspetto molto poco intimidatorio, sono ben organizzati e portano avanti una vera e propria invasione, sbarcando sulle isole e trasformandole in lande innevate a loro più adatte. Il gioco procede di isola in isola, cercando di liberare le zone una dopo l’altra: è una trama funzionale, che crea uno sfondo per avere un contesto in cui correre e saltare, ma costruita comunque con cura e condita con una colonna sonora di altissimo livello che spazia da swing a rock a brani più atmosferici.

Si, la trama di Donkey Kong Country Tropical Freeze si riassume in meno di due paragrafi, ma la vera abilità in questo tipo di giochi sta nel lasciare poco spazio a trame e intrecci complessi per potersi concentrare sul come esplorare questo tipo di scenari con il controller in mano. Facendoci strada tra i livelli potremo osservare i Nevichinghi sbarcare, iniziare a costruire e infine utilizzare le loro strutture invernali, in un crescendo che sale assieme alla difficoltà, rendendo le isole sempre più simili a un paesaggio alpino. E lo stile va inoltre a influenzare il gameplay: ad esempio, se un personaggio ha un elmo con le corna, sarà lui a farci danno se gli saltiamo in testa. Sono presenti infine boss fantasiosi e molto ben realizzati (che preferisco non spoilerare) quasi tutti basati su questo tema, introdotti da brevi filmati animati con molta espressività, che dovremo cercare di sconfiggere alla fine di ogni isola.

Donkey Kong Country Tropical Freeze recensione gameplay: il degno erede di una lunga stirpe

Ma la filosofia di Nintendo è da sempre più orientata al gameplay che alla trama, e Donkey Kong Country Tropical Freeze non fa eccezione. Il gioco porta avanti la serie costruendo sulle sue solidissime fondamenta, senza stravolgere il tutto ma con piacevoli ed efficaci aggiunte. Partendo dalle basi: Donkey Kong è un platform coloratissimo, in cui esplorare sei isole tropicali cercando di completare i livelli dall’inizio alla fine senza esaurire le nostre vite, rappresentate nella serie da dei palloncini in grado di riportare in scena il nostro Donkey Kong nel caso abbia perso tutti i cuori o sia caduto in una buca senza fondo. In questi livelli ci sono molti oggetti da collezionare, che permettono di sbloccare diversi extra, e checkpoint intermedi che evitano di dover ripetere un livello dall’inizio nel caso finissimo infilzati da un pinguino.

Se però l’invasione dei Nevichinghi significa dover affrontare pinguini armati, trichechi e altre creature artiche in aggiunta a squali e animali tropicali, non saranno questi i pericoli principali che si troveranno davanti il nostro scimmione e i suoi compagni. La vera difficoltà sta nella coordinazione del giocatore: se l’inizio del gioco è abbastanza facile, più si procede e più le piattaforme e gli ostacoli da evitare richiedono precisione e riflessi sopraffini, e invece di affrontare nemici sempre più potenti si dovrà fare il trapezista tra ostacoli sempre più complicati. Bisogna riuscire a padroneggiare perfettamente i controlli, ma ciò potrebbe richiedere un periodo di aggiustamento se si viene da platform come Shovel Knight dove le reazioni ai comandi sono più immediate.

C’è infatti un certo ritardo nell’iniziare i movimenti e nell’invertire la direzione che, per quanto riesca a comunicare il senso di pesantezza che si addice a un gorilla enorme, rende alcune sezioni di platforming molto più frustranti di quanto ci si aspetti – ma anche se può portare a morti improvvise, questa caratteristica fa comunque parte del design del gioco. Per potersi muovere in maniera efficace bisogna fare affidamento su rotolate e salti, che sono in grado di permettere spostamenti istantanei, e diventano necessari nei livelli in cui il ghiaccio portato dai Nevichinghi inizia a ricoprire tutto il terreno.

Questo sistema di movimento “pesante” viene ripetuto nelle sezioni con veicoli (tra cui rinoceronti, carrelli da miniera, barche e barili razzo), e rende necessario saper sfruttare la rotolata per poter effettuare fughe rapide o raggiungere zone nascoste, collegandola ai salti – usare il roll jump diventa necessario una volta che il gioco si avvia verso la fine, vista la sua capacità di spingerci immediatamente al massimo della velocità. Le zone nascoste contengono oggetti speciali, come monete per lo shop o pezzi di puzzle collezionabili, ottenibili dopo aver raccolto tutte le banane in un mini-livello a cui si accede, e raramente delle uscite segrete che possono portare a livelli speciali alternativi. Altri segreti possono essere scovati grazie a una presa assegnata ai tasti dorsali, in grado di interagire con l’ambiente e afferrare i nemici storditi. Insomma, un sacco di varietà con uno stile saldamente ancorato alla vecchia scuola.

Raggiungere questi oggetti e uscite diventa più facile se portiamo con noi un compagno. Espandendo una meccanica già vista in Donkey Kong Country Returns, Donkey Kong potrà trovare dei barili contenenti Diddy Kong, Dixie Kong o Cranky Kong, tre personaggi secondari che potrà trasportare sulla sua schiena e che gli forniranno utili abilità secondarie. Queste abilità variano a seconda del personaggio: Diddy ha un razzo che permette di planare allungando i salti, Dixie ne aumenta l’altezza con i suoi capelli-elicottero e Cranky ha un bastone che permette di rimbalzare sulle spine e colpire nemici normalmente invincibili, lasciando a noi la scelta di quale abilità ci possa essere più utile in un certo specifico livello.

È un sistema di controlli che richiede impegno e la capacità di voler padroneggiare i comandi in ogni loro aspetto. In questo contesto, assegnare rotolata e “Scuoti la Terra” allo stesso tasto (quest’ultimo è un colpo da gorilla sul terreno che permette di spaccare oggetti e stordire nemici) non è stata una scelta felice: la rotolata si effettua solo se si è in movimento, e visto che serve un tempo percepibile prima di iniziare a muoversi succede a volte di voler fare un’azione e finire per rimanere fermi mentre si viene schiacciati da un masso. Per poter completare questa Donkey Kong Country Tropical Freeze recensione ho dovuto re-impostare sia il mio tempo di reazione che l’istinto a tornare indietro davanti a un pericolo: visto il funzionamento della rotolata, è spesso più efficace cercare di passargli direttamente sotto.

E morire capita spesso. Nelle ultime isole mi è capitato di perdere dieci o anche quindici vite cercando di superare lo stesso pezzo, il che spiega come mai il gioco ci riempia di vite all’inizio: la difficoltà sale sfruttando il design, con combinazioni di piattaforme e nemici che spremono sempre di più i nostri riflessi e la nostra capacità di pianificare le mosse. I compagni permettono di rendere le sezioni più semplici, ma se veniamo colpiti troppe volte rischiamo di vederli scomparire fino al prossimo barile. Donkey Kong Country Tropical Freeze è un gioco che raramente perdona, e se non si è disposti a reggere la frustrazione superare gli ultimi livelli risulta più un impegno che una fonte di divertimento.

A meno che non si usi Funky Kong. E qui bisogna parlare di una delle novità più discusse della versione per Nintendo Switch: Funky Kong è un personaggio selezionabile nella nuova Funky Mode, aggiunta in questa versione per Nintendo Switch, che rende il gioco estremamente più facile a causa di una serie di potenziamenti che Donkey Kong non possiede. Con cinque cuori, doppio salto, caduta rallentata, invulnerabilità alle spine, ossigeno infinito sott’acqua e chi più ne ha più ne metta, Funky Kong trasforma il gioco da particolarmente difficile a molto meno impegnativo, offrendo una suite di abilità speciali che spesso rende una passeggiata anche scovare i segreti più difficili da raggiongere.

Se è vero che il gioco di base ha una difficoltà che verso la fine raggiunge la frustrazione, è anche vero che Funky Kong lo fa diventare forse fin troppo semplice, una scelta di design che serve però a permettere anche ai più piccoli di poter godersi il gioco (e i giovani sono un pubblico a cui Nintendo tiene particolarmente). Ma non temere: se hai paura che la grande N stia diventando troppo “casual”, una volta finito il gioco si apre un New Game Plus che include, oltre a nuove sfide e oggetti da collezionare, una modalità Difficile che metterà alla prova sia i vostri riflessi che la vostra pazienza. I giocatori più competitivi possono inoltre affrontare i livelli completati con una modalità a tempo, che include classifiche online. Bisogna accettare però che serviranno tanti palloncini per finire il gioco al 100%.

Per quanto morire a ripetizione non sia esattamente divertente, è anche vero che per ogni rientro in campo si possono collezionare di nuovo le monete banana, che ci permetteranno di comprare oggetti da portare con noi nei livelli, mentre le semplici banane si limiteranno a darci vite in più. Il negozio gestito dallo stesso Funky, dove possiamo comprare oggetti da portare nei livelli (come cuori extra, barili compagno o palloncini) è un’utile aggiunta: se si perde una vita si mantengono comunque le monete ottenute.

Questa scelta significa che dopo aver ripetuto una sezione di un livello parecchie volte si avrà anche in mano un bel gruzzoletto con cui fare shopping, frutto di tutti quei salti e nemici che hanno richiesto parecchi tentativi. È un classico tocco “antifrustrazione” alla Nintendo, insieme ad altri dettagli come il pappagallo da portare nell’inventario in grado di indirizzarci verso oggetti che non riusciamo a trovare (ma al prezzo delle nostre sudate monete) e all’usare le banane non solo come fonte di vite ma anche per dare suggerimenti impliciti al giocatore su dove andare e dove trovare segreti. Dal punto di vista del game design la qualità è molto alta.

È decisamente impossibile non accorgersi di quando viene attivato il Kong POW, ma per poter scatenare l’esplosione dovrai riempire una barra raccogliendo banane.

Sempre sul filone della varietà di gameplay, sono presenti livelli subacquei in cui si ripresenta il solito problema di tutti i livelli subacquei (il fatto che riducono le possibilità di interazione del giocatore e rallentano molto l’azione), ma sono resi più interessanti dal fatto che le abilità di ogni compagno cambieranno sott’acqua a seconda di chi si stia portando sulla schiena. E parlando dei compagni di avventure  bisogna menzionare infine la loro abilità più potente: il Kong POW, un attacco di coppia in grado di eliminare tutti i nemici presenti sullo schermo e trasformarli in oggetti diversi a seconda del compagno con cui lo si effettua. Ammetto di non averlo usato moltissimo, però: le piattaforme e i pericoli ambientali sono molto più minacciosi dei nemici a due o quattro zampe.

Donkey Kong Country Tropical Freeze recensione grafica: ottima, migliorata, ma senza enormi novità

Nintendo sfrutta da sempre un vecchio trucco quando lavora sul suo hardware, che spesso offre una potenza inferiore rispetto alla concorrenza: uno stile artistico che sa dare il massimo anche con le limitazioni grafiche delle console su cui gira. Questo trucco fonde insieme capacità tecniche e artistiche, mostrando tutta l’esperienza degli sviluppatori a disposizione dell’azienda, e funziona magnificamente in questo gioco. La giungla tropicale e le vette innevate sono stupende, e i livelli subacquei sfruttano al massimo il cambio di atmosfera anche dal punto di vista grafico. Degni di nota dal punto di vista artistico i livelli silhouette, in cui l’illuminazione mostra solo sagome sullo schermo, che permettono agli sviluppatori di giocare sia con la grafica sia con elementi di gameplay unici e creano un’atmosfera davvero unica. Però, per quanto riguarda la nuova console, la grafica è sostanzialmente identica alla versione WiiU: invece di cercare di rivoluzionare il gioco, Retro Games ha preferito concentrarsi su stabilità e ottimizzazione.

Il framerate è solido come la roccia, e anche se sarebbe stato strano l’opposto (vista la superiorità tecnica di Nintendo Switch rispetto alla precedente console) è comunque notevole come il gioco mantenga 60 fps fissi indifferentemente da qualunque cosa succeda sullo schermo o da cambi di inquadratura. Unito a tempi di caricamento estremamente brevi, dal punto di vista delle prestazioni siamo davanti a un gioco che si avvicina alla perfezione, in cui un insieme di cura e di hardware più potente di quello originale permettono di evitare qualsiasi tipo di rallentamento. Resta un po’ una delusione la mancanza dell’integrazione dei controlli touch per navigare tra i menu, ma è anche vero che in un platform non si passa molto tempo a spostare indicatori.

La risoluzione è stata aumentata dai 720p della versione WiiU ai 1080p di Nintendo Switch, se utilizzata in modalità dock, mentre scende a 1152 per 648 in modalità portatile – che risulta quindi leggermente inferiore rispetto alla console precedente e alla risoluzione dello stesso schermo integrato. È comprensibile: si tratta comunque di un gioco creato per una console fissa, ma le dimensioni ridotte non lo rendono tanto problematico quanto fanno sembrare i freddi numeri (anche se si può notare una certa sfocatura e una leggera riduzione dei dettagli), e occupandoci di questa Donkey Kong Country Tropical Freeze recensione non ho notato in realtà differenze finchè non ho effettuato un paragone diretto tra le immagini. Nella foto seguente puoi vedere un confronto tra come appare il gioco in modalità dock e in modalità portatile.

È abbastanza per giustificare un secondo acquisto per la nuova generazione? Non necessariamente, visto che si tratta dello stesso identico gioco e le migliorie sono quasi solo tecniche, ma la possibilità di rigiocare un gioco di gran classe dovunque si vuole resta una grande aggiunta. È inutile negare però che il gioco dà il meglio di sé sul grande schermo, e soprattutto con un Controller Pro, vista la scomodità che lunghe sessioni di gioco in modalità portatile possono creare – e, infine, uno schermo grande rende molto più godibile il multiplayer.

Donkey Kong Country Tropical Freeze recensione multiplayer: in due ci si diverte di più

Il gioco offre infatti anche una modalità multiplayer che presenta delle caratteristiche interessanti. Innanzitutto si tratta di un multiplayer asimmetrico, dove il secondo giocatore ha caratteristiche diverse dal primo: se ci si unisce alla partita di qualcun altro si può interpretare direttamente uno dei tre personaggi secondari (Diddy Kong, Dixie Kong e Cranky Kong) che in single player vanno solo ad aggiungere una nuova abilità a Donkey Kong. Questa abilità sarà direttamente parte delle mosse di base del secondo giocatore, trasformando un potenziamento in una opzione utilizzabile in maniera diversa.

Quando vengono controllati, inoltre, i tre mini-Kong hanno a disposizione un’arma in più: una pistola in grado di stordire i nemici, disponibile unicamente in questa modalità. Ovviamente, in un platform di precisione avere due giocatori che devono superare ostacoli e piattaforme che spesso crollano sotto i piedi del giocatore può creare situazioni quasi insuperabili, ma i designer di Nintendo hanno risolto il problema in una maniera molto furba: il secondo giocatore può usare la presa per aggrapparsi alle spalle del primo, lasciando tutti i controlli di movimento nelle sue mani, e il suo ruolo diventa solo quello di sparare dalle sue spalle.

Sembra una soluzione quasi pensata per le famiglie: in questa configurazione il primo giocatore può sostanzialmente trasportare il secondo attraverso i livelli, e il secondo può aiutare sparando ai nemici – perfetto per un figlio o un fratellino piccolo che avrebbe difficoltà con il platforming più complicato, ma fatto in modo da poter tornare ai due giocatori classici in qualunque momento. Ma attenzione: se è vero che avere un aiutante rende il gioco più semplice, in questa modalità si perde una vita per ogni personaggio che muore, portandoci a bruciare molti più palloncini che in giocatore singolo. Una buona scelta per poter bilanciare il tutto in maniera equilibrata, e la ciliegina sulla torta per un gioco che si rivela essere un’ottima offerta per chi intende compralo per la prima volta.

Donkey Kong Country Tropical Freeze recensione: le nostre conclusioni

Anche se con qualche screzio e un Funky Mode forse esagerato, Donkey Kong Country Tropical Freeze resta un signor gioco, con una gran quantità di contenuti e creato per essere rigiocato più e più volte. Un’ottima modalità multiplayer e una grafica di alto livello completano l’offerta, ma l’attrazione principale resta il design dei livelli, che mostrano tutta la forza della grande N. Pensato per i giocatori hardcore ma adatto a tutti in questa versione per Nintendo Switch, è doveroso raccomandarlo a chiunque non l’abbia giocato sulla sfortunata WiiU – ma se ne avete già avuto esperienza, potrebbe non valere il prezzo pieno.

Pro
Design di altissimo livello
Uno dei migliori platform su Nintendo Switch
Modalità multiplayer interessante
Qualitativamente superiore alla versione WiiU…
Contro
… ma non abbastanza da consigliare di comprarlo di nuovo
Funky Kong abbastanza sbilanciato
valutazione finale8.5