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Il baleniere è proprio ubriaco in Dishonored Definitive Edition

di Giulio Tedescoaggiornato il 8 settembre 2015

Ogni qual volta che vedo o sento l’annuncio di una nuova remastered mi sale sempre un po’ l’orticaria, almeno nella prima mezz’ora dall’annuncio. È inevitabile una tale reazione per un fenomeno che va nella sostanza a riassumersi come: “Ecco una conversione a costo quasi zero ma venduta a prezzo pieno o quasi, per potervi dare questo titolo su console dove far funzionare i vecchi videogiochi è impossibile”. Doverosa è la precisazione del fatto che fortunatamente questo effetto varia da caso a caso. Ci sono conversioni e remastered più meritevoli di altre, al netto del gioco che in effetti viene trasportato su un nuovo hardware.

Nuovo hardware che non deve coincidere con un restyling tecnico dal profondo: quello è un remake che è una cosa diversa e che richiede tempo e risorse decisamente maggiori rispetto alla tipologia a cui appartiene Dishonored Definitive Edition. Il remastered abbiamo capito che nella sostanza si tratta di prendere il vecchio titolo che vogliamo trasporre sulla nuova generazione di console, applicarci qualche filtro grafico, una nuova risoluzione e magari una nuova stabilità in termini di frame-rate. Cos’è aspettato dunque alla remastered di Dishonored, splendido titolo firmato Arkane Studios e pubblicato da Bethesda uscito in quel del 2012, che ora acquista il titolo di Edizione Definitiva?

Parlando il più schiettamente possibile, l’unica cosa giusta di questa Definitive Edition sta nel prezzo, non pieno come capita per altri titoli, ma “budget” e orbitante attorno ai 40€ circa, per quella che è l’esperienza completa anche dei tre DLC che hanno accompagnato successivamente il titolo originale.

Il resto del lavoro è un porting grossolano della versione PC, che tutt’ora a distanza di tre anni dalla sua pubblicazione, rimane la versione migliore. Il beneficio più tangibile di questo porting rimane esclusivamente la risoluzione Full HD che, se da una parte regala una definizione maggiore per certi aspetti, dall’altra mostra texture che già non perfette all’epoca, oggi risultano ancora più spalmate e semplicemente brutte da vedere. La causa è data anche dal peculiare stile grafico del gioco, che adotta un simil cel-shading che rende tutto fumettoso, quasi caricaturale nei confronti di personaggi e architetture. Quello che più dispiace di questa conversione, è il lock dei frame di gioco fisso a 30 piuttosto che un più che scontato (in teoria) 60, data anche la leggerezza dell’Unreal Engine 3 che muove tutto il titolo.

L’acquisto è inutile per chiunque abbia già giocato Dishonored in passatoCerto, qualche miglioramento in termini di pulizia è stato fatto; ora con un filtro antialiasing atto a limare i vari bordi dei modelli poligonali, anche se non del tutto; così come un’occlusione ambientale meglio riportata in questa versione piuttosto che in quella per PC e purtroppo poco altro. Il lavoro di adattamento è stato decisamente insufficiente da questo punto di vista e chi ha già visto il titolo nelle sue precedenti versioni (che sia sulle vecchie console, che su PC) si aspettava decisamente un impatto visivo diverso, dato che non esitano a comparire anche problemi di compenetrazione dei corpi. Vedere un gioco che dopo tre anni vede ancora i corpi infilarsi dentro porte e muri un po’ dispiace.

Una conversione così banale va a pregiudicare il titolo originale? Assolutamente no. Dishonored rimane tutt’ora un titolo superbo e godibile ancora da chiunque. Il suo gameplay che porta a mischiare il genere stealth con fasi più action posizionato in un contesto steampunk cupo e decadente è ancora attualissimo e adatto sia ai neofiti che agli esperti del genere.

Le vicende di Corvo Attano (e di Daud nei due DLC che ampliano il comparto narrativo del gioco base) pad alla mano sono ancora bellissime e streganti: l’omicidio dell’Imperatrice e il rapimento di sua figlia sono due crimini che ci vengono addossati, ritrovandoci in cella talmente in fretta da non capire neanche che abbiamo già qualcuno che ci vuole aiutare per portare a galla la verità su quanto successo. Chiunque non abbia potuto godersi all’epoca l’avventura firmata dagli Arkane Studios o che non possa viverla su PC, dovrebbe cogliere in fretta la palla al balzo e sfruttare quest’occasione per vivere uno dei titoli migliori del suo genere nella scorsa generazione. Avrete tra le mani un videogioco da una più che buona longevità con quattro difficoltà selezionabili e una libertà di approccio decisamente notevole: potremo scegliere se essere cauti e risparmiare ogni vita con cui ci dovremo rapportare, o scegliere se lasciarci alle spalle una moltitudine infinita di cadaveri, con conseguenze tangibili anche nel finale, il quale vedrà un caos e un’oscurità maggiore che vanno di pari passo con la violenza che abbiamo distribuito durante il corso dell’avventura.

Dishonored Definitive Edition se dovesse essere valutato esclusivamente nella sua forma di conversione, raggiungerebbe a stento la sufficienza, conquistata solo perché viene venduto ad un prezzo budget e completo dei suoi DLC. È un acquisto inutile per chiunque lo abbia già giocato sulle precedenti piattaforme o sulla versione PC, in quanto non c’è alcun contenuto inedito che possa attirare l’attenzione di coloro che hanno già percorso le strade di Dunwall e dintorni. Il fatto è anche che la definizione di “definitivo” del titolo è fuori luogo in quanto la versione PC rimane comunque la migliore dal punto di vista grafico, anche semplicemente per il raggiungimento di una fluidità completa attraverso i 60 frame al secondo che inspiegabilmente rimangono un’utopia in questa versione. Su computer non è neanche difficile trovare la versione completa del titolo a pochissimi spicci di norma o tirato praticamente addosso durante i periodi di sconti. Il voto della recensione è quindi una sorta di media tra il valore della remastered in sé – inutile e che non aggiunge niente all’esperienza originale – e la qualità di un gioco interessante e unico, forte anche della prossima pubblicazione del seguito che avverrà nella primavera del prossimo anno.

Riassumendo in una frase: Dishonored Definitive Edition è un titolo evitabile per chi ha un PC in grado di farlo funzionare meglio e con un costo molto minore che su console; così com’è evitabile per chiunque lo abbia già giocato su PlayStation 3 o su Xbox 360. Ma se non avete mai provato il bellissimo gioco dei creatori di Arx Fatalis, è giunta l’ora di rimediare a questa grandissima mancanza attraverso l’edizione definitiva disponibile per PlayStation 4 e Xbox One, acquistabile direttamente da Amazon.

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