Detroit Become Human news: mostrato il nuovo trailer alla PlayStation Experience 2017

Questo articolo raccoglie tutte le news su Detroit Become Human presentate o in arrivo nelle prossime settimane e sarà costantemente aggiornato per non farvi perdere nulla del nuovo titolo di Quantic Dream fino al giorno dell’uscita. L’ultimo aggiornamento risale al 9 dicembre 2017

 

Ciò che da sempre ha reso unici i titoli di Quantic Dream, ed in particolar modo la firma di David Cage, è la capacità di trascendere il concetto stesso di videogioco come siamo abituati a considerarlo. Fahrenheit ha saputo lanciare la meccanica dei Quick Time Event, mentre Heavy Rain ha saputo regalare un’esperienza decisamente unica nel suo genere, frutto di un profondo legame tra narrazione ed interazione. Dopo il mezzo passo falso di Beyond: Due Anime, l’ultima generazione di console non ha ancora visto – al di fuori della tech demo The Soucererer – un nuovo titolo di Quantic Dream, almeno fino alla Paris Games Week 2015, che ha visto l’annuncio di Detroit Become Human. Un titolo per certi versi inatteso, figlio di quella splendida tech demo intitolata Kara e di cui il nuovo progetto prende ispirazione per l’intero universo di gioco. In attesa del lancio ufficiale, in questo approfondimento Detroit Become Human news andremo dunque a raccogliere tutte le informazioni, i rumor, le anticipazioni e le prove in anteprima dedicate al nuovo titolo di Quantic Dream in arrivo il prossimo anno su PS4.

Detroit Become Human prezzo e data uscita

Detroit Become Human, nonostante le tantissime aspettative da parte del pubblico dopo l’ultimo E3 2017, non ha ancora una data di lancio ufficiale. Il titolo di Quantic Dream, infatti, è atteso in esclusiva su PlayStation 4 in una generica primavera 2018.

Nonostante questo, Detroit Become Human è già pre-ordinabile direttamente Amazon, con la classica soluzione della prenotazione al prezzo minimo garantito.

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Detroit Become Human news, rumor e caratteristiche

Al momento della presentazione, Detroit Become Human è stato accolto positivamente, ma con una vena di mistero ancora da scoprire. Al di fuori della presentazione della protagonista, Kara, e dell’universo futuristico in cui è ambientato il gioco, le informazioni a disposizione erano veramente risicate.

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La prima vera occasione per vedere in azione Detroit Become Human è stata il palcoscenico dell’E3 2016, in occasione del quale Sony ha mostrato una prima demo giocata in tempo reale. In quest’occasione, inoltre, abbiamo potuto conoscere più da vicino le meccaniche che andranno a caratterizzare il titolo ed i suoi protagonisti. Protagonisti, dunque: a differenza di quanto carpito dal primo trailer, infatti, Detroit Become Human presenterà una storia estremamente complessa, in cui potremo esplorare l’evoluzione di ben tre protagonisti.

Tutti e tre i personaggi, compresa Kara, sono impegnati in una sorta di risveglio dal loro ruolo fondamentale di androidi al servizio degli umani. Una storia che tanto sembra riprendere dalla letteratura di Isaac Asimov e che in Detroit Become Human andrà proprio ad esplorare un tempo complesso come la nascita dell’anima all’interno di una macchina.

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Detroit Become Human, tuttavia, non è solo psicologia, ma interazione. In particolar modo all’interno della demo presentata all’E3 2016, Quantic Dream ha voluto riprendere in maniera più approfondita il tema dell’investigazione.

Esattamente come avvenuto per Fahrenheit, anche Detroit Become Human riprenderà diverse meccaniche provenienti dalle classiche avventure grafiche, in cui l’occhio per il più piccolo particolare potrà fare la differenza all’interno dei complessi dialoghi. Questi, infatti, saranno articolati in diverse possibilità – aumentate drasticamente rispetto al passato – e tutte influenzate dalla nostra capacità di raccogliere indizi e prove per poter sostenere una tesi ben precisa.

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Se in passato eravamo stati abituati ad una serie di scelte tali da influenzare un finale piuttosto che un altro, in Detroit Become Human questa variabile sarà applicata con molta più frequenza, alterando anche in maniera profonda gli eventi sin dalle prime battute di gioco.

Ancora molto fumosa, invece, è la questione legata alle fasi più d’azione del gioco: in Beyond: Due Anime, ad esempio, erano state inserite delle sezioni più action ed interagibili liberamente, sebbene queste non fossero state particolarmente apprezzate dai puristi di questo genere. Non resta che attendere ulteriori novità circa la presenza o meno di questo tipo di possibilità, considerando il fatto che l’universo di gioco si potrebbe anche sposare molto bene a questo tipo di meccanica; pur con tutti i limiti del caso.

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Grande curiosità, infine, si pone anche di fronte al comparto tecnico di Detroit Become Human. Prendendo le basi proprio della vecchia tech demo The Sourcerer, i trailer fino ad ora mostrati del gioco parlano di un impatto visivo assolutamente incredibile, in cui la riproduzione facciale, così come le ambientazioni e gli effetti atmosferici offrono una cura ed un colpo d’occhio davvero notevoli.

Detroit Become Human trailer

Detroit Become Human anteprima Gamescom 2017: un gioco ancora tutto da capire

Non è facile immergersi nei titoli di David Cage e Quantic Dream. Definirli “giochi” è riduttivo, perché forse “film interattivi” sarebbe trovargli una categoria più attinente. Detroit Become Human non fa eccezione: la demo della Gamescom 2017 era una build già vista e rivista, ma finalmente abbiamo potuto metterci le mani – e girava su PS4 Pro. In questo spezzone, l’androide detective che è uno dei tre protagonisti del gioco è chiamato su una scena del crimine per capire le dinamiche di un omicidio e tentare di salvare una bambina in ostaggio del presunto colpevole. La prima parte è dedicata all’analisi degli indizi: muovendoci all’interno della casa potremo ricostruire gli eventi, potendo muoverci a piacimento nel lasso di tempo in cui è avvenuta una certa azione, come fosse una ricostruzione, per capire come sono andate le cose.

Dovremo quindi ritrovare l’arma del delitto, ma anche altre informazioni su chi sono i protagonisti del siparietto mortale e parlare con gli altri membri della polizia, ostili alla presenza di un androide a fare il loro lavoro. Risolto il caso, toccherà spostarsi sulla terrazza dell’appartamento, dove il killer tiene in ostaggio una bambina minacciando di gettarsi nel vuoto con lei. A questo punto tutto si affida alle scelte nei dialoghi: dovremo cercare di convincere l’altra persona a costituirsi, o quanto meno a salvare la ragazza, ma le nostre parole cambieranno costantemente l’esito. Non c’è un finale giusto o uno sbagliato ma solo finali diversi, dove possono accadere scenari migliori per la nostra etica o meno. Bisognerà capire nel titolo finale che impatto avranno queste situazioni sullo sviluppo della trama.

Graficamente Detroit Become Human è impressionante. Sebbene sia ancora da rifinire, si può subito notare un motion capture incredibile per i volti, una enorme cura nelle ambientazioni e un impatto cinematografico da far invidia ai migliori registi. Ci sono tanti piccoli dettagli che fanno apprezzare l’ottimo lavoro fatto da Quantic Dream, anche se ad oggi si nota un framerate ballerino e scostante, come se tutto girasse ad un soffio dai 30 fps. Nota critica è la telecamera di gioco: è semi-fissa, nel senso che solo negli scenari più aperti saremo liberi di controllarla, mentre in spazi più chiusi sarà preimpostata. Fa venire il mal di testa perché diventa difficile controllare il personaggio, ma è un problema che può essere sistemato da qui all’uscita.

Detroit Become Human non è certo un gioco per tutti: il gameplay è ridotto all’osso, è più un titolo da godersi in compagnia come se fosse un film, immergendosi nella trama e rigiocandolo per capire i diversi esiti. È una delle prove più difficili da un punto di vista tecnico per PS4, che viene spremuta a fondo per dar vita a questi scenari alla Blade Runner e ai suoi protagonisti così realistici e quasi umani. La critica non sempre ha apprezzato i giochi di David Cage proprio per la loro natura, ma probabilmente la cura riposta in questo progetto stavolta sarà capace di fare la differenza.

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