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Dell XPS 13 2-in-1: quando il famoso Ultrabook si trasforma in convertibile

di Andrea Ricciaggiornato il 21 marzo 2017

Dell quest’anno ci riprova proponendo una versione diversa del suo fortunatissimo XPS 13, un Ultrabook che è stato capace di farmi innamorare nuovamente di Windows. Il poliedrico sistema operativo di casa Microsoft è spesso bistrattato perché fatto girare su macchine oggettivamente scadenti, ma se messo nel prodotto giusto, riesce a spiccare il volo e a mostrarci ancora una volta il perché il mondo intero scelga questo OS e tutte le sue funzionalità. Dell ha capito come si fa un prodotto premium con Windows a bordo, e sta cavalcando l’onda di questo successo. Dell XPS 13 2-in-1 ne è la riprova.

L’Ultrabook qui si trasforma in convertibile, assumendo una forma simile e allo stesso tempo diversa, proponendo un concetto completamente nuovo per il suo utilizzo. Il piccolo notebook si trasforma all’occorrenza in un tablet, permettendoci di fruire delle app in una maniera totalmente differente. Questo concetto mutuato dalla gamma Yoga di Lenovo sarà stato applicato nella stessa maniera che ha reso famosa l’azienda cinese? Scopritelo in questa recensione!

Dell XPS 13 2-in-1 video recensione

Scheda tecnica

Design: è pur sempre un Dell XPS

All’apparenza, questo nuovo Dell XPS 13 2-in-1 è uguale ad un normalissimo Dell XPS 13. Un occhio meno attento li confonderà senza fatica, ma si possono notare delle piccole differenze. Sebbene a grandi linee rimanga la stessa estetica – scocca in alluminio sopra e sotto, copertura effetto gommato all’interno – ci sono delle modifiche che ci permettono di capire subito che si tratta del modello convertibile. Innanzitutto, le cerniere sono ovviamente diverse, dato che permettono una rotazione a 360 gradi del display, e sulla scocca esterna è ora presente una piccola banda in plastica che consente alle antenne di “respirare” meglio senza quindi limitarne le prestazioni.

Cambia anche la dotazione di porte: sul fianco destro troviamo una USB Type-C con proprietà DisplayPort più uno slot per micro SD e il tasto di accensione, mentre dall’altra parte oltre al jack per le cuffie e il classico tasto di Dell per scoprire lo stato della batteria, c’è anche una Thunderbolt 3 sempre nel corpo di una USB-C. Dotazione minimal ma in linea con il trend del 2017, ma per fortuna Dell ci vuole bene: in confezione c’è un adattatore che ci permette di trasformare una delle due porte in una classica USB tipo standard, senza obbligarci subito ad acquistarne uno. Ciò che però è molto simile fra i due XPS è il peso: siamo sempre intorno agli 1,2 Kg, che ritengo più che accettabili anche nell’uso come tablet.

Aprendo il computer ritroviamo quindi la tastiera retroilluminata, la cui corsa dei tasti non mi fa impazzire: spesso mi perdo qualche lettera mentre scrivo velocemente e avrei preferito un feedback più netto alla pressione. Il touchpad in vetro sottostante è uno dei migliori per quanto riguarda Windows, ma va ancora perfezionato lato driver dato che talvolta vengono riconosciuti dei tocchi in maniera sbagliata che fanno saltare il cursore. Il rivestimento gommato all’interno continua a non piacermi totalmente: cattura lo sporco delle dita e si riempie di impronte, dando sempre la sensazione di avere il PC da pulire. Vicino al touchpad c’è anche un lettore di impronte digitali (che si può aggiungere come extra durante la fase di acquisto).

Sopra, invece, c’è il pezzo forte. Torna alla carica il display InfinityEdge senza bordi e che permette di far rimanere Dell XPS 13 2-in-1 una macchina compattissima pur avendo uno schermo da 13 pollici. Le cornici sono davvero minime (ad eccezione di quella inferiore, più alta per ovvi motivi) e questo permette di minimizzare le dimensioni generali a livelli spesso sognati dalla concorrenza. Sotto il display c’è la webcam, la cui posizione rimane sempre leggermente infelice per il modo in cui finiremo per inquadrarci.

Come già detto, lo schermo ruota e permette di usare la macchina in più modi. Potremo farla diventare un tablet, oppure nella modalità tenda ci potremo godere meglio lo schermo senza avere la tastiera di mezzo. La natura convertibile qui però è pensata più che altro per un discorso di versatilità durante l’uso: non essendo oggettivamente una macchina da contenuti multimediali ma una per il lavoro, vedo sfruttate meglio queste possibilità nei contesti più disparati dove personalizzare il form factor della macchina può aiutare la produttività. La natura “business” nei prodotti Dell si sente sempre, e caratterizza anche questo 2-in-1.

Display: un ottimo pannello borderless

Come detto prima, ritroviamo uno schermo InfinityEdge da 13 pollici con possibilità di scegliere fra due risoluzioni. C’è il classico Full HD, comunque sempre valido a livello di densità e capace di regalare una autonomia maggiore, oppure quello QHD+, che tocca un numero di pixel maggiore favorendo quindi la qualità dell’immagine. Il sample fornito da Dell purtroppo montava un pannello 1920 x 1080 pixel, ma in passato ho saggiato la qualità della variante più risoluta proprio su un XPS 13, e la differenza si vede. Io personalmente preferisco gli schermi a maggiore risoluzione perché affaticano meno gli occhi durante l’uso e permettono di lavorare al meglio con app pensate per la creatività, ma comunque sia la scelta del Full HD rimane sempre validissima.

Lo schermo LCD IPS è oggettivamente di ottima qualità: la luminosità raggiunge un ottimo picco, il contrasto è elevato e i colori vengono riprodotti con cura e fedeltà. Non ci si può proprio lamentare dello schermo del proprio Dell XPS 13 2-in-1 sia che si acquisti il modello Full HD che quello QHD+. Essendo un convertibile, il touch è perfettamente supportato fino a 10 tocchi contemporaneamente, e il pannello è protetto da un resistente Gorilla Glass 4 che ci risparmia i graffi. Viene supportato anche un pennino attivo che va però acquistato a parte, ma francamente avrei preferito trovarlo in confezione per spingere di più verso l’uso dello schermo come tavoletta.

Prestazioni: tutto funziona, ma…

Per questo Dell XPS 13 2-in-1, la casa americana ha scelto una strada diversa rispetto al fratello maggiore Dell XPS 13. Come più volte ho pensato durante il mio periodo di prova, per capire meglio come viene posizionato questa versione convertibile nel mercato è possibile fare un paragone con la line-up di Apple. In pratica, questo 2-in-1 sta al “normale” XPS 13 come il Macbook da 12 pollici sta al Macbook Pro. Chi vuole la portabilità sceglie il convertibile, chi invece vuole più potenza deve puntare su XPS 13 o addirittura 15. In questo modo possiamo subito capire che, pur mantenendo un prezzo alto di listino, il 2-in-1 è posizionato un gradino più in basso rispetto all’Ultrabook tradizionale.

Questo perché Dell ha abbandonato i classici processori Intel Core per inserire (in questa variante da me in prova) un i7-7Y75 (serie Y Kaby Lake), quello che lo scorso anno avremmo chiamato m7. Questo dual core tocca una frequenza di 3,60 GHz sotto carico, e viene accompagnato da 8 GB di memoria RAM e fino a 512 GB di SSD NVMe – quindi velocissimo e molto affidabile. L’altro “campanello di allarme” che ci fa capire la natura meno potente di Dell XPS 13 2-in-1 sta nella RAM: in Italia non viene venduta (ufficialmente) nessuna configurazione che supera gli 8 GB, una quantità che di questi tempi purtroppo possiamo quasi iniziare a considerare come modesta. Sembra quasi che il prodotto venga castrato di proposito.

Non bisogna però pensare male della CPU. Sì, è dual core, ma questo non significa che sia debole. Qualsiasi operazione è fattibile con questo prodotto, tralasciando quelle dove servirebbe una GPU dedicata – quindi, gaming e rendering di varia natura. Ci si può fare fotoritocco, Office, montaggio video e tanto altro, pur con la consapevolezza che alcune operazioni richiederanno qualche istante di più rispetto ai processori tradizionali. C’è un vantaggio però innegabile nell’usare una CPU del genere: non ci sono ventole e quindi niente rumore né parti in movimento che possono rompersi. Lavorare nel totale silenzio non è una cosa da poco.

La dissipazione completamente passiva per altro funziona bene: il PC scalda davvero solo se sotto torchio pesante, senza però concentrare il calore in dei punti capaci di dare fastidio all’utente. In tutte le modalità – da quella tablet alla classica a notebook – riusciremo a lavorare senza percepire troppo un aumento di temperatura. Durante un uso normale\ufficio si rimane stabili sui 60° su core, che aumentano a toccare i 90° quando davvero sotto stress. Inutile dire che la GPU integrata è quasi inutile per tutte le operazioni che sfruttano la scheda grafica, e che il gaming rimane fuori discussione a meno che non si prendano in esame titoli piuttosto vecchi.

Windows 10 arriva in una sua versione piuttosto pulita – c’è qualche app di bloatware fra cui l’immancabile antivirus McAfee (di cui si può fare tranquillamente a meno) e c’è il supporto nativo per due caratteristiche di sicurezza: il lettore di impronte digitali posizionato vicino al touchpad e la webcam doppia che include un sensore ad infrarossi. Quest’ultima caratteristica non è ancora attiva in realtà e lo sarà solo più avanti con l’arrivo di un aggiornamento, mentre il lettore di impronte funziona davvero bene ed è comodissimo per fare l’accesso veloce nell’OS. Nel complesso, l’esperienza d’uso di Dell XPS 13 2-in-1 è più che positiva, ma se vi serve una postazione da lavoro mobile, dovreste dover puntare sui modelli tradizionali per avere prestazioni maggiori.

Va infine fatta una precisazione doverosa: con mio grande dispiacere ho notato che Dell XPS 13 2-in-1 soffre anch’esso di uno storico problema di coil whine che da tempo affligge molti prodotti della casa. Questo rumore simile a quello di una interferenza a bassa frequenza viene e va senza motivo, è generato dalla macchina durante l’uso intenso o normale che sia ed è accentuato se il PC è sotto carica. Non è un problema gravissimo ma è comunque fastidioso notare che nel corso del tempo non è stato sistemato come dovrebbe, considerando soprattutto che è già stato evidenziato su altri XPS nel corso degli ultimi due anni.

Batteria: una autonomia sopra la media

Nel passaggio da layout tradizionale a convertibile, Dell ha dovuto sacrificare un po’ la dimensione del modulo batteria, senza però mettere in crisi l’esperienza d’uso quotidiana. Mentre Dell XPS 13 Full HD riesce ad essere in certi casi un vero campione in durata superando tranquillamente le 10 ore di uso continuativo, qui ci fermiamo un po’ prima verso delle più realistiche 7-8 ore grazie al modulo da 46 Wh. Rispetto ad altri convertibili che ho provato nelle scorse settimane è comunque un dato non da poco, visto che spesso i prodotti della concorrenza si sono fermati intorno alle 6 ore, che non è nemmeno una giornata lavorativa coperta per intero.

Giocando un po’ con la luminosità e con le app aperte si possono raggiungere senza fatica più di 7 ore, che io considero una cifra più che accettabile per un uso continuativo. Non si devono fare troppi sacrifici e soltanto in caso di uso davvero stressante si scende a circa 6 ore, ma è lo stesso uso che avrebbe portato altri prodotti ancora più in basso e verso le 4 ore. Nelle giornate dove ho fatto solo navigazione web e un uso generalmente più leggero sono riuscito a coprire il mio uso dalla mattina alla sera, senza dover ricorrere al caricatore se non dopo cena.

Il caricatore incluso in dotazione ha poi il vantaggio di essere molto compatto come da tradizione Dell, cosa che non appesantisce troppo la borsa da portare sulle spalle durante il giorno. In generale ritengo l’autonomia più che sufficiente, ma va fatta una precisazione: il mio sample ha il display Full HD. Chi preferirà il modello con risoluzione più elevata metta in conto una durata di almeno un’ora più breve, che non è poco. Questo compromesso è purtroppo inevitabile se si vuole un display di maggiore qualità, ma va comunque evidenziato che è una autonomia comunque accettabile se posizionata fra le 6 e le 7 ore.

Multimedia: qualcosa da rivedere

Dell XPS 13 2-in-1 non è una macchina votata particolarmente alla multimedialità. Non ci sono “fronzoli” per rendere l’esperienza più godibile, e sebbene il formato convertibile spesso aiuti nella fruizione di film e altro, qui lo vedo più adatto per chi vuole un PC che all’occorrenza, semplicemente, diventa un tablet. Me lo immagino più tra le mani di una persona in un cantiere che non ha le mani libere a sufficienza per tenere il PC nel suo layout a notebook, che sul piumone di un letto la sera quando si vuole vedere un film in una posizione più comoda.

E sebbene lo schermo faccia gola per la sua capacità di farci immergere nell’immagine grazie all’assenza di cornici, a “compensare” la situazione c’è un comparto audio non particolarmente convincente, dal volume molto elevato ma dalla qualità decisamente poco brillante. Al livello più alto di output sonoro l’audio tende a distorcere e ad essere sbilanciato, permettendoci ancora di capire il contenuto ma facendoci arricciare il naso per la sua qualità. Ci sono due piccoli speaker ai lati della macchina che evidentemente non bastano per supportare un suono profondo e di qualità, e a differenza di altri prodotti mancano anche le classiche ottimizzazioni software (da Dolby a JBL, passando per B&O e altri grandi marchi che ci mettono la faccia) capaci di rendere il suono più ricco. Se a tutto questo aggiungiamo le prestazioni inesistenti lato gaming, capiamo ancora di più che la multimedialità non è di casa su Dell XPS 13 2-in-1.

Dell XPS 13 2-in-1: le nostre conclusioni

Con questa operazione convertibile, Dell punta a diversificare il suo portafogli prodotti pur mantenendo il nome dei dispositivi che hanno contribuito alla sua rimonta di mercato. Invece di continuare a proporre un semi-sconosciuto Dell XPS 12 con formato 2-in-1 (in quel caso inteso come tablet con tastiera collegabile), viene mantenuto il nome del device di punta riproponendolo sotto un’altra salsa. Ha funzionato? Alla fine sì: è innegabile che sentiremo ancora parlare di questo prodotto, ma un pizzico di confusione è stato comunque introdotto.

Fra i due, per ora continuo a preferire XPS 13, ma anche perché è la stessa Dell a mandarmi in quella direzione: il prezzo dei due prodotti è quasi equivalente, ma da una parte mi vengono offerti un processore più prestante, una batteria con maggiore autonomia e più RAM sacrificando un po’ di versatilità e la possibilità di usare il pennino – che è comunque opzionale e non viene particolarmente spinto come punto di forza. Alla fine sono le proprie esigenze a parlare e il portafogli a ragionare, e quindi tra i due preferisco quello pensato di più per il mio lavoro, considerato che si parla di un prezzo di partenza di 1399€ come si può notare dal catalogo ufficiale.

Dell XPS 13 2-in-1 però rimane un prodotto valido: la qualità costruttiva è elevata, la versatilità è innegabile e ci potrete lavorare senza problemi su qualsiasi tipo di progetto. Il design convertibile però qui non riesce ad essere messo in luce come vero e proprio punto di forza, rimanendo quindi un più che fa piacere trovare ma non qualcosa di realmente risolutivo. Gli amanti dei convertibili probabilmente lo apprezzeranno di più rispetto ad altre proposte della concorrenza, ma rimango dell’idea che un dispositivo simile debba avere un qualche elemento di forza capace di farci apprezzare fin dal primo minuto fuori dalla scatola il fatto che il display può ruotare – sennò rimane soltanto una caratteristica di facciata.