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Cuphead arriva direttamente dal 1936 per la Gamescom 2015

di Giulio Tedescoaggiornato il 8 de agosto de 2015

Per alcuni titoli lo stile è tutto. È oltre a qualsiasi altro elemento che lo contraddistingue e Cuphead degli sviluppatori MDHR appartiene precisamente a questa categoria, che abbiamo avuto modo di provare in quel di Colonia alla Gamescom 2015.

In barba ad una struttura semplicissima, che praticamente strizza l’occhio a Titan Souls, il titolo è “semplicemente” un’espressione audiovisiva unica nel suo genere. Gli screen parlano praticamente più delle parole su schermo e c’è veramente poco da dire. Uno stile grafico – ma anche sonoro – che rimanda totalmente a quei cartoni anni ‘30 come i primi Disney. Non ci sono parole per descrivere lo spettacolo visivo in movimento che ci si para davanti agli occhi e quasi non ci si rende conto anche della difficoltà del titolo che si compone esclusivamente di scontri con boss; proprio come Titan Soul citato sopra.

Il titolo vede i due protagonisti con la testa a forma tazza – Cuphead e Mugman – perdere una scommessa con il Diavolo stesso e quindi essere impegnati nell’eliminazione di alcune creature per poter essere risparmiati dal demonio. I controlli sono semplicissimi e le cose più importanti, a parte il salto e lo sparo, sono lo switch tra la modalità di fuoco – tra uno sparo singolo a lunga gittata e uno a tripla diffusione, ma decisamente più corto – e la schivata, sia a terra che aerea.

Cuphead inizia con l’esplorare un’isola alla ricerca dei vari boss da battere, con la trasformazione degli stessi in uno shooter a scorrimento orizzontale, quasi praticamente a schermata singola, se lo scontro con il boss non prevede spostamenti. La difficoltà degli stessi è decisamente elevata e la nostra prova, sia in singolo, che in multigiocatore, ci ha visti morire più e più volte. Siamo stati in grado di sconfiggere solo un boss, per poi vederci miseramente perire durante le battaglie con altri nemici.

I vari boss che dovremo sconfiggere varieranno sia per figura che per tipologia di scontro: nella battaglia contro il pennuto gigante, i due protagonisti saliranno a bordo di un aeroplano per iniziare un furioso scontro come un classico sparatutto bidimensionale. La difficoltà è seriamente elevata e non permette distrazioni di alcun tipo, anche perché con soli tre colpi vedremo dipartire il nostro protagonista. La presenza dei soli boss permette di togliere tutto il resto dalla struttura del titolo, per andare a focalizzarsi solo su quelli. Una scelta che può non piacere a tutti, complice anche la difficoltà del titolo stesso, ma che farà felice la fetta di appassionati dei titoli complessi ed impegnativi.

Lo stile visivo ad acquerello con i personaggi disegnati a mano è veramente un esercizio di stile che mai nessuno aveva provato fino ad ora, considerando poi che il team di sviluppatori è composto solamente da due persone: capite anche voi quanto possa essere ambizioso questo progetto per loro, nonostante tutti i limiti ai quali devono andare incontro due sole persone nello sviluppo di un titolo.

Cuphead è un titolo che uscirà in un generico 2016 su Xbox One e PC (Steam): sicuramente non andrà a rivoluzionare il genere dei giochi action, ma lo stile audio visivo merita da solo il prezzo del biglietto, anche per il fatto di essere un videogioco in assoluto unico nel suo genere.