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Cuffie Beats: ecco i modelli su cui puntare davvero

Cuffie Beats: ecco i modelli su cui puntare davvero

di Claudio Carelli
Specialist Cuffie
aggiornato il 23 agosto 2019
2 utenti hanno trovato utile questa guida

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N.B. La guida Cuffie Beats è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a Ottobre 2019.

Chiunque sappia un minimo di cuffie – giusto al livello di possederne un paio acquistato negli ultimi anni – saprà perfettamente che all’interno del settore, uno dei brand principali è Beats. Le cuffie Beats sono infatti state in grado di guadagnarsi negli anni la fama di vere e proprie must-have in tutti i contesti, distaccandosi dal semplice concetto di periferica di ascolto, raggiungendo quello che è più un oggetto fashion, da indossare a prescindere. Ma quali sono oggi i prodotti di Beats su cui puntare? Come si è evoluta l’azienda? Vediamolo all’interno di questa guida dedicata.

Cuffie Beats: quale comprare

Qualora aveste fissuto fino ad oggi nel Paleolitico, è giusto dare una infarinatura su cosa sia Beats. Le cuffie Beats Audio non sono altro che una linea realizzata dall’azienda Beats Electornics, che ne detiene il marchio esclusivo. Nota ai più come “Beats by Dre“, tale linea è il frutto dell’impegno di un team capitanato, almeno di facciata, dal noto producer/rapper Dr. Dre (Andre Romelle Young, al secolo) e del CEO dell’etichetta Interscope-Geffen-A&M (gruppo Universal), Jimmy Iovine.

 

Per crescere, Beats è andata per step. Inizialmente il brand ha siglato un contratto di collaborazione con Monster, altra azienda se vogliamo concorrente sul settore dell’audio, che ha svolto per svariati anni il ruolo da manifattrice (le note Monster Beats). Raggiunte vette decisamente più elevate sul mercato, grazie ad un design particolarmente riconoscibile e originale, nonché ad una qualità audio tutto sommato niente male anche di fronte a prezzi un po’ proibitivi, Beats Electronics decide di distaccarsi da Monster per avviare la propria fabbrica di produzione e assemblaggio prodotti. L’ascesa continua nel tempo, fino a quel fatidico 2004, quando un brand decisamente simile in termini di strategia arrivò alla sua acquisizione: stiamo ovviamente parlando di Apple.

Da sempre abbastanza esterna al settore dell’audio, se non con le sue EarPods dapprima acclamatissime ma poi cadute rapidamente nel dimenticatoio a causa della scarsa ergonomia, la società di Cupertino ha fatto sì che Beats entrasse a far parte del proprio recinto incantato, accogliendo sia Dr. Dre che Iovine come dipendenti del gruppo Apple. Ecco dunque che, l’azienda della mela morsicata, entra a gamba tesa sul settore dell’audio assicurando al marchio Beats Audio una solidissima base economica per poter continuare la sua crescita (sempre meno, diciamo la verità) esponenziale.

Ed eccoci dunque, oggi, a tirare le somme: quali sono le cuffie Beats su cui puntare? Sono tutte estremamente valide? E, qualora lo fossero, in base a quale contesto? Addentriamoci all’interno della nostra guida stilando quelli che sono i criteri di selezione per scegliere solo le migliori cuffie Beats.

Il primo criterio selettivo, come un po’ per tutte le cuffie, è il form factor. Questo consiste sostanzialmente nell’approccio che hanno le cuffie con il padiglione auricolari: le in-ear si introducono all’interno del cavo orale esterno, le in-ear si appongono al padiglione auricolare mentre le over-ear lo coprono completamente, isolandolo dall’esterno. Perché sceglierne uno piuttosto che un altro? Le risposte potrebbero essere molteplici. Alla base potremmo associarla ad una scelta di design, più compatto e meno vistoso nel caso delle in-ear, più ingombrante e appariscente per quanto riguarda le over-ear; una via di mezzo invece le on-ear, che sono sì piccole, ma sempre con archetto e cuffiotti. Oltre a ciò, c’è da dire che le dimensioni si ripercuotono sulle potenziali attività che si svolgono con le cuffie stesse: più queste sono piccole – in-ear, soprattutto se truly wireless completamente sprovviste di fili -, più favoriscono lo svolgimento di attività dinamiche, come ad esempio quelle sportive. Le cuffie over-ear sono invece, tendenzialmente, più adatte ai contesti di ascolto più importanti, come le sessioni in studio di registrazione o durante le fasi di produzione musicale in generale. Le on-ear, in questo senso, sono sempre una buona via di mezzo: proprio con Beats tale formato intermedio è valorizzato con modelli sempre di fascia piuttosto elevata e di prima qualità. Scegliete quello che più fa al caso vostro, in base all’utilizzo che farete delle cuffie.

Ma non finisce di certo qui, ovviamente. Un altro criterio selettivo assolutamente fondamentale quando si sceglie un paio di cuffie è quello della qualità sonora. Le cuffie che suonano male non piacciono a nessuno, a prescindere da quale sia il loro prezzo. Proprio per questo non vi suggeriamo mai nelle nostre guide tutti i vari prodotti che una azienda produce, ma solo quelli su cui vale davvero puntare. C’è da dire che con le cuffie Beats si gioca un po’ in casa, visto che l’azienda produce solo prodotti di fascia mediamente alta e quindi difficilmente inadatti a specifiche esigenze d’uso. Se state cercando prodotti per l’ascolto tradizionale, magari mentre fate sport, allora potete optare per le in-ear oppure per le on-ear se volete viziarvi un po’. Qualora voleste delle cuffie Beats di alto livello, con driver potenti ma soprattutto molto accurati e adatti un po’ a tutti i generi musicali (quelli black ed elettronici sono i più adatti alle cuffie Beats), allora dovete puntare sui modelli over-ear denominati “Studio” – non a caso appunto.

Ultima variabile da considerare è quella dell’autonomia. Nei modelli wireless – praticamente quasi tutti fra le cuffie Beats -, pesa infatti la durata che ogni modello offre per riprodurre musica o conversare in mobilità. Sebbene sia quasi ovvio, è giusto precisare che i modelli più minuti dispongono di una batteria più piccola e quindi meno capiente. Sfruttate questo criterio selettivo per capire che prodotto volete portarvi a casa in base all’utilizzo che ne fate: le cuffie Beats in-ear offrono generalmente sempre la possibilità di arrivare a fine giornata anche se conversate a lungo per lavoro (una decina di ore di utilizzo), mentre quelle on-ear e over-ear di ultima generazione riescono ad offrire estrema tranquillità nello stare a distanza dalla presa per giorni interi (quaranta ore di utilizzo medio). Se vi serve qualcosa per uso sportivo, allora prediligete le in-ear e l’autonomia sarà decisamente secondaria – non vi allenerete per più di un paio di ore al giorno, consentendo alle cuffie Beats che acquisterete di essere ricaricate circa una volta a settimana -, mentre per tutti gli altri utilizzi la spaventosa durata delle on-ear o delle over-ear non può che farvi gola; praticamente vi dimenticherete che dispongono di una batteria. Giusto precisare che, nel caso in cui il modello che acquistate dovesse disporre di una funzione di riduzione del rumore esterno, l’autonomia sarà sicuramente ridotta rispetto alle ore classiche dichiarate dal produttore; Beats precisa anche l’autonomia con riduzione del suono attiva comunque, quindi no problem.

Normalmente a questo punto dovremmo considerare anche la qualità costruttiva e la connettività, ma c’è da dire che con Beats questi due elementi non possono rappresentare dei veri criteri di selezione. Sì, perché la mission aziendale è quella di offrire dei prodotti assemblati in modo eccelso, con materiali di ottima fattura per ogni form factor. All’atto pratico, possiamo anche dire che la mission aziendale non è quello di offrire prodotti economici proprio per questo motivo, a maggior ragione ora che l’azienda è controllata da Apple. La connettività è invece gestita ormai per tutti i modelli degli ultimi anni con un chip direttamente realizzato da Apple, ovvero il W1. Questo è un chip Bluetooth che consente il pairing ai dispositivi Apple in circa 3 secondi: basta sostanzialmente avviare le cuffie Beats e queste manderanno un segnale di pairing automatico al dispositivo iOS, come avviene praticamente per le AirPods. La connettività via cavo è poi congenita al form factor: i modelli on-ear e over-ear hanno anche la connessione via jack audio classico, mentre le in-ear variano in base ai modelli wireless e wired, in modo univoco.

Inquadrata l’azienda e capiti tutti i criteri selettivi nello scegliere un modello, procediamo ad approfondire le migliori cuffie Beats su cui vale la pena puntare.

Cuffie Beats in-ear

Beats urBeats3 Lightning

Iniziamo la nostra selezione con un prodotto decisamente unico nel suo genere: Beats urBeats3 Lightning. Si tratta, all’atto pratico, di un paio di cuffiette fondamentalmente pensate per funzionare unicamente su dispositivi Apple, e nello specifico su tutti i recenti dispositivi iOS che hanno perso il jack audio per dare spazio ad altri componenti interni utili e all’audio in digitale, di base tecnicamente di qualità maggiore (non per forza).

In questo caso non siamo di fronte ad un paio di cuffiette che vanta l’utilizzo di un DAC, è giusto precisarlo: non saranno molto diverse rispetto a ciò che potete collegarvi via jack da 3,5 mm, poco ma sicuro. C’è però da notare che godono di una ottima ergonomia, di un cavo piatto antigroviglio davvero comodissimo se siete abituati a mettere le cuffiette nelle tasche più strette. Il look, checché se ne dica, è assolutamente splendido e pulito, corredato da ben cinque colorazioni in grado ad adattarsi quindi sia agli utenti più in là con l’età, sia più giovani.

In dotazione arrivano con gommini di svariate dimensioni per andare incontro a padiglioni auricolari delle forme più disparate, così da isolare bene i rumori esterni nei luoghi pubblici o situazioni simili. Le consigliamo, formalmente, a tutti coloro che sono dotati di dispositivi iOS e che hanno smarrito o rotto le cuffiette (EarPods) fornite in dotazione, optando magari per qualcosa più ottimizzato e colorato – come le cuffie Beats in-ear in questione appunto. A disposizione, ovviamente, anche un controllo remoto per effettuare chiamate e interloquire con Siri in piena comodità. Qualora voleste lo stesso prodotto, ma con connettore jack da 3,5 mm, non disperate: optate per la variante apposita.

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BeatsX

Diciamoci la verità: i cavi non piacciono ormai più a nessuno, evviva il Bluetooth. Se vi rispecchiate in questa normalissima e moderna affermazione e non siete utilizzatori specifici di cuffie per una singola attività, allora le BeatsX potrebbero fare al caso vostro. Si parla sempre di cuffiette in-ear, ma cordate fra di loro per far sì che, quando non indossate, pendano lungo le clavicole. Il loro look è abbastanza semplice: hanno un cavo piatto per l’antigroviglio, un sistema di bilanciamento a destra e a sinistra per fare da peso durante l’inutilizzo, un set di magneti per tenere gli altoparlanti uniti e saldi al collo quando non vengono usati, e un controllo remoto con tasti di interazione, microfono e ingresso Lightning per la ricarica.

Le cuffie Beats in questione sono infatti dotate di ingresso Lightning che consente di ricaricarle tranquillamente con i cavetti forniti in dotazione insieme ai dispositivi iOS, sebbene dispongano di un suddetto cavo anche in dotazione per consentirne il libero utilizzo anche a chi è meno avvezzo ai dispositivi Apple. All’interno troviamo un processore Apple W1 che gestisce in modo ottimale le connessioni Bluetooth, soprattutto al passaggio rapido fra dispositivi della casa di Cupertino. Interessantissima è la tecnologia Fast Fuel che, di fronte ad una batteria a zero, riesce ad offrire 2 ore di autonomia in soli 5 minuti di collegamento. L’autonomia complessiva è, invece, di 10 ore: vi permetteranno in sostanza di arrivare sempre a fine turno lavorativo senza problemi.

Sono cuffiette per lo sport? In parte. Se fate running e qualcosa in cui non muovete particolarmente il capo e il tronco in direzioni differenti, potrebbero fare al caso vostro. In dotazione arrivano con i soliti vari set di gommini in-ear per garantire un grip più che buono, ma se fate fitness probabilmente dovrete guardare più giù. Le colorazioni sono solo le due più classiche.

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BeatsX
Prezzo consigliato: € 119.95Prezzo: € 81.99

Beats Powerbeats3 Wireless

All’interno della categoria in-ear, l’ultimo modello di cuffie Beats interessanti sono pensate proprio per gli sportivi. Le Beats Powerbeats3 Wireless non sono altro che delle cuffiette in-ear wireless cordate che dispongono, oltre al classico sistema di gommini da inserire all’interno del cavo uditivo, di supporti “around ear” che vanno a fissare l’apparato intorno alla cartilagine dell’orecchio. In tal modo, tutti gli sport più “vivaci”, dal banale fitness fino alle ben più estreme attività in esterna.

Il design è quello già visto su altre cuffie della categoria: non bellissimo, ma più funzionale. Il cavo che unisce i due auricolari è piatto e antigroviglio, mentre i supportini sono abbastanza elastici per adattarsi a tutte le forme di orecchio. I gommini sono, come al solito, intercambiabili. Il cavo è inoltre regolabile in termini di lunghezza, quindi può essere fissato per non essere da intralcio neanche nei casi in cui sfidate la gravità – vedi gli esercizi addominali declinati ad esempio.

Al loro interno troviamo il processore Apple W1 a gestire tutte le connessioni wireless in modo rapido, oltre che a consentire la ricarica rapida, qualora queste dovessero essere completamente sprovviste di energia. In soli cinque minuti, infatti, queste possono garantire un’ora ulteriore di riproduzione, l’ideale per chi dispone di una batteria esterna e, in pochissimo tempo, vuole ripartire con i propri brani preferiti. La carica complessiva, resa disponibile grazie ad un cavetto micro USB fornito in dotazione, è pari a 12 ore: ottima insomma per stare tranquilli in più sessioni di allenamento. Le colorazioni in questo caso sono tre: due standard e una splendida nero-rossa che fa molto “Beats by Dre”.

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Beats Powerbeats Pro

Non potevano di certo mancare all’appello delle cuffie Beats anche la soluzione truly wireless dell’azienda, la sua prima in assoluto: parliamo delle cuffiette Beats Powerbeats Pro, fresche di primavera inoltrata 2019. Con un prezzo di listino leggermente più elevato rispetto alle nuove AirPods 2019 con custodia di ricarica wireless (vi invitiamo ad approfondire sulla nostra guida dedicata alle cuffie Apple), le Powerbeats Pro non sono altro che un prodotto di fascia assolutamente alta, dedicato esclusivamente a chi si allena e non rinuncia assolutamente alla propria musica, i propri audiolibri o alla possibilità di effettuare chiamate anche in contesti molto dinamici. La cosa che le differenzia da un po’ tutte le cuffie che sono giunte sul mercato è il modo in cui si approcciano ai padiglioni auricolari mediante il form factor in-ear. Infatti, Le PowerBeats Pro dispongono di supporti da inserire all’interno della parte esterna del cavo uditivo, ma anche di supporti esterni con cui ancorarsi a tutto l’orecchio per rimanere salde anche durante gli allenamenti più movimentati. Questa cosa è già presente in moltissimi altri prodotti di altri produttori, ma Beats Audio è riuscita a mescolare il tutto con la tecnologia truly wireless, che le rende completamente prive di fili.

Le cuffie lavorano sfruttando l’ultimo chip di casa Apple, ovvero l’H1, che sfrutta il Bluetooth 5.0 a risparmio energetico e a zero latenza, e la Classe Bluetooth 1 che garantisce stabilità incredibile ed un range di copertura fino a 100 metri con i dispositivi compatibili (solitamente serve un adattatore USB apposito se volete sfruttare questo range). L’Apple H1 consente inoltre il pairing immediato con tutti i dispositivi di casa Apple all’apertura della custodia che, ovviamente, ricarica in mobilità le cuffiette con una autonomia complessiva di 24 ore di utilizzo (9 per singola carica). Inoltre, grazie alla tecnologia Fast Fuel, in soli 5 minuti di carica si può avere ben un’ora e mezza di ascolto. La novità principale del chip H1 è però un’altra: la possibilità di richiamare l’assistente vocale Siri completamente senza mani, anche se l’iPhone è in tasca o distante. La qualità audio è ottima, e dal prezzo si vede: siamo di fronte alle cuffie Beats per i veri appassionati dell’allenamento che non vogliono rinunciare a niente

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Cuffie Beats on-ear & over-ear

Beats Solo3 Wireless

Salendo di gradino e cambiando dunque form factor, troviamo le Beats Solo3 Wireless. Queste non sono altro che l’ultima generazione di cuffie on-ear coniate da Beats dopo il successo delle precedenti edizioni. Ma quali caratteristiche hanno? Iniziamo col dire che, come trasuda dal nume, queste cuffie Beats sono pensate principalmente per l’utilizzo wireless tramite Bluetooth di Classe 1, ottimo per evitare le interferenze e per garantire una distanza di copertura sui dispositivi compatibili fino a 100 metri di utilizzo – per i PC che non hanno un’antenna Classe 1, è possibile acquistare una chiavetta apposita.

Il design è assolutamente molto curato, con estrema attenzione a tutte le linee e alle scelte dei materiali – fondamentalmente plastici e ben elastici per adattarsi a tutte le ampiezze di capo. Gli altoparlanti sono protetti da dei buoni cuscinetti che non ricoprono completamente il padiglione auricolare, non isolando dunque il tutto in modo estremamente ermetico. D’altra parte le colorazioni con cui sono prodotte sono davvero innumerevoli: c’è davvero l’imbarazzo della scelta, anche con alcuni edizioni custom (vedi quelle di Mickey Mouse) davvero originali e, perché no, fashion.

Lato caratteristiche tecniche non abbiamo dichiarato dal produttore moltissimo, almeno per quelle classiche. Pesano 215 grammi e includono un processore Apple W1, in grado di switchare rapidamente il pairing con i dispositivi Bluetooth Apple già accoppiati e in grado di ricaricare con la tecnologia proprietaria Fast Fuel, in caso di batteria completamente scarica, ben 3 ore di autonomia in soli cinque minuti. Il tutto va ad alimentare un set di celle che raggiungono ben 40 ore di autonomia complessiva, sulle quali purtroppo non impatta la riduzione attiva del suono poiché assente in questo modello di cuffie Beats.

Per il resto è doveroso precisare che la ricarica è concessa tramite connettore micro USB e che è possibile consultare la carica residua grazie ai LED presenti sul lato, ma è comunque possibile passare alla modalità classica wired con cavo da jack da 3,5 mm grazie all’ingresso presente esattamente dalla parte opposta. Il suono sarà piuttosto buono, soprattutto sui generi più leggeri e pop poco complessi. Ovviamente sono presenti anche di base dei microfoni integrati per eseguire telefonate hands-free in piena tranquillità.

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Beats Studio3 Wireless

Se volete un paio di cuffie Beats per fare sul serio, diciamoci la verità, bisogna guardare alle Studio. Le Beats Studio3 Wireless sono infatti l’ultima generazione delle cuffie che hanno consentito a Beats Electronics di arrivare ai livelli in cui si trova adesso. Analizziamole brevemente.

In questo modello il form factor utilizzato è l’over-ear, con i cuscini che vanno dunque a ricoprire tutto il padiglione, inglobandolo e consentendo di utilizzare al meglio la riduzione del suono attiva (ANC). Sì, perché Beats Studio 3 Wireless è in grado di ascoltare il rumore ambientale che le circonda grazie ad un set di microfoni, andando a riprodurre delle frequenze opposte per azzerarli, dando così spazio solo all’audio riprodotto.

La cosa va ad impattare ovviamente sull’autonomia del prodotto che è nato, come lo stesso nome indica, per l’utilizzo prettamente senza fili. Questa scende infatti, dalle 40 ore di riproduzione classica, fino a 22 ore con la riduzione del suono attiva costantemente accesa. Non è chiaramente sempre indispensabile da utilizzare – l’attivazione avviene tramite tasto dedicato -, ma nell’utilizzo outdoor è chiaramente molto consigliata. Le specifiche tecniche ufficiali non sono molte: il peso ammonta a 240 grammi, ed è possibile utilizzarle anche in modalità wired con jack audio da 3,5 millimetri grazie al cavo fornito in dotazione.

Tutto il resto del prodotto lo fanno la qualità sonora, davvero molto buona un po’ per tutti i generi – ma soprattutto quelli meno rock-based, quindi più black o pop -, e il design assolutamente curato, ricco di colorazioni differenti e caratterizzato dall’utilizzo di materiali davvero ottimi. Ad alimentare il sistema Bluetooth Classe 1 (fino a 100 metri di copertura, con un’antenna compatibile), cosa da non sottovalutare, troviamo il processore Apple W1 che esegue il pairing rapido sui dispositivi iOS e regola la ricarica Fast Fuel che, in caso di batteria completamente scarica, consente di avere in soli 10 minuti di carica ben 3 ore di riproduzione sonora senza cancellazione del suono.

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