Cos’è e a cosa serve il diaframma

Nel percorso d’apprendimento fotografico ci sono diversi argomenti fondamentali da imparare per poter sperimentare nuove tecniche e ottenere scatti perfetti; uno di questi riguarda senz’altro la conoscenza del concetto di diaframma. Non lasciatevi spaventare troppo dal termine, una volta compreso al meglio sarà uno dei vostri “compagni” più fidati all’interno della fotocamera. Vediamo dunque cos’è e a cosa serve.

Diaframma fotografia In una foto siamo sempre alla ricerca della perfetta esposizione, sia seguendo l’esposimetro sia seguendo il nostro istinto artistico; tuttavia, come definizione, l’esposizione perfetta si ottiene quando la corretta quantità di luce raggiunge il sensore. Se la luce non è sufficiente, le immagini risultano sottoesposte (troppo scure), se la luce è troppa, sovraesposte (troppo chiare). L’apertura del diaframma e il tempo di esposizione sono due dei tre mezzi con i quali la fotocamera dosa la luce che raggiunge il sensore e sono strettamente collegati (il terzo è la velocità ISO, della quale abbiamo parlato in questo articolo).

Diaframma fotografia

In una foto siamo sempre alla ricerca della perfetta esposizione

La foto qui sopra è un esempio di diaframma chiuso, ƒ/22 in questo caso, e dimostra come il giusto connubio tra ISO, Tempi d’esposizione e Diaframma possa dare esattamente l’effetto desiderato. Di questo panorama desideravo catturare i colori e creare un’immagine rilassante, tranquilla, armoniosa, approfittando della Golden Hour (fase del tramonto con tonalità di colore calde) tendente alla Blue Hour (fase del tramonto con tonalità di colore fredde).

La foto principale a inizio articolo invece, è il chiaro esempio di un diaframma aperto, ƒ/2.8 per la precisione, scattata con un Nikon 24-70mm ƒ/2.8 G ED. L’effetto ottenuto è stato reso possibile dall’ottica utilizzata, ovvero quella appena menzionata; questa, grazie alla sua possibilità di apertura fino a f/2.8, permette di mettere a fuoco alla perfezione il soggetto desiderato e di sfocare ciò su cui non vogliamo attirare l’attenzione. L’effetto di sfocatura è anche detto Bokeh. L’apertura del diaframma, però, oltre a permettere questo tipo di effetto, lavora anche sull’ingresso o meno di luce: in questo caso, con f/2.8, il risultato è l’ingresso di una grande quantità di luce.

È giusto considerare che non tutti gli obiettivi hanno un’apertura di questo tipo: nel kit di un fotografo alle prime armi non ci possono essere lenti così costose, ecco perché è molto importante non solo capire quale obiettivo fotografico scegliere, ma è importante capire come poter ottenere una buona foto anche con ottiche meno luminose regolando nel modo giusto ISO e Tempi d’esposizione.

Come dosare la luce

Utilizzando un linguaggio basilare e comprensibile per definire l’apertura del diaframma, potremmo dire che si tratta del foro nell’obiettivo che consente il passaggio alla luce che proietta l’immagine sul sensore. L’ampiezza di questo foro è espressa in diaframmi, come ad esempio f/2.8, f/4, f/5.6, f/8.. etc. Molto importante è non fraintendere questi numeri: contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, a valore numerico inferiore corrisponde un’apertura maggiore; ecco perché dicendo f/1.4 ci riferiamo sicuramente a un diaframma aperto (molto aperto in questo caso) e dicendo, ad esempio, f/22 ci riferiamo sicuramente a un diaframma chiuso.

Per farvi capire meglio, ecco un piccolo schema che vi dà un’idea di possibile ingresso di luce:

Diaframma fotografia

Nello schema qui sopra, f/5.6 lascia passare il doppio della luce rispetto a f/8 e la metà di f/4.

Diaframma fotografia: comprendere le differenze

Per semplificare la comprensione del concetto, qui sotto abbiamo deciso di affiancare alcuni scatti di esempio in cui è mostrata la differenza di output fotografico a diversi valori di diaframma.

Diaframma fotografia

 Ecco le differenze tra le varie aperture principali; come potete notare, a ƒ/2.8 il soggetto principale si stacca completamente dallo sfondo, mentre a ƒ/8 troviamo decisamente più dettagli in ciò che circonda il soggetto 

Nelle ottiche tradizionali, quelle ormai datate, la sequenza di valori di diaframma è f/2, f/2.8, f/4, f/5.6, f/8, f/11, f/16 e f/22. La differenza dei valori di diaframma è detta “stop” o “di uno stop”. Le fotocamere più moderne permettono di impostare anche valori di diaframma intermedi: chiudendo da f/5.6 a f/8 in passi di un terzo di stop, ad esempio, troviamo valori come f/6.3 e f/7.1. Ricorda: supponendo che tu sia a f/5.6, se ti dovessero chiedere di aprire di uno stop ti posizionerai su f/4; diversamente, nel caso in cui ti chiedano di chiudere di uno stop, ti sposterai su f/8. In questo caso, passare a f/6.3 si tratterebbe di un terzo di stop, dato che l’apertura del diaframma non influenza soltanto la quantità di luce bensì anche la Profondità di Campo (la porzione d’immagine che verrà riprodotta nitida).

Diaframma fotografia

Conclusioni

Ricapitolando, il diaframma fa parte delle nozioni di base della fotografia ed è uno dei componenti principali della fotocamera che determina fattori importanti per il nostro scatto perfetto. Grazie al diaframma potrete regolare l’ingresso di luce che colpirà il sensore dell’apparecchio fotografico, così come ridurre o aumentare la profondità di campo.

Oltre a questo, potrete imparare anche a capire subito se l’ottica che avete o che volete acquistare fa per voi e per il vostro stile fotografico.

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