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Composizione Fotografica: dare vita alle nostre immagini

di Andrea Martellaaggiornato il 23 giugno 2017

Ogni fotografia che scattiamo ha per noi un significato ben chiaro e, ogni volta che la osserveremo, ci apparirà sempre molto carica di emozioni e ricordi legati a quel momento. Che cosa succede però quando il pubblico non saremo più noi stessi ma occhi esterni? Sarà compito della composizione aiutare l’osservatore a muoversi nell’immagine alla ricerca del suo significato.

Per composizione s’intende “la distribuzione degli elementi all’interno del campo inquadrato, i quali hanno il compito di guidare lo sguardo dello spettatore all’interno dell’immagine restituendo equilibrio e significato alla foto”.

La base della composizione: le sue regole

Esistono delle regole per comporre correttamente un’immagine ma, come spesso accade, non dovranno essere per forza seguite alla lettera. Proprio in fotografia avremo la possibilità di sperimentare e cercare nuove composizioni e prospettive senza basarci su regole prestabilite.

La regola dei terzi

© Andrea Martella
Il punto d’interesse, l’occhio, è posizionato proprio su uno dei punti di forza della griglia. Lo sguardo è rivolto verso la zona vuota del fotogramma e l’intersezione creata dalla diagonale del tronco con la linea orizzontale del rametto conferiscono dinamismo all’immagine

È sicuramente la regola più diffusa e consiste nel dividere la foto in nove quadranti uguali. La teoria vuole che, ponendo il soggetto decentrato su uno dei punti d’intersezione delle linee verticali, l’immagine risulti più dinamica ma al tempo stesso equilibrata con il contesto. Le linee orizzontali, invece, sono utilizzate per il posizionamento dell’orizzonte che, se posto al centro del fotogramma, darà uguale importanza sia al cielo che al terreno; differentemente, se posizionato più in alto o più in basso darà più importanza al cielo o alla terra.

Il quadrante centrale, chiamato anche zona aurea, è circondato dai quattro punti di intersezione, che prendono il nome di “punti di forza”. Gli studi effettuati dichiarano che proprio da questo quadrante l’occhio dello spettatore inizierà a esplorare l’immagine. Dal centro si sposterà esternamente sui quattro punti forza acquisendo informazioni, poi individuerà il punto d’interesse e da li tornerà al centro ricominciando con l’esplorazione delle zone limitrofe.

La sezione aurea e la spirale aurea

Si tratta della versione più completa della regola dei terzi. Originariamente, intorno al XIII secolo, il matematico Fibonacci scoprì il numero 1,618033. Definito numero aureo, veniva spesso associato al rapporto tra le dimensioni ed a un naturale equilibrio (conchiglie, rami di alberi o addirittura conformazione delle galassie – approfondimento di Wikipedia-); successivamente venne utilizzato nel campo dell’arte, dove nell’ambito della composizione permetteva di creare un perfetto equilibrio e armonia tra gli elementi. Come spesso accade, molte delle regole della pittura, scultura e altri rami dell’arte possono essere applicate alla fotografia.

Sfruttando questo numero ed il suo rapporto, anche chiamato sezione aurea, in fotografia si avranno gli strumenti per una composizione che inconsciamente attragga maggiormente l’attenzione di chi osserva. Rappresentata su una griglia molto simile a quella della regola dei terzi, la sezione aurea si differenzia per il rapporto che si presenta tra le tre colonne. Le due più esterne sono più larghe rispetto a quella centrale.

Sicuramente la regola dei terzi rimane la più utilizzata per via della facilità d’immaginazione della griglia in fase di scatto. Dalla sezione aurea è stato possibile creare tramite figure geometriche altre griglie per la composizione: la più diffusa è la spirale aurea. Formata appunto da una spirale, il punto d’interesse è all’interno del piccolo ricciolo che la spirale crea e il braccio più esterno farà da linea guida per l’osservatore nel resto dell’immagine.

© Andrea Martella -Modella: Giulia Cavallini
In quest’immagine la spirale aurea ha permesso di comporre perfettamente l’immagine. L’occhio, il punto di interesse, è situato all’interno del rettangolo più piccolo del centro spirale. Il braccio che parte dal centro attraversa tutta l’immagine, comprende il volto a sinistra, prosegue sulla cornetta del telefono, sulla mano e infine sulla spalla e sul telefono attaccato sullo sfondo. Lo sguardo della modella segue, anche, l’andamento della spirale aurea.

Imparare ed abituarsi a comporre

Partendo dal presupposto che la nostra vista è tridimensionale e binoculare (con due occhi), dovremo abituarci all’idea che in fotografia la situazione si complica e saremo catapultati in un mondo bidimensionale e visto attraverso un occhio solo. Se provate a osservare una scena qualsiasi con un solo occhio, vedrete che perderete la sensazione di profondità e tridimensionalità; dovremo quindi imparare a comprendere la scena che si staglia di fronte riconoscendone gli elementi che dovranno poi comporre in armonia la nostra immagine.

“Includere i giusti elementi nella scena sarà la chiave per bilanciare l’immagine e far coesistere in equilibrio soggetto e sfondo”

© Andrea Martella
Scegliendo cosa mantenere e cosa omettere dalla scena, ho avuto la possibilità di eliminare elementi di disturbo. Guardando la foto la prima impressione non è certo quella di trovarsi nel 2014 ma sembra di assistere ad una scena che potrebbe tranquillamente essere accaduta negli anni ’50. Solo dopo qualche secondo i particolari a noi comuni usciranno fuori.

Prima di tutto dovrà essere nostra premura individuare il soggetto della foto e il punto d’interesse: senza questi la foto sarà di difficile comprensione per chi la osserva e non sarà d’impatto. Dopo aver individuato il soggetto, abbiamo bisogno di farlo interagire con il contesto, spetterà a noi la decisione di includere o meno elementi nella scena. Questo punto è importantissimo poiché veicola il messaggio che vogliamo inviare. Includere i giusti elementi nella scena sarà la chiave per bilanciare l’immagine e far coesistere in equilibrio soggetto e sfondo.

Come collocare il soggetto

Se dovessimo seguire alla lettera le regole compositive, dovremmo sempre posizionare il soggetto nei due terzi a sinistra o destra del fotogramma. Sicuramente questo aiuta a bilanciare meglio soggetto e sfondo e a rendere l’immagine più dinamica; ma se invece volessimo posizionare il soggetto centralmente?

Lo possiamo fare a patto che sia un soggetto molto forte e che lo sfondo non sia predominante sul soggetto in quanto la posizione centrale evoca una sensazione di staticità. Solitamente, posizionando il soggetto centralmente limiteremo la ricerca limitrofa di altri elementi da parte dell’osservatore che, invece, si concentrerà su l’unico elemento presente. A tal proposito se il nostro soggetto è un animale o una persona sarà meglio che guardi direttamente verso di noi, questo aiuterà a focalizzare l’attenzione su gli occhi del soggetto.

© Andrea Martella
Il soggetto è posizionato centralmente ma di certo non esprime una sensazione di staticità. Grazie allo sfondo non invadente, alla diagonale formata dalle ali e dalla coda e allo sguardo verso il mio obiettivo, il risultato è un’immagine forte e dinamica.

Come sfruttare le geometrie

Sia in natura sia per mano dell’uomo sono presenti delle geometrie che compongono i paesaggi e, in quanto fotografi, dovremo imparare a sfruttarle per permettere a chi osserverà le nostre foto di addentrarsi nell’immagine da noi realizzata. Analizzeremo le linee con le loro simmetrie e geometrie, i pattern ed i livelli che ci permetteranno di comporre ottimamente le immagini.

Linee, simmetrie e geometrie

© Giulia Cavallini
Ero con lei mentre scattava questa foto e credo di aver assistito alla creazione di un’immagine che fa della composizione il suo punto forte. Prima di tutto ha sfruttato le impronte sulla sabbia che conducono fino al soggetto e creano una perfetta diagonale che si interseca con quella che crea il bagnasciuga. È presente anche il pattern della sabbia, creato dal vento, che a sua volta crea un’altra diagonale che incrocia quella creata dalle impronte. Il tutto conduce verso il mare che, a sua volta, spinge lo sguardo verso il sole a destra, punto di luce dell’immagine e punto da cui l’occhio inizierà involontariamente l’osservazione. Quando la composizione è il punto forte, dà potenza a soggetti relativamente normali

Sono effettivamente delle linee – immaginarie o meno – che permettono all’occhio di seguire un determinato percorso fino al punto d’interesse. Sono molto utilizzate in fotografia di paesaggio e assumono maggiore o minore importanza secondo la focale utilizzata o della prospettiva scelta. Solitamente partono dal primo piano e con il loro andamento, non sempre lineare, ci introducono all’interno dell’immagine facilitandone la comprensione e l’efficacia.

Ogni tipo di linea trasmette un significato specifico a chi la osserva: le linee orizzontali evocano tranquillità, quelle verticali stabilità, linee diagonali velocità e movimento e linee curve movimento e sensualità. In moltissime occasioni, queste linee creeranno simmetrie e geometrie con altri elementi della composizione enfatizzando ancor di più la scena. Un’immagine con una prevalenza di figure geometriche e simmetrie risulterà statica ma estremamente precisa e d’impatto; differentemente, un’immagine con linee verticali che convergono tutte in un unico punto sarà molto più dinamica, oltre a facilitare nell’individuazione del punto d’interesse. La convergenza delle linee varierà secondo la focale utilizzata e la prospettiva. Un punto di vista vicino al terreno con un ottica grandangolare enfatizzerà le linee in primo piano e creerà un effetto di convergenza – soprattutto con linee parallele – molto spinto, aumentando la profondità dell’immagine. Tutto questo evocherà nello spettatore la sensazione di trovarsi, non di fronte ad una fotografia, ma in una scena reale.

Differentemente, se utilizzassimo un teleobiettivo, l’effetto sarebbe di appiattimento della scena e perdita della profondità. Altro modo di utilizzare le geometrie riguarda la possibilità di incorniciare la scena con gli elementi presenti: se un’immagine risultasse banale con una classica inquadratura potrebbe diventare interessante se incorniciata in una qualche figura geometrica.

© Andrea Martella
L’immagine originale, a sinistra, non mi convinceva molto per via del primissimo piano fuori fuoco. Ho potuto ritagliarla in post-produzione, togliendo tutta la prima pa ho dato un aspetto molto più immersivo alla foto

Nel momento in cui la nostra composizione non sia quella ottimale per i nostri standard potremo sempre affidarci alla post produzione che ci offre lo strumento del crop. Potremo ritagliare la nostra foto omettendo elementi che inevitabilmente erano presenti nell’inquadratura o, più semplicemente, ritagliarla per per comporre con più precisione.

Pattern

I pattern, o ripetizioni, sono l’eccezione alla regola che tutte le foto debbano avere un centro di interesse. In questo tipo di fotografia il punto d’interesse e soggetto della foto saranno la foto stessa. La ricchezza di particolari farà si che l’impatto visivo sia elevato, questo però sarà possibile solo se i singoli particolari saranno ben riconoscibili. Chi osserverà la foto sarà attratto prima dalla trama e poi lentamente scoprirà i singoli soggetti di cui è composta.

Crediti: it.forwallpaper.com/

Livelli e colori

Per livelli faccio riferimento ai vari piani che possono far parte di una fotografia. Il primo piano, i piani intermedi e lo sfondo saranno gli ingredienti per un’esperienza visiva immersiva.

In fotografia di paesaggio, per esempio, i vari piani dell’immagine contribuiranno alla percezione di immensità e spazio, soprattutto grazie alle possibili linee e geometrie che i vari livelli creeranno. Anche i colori, uniti ai vari piani dell’immagine, influenzeranno la percezione esterna. Colori caldi solitamente attireranno prima l’attenzione rispetto a quelli freddi. Colori più vivaci e dominanti saranno notati per prima e, solo in seguito, il resto dell’immagine acquisterà significato. Differentemente colori più pastello tenderanno a creare un effetto di profondità maggiore grazie alle leggere sfumature dei livelli. È giusto ricordare che non sempre il colore è fondamentale per l’immagine. In molte occasioni ometterlo sarà la chiave per la nostra fotografia.

© Andrea Martella
In quest’immagine panoramica ho voluto dar risalto ai colori tenui e freddi dello sfondo in contrasto con i colori forti e caldi del primo piano. Creano una piacevole sfumatura che richiama i colori delle ultime luci del tramonto con il cielo stellato più a destra. In più sono presenti tre curve create dal primo piano, dalla montagna di fronte e dal fiume nel canyon che, da destra verso sinistra, conducono all’interno dell’immagine verso la luce dell’ultimo sole e nell’oscurità. Poi la simmetria e le ripetizione dei vari strati della roccia danno quel tocco di geometria al tutto

 

Video

Composizione in fotografia: conclusioni

La composizione, più di tutto il resto, sarà l’anima della foto. Se ben eseguita farà arrivare allo spettatore il messaggio che noi vogliamo inviare e non lascerà spazio ad interpretazioni. Premetto che non smetterò mai di imparare – specialmente per quanto riguarda la composizione – e quindi se voleste condividere con noi i vostri lavori, saremmo ben lieti di confrontarci per percorrere insieme la lunga strada dell’apprendimento.

Ultimo, ma non per importanza, consiglio sia la lettura del libro di Michael Freeman “L’occhio del Fotografo”, sia la visione di lunghe carrellate d’immagini dei grandi fotografi: Ansel Adams, Sebastiao Salgado, Henri-Cartier Bresson, Robert Capa, Robert Doisneau – citandone solo alcuni. La lettura e la visione delle immagini dei fotografi della storia e di fotografi attuali, molti dei quali presenti nei più famosi siti di photo sharing (500 px ad esempio), uniti a ore e ore di pratica faranno sviluppare in voi un sesto senso che vi tornerà utile per esprimere al meglio la vostra fotografia e il vostro messaggio.

Come sempre, ripeto, a nome di tutto lo staff di Ridble restiamo a disposizione nei commenti più sotto per qualsiasi domanda, chiarimento o semplice curiosità.