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Flash fotografico: cos'è e come si usa

Flash fotografico: cos'è e come si usa

di Carlo Carlino
Specialist Accessori fotografia
aggiornato il 26 agosto 2019
2 utenti hanno trovato utile questa guida

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N.B. La guida Flash fotografico è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a Settembre 2019.

Il termine fotografia significa “scrivere con la luce” (qui articolo sulla storia della fotografia). Ma cosa succede quando la luce a disposizione non è sufficiente e l’utilizzo di lunghe esposizioni non è contemplato per il nostro scopo? La soluzione è il flash, uno strumento inventato a metà del XIX secolo in modo molto artigianale e che solo nel 1900, grazie al brevetto di un certo Sig. Erwin Quedenfeldt, prese la retta via che portò, col passare degli anni e l’avanzamento tecnologico, alla creazione dei flash che oggi conosciamo. Il funzionamento di base è molto semplice e consiste nell’emettere un lampo di luce in sincrono con il movimento dell’otturatore. Ai giorni nostri i flash permettono di modificare decine di parametri consentendoci di creare e modellare la luce a nostro piacimento per esaltare l’illuminazione della scena o crearne una partendo da zero.

Nei seguenti capitoli vedremo come funziona un flash fotografico con le attuali macchine digitali, la differenza tra flash on-camera e flash off-camera e le caratteristiche fondamentali da tenere in considerazione durante la scelta di un flash.

l funzionamento del flash

Il funzionamento degli attuali flash utilizzati sulle macchine digitali non si distacca molto dai primi flash utilizzati stabilmente in campo fotografico (i primi in assoluto erano al magnesio e richiedevano un innesco manuale). Al momento dello scatto la macchina fotografica invia un impulso elettrico al flash tramite un attacco a slitta chiamato hot-shoeche in perfetta sincronizzazione con l’otturatore emette un lampo di luce che illumina la scena. Il lampo degli attuali flash è emesso da una piccola lampadina con un filamento metallico immerso in un’atmosfera di xeno, posta all’interno della testa; essa possiede la capacità di raggiungere un’elevatissima luminosità per brevissimi istanti.

Nelle attuali reflex il flash ha un limite operativo, nel senso che non è utilizzabile con esposizioni più corte di un determinato valore (in media quasi tutte le reflex hanno il limite impostato a 1/250 sec., alcune professionali riescono anche con tempi più veloci). Questo limite indica il tempo di scatto entro il quale il flash riesce a impressionare tutto il supporto sensibile. Il limite è riconducibile alla struttura dell’otturatore: sappiamo che l’otturatore è composto da due lamine, più comunemente chiamate tendine, che al momento dello scatto iniziano a muoversi.

1/500s – © The Slow Mo Guys https://www.youtube.com/user/theslowmoguys

Quando scattiamo una foto la prima tendina parte, lasciando scoperta gradualmente parte del sensore che inizia a ricevere luce e, poco dopo (arco di tempo che varia a seconda del tempo di esposizione), la seconda inizia il suo movimento andando a ricoprire il sensore. Il limite operativo di un otturatore sta nel fatto che se utilizzassimo tempi più veloci di quelli che la macchina supporta per il sincro-flash (termine utilizzato per esprimere il tempo massimo di sincronizzazione del flash) ci ritroveremmo con delle bande nere sull’immagine dovute all’utilizzo di tempi di scatto troppo rapidi (1/4000s per esempio), all’interno dei quali il flash non riesce a impressionare tutta la superficie del sensore.

La GIF di seguito mostra il funzionamento di un otturatore alla velocità di 10000fps.

Differenza tra manuale e TTL

Gli attuali modelli di flash si dividono tra manuali e TTL (automatici): nei primi saremo noi a impostare la potenza di emissione del lampo, avendo grande libertà creativa per il tipo di illuminazione da utilizzare nello scatto; nel secondo caso invece ci sarà uno scambio di informazioni tra macchina e flash, avendo come conseguenza che la potenza di emissione del lampo verrà decisa dalla macchina in relazione alle impostazioni di scatto utilizzate in quel momento.

© Andrea Martella

L’utilizzo di uno rispetto ad un altro è dettato dal tipo di fotografia che dobbiamo scattare: se prediligiamo scattare con calma, magari in studio, o comunque scatti con schemi luce ragionati precedentemente, potremo tranquillamente optare per l’utilizzo di flash in manuale; avremo tutta la calma di impostare i vari flash con i parametri più idonei alla nostra fotografia. Differentemente se siamo fotografi di sport o reportage, un flash con l’automatismo ci permetterà di non perdere mai lo scatto e avremo la certezza di avere sempre una fonte di luce su cui contare per le nostre fotografie dall’impronta dinamica.

Fortunatamente tutti i flash TTL (la maggior parte di quelli in commercio) offrono anche la modalità manuale, cosa che li rende degli strumenti di lavoro completi per quasi tutte le tipologie di fotografo e fotografia.

Finora abbiamo parlato generalmente di flash, senza specificare se questi si trovassero all’interno o all’eterno della camera. Vediamo nel capitolo di seguito la differenza tra queste due tipologie, con i relativi pro e contro.

Flash on-camera, flash-off camera e numero guida

Questa è probabilmente la più grande differenza tra i flash che un normale amatore si troverà ad utilizzare. Offrono lo stesso “prodotto” (la luce) ma in modi completamente differenti: uno ci chiude le porte alla creatività in termini di illuminazione, mentre l’altro ce le spalanca. Affrontiamo queste differenze per capire quale fa più al caso nostro.

Flash on-camera

© Daniele Giuliani

Il flash-on camera o pop-up è quel piccolo flash incorporato che macchine fotografiche di fascia medio-bassa possiedono per fornire supporto in condizioni di scarsa luminosità. I limiti operativi sono ben chiari: potenza ridotta a causa delle piccole dimensioni e limiti di personalizzazione dei parametri d’illuminazione. Nella maggior parte dei casi questo flash si affida in toto agli automatismi della macchina che, calcolando l’esposizione della scena, comunica al flash se è richiesta una luce aggiuntiva o meno; il flash salta fuori con un meccanismo a molla ed emette un lampo durante lo scatto della potenza suggeritagli dalla macchina. Tutto ciò si sintetizza nella concretizzazione di un concetto base: non avremo modo di operare sulla potenza del flash, sulla parabola o sulla direzione della luce. Il risultato sarà una serie di foto con un’unica luce frontale, letteralmente sparata sul soggetto, priva di ogni tipo di interesse artistico con ombre dure e molto scure; in più, se in alcuni momenti vorrete utilizzare ottiche ingombranti, vi ritroverete immancabilmente con un cono d’ombra nella parte inferiore dell’immagine causato dall’ombra del barilotto. È bene ricordare che l’utilizzo del flash incorporato toglie molta vita alla durata della batteria, da dove prende direttamente l’energia, costringendoci a terminare con largo anticipo la nostra sessione. Non a caso il flash incorporato lo troviamo su macchine qualitativamente inferiori rispetto alle serie pro che, anche in condizioni di poca luce, possono fare affidamento ad un’alta resistenza ad elevati ISO.

Anche se questi piccoli flash incorporati non possono competere con i ben più grandi flash esterni, molte volte possono essere utilizzati per comandare flash in Slave. Può sembrare tutto molto complicato a parole ma la realtà è molto più semplice di quanto si pensi: si tratta di avere la possibilità di far scattare un flash esterno (Slave) tramite il lampo ausiliare del flash pop-up. Quando la macchina scatta farà scattare anche il flash on-camera che, con il suo debole lampo, avrà il solo compito di inviare il segnale di luce al flash esterno che sarà in grado di riceverlo e di conseguenza scattare anch’esso grazie ad una fotocellula incorporata. La maggior parte dei flash attuali possiede la fotocellula ma, se usassimo un flash un po’ datato, avremmo comunque la possibilità di utilizzare la modalità Slave grazie ad un piccolo ricevitore con fotocellula da applicare sotto l’hot-shoe del flash esterno. 

Questo è probabilmente uno dei principali utilizzi del flash-on camera e risulta molto utile per comandare uno o più flash esterni con lo scopo di illuminare ottimamente la scena inquadrata. Questa trasmissione wireless ha però i suoi limiti operativi: il primo è sicuramente l’impossibilità di utilizzare il flash esterno in automatico. Ciò significa che il flash off-camera non ha la possibilità di ricevere informazioni dalla macchina e che quindi dovremo impostarlo noi (in manuale appunto). Esistono anche sistemi, che sfruttano sempre il flash-pop up o un flash montato sulla slitta della macchina, denominati Master, che riescono ad inviare anche le informazioni di scatto sfruttando così il TTL (automatismo); sono soluzioni ben più costose e riservate alle fasce di reflex semi-pro e pro che riescono a inviare i parametri di scatto ai flash impostati in modalità Slave. Il secondo limite riguarda la quasi impossibilità di utilizzare la modalità Slave in giornate molto soleggiate, in quanto la luce del lampo potrebbe essere confusa dalla fotocellula con la luce ambientale non facendo partire il lampo del flash esterno, oppure in quelle situazioni (come le sfilate di moda) in cui sono presenti centinaia di flash che non farebbero altro che far partire il nostro flash esterno ad ogni lampo ricevuto.

Fortunatamente con l’utilizzo di flash esterni sono stati sviluppati anche altri metodi, ben più stabili, per sfruttare più flash off-camera in modalità wireless. Sono soluzioni che offrono sia la modalità manuale che l’automatismo ma con una piccola salita di prezzo (giustificata), ne parleremo nel prossimo articolo dedicato a tutti questi sistemi wireless di gestione dei flash.

Flash off-camera

Il fratello maggiore del flash pop-up, il flash off-camera, apre le porte alla creatività e alla gestione della luce riuscendo ad illuminare veramente la scena e non a schiarirla come fa il piccolo flash incorporato.

© Andrea Martella

Questi tipi di flash offrono molti spunti creativi e possono essere utilizzati in svariate situazioni e in modi diversi; facendo riferimento agli attuali flash ci renderemo conto che le caratteristiche principali che faranno preferire un modello rispetto ad un altro sono principalmente due: il numero guida, ovvero la potenza del flash (di cui parleremo nel prossimo paragrafo) e se sono TTL (con calcolo automatico dell’esposizione) o manuali. La scelta di un flash automatico o manuale, come spiegato nel capitolo precedente, o più o meno potente sarà dettata dal tipo di fotografia in cui dovremo utilizzarlo. Altre caratteristiche importanti che compongono un flash esterno sono: la testa, ovvero la parte superiore del flash che ha la possibilità di poter essere orientata in quasi tutte le direzioni permettendoci così di utilizzare luce di rimbalzo per illuminare il soggetto o altri tipi di soluzioni creative; e la parabola, il sistema di specchi all’interno della testa che, posti davanti alla lampadina, consentono di modificare il campo di copertura del lampo. Facendo un esempio: quasi tutti i flash, specialmente se montati direttamente sul corpo macchina, hanno la possibilità di riconoscere la lunghezza focale dell’obiettivo montato in quel momento e modificare il gruppo di specchi adattando l’ampiezza del lampo in uscita alla focale utilizzata in quel momento. Altre caratteristiche degne di nota sono sicuramente la possibilità di utilizzare il flash sulla prima o sulla seconda tendina, facendo riferimento all’otturatore, che ci permetterà di realizzare immagini dal forte impatto visivo; la presenza dell’HSS, acronimo di High Speed Sync, che ci permette di passare il limite del sincro-flash imposto dalla macchina (1/250s per esempio) e portarlo a valori molto più elevati (1/8000s e oltre) utili per la fotografia ad alta velocità o sportiva. Un piccolo appunto su questa caratteristica: il tipo di flash emesso con questa impostazione è leggermente diverso dal classico flash: se con una fotografia scattata entro il tempo di esposizione limite il flash riesce a coprire con un solo lampo tutto il sensore, con l’impostazione ad alta velocità il flash emette dei lampi a raffica (impercettibili all’occhio umano) che riusciranno a raggiungere il sensore anche con tempi di scatto così ridotti e senza far apparire quelle fastidiose e anti estetiche bande nere. Infine è da sottolineare come i flash esterni attingano energia da batterie interne al flash (solitamente le classiche stilo) e non direttamente dalla macchina allungando non di poco l’operatività.

Il funzionamento di questa tipologia di flash è basato su dei piccoli pin metallici posti sull’hot-shoe che, a contatto con la slitta per i flash presente su quasi ogni macchina fotografica, fanno partire il lampo in sincrono con lo scatto. Tutti i parametri sono accessibili dal menù integrato nella macchina fotografica o direttamente dal flash. L’unico neo lo troviamo proprio in questo primo punto: i parametri direttamente sulla macchina saranno accessibili solo dai flash proprietari, per esempio flash Canon su macchine Canon o flash Nikon su macchine Nikon, o su flash di produttori di terze parti che però assicurano la completa compatibilità con ogni sistema; in quest’ultimo caso sarà come se sulla slitta ci fosse un flash “originale”. Vien da sé che i flash Canon potranno essere utilizzati solo su macchine Canon e così via. Questo discorso di compatibilità vale per tutti i flash di recente produzione in quanto i pin posti sotto l’hot-shoe sono “proprietari” e ogni marchio ha la propria disposizione e funzione. Per i flash più datati, invece, all’attacco erano presenti molti meno pin di contatto e uno su tutti (quello centrale) permetteva l’utilizzo su qualsiasi corpo macchina; il problema non si poneva in quanto non erano presenti flash con automatismi e quindi tutte le impostazioni venivano modificate direttamente dal flash per l’utilizzo in manuale. Al giorno d’oggi gli automatismi hanno preso il sopravvento e aiutano il fotografo nell’impostazione della scena consentendo l’utilizzo simultaneo di numerosissimi flash in wireless in modo da creare una vera e propria fonte di luce. Tutti questi sistemi di utilizzo senza fili, come già accennato, verranno affrontati in un futuro focus in cui saranno approfonditi i vari tipi di sistemi, i più efficaci e soprattutto quelli che offrono una buona qualità e funzionalità mantenendo un costo relativamente contenuto.

Il numero guida – NG

Il numero guida o NG è quel valore che il produttore assegna ad ogni suo singolo flash per indicarne la potenza. Più il numero è alto e maggiore sarà la potenza del flash. Ma a cosa fa riferimento? E come si calcola?

Il numero guida è il risultato del prodotto tra la distanza del soggetto dal flash ed il diaframma utilizzato – NG = Distanza dal soggetto * Diaframma (dove * indica una moltiplicazione)L’incognita nell’equazione in realtà non è il numero guida, visto che ci viene già fornito dal produttore, bensì la distanza idonea per sapere se il flash riuscirà ad illuminare il soggetto o meno. Trasformiamo quindi la formula: Distanza = NG / Diaframma.

Premetto che il numero guida viene calcolato dalle varie case produttrici supponendo sempre di utilizzare parametri di scatto in cui il valore ISO è 100. In più, preciso che anche la distanza è un valore che noi già abbiamo; dobbiamo solo calcolare attraverso la formula se sarà troppa per riuscire ad illuminare il soggetto correttamente. Detto questo passiamo ad un esempio pratico: abbiamo un soggetto posto alla distanza di 8 mt e dobbiamo scattare una foto con un’obiettivo di diaframma f/2.8, utilizzando un flash con NG 54. Facendo riferimento alla formula ci troveremo in questa situazione 8 = 54 / 2.8, vediamo che il risultato (19.28) è ampiamente maggiore di 8: questo significa che il nostro flash sarà più che sufficiente per il illuminare correttamente il soggetto.

Facciamo un’altro esempio, stavolta con esito negativo: abbiamo un soggetto a 15 mt, utilizziamo un obiettivo con diaframma f/5.6 e un flash con NG 42. In questo caso il risultato di 7,5 sta ad indicare che i nostri parametri attuali non saranno sufficienti per illuminare correttamente il soggetto. Cosa fare in questi casi? Aumentare gli ISO sarà la soluzione ai nostri problemi. Infatti, se il NG è calcolato a ISO 100, aumentandoli per esempio a 400 modificheremo il numero guida e di conseguenza la portata del flash. Per effettuare di nuovo il calcolo con la solita regola dovremo prima ricalcolare il NG con il valore ISO più elevato. Il fattore di moltiplicazione per il ricalcolo del NG è un numero che all’aumentare dell’ISO aumenta costantemente e si ricorda molto facilmente in quanto segue la scala dei diaframmi:

Questo significa che per ottenere il nuovo NG dovremo moltiplicare il vecchio per il fattore di moltiplicazione in riferimento al valore ISO scelto, nel nostro caso 400: 42 * 2 = 84. Con questo nuovo NG ripetiamo la formula di prima e avremo come risultato 15, significa che con l’aumento degli ISO a 400 potremo illuminare precisamente il soggetto; un metro dopo e sarebbe leggermente sottoesposta e un metro prima leggermente sovraesposta. Per tenersi larghi si potrebbero aumentare ancora un po’ gli ISO e compensare l’eventuale sovraesposizione chiudendo il diaframma.

Sicuramente appare inizialmente tutto molto complicato ma, fortunatamente, con l’avvento degli automatismi, tutti questi calcoli potranno tranquillamente essere messi da parte: penserà la macchina fotografica ad avvisarci se ci fossero dei problemi nell’esposizione. È logico che questi riferimenti sono legati a l’utilizzo del flash in manuale ma, chi vorrà, potrà effettuare i suoi calcoli per riuscire a capire ancora meglio la teoria che c’è dietro la definizione di NG.

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I migliori flash: guida all’acquisto

Vi lascio ora, prima di concludere, ad una breve guida agli acquisti sui flash più indicati a chi si avvicina all’utilizzo di questo utile accessorio. Ometterò volutamente i top di gamma, non tanto per la difficoltà di utilizzo, quanto per ragioni di prezzo che, personalmente, non giustificano l’acquisto nel periodo d’apprendimento e scoperta.

Flash Canon

Canon Speedlite 320EX: questo modello caratterizzato da un design compatto e leggero offre un NG di 32. Ideale per avvicinarsi al mondo di flash, racchiude piccole caratteristiche che però faranno gola molti: piccola luce led fissa per riprese video in condizioni di scarsa luce, possibilità di funzionamento Slave per essere comandato a distanza, testa orientabile, parabola da 24mm a 50mm, sincronizzazione e infine un pulsante di scatto remoto per far scattare la macchina mentre posizionate la luce.

Canon Speedlite 430EX II, è uno dei modelli più datati di casa Canon ma è stato la pietra miliare per molti fotografi amatori e non, e lo sarà ancora per qualche tempo. Ancora disponibile sugli “scaffali” di Amazon offre un NG di 43, ideale per incominciare a gestire la luminosità della scena, funzioni Slave, qualità costruttiva, adattatore per parabola a 14mm, sincro ad alta velocità e scatto sulla seconda tendina fanno di questo flash la scelta ottimale se si vuole restare in casa Canon.

Flash Nikon

Nikon SB-500, piccolo flash con NG 24, ideale a chi si avvicina per la prima volta al mondo dei flash, provvisto delle funzionalità wireless Master/Slave, offre anche un piccolo LED per riprese video. 

Nikon SB-700, evoluzione del modello sopra, offre un NG di 38 con ampia parabola motorizzata da 24 mm a 120 mm. Possiede sincro ad alta velocità, scatto sulla seconda tendina e sistema di protezione termica il quale rallenta la ricarica del lampo del flash se rileva un surriscaldamento; in più è in grado di regolare la temperatura colore del lampo grazie alla possibilità di rilevamento automatico del filtro che è montato in quel momento sulla parabola del flash. Come al solito è compatibile con i sistemi wireless..

Flash Sony

Sony HVL-F43M, questo flash compatto offre la massima versatilità di scatto, un numero guida pari a 43, funzionalità wireless e parabola da 24 a 105 mm basculabile anche lateralmente oltre ad un piccolo pannello led per riprese video. Tropicalizzato contro le intemperie e compatibile con i sistemi wireless sia in modalità Master che Slave offre un’ottima base di partenza per gli utenti del marchio Sony. 

Sony HVL-F60M, il più potente della famiglia Sony, come il fratello minore offre le stesse caratteristiche ma in più possiede una potenza maggiore che si attesta su NG 60 e un pannello led più potente.

Flash compatibili

In questa categoria elencherò anche i top di gamma dei rispettivi brand, in quanto, oltre ad offrire prestazioni massime e a volte anche di più, hanno un prezzo concorrenziale se paragonati ai corrispettivi Canon o Nikon. Fra questi segnaliamo soluzioni di Nissin, Metz e Yongnuo.

Nissin Di600 (CanonNikon), con un NG 44 questo flash risulta ideale per chi inizia. Offre la modalità wireless come Slave, parabola da 24 a 105 mm e flash sulla seconda tendina

Nissin Di700 (Canon – Nikon), il livello inizia a salire e questo flash possiede caratteristiche d’alta gamma. NG 54, sistema radio integrato per lo scatto in wireless tramite apposito trasmettitore, parabola 24 mm-200 mm e connettore per usufruire del pacco batterie dedicato. Non mancano lo scatto sulla seconda tendina e l’High Speed Sync. 

Nissin Di866 Mark II (Canon – Nikon), il top di gamma di casa Nissin offre un NG 60, tra i più potenti in circolazione per questo genere di flash, ha le stesse caratteristiche del modello precedente salvo per la parabola che in questo caso va da 24 mm a 105 mm e per l’assenza del radio ricevitore integrato. In compenso offre comunque funzionalità wireless ottico sia come Master che come Slave e in più, rispetto al modello precedente, possiede un piccolo flash da utilizzare come flash di schiarita, situato al di sotto del flash principale. Viene offerto ad un prezzo competitivo per le caratteristiche che possiede rispetto ai più conosciuti Canon o Nikon. 

Metz Mecablitz 36 AF-5 (Canon – Nikon), è un flash molto basico che offre un numero guida 36, non molto potente, ma abbastanza per cominciare. Possiede una testa che purtroppo può essere mossa solo sull’asse verticale e il flash sulla seconda tendina.

Metz Mecablitz 44 AF-1 (Canon – Nikon). Rispetto al modello precedente offre, oltre ad un NG 44 leggermente più potente, un testa orientabile in tutte le direzioni, una parabola 24 mm-105 mm, mini diffusore integrato e adattatore per focali ultragrandangolari. Il flash sulla seconda tendina chiude la lista delle caratteristiche principali di questo flash che ci viene proposto da Amazon.

Metz Mecablitz 52 AF-1 (Canon – Nikon) , questo modello inizia a tenere testa alla maggior parte dei flash d’alta gamma precedenti . Integra le funzionalità wireless Master/Slave, sincronizzazione alta velocità e sulla seconda tendina, display touch retroilluminato. e tutte le caratteristiche dei fratelli minori. La potenza dichiarata è di NG 52

Metz Mecablitz 64 AF-1 (Canon – Nikon), è il top di gamma di casa Metz. Con un numero guida di 64 è uno dei flash più potenti della categoria che, oltre ad avere le caratteristiche degli altri flash in lista, offre un display touch a colori, diffusore integrato, parabola da 24 mm a 200 mm, adattatore per ultragrandangolari e un piccolo flash di schiarita sottostante a quello principale.

Voglio precisare che i modelli, dal Metz Mecablitz 44 AF-1 in poi, offrono un’entrata mini-USB per eseguire aggiornamenti firmware tramite computer.

Yongnuo YN568EX II – © Andrea Martella

Yongnuo YN-568EX (Nikon), disponibile per casa Nikon, ci offre un ottimo NG 58, funzioni wireless, parabola 24-105 con testa orientabile in tutte le direzioni. 

Yongnuo YN-568EX II (Canon). Così come il modello precedente, anche questa seconda versione, che a quanto pare in questo caso offre compatibilità solo per Canon e non per Nikon, ha un costo estremamente contenuto in relazione a quello che offre. Un flash con le caratteristiche identiche al modello precedente con in più la sincronizzazione ad alta velocità.

Yongnuo YN-685 (Canon),  il più potente di casa Yongnuo, possiede un potente NG 60 e tutte le funzioni del modello precedente con in più la possibilità di attaccare una batteria esterna e una parabola che si estende da 24 mm a 200 mm. 

Yongnuo YN600EX-RT (Canon), identico per funzioni al modello qui sopra offre, in più, un radio ricevitore integrato per avanzate funzionalità wireless e una parabola più estesa, 20 mm – 200 mm. Probabilmente una delle scelte migliori di questa lista insieme allo Yongnuo YN-568EX II.

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