Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa

Time Machine: il sistema di backup di OS X spiegato dalla A alla Z

di Stefano Lovecchioaggiornato il 23 maggio 2018

Una delle funzioni che contraddistingue da anni il mondo macOS dai rivali è la presenza di Time Machine, un superbo sistema di backup del proprio Mac che cerca di assistere l’utente nella maniera più piacevole possibile nella noiosa procedura di backup dei propri dati. Andiamo a vedere come funziona nel dettaglio e come si usa.

Cos’è un backup?

[quote_sinistro]“Magari l’hard disk del nostro Mac si è rotto e abbiamo perso tutto. Non ve lo auguriamo di certo, ma fa sempre bene avere un’ancora di salvezza.”[/quote_sinistro]Sì, ci rendiamo conto che la domanda per molti è scontata ma… mai dire mai, no? Per chi non lo sapesse, il backup del proprio dispositivo è una operazione che salva tutti i dati e i settaggi contenuti al suo interno. Questo “pacchetto” viene poi salvato altrove (solitamente, in una unità esterna) per essere usato al momento più opportuno.

Il senso del backup? Semplice: avere sempre la possibilità di riportare il sistema e tutti i suoi contenuti ad uno stato precedente. Magari vogliamo formattare tutto, oppure abbiamo cancellato per errore dei dati e vogliamo recuperarli, o magari l’hard disk del nostro Mac si è rotto e abbiamo perso tutto – non ve lo auguriamo di certo –  però possiamo assicurarvi che fa sempre bene avere un’ancora di salvezza.

Time Machine: semplificarsi la vita con pochi clic

Ok, ma che ha questo Time Machine di differente dai centinaia di software di backup? Sostanzialmente due cose:

  • È integrato nativamente nel sistema operativo: il che significa che potrete abilitarlo già dopo pochi istanti dal primo avvio del vostro nuovo Mac senza installare nulla.
  • È semplice. Sul serio, quando si pronuncia la parola “backup”, qualche neofita solitamente rabbrividisce. I software di backup sono tanti e non sempre molto alla mano per tutti. Time Machine è così facile da usare (e addirittura bello da vedere) che non sembrerà per niente di fare una operazione cattiva e macchinosa quale è il backup. Bello vero? Dopotutto, è uno dei motivi per cui i Mac costano.

Come funziona Time Machine

Le uniche cose richieste per usare da subito Time Machine sono: un hard disk esterno (segnaliamo su Amazon l’ottimo MyBook di Western Digital) abbastanza capiente o una unità Time Capsule e un minuto di attenzione.

Preparazione dell’unità

Ok, avete comprato un disco esterno (che può essere USB/Firewire/Thunderbolt) con il preciso scopo di adibirlo al backup dei vostri dati. Ma come abilitarlo a Time Machine? Volete davvero saperlo?

Si collega e si fa un clic. Davvero, soltanto questo.

Nella maggior parte dei casi, collegando un hard disk esterno al proprio Mac, il sistema ci chiederà se utilizzarlo come unità Time Machine o meno. Possiamo decidere al momento, ma possiamo anche farlo in un secondo momento tramite le preferenze di Time Machine. Tutto qui.

Ovviamente la rosa deve avere anche qualche spina: cosa succede se questa schermata non appare? Questo succede semplicemente perché l’unità non è correttamente formattata. OS X, infatti, permette di gestire unità Time Machine solo se queste sono formattate nella maniera giusta. Per sistemare la cosa, basta andare in Utility Disco, selezionare nel box a sinistra l’unità appena collegata e, nel box a destra, premere Inizializza. Specifichiamo al sistema un paio di cose:

  • Formato: Mac OS Esteso (Journaled). È essenziale per utilizzare l’hard disk come unità Time Machine.
  • Nome: un nome a caso che deciderete voi (esempio: Unità Time Machine).

Fatto questo, premete sul tasto Inizializza posto in basso e sarete al passo anche voi.

Il backup dei dati

Una volta che la nostra unità esterna sarà designata dal sistema come Time Machine, inizierà subito a faticare, raccogliendo tutti (ma proprio tutti) i dati del vostro sistema e archiviandoli nella sua memoria interna. I backup di norma avvengono con una certa frequenza, per cui sarete sempre in grado di ritrovare, all’interno dell’unità esterna, tutti i vostri file, anche quelli che avete cancellato da diverso tempo, pronti per essere recuperati in caso di necessità.

Cosa succederà il giorno in cui l’unità si riempirà di dati? Semplicemente, inizierà a eliminare i dati più vecchi (supporrà che non ne avrete più bisogno) e farà spazio per i nuovi. La capacità di contenere un maggior numero di vecchi dati, ovviamente è direttamente proporzionale ai GB del vostro disco esterno: prendetene uno da 250 GB, e questa situazione avverrà con una certa frequenza.

Ma se volessimo personalizzare il comportamento di Time Machine? Magari escludendo qualche cartella per evitare il backup di file che potrebbero non servirci a molto. Possiamo? Sì! Per dare le nostre preferenze al sistema basterà andare, facile da intuire, nelle preferenze di Time Machine. Le ritrovate in  > Preferenze di Sistema > Time Machine.

Da qui possiamo abilitare o disabilitare i vari backup, cambiare il disco esterno impiegato per tale funzione e impostare delle cartelle “eccezione”, che non verranno prese in considerazione nel backup.

Time Machine è davvero tutto qui: queste poche impostazioni bastano e avanzano per l’uso dell’utente medio. È il sistema a doversi impegnare per semplificare la vita a voi, e non il contrario. Tant’è che, tra le altre cose che in pochi sanno, Time Machine conserva senza dirvi nulla anche dei “backup locali“, che conterranno quei recenti file che ancora non sono stati sincronizzati con l’unità esterna e che potenzialmente rischiano di essere accidentalmente cancellati prima del backup finale. Non vi sembra una cosa davvero intelligente? 
E ora tenetevi forte per la parte più interessante: il ripristino!

Come ripristinare con Time Machine

Vedete l’icona di Time Machine sulla barra di sistema in alto? Cliccando su di essa, e poi su “Entra in Time Machine”, un pò di stupore è assicurato. Si entrerà infatti nella bellissima modalità di recupero file di Time Machine, la cui interfaccia grafica è probabilmente una delle migliori dimostrazioni del fatto che Apple sarebbe in grado di rendere eccitante perfino uno scaldabagno. Anche se, da OS X Yosemite, lo sfondo stellato è stato mandato in pensione.

 

Quello che vedremo sullo schermo è sostanzialmente una finestra del Finder come tante altre. Da qui possiamo muoverci in qualunque posizione come al nostro solito ma con una marcia in più. Guardando a destra, è possibile individuare la timeline: in sostanza, mostrerà tutti i backup in ordine cronologico.

Nella pratica muovendo il cursore su un giorno precedente a quello attuale, il Finder tornerà “indietro nel tempo” mostrandoci tutto il contenuto che era presente sul Mac in quel particolare giorno, sempre se quel giorno l’unità Time Machine era attiva e collegata. Per cui, possiamo facilmente posizionarci su file o cartelle che magari oggi non esistono più e riportarle “avanti nel tempo” premendo sul tasto “Ripristina”. Ed il gioco è fatto.

Ovviamente Time Machine è in grado di ripristinare tutto, da un file all’intero sistema. Se un giorno il vostro Mac si romperà, oppure passerete ad un modello migliore, oppure semplicemente verrà formattato, vi basterà collegare l’unità Time Machine durante la configurazione iniziale di macOS ed eseguire un “Ripristino da Time Machine”. Il sistema importerà tutti i dati del “Mac precedente”, compresi piccoli dettagli come lo sfondo, le password delle reti Wi-Fi, e così via. Una copia esatta del vostro Mac di sempre.

Cos’è Time Capsule

Quando avrete scoperto che Time Machine è una funzione così comoda da non poterne fare a meno (soprattutto se il vostro Mac è adibito a lavori professionali), ecco che vorrete di più. Fortunatamente, Apple soddisfa questo vostro desiderio con Time Capsule (vi ricordiamo che durante WWDC 2013 è stato presentato il nuovo modello), una unità finalizzata al backup Time Machine ma con qualcosa in più. C’è un però: purtroppo Apple a fine 2016 ha smesso di aggiornare le Time Capsule, pertanto non aspettatevi nuovi modelli all’orizzonte. Nonostante questo, le Time Machine sono ancora oggi una buona scelta per effettuare backup.

  • Capienza: Time Capsule è una unità estremamente capiente. I due tagli di memoria disponibili vanno dai 2 ai 3 Terabyte (1 TB = 1000 GB), per cui sarà davvero difficile riempirla in fretta.
  • Backups multipli: Time Capsule è in grado di conservare i backups di più di un Mac, contemporaneamente. 
  • Wireless: contrariamente ai convenzionali dischi rigidi esterni, Time Capsule funziona tramite connettività wireless. Questo significa che potrete lasciarla da qualche parte nel vostro studio, sapendo che il Mac in salotto sarà perfettamente in grado di dialogare con essa, senza fili. La connettività Wi-Fi dell’unità è universale (b/g/n + dual band 5+2.4 Ghz), dunque perfettamente in grado di dialogare con qualunque dispositivo alla massima velocità permessa.
  • Funzioni extra: oltre a funzionare da semplice unità Time Machine, Time Capsule è anche access point Wifi e LAN: collegando un modem ADSL ad essa, Time Capsule permetterà ai dispositivi in casa (qualunque dispositivo, non solo Mac) di collegarsi alla rete Wireless appena creata. Questo può essere molto utile in abbinamento ad un modem semplice. Infine, Time Capsule dispone anche di un collegamento USB molto utile: potete usarlo infatti per collegare una ulteriore unità esterna, ma anche una stampante USB. Tra l’altro, un collegamento del genere permetterà alla stampante di poter essere gestita via wireless, cosa non da poco.

I prezzi di Time Capsule non sono proprio accessibili ma sicuramente il prodotto che si ottiene risulta un validissimo appoggio, soprattutto per gli utenti professionisti che potrebbero trarre enorme giovamento dall’utilizzo di questo piccolo accessorio.

Prima di salutarvi vi ricordiamo che questo articolo faceva parte dello Starter Kit, la collana di guide ed approfondimenti rivolte a tutti gli utenti alle prime armi con il mondo Android o che vogliono imparare ad utilizzarlo al massimo.