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iCloud: cos'è e come utilizzare al massimo le sue funzioni

di Stefano Lovecchioaggiornato il 23 maggio 2018

Primo iPhone? Primo iPad o dispositivo Apple che sia? Sicuramente avrete un sacco di domande, e siamo quasi certi che almeno una di esse sarà: come funziona iCloud. Magari avete letto in giro che è una funzione innovativa, e in questo istante starete osservando con diffidenza lo scintillante logo argentato con la nuvola impresso sulla scatola del vostro nuovo iPad che avete tra le mani, senza capire esattamente “cosa sia questo iCloud”. Niente paura! Di seguito, troverete tutte le risposte ai vostri dubbi.

La tentazione di non appesantire il lettore con una classica introduzione è molto forte, ma resistiamo per dare una spiegazione più completa di cosa andremo a parlare: parliamo di cloud, una parola che sta emergendo con molta lentezza un pò dappertutto.

Cos’è iCloud?

Una delle rivelazioni più incredibili del mondo del web contemporaneo è, appunto, il cloud computing, un insieme di tecnologie che si stanno radicando nelle vite della maggior parte delle persone a stretto contatto con il web.

L’idea alla base di iCloud è quasi unica nel suo genere, grazie ad una trasparenza e una facilità d’uso irraggiungibili dai servizi concorrentiSi tratta, in poche parole, della possibilità di usufruire di servizi di vario tipo senza installare nulla sul proprio dispositivo, ma utilizzando unicamente una connessione ad internet. Non sarà il nostro computer a lavorare, bensì un altro, posto in chissà quale angolo del pianeta, che comunicherà con noi tramite la rete.

Ad esempio, è possibile lavorare su un foglio excel tramite il proprio browser internet, conservare su una cartella online i propri dati più importanti, o addirittura videogiocare in streaming. Il vantaggio consiste non solo nel non appesantire il computer che si sta utilizzando, ma anche nel fatto che è possibile accedere a questi dati da qualunque dispositivo, anche da smartphone e tablet… ovunque voi vi troviate.

Ma cosa ha a che fare questo con Apple, di preciso? Quando una persona compra un prodotto Apple dotato di sistema operativo per Mac o iOS e registra il proprio Apple ID, ottiene di diritto iCloud, un servizio aggiuntivo di grande comodità che, tuttavia, può creare qualche grattacapo agli utenti meno esperti.

Cosa è esattamente iCloud, e cosa può fare per semplificarci la vita? Il nome basta e avanza: iCloud è un servizio di cloud storage, in grado quindi di conservare i nostri dati in rete per essere sempre disponibili al momento più opportuno. Sebbene esistano decine e decine di servizi che permettono di fare apparentemente la stessa cosa, l’idea alla base di iCloud è quasi unica nel suo genere, grazie ad una trasparenza e una facilità d’uso irraggiungibili dai servizi concorrenti.

Come si configura iCloud?

Il requisito essenziale per abilitare il proprio dispositivo ad iCloud è che questo sia aggiornato alle ultime versioni di sistema operativo Apple. Il vostro iPhone, iPod Touch o iPad deve dunque disporre almeno di iOS 5 o superiore, e il vostro Mac deve eseguire almeno OS X Lion 10.7.4; è compatibile ovviamente anche il più recente macOS Sierra. Più il sistema operativo è aggiornato, più funzionalità saranno disponibili.

L’attivazione di iCloud è proposta per la prima volta durante la configurazione iniziale del proprio prodotto Apple. Durante questa fase sarà richiesto di registrare un Apple ID o fornire i dati di accesso per uno esistente. Per il processo di creazione di un Apple ID, vi proponiamo il nostro approfondimento: creare account ID Apple.

Che voi disponiate di un Mac (qui la nostra guida per scegliere il Mac più consono alle vostre esigenze), di un iPhone, un iPod Touch o di un iPad, il sistema si preoccuperà sempre di chiedervi se abilitare tale funzione durante la prima accensione. Se non la attiverete all’inizio, potrete sempre decidere di farlo in un secondo momento tramite il nuovo pannello delle informazioni generali attivato con iOS 10.3 e presente come prima voce nelle Impostazioni (iPhone, iPad) o  > Preferenze di Sistema > iCloud (Mac).

Abilitato iCloud, che si fa? Semplice: niente! iCloud è strutturato per funzionare senza creare alcun dubbio agli utilizzatori. Gli unici parametri di configurazione sono individuabili all’interno delle impostazioni di iCloud, attraverso le quali è possibile attivare e disattivare le sincronizzazioni dei singoli servizi che compongono iCloud.

Tutto qui. Spesso gli utenti restano spaesati dal funzionamento di iCloud. Non vedendo tante opzioni e spiegazioni, si aspettano che questa funzione sia complicata e nascosta. Più che nascosto, iCloud “funziona e basta”, caratteristica alla base dell’ecosistema di prodotti e servizi Apple.

Una volta abilitato iCloud, avrete la possibilità di sincronizzare tantissimi tipi di dati con il vostro dispositivo, permettendo una migliore comunicazione tra questo e altri prodotti Apple (ma non solo).

Come funziona iCloud

Backup

Collegare il proprio iPod, iPhone o iPad ad iTunes per fare dei regolari backup del sistema può risultare fastidioso. Con iCloud, potrete dimenticarvi del backup su iTunes: iOS provvederà automaticamente a creare backup tramite iCloud quando il dispositivo è sotto rete wifi. Questo significa che potrete ripristinare in qualunque momento il vostro dispositivo, ovunque voi siate. Se siete curiosi, abbiamo approfondito meglio l’argomento in un focus dedicato al ripristino backup.

Ovviamente, resta possibile disabilitare il backup iCloud, per risparmiare spazio sulla “nuvola” o semplicemente perché ci si è abituati a fare i backup al vecchio modo. Basterà aprire Impostazioni > iCloud > Backup iCloud. Da lì sarete portati alla sezione successiva in cui è possibile, attivare o disattivare il servizio.

Contatti

Con iCloud abilitato, possiamo decidere di sincronizzare la rubrica. Questo è molto utile se abbiamo altri dispositivi Apple in casa e vogliamo creare una rubrica unica. Sincronizzando la rubrica in iCloud, tutti gli altri dispositivi iCloud otterranno i contatti sincronizzati e potrete gestirli da qualunque dispositivo preferiate. Questo significa che se cancellate un contatto dal vostro Mac, esso verrà cancellato anche da iPhone e così via.

Sincronizzazione delle password

Una bella novità introdotta con iOS 7 riguarda la sincronizzazione delle password con iCloud. Il funzionamento è semplice: una volta attivato nelle impostazioni di iCloud su tutti i propri dispositivi Apple, le nostre password verranno condivise tra essi, semplificandoci la vita.

Portachiavi iCloud ricorderà le password che inseriamo sul web, ma anche le chiavi delle reti Wi-Fi e, volendo, anche le nostre carte di credito, al fine di riproporre tali dati al momento del bisogno senza chiederci di inserirle daccapo. Portachiavi iCloud si può attivare o disattivare durante la prima configurazione di un iPhone, un iPod Touch, un iPad o un Mac, ma le sue impostazioni si possono ritrovare facilmente anche dopo.

In entrambi i casi, ci verrà chiesto di impostare un codice di sicurezza e di lasciare un numero di cellulare a cui mandare un messaggio con tale codice nell’evenienza in cui non ci venga in mente. Su dispositivi mobili, basta recarsi nelle Impostazioni: nella scheda iCloud possiamo decidere di attivare o disattivare tale funzione, mentre nella scheda Safari possiamo modificare le impostazioni di riempimento automatico e prendere visione delle password salvate e delle carte di credito. Su Mac invece, basterà recarsi in Preferenze di Sistema > iCloud per attivare o disattivare la funzione e, per vedere le password salvate, basterà aprire le preferenze di Safari (aprendo Safari e premendo CMD+ tasto virgola) e andare nella sezione “Riempimento automatico”.

Posta elettronica

Attivando iCloud è possibile usufruire di una casella di posta elettronica da cui si può accedere sia dai dispositivi Apple, sia su altri, così come tramite il semplice browser web. In precedenza, l’indirizzo di questa casella di posta terminava con @me.com, ma di recente Apple ha introdotto indirizzi terminanti con @icloud.com.

Se siete utenti iCloud di vecchia data, scoprirete di poter registrare la casella sia con @me che con @icloud. La casella è la stessa, semplicemente è accessibile da due indirizzi diversi.

Calendario, Note, Promemoria

iCloud, sebbene non lo faccia capire durante l’uso, funziona anche su queste applicazioni. Questo significa che aprendo le stesse applicazioni su un qualunque altro dispositivo abilitato ad iCloud, troveremo le stesse informazioni, sincronizzate istante per istante.

Il trasferimento delle informazioni è trasparente e automatico, per cui se apriamo Note su iPhone e scriviamo un appunto, dopo pochi secondi comparirà anche sull’applicazione Note di Mac, iPod Touch e iPad o sulla webapp iCloud (che presenteremo più avanti). Lo stesso vale per tutti i vari calendari, che rimangono sincronizzati sempre con una connessione ad internet e lo stesso per i Promemoria, che si trasferiscono su tutti i device con iCloud attivo avvisandoci sempre e comunque.

Streaming Foto

Una grande funzionalità introdotta con iCloud è lo Streaming Foto, giunto poi con l’avvento di iCloud Drive e iOS 8.1 anche in versione beta fruibile su browser web. Streaming Foto consente sostanzialmente di avere le foto scattate da iPhone in una apposita cartella in condivisione con tutti gli altri dispositivi configurati allo streaming di foto (quindi iPhone e iPad ad esempio) – è oltretutto possibile condividere gli scatti anche con altri utenti iCloud da invitare ai singoli album.

A differenza di quanto fa lo Streaming Foto invece, la nuova versione Libreria carica automaticamente e conserva i contenuti della nostra intera libreria iCloud in modo da poter accedere a foto e video da tutti i nostri dispositivi, inclusi i device che possono accedere su iCloud.com.

iCloud Drive

iCloud Drive è sempre il classico iCloud che abbiamo imparato ad apprezzare durante questi anni, ma con qualche aggiunta che lo portano quasi ad essere un iCloud 2.0. Questo perché finalmente da adesso è possibile archiviare sulla nuvola qualsiasi tipo di file: presentazioni, file PDF, fogli di calcolo, immagini… un po’ di tutto insomma. Ovviamente questo non preclude assolutamente l’utilizzo della nuova funzionalità tramite il vecchio “nemico di sempre”: Microsoft Windows.

Come si può notare anche dalla immagine, infatti, è possibile iniziare a creare un file (tramite le applicazioni che supportano iCloud Drive) sul nostro iPhone o iPad, per poi continuare a modificarlo senza troppi pensieri sul nostro PC Windows o sul nostro MacBook Air. Per farlo basta trascinare il file nella sidebar laterale sul nostro Finder, dove troviamo la dicitura “iCloud Drive” ed ecco che, una volta cliccata, vediamo la classica disposizione del File Manager in cartelle e file. È possibile caricare e creare, all’interno di quest’area, qualsiasi tipo di file purché sia possibile aprirlo con un’applicazione nel caso in cui decidessimo di continuare il lavoro in mobilità sul nostro iPad.

iCloud Drive salva anche i dati generati dalle varie app che lo supportano con la finalità di creare dei microbackup delle stesse, consentendo ad esempio di continuare i propri progetti anche alla cancellazione dell’app, o al ripristino del telefono. Volete approfondire di più? Abbiamo realizzato un focus apposito.

Safari

iCloud aiuta molto anche nella navigazione. Come? Sincronizzando i preferiti e mostrando le schede di navigazione (“pannelli, tabs”) che avete aperto su altri dispositivi. Per accedere a queste ultime è semplicissimo: in Safari per Mac, basta fare click sul tasto a forma di nuvola, che mostrerà i Pannelli iCloud condivisi. Ovviamente questo meccanismo funziona anche da dispositivo iOS a dispositivo iOS, per esempio da iPhone ad iPad. In questo caso, basterà aprire in Safari la voce “Pannelli iCloud” dal tasto a forma di libro.

iTunes Match

iTunes Match è una funzione disponibile da diversi mesi in Italia: grazie ad iCloud, Match è in grado di fornire in streaming tutta la libreria musicale di cui disponete sul vostro PC/Mac, in alta qualità, senza dover necessariamente caricare in memoria i brani e occupare spazio.

Come fa il sistema ad accedere alla propria libreria salvata su iTunes? Semplicemente, Apple farà una scansione veloce della libreria musicale, identificherà i brani da noi posseduti con quelli della sua enorme “banca dati iTunes” e abiliterà il nostro Apple ID all’ascolto in streaming di questi ultimi. E per i brani che non sono presenti su iTunes Store? In questo caso, Apple si preoccuperà di caricarli su iCloud per intero.

Si tratta di una procedura molto innovativa, che risparmia l’utente dal caricare su cloud l’intera libreria musicale posseduta, brano per brano, qualcosa che soprattutto con le connessioni italiane impiegherebbe giorni e giorni.

Tuttavia, iTunes Match è considerata una funzione extra, che Apple prevede soltanto tramite il pagamento di un abbonamento annuale di 24,99€ e che funziona in sinergia con Apple Music, il nuovo servizio di streaming musicale dell’azienda di Cupertino.

Spesa valida? Sì e no: se da un lato si risparmiano molti GB di spazio, che magari potrete utilizzare con applicazioni o altri contenuti, dall’altro si vanno a consumare decine e decine di MB di traffico dati a causa dello streaming, cosa che potrebbe comportare sia cali di autonomia che raggiungimenti di determinate soglie di banda imposte dall’operatore. E poi di servizi di streaming musicale alternativi ce ne sono anche di gratuiti, come Spotify o Google Play Music, di cui abbiamo fatto un approfondito confronto.

In famiglia

Quante volte avete pensato di voler condividere l’acquisto di un’applicazione con un vostro familiare per poi scoprire che la cosa era impossibile? Tantissime vero? Bene statemi a sentire perché finalmente, da iOS 8 in poi, sarà possibile condividere facilmente gli acquisti con determinati membri della nostra famiglia e non. Tramite la nuova funzione In famiglia, appunto, possiamo scegliere di condividere con altre sei persone gli acquisti fatti sull’ iTunes Store, iBook Store e App Store.

Per fare tutto ciò è necessario ovviamente pagare con una carta di credito e sarà la persona che “crea la famiglia” a decidere di volta in volta quali acquisti acconsentire e quali no. Ideale questa scelta nel caso in cui volessimo controllare l’utilizzo che fa di un iPhone o iPad un minore, senza stare col patema d’animo di vederci prosciugare il credito per qualche acquisto sconsiderato. In famiglia però non serve solo a controllare e avallare le richieste di acquisto dagli altri partecipanti, ma permette anche di condividere foto, calendari, musica e libri.

Continuity & Handoff

Integrazione: Apple ci tiene davvero tanto a rendere l’intero ecosistema il più efficiente possibile. Una volta entrati dentro si è inondati da tanti servizi e agevolazioni che rendono la vita molto più semplice e funzionale. Con Continuity e Handoff – due facce della stessa medaglia – scopriamo che Cupertino in qualche modo è riuscito a rendere i propri dispositivi “coscienti”. Skynet è ancora lontana, ma assistiamo finalmente alla creazione di dispositivi capaci di avere coscienza di dove sono e di cosa hanno nei loro paraggi.

In soldoni Apple è riuscita ad esaudire il sogno di molti: permettere a due dispositivi diversi di comunicare fra loro permettendo a noi utenti di continuare a lavorare indipendentemente dal tipo di dispositivo che stiamo utilizzando. Handoff e Continuity permettono proprio questo; ma vediamo nel dettaglio come impostarlo e come iniziare ad usarlo.

Come starete giustamente pensando, se state leggendo il focus su iCloud, Handoff richiede che utilizziamo su tutti i nostri dispositivi lo stesso account iCloud. Questo perché avere l’accesso allo stesso account permette ad Handoff “di capire” che tutti i dispositivi appartengono alla stessa persona e sopratutto che tutti i file sono collegati nella stessa nuvola. Per funzionare si basa su il protocollo BLE (Bluetooth Low Energy) presente in quasi tutti i device Apple – Mac compresi. Al riguardo vi segnalo la guida su Continuity per far funzionare Handoff anche sui Mac non proprio “contemporanei”.

Il protocollo BLE è necessario in quanto è proprio questo che permette ai vari device di capire chi ha nelle proprie vicinanze. Come abbiamo visto per iCloud Drive (inserire il link una volta che l’articolo sarà online) per adesso le applicazioni che supportano out-of-the-box Handoff sono: Mail, Safari, Pages, Numbers, Keynote, Mappe, Messaggi, Promemoria, Calendario e Contatti. Quindi tutte le applicazioni sviluppate internamente da Apple.

Come dicevo poco più su, e come si vede dallo screenshot, possiamo aprire Pages sul nostro iPhone e continuare a lavorare il file dal nostro Mac semplicemente avvicinandoci al computer. Non appena il valore di prossimità sarà quello giusto, vedremo comparire alla sinistra dell’icona del Finder l’icona di Pages. Purtroppo per il momento non si sa quando e se questa funzione verrà estesa anche ai giochi o ad applicazioni multimediali come iTunes. Sarebbe infatti molto bello iniziare a giocare ad un gioco mentre siamo alla fermata del bus e continuare a completare il livello dal nostro Mac una volta giunti a casa.

Ovviamente Apple permette agli sviluppatori di creare applicazioni in grado di utilizzare questa tecnologia tramite l’utilizzo di apposite API, in cui sono costretti a specificare quale tipo di attività verrà svolta attraverso Handoff. Continuity permette anche il “Continuation streams” che permette di instaurare un flusso continuo di informazioni fra due device vicini fra loro. Questo per esempio permette di effettuare operazioni di lettura e scrittura dello stesso file fra il device che ha creato “per primo” il file e il dispositivo che si sta utilizzando attualmente.

A questo punto avrete capito che Handoff in qualche modo “ascolta” tutte le azioni che vengono compiute da un dispositivo (aprire una pagina web, un e-mail, un file .page, etc..), in modo che quando ci allontaniamo o avvicinamo ad un altro dispositivo, una piccola icona spunta fuori per avvisarci che possiamo continuare a fare quello che stavamo facendo prima.

Prendiamo in considerazione il caso in cui stiamo vedendo creando un file su Pages, magari la bozza di un nuovo articolo, e usciamo per andare a lavoro ma vogliamo continuare a lavorarci durante il nostro tragitto in bus. Non appena ci alziamo dalla sedia e ci allontaniamo dal nostro Mac, vediamo che in basso a sinistra della lockscreen appare l’icona di Pages. Se il nostro dispositivo è sbloccato, la ritroveremo tutta a sinistra all’interno della schermata multitasking.
Handoff vuol dire anche ricevere telefonate direttamente sul vostro Mac purché l’iPhone sia abbastanza vicino da venir riconosciuto correttamente. Idem per i messaggi le cui risposte possono essere inviate direttamente dal nostro computer.

Continuity e Handoff permetteno di fare questo di cui vi ho parlato, il tutto senza il minimo sforzo da parte nostra. Fa tutto la nuvola. Non avete un Mac compatibile? Date un’occhiata alla nostra guida per abilitare le funzioni sui Mac più datati.

Condividi la mia posizione

Tramite questa funzione avanzata è possibile utilizzare iCloud per fornire la propria posizione coi propri familiari, con i contatti all’interno di Messaggi e di Trova i miei amici.

La funzione è utile soprattutto per i genitori che scelgono di dare ai propri figli, magari adolescenti, un iPhone. In tal modo questi possono essere controllati in casi di emergenza.

Windows: tagliato fuori da iCloud?

Se iCloud è un servizio così ben integrato con i dispositivi Apple, è vero anche che i prodotti concorrenti sono tagliati fuori da queste funzionalità? Assolutamente no.

Su Windows è possibile scaricare iCloud Control Panel: una utility che si occuperà di configurare Outlook per ricevere informazioni iCloud di contatti, calendari e posta. Allo stesso modo verranno sincronizzati i segnalibri di Safari (con Internet Explorer). Infine, sarà possibile anche accedere allo Streaming Foto tramite una cartella sempre aggiornata.

Una volta installata l’utility, è necessario avviarla tramite il Menu Start e inserire il proprio Apple ID, usato già sul proprio dispositivo Apple. Alcuni parametri, come Streaming Foto, necessiteranno di qualche impostazione in più (in questo caso, sarà necessario indicare manualmente la cartella che il sistema userà per lo scambio delle foto con iCloud, sia in ingresso che in uscita).

L’ultima spiaggia

A prescindere dal sistema operativo che utilizziate, è possibile accedere a molte delle funzioni di iCloud attraverso il sito di iCloud. Da qui potrete gestire la posta, consultare calendario, promemoria, note, contatti, documenti salvati… ma anche usare la funzione “Trova il mio iPhone“, che vi permetterà di localizzare tutti i vostri dispositivi Apple (non solo iPhone) su una mappa. Questo a patto che il dispositivo sia connesso ad internet ed abilitato ai servizi di localizzazione.

Alternative?

L’unica vera alternativa è Google, che permette una certa comunicazione tra più dispositivi. È possibile sincronizzare tramite account Google: note, posta, contatti, calendario e preferiti di Chrome (oltre che la gestione di dati tramite Google Drive e la possibilità di gestire diversi tipi di documenti attraverso Google Docs). Come servizi di cloud storage invece i nomi sono moltissimi, vi invitiamo a leggere il nostro focus dedicato per saperne di più.

Gratis, o quasi

iCloud, come tutti i servizi di cloud storage, offre una quantità di spazio piuttosto limitata. Nello specifico, si parla di 5 GB, che possono aumentare nel caso in cui si decida di sottoscrivere un abbonamento annuale. Questa operazione è possibile da qualunque dispositivo, recandosi nelle impostazioni iCloud e tappando sul piccolo “banner” posto in cima alle impostazioni di iCloud; da lì basta tappare su “Acquista più spazio” e scegliere il taglio da 5 GB fino al massimo di 2 TB. Di seguito, i prezzi italiani:

Tuttavia, iCloud è l’unica soluzione in grado di offrire una comunicazione automatica e trasparente tra i propri device Apple, mentre altri servizi di cloud storage sono soltanto in grado di fornirvi una cartella “online” in cui posizionare documenti. 5 GB sono sufficienti?

Sicuramente, a meno che non decidiate di eseguire backup iCloud con un dispositivo pieno di contenuti come video e fotografie, che appesantiscono di molto il tutto.. Senza di questi, potrete gestire con leggerezza i backup e i dati di molteplici dispositivi.

Sincronizzazione perfetta con ogni device, autonomia, intelligenza. Non potevamo immaginarci una soluzione di cloud storage più “stile Apple” di così!

Prima di salutarvi vi ricordiamo che questo articolo faceva parte dello Starter Kit, la collana di guide ed approfondimenti rivolte a tutti gli utenti alle prime armi con il mondo Android o che vogliono imparare ad utilizzarlo al massimo.