Android dalla A alla Z: cos’è, com’è fatto, come funziona

Ogni giorno, il nostro sito viene visitato da migliaia di lettori appassionati di tecnologia, principalmente attenti alle novità del settore mobile. Fanatici, curiosi, semplici utilizzatori convergono qui (e non solo qui) per soddisfare la loro sete di approfondimenti, recensioni, opinioni sui prodotti del momento. Ma oggi vogliamo fare qualcosa di diverso, e dedicarci alla grande fetta di utenti che invece si trovano alle prime armi in questo mare di tecnologia, proseguendo a piccoli passi la nostra rubrica Starter Kit, già molto ben fornita allo stato attuale per quanto riguarda il mondo Apple.

Gli appassionati, dunque, sono avvisati, perché in questo spazio andremo a parlare in maniera molto basic, rivolgendoci alle utenze alle prime armi. Oggi parliamo di Android, il sistema operativo mobile di casa Google che da diversi anni a questa parte sta spopolando nel mondo degli smartphone e dei tablet e che non può non essere oggetto di un ampio spazio per farsi conoscere veramente da tutti.

Si accende la TV, si sfoglia un giornale, si fa un giro per i negozi e si adocchia il volantino delle offerte. “Acquista una lavatrice e ti regaliamo un telefono Android; se cambi contratto hai un telefono Android a zero euro…”la parola Android è sempre più presente al giorno d’oggi, causando più di qualche grattacapo a chi non si è mai interessato di tecnologia. Cos’è e come funziona Android? Possiamo definirlo in qualche modo?

Cos’è Android

come funziona androidAndroid è un sistema operativo sviluppato da Google (ma ancora prima dalla Android Inc.) e lanciato per la prima volta nel 2008. Diversamente dai sistemi concorrenti principali, come iOS (Apple) e Windows Phone (Microsoft), Android poggia le basi su una struttura open-source, presa a piene mani dal sistema Linux. Grazie a questa sua natura, Android risulta molto flessibile per lo sviluppo di software ad esso dedicato. Sebbene nelle sue prime incarnazioni fosse un sistema piuttosto lento e instabile, si è evoluto rapidamente (ad oggi ci troviamo alla versione 6.0 Marshmallow), raggiungendo risultati molto apprezzabili a livello di prestazioni, sicurezza, facilità d’uso e potenzialità, tanto da aver conquistato una enorme fetta di utenza appassionata. Ancora ancora oggi, mentre leggete queste righe, l’OS convince tante persone a vendere il proprio dispositivo in favore di uno che monta a bordo proprio il sistema del piccolo androide verde (a tal proposito vi consigliamo il nostro editoriale sul perché del passaggio da iOS ad Android).

Dove troviamo Android? Allo stato attuale, il sistema è distribuito nella stragrande maggioranza dei telefoni cellulari, grazie appunto alla già citata natura open source: Android risulta gratuito e disponibile ad essere adottato su qualunque dispositivo, sia esso un cellulare o un computer fisso. Va da sé che il grosso degli smartphone e tablet dispongano di questo sistema. Tra le marche che lo adottano principalmente possiamo citare HTC, Samsung, LG, Motorola, mentre altri produttori (come Nokia ed Apple) hanno preferito appoggiarsi ad altri sistemi operativi o crearne da soli uno perfettamente adatto ai propri prodotti.

Com’è fatto un dispositivo Android

L’esperienza di uso di un dispositivo Android è più o meno simile da modello a modello. Sebbene i produttori tendano a modificare anche pesantemente la struttura del sistema operativo di Google (d’altronde la sua natura open-source lo permette), il feeling di utilizzo mantiene ugualmente alcuni aspetti comuni. Accendendo un prodotto che equipaggia Android, ci ritroveremo davanti tre elementi principali, salvo rare eccezioni: la lockscreen, la homescreen e l’app drawer. Al fine di ridurre il numero di suicidi che possono incorrere leggendo queste strane parole, così come altre che verranno, apriamo volentieri una parentesi per approfondire. Ma prima sfatiamo un mito: Android non è cosi difficile da usare come in molti vogliono far credere.

Lockscreen

come funziona androidÈ una schermata che prende questo nome per via della sua funzione, cioè quella di tenere “bloccato” il dispositivo, tenendolo protetto da eventuali tocchi accidentali sul display. Per accedere al telefono in tutte le sue funzioni, la lockscreen prevede di poter sbloccare il dispositivo tramite un gesto del dito, un codice o una sequenza di tratti sullo schermo. Se poi nella vita siete bravi con i sorrisi di circostanza, vi piacerà sapere che diversi produttori prevedono che il proprio prodotto si sblocchi simulando un sorriso davanti al display, o in altri modi del tutto esotici. Nel tempo il team responsabile dello sviluppo di Android ha personalizzato via via la forma e le funzionalità accessibili direttamente dalla lockscreen: ad oggi, quella standard presente sulla release “6.0 Marshmallow” del sistema operativo si compone molto semplicemente di un orologio al centro del display, accompagnato da due collegamenti ai piedi dello stesso, accessibili tramite gesture verso il lato opposto al loro posizionamento che permettono rispettivamente di aprire Google Search oppure l’app Fotocamera. Tramite uno swipe verso l’alto, invece, è possibile sbloccare il terminale passando all’homescreen, che vi presentiamo nel dettaglio qui sotto.

Homescreen

come funziona androidSbloccando il telefono, si entra nella homescreen, che ci piace definire come una sorta di “desktop” del dispositivo. La homescreen è uno spazio ampio, dotato di più pagine e sfogliabile con le dita. Presenta due elementi di fondamentale importanza: i collegamenti rapidi con le applicazioni (le icone), che possiamo aggiungere di volta in volta alla homescreen in base alla nostra frequenza di utilizzo, e i widgets, piccole applicazioni dalle molteplici funzioni che si posizionano tra le pagine. Per fare un esempio, possiamo aggiungere un orologio digitale o analogico, oppure le previsioni meteo, una agenda o un piccolo calendario, le notizie del giorno e così via. Alla prima accensione del proprio dispositivo, la vostra homescreen dovrebbe contenere già qualche widget di partenza (che potete benissimo rimuovere o sostituire con altri), così come i collegamenti alle applicazioni più importanti, ad esempio quelle per chiamare o mandare messaggi. La versione stock di Android, quella presente su dispositivi Nexus (ma non solo) ha introdotto un’ulteriore schermata, accessibile tramite uno swipe verso sinistra dalla schermata principale, rimandante a Google Now, un vero e proprio assistente virtuale che attraverso alcun schede tematiche ci fornirà notizie, informazioni e quant’altro su ciò che solitamente ricerchiamo sul web. Google Now è disponibile da Android 5.0 Lollipop in poi.

App drawer

come funziona androidUna apposita icona nella homescreen (solitamente chiamata “applicazioni”) ci porta nell’app drawer, che contiene tutto ciò che abbiamo installato nel nostro dispositivo. Questa, a partire dalla nuova versione di Android 6.0 Marshmallow torna ai fasti di un tempo riproponendo una lista a scorrimento verticale – utilizzata precedentemente fino ad Android 2.3 Gingerbread – a discapito di quella a “schede” orizzontali. Qui troveremo tutte le applicazioni, di cui possiamo creare un collegamento sulla homescreen semplicemente tenendole premute e posizionandole poi sulle nostre schermate personalizzate. Creare collegamenti alle applicazioni che si usano maggiormente è senz’altro consigliato, perché trovarle ogni volta nel mucchio di ciò che è installato potrebbe risultare scomodo. All’interno dell’app drawer troviamo anche le impostazioni del dispositivo, che ci permettono di configurare al meglio il comportamento del prodotto.

Material Design

Se c’è un termine sempre più ricorrente quando si fa riferimento ad un dispositivo Android prodotto da un anno a questa parte, questo è sicuramente “Material Design“. Con Material Design si intende quella veste grafica composta da una serie di linee guida sviluppate da Google ed in primis dalla persona di Matias Duarte, vice-presidente della sezione di sviluppo dedicata allo stile grafico adottato da Android a partire dalla scorsa release 5.0 “Lollipop”. Il termine Material Design rappresenta dunque quello stile flat, minimalista e unico con cui Google ha deciso di permeare ogni angolo delle ultime release del proprio sistema operativo: basta dare un’occhiata ad un qualunque modello di smartphone o tablet dotato delle ultime versioni di Android per notare come a farla da padrona siano dei grossi pannelli colorati – uno su tutti il bianco – caratterizzati da un design piatto, animazioni morbide e menù a tendina che spuntano dal lato sinistro di pressoché tutte le app che hanno deciso di seguire le linee dettate da Big G.

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Il Material Design ha rappresentato una grossa evoluzione per il robottino verde, caratterizzandolo dal punto di vista grafico e donando ad Android quell’identità e quel carattere che mancavano da sempre alla piattaforma. Grazie al Material Design oggi Android è riconoscibile fin dalla prima occhiata, grazie a linee uniche impresse nella mente di ognuno di noi.

Oltre ai sopracitati elementi troviamo poi un utilissimo menu a tendina (anche detto tendina delle notifiche), che appare trascinando il dito dall’estremità superiore dello schermo verso il basso. Gli ultimi modelli di smartphone (ormai praticamente tutti) permettono di accedere a due distinti menù a tendina, in base alla gesture che andremo a comporre: se esercitiamo uno swipe in basso con un dito ci ritroveremo davanti alla barra delle notifiche, facendo lo stesso con due dita avremo a disposizione una serie di toggle – dei pannelli d’impostazione rapidi – utili ad attivare o disattivare il Wi-Fi, il GPS, il Bluetooth e così via. Questo elemento risulta utilissimo perché non solo permette di attivare e disabilitare al volo alcune componenti del prodotto, ma indica di volta in volta tutte le notifiche che riceve il dispositivo. Se vi arriverà un SMS, perderete una telefonata, una mail o altro, il menu a tendina non mancherà di segnalarvelo, e toccando su ogni notifica si verrà riportati all’applicazione relativa.

Quale versione abbiamo?

come funziona androidCome verificare la versione di Android del proprio cellulare o tablet? Basta sbloccare il dispositivo, recarsi nelle impostazioni attraverso l’app drawer, dopodiché scorrere verso il basso fino a trovare la voce “Info sul dispositivo”. Qui verrà indicata la versione di Android attualmente equipaggiata. Sempre da questo menù sarà possibile aggiornare il nostro prodotto tramite una connessione di rete, sempre che il produttore abbia reso disponibile una più recente versione di sistema.

Al momento della stesura di questo articolo, Android è alla versione 6.0, fresca d’uscita. Se avete un dispositivo piuttosto recente nel giro di qualche mese l’azienda produttrice del vostro smartphone, con tutta probabilità, metterà a disposizione un aggiornamento via OTA (“over the air”, che significa via etere) che potrete scaricare direttamente dal vostro smartphone, verificando la presenza di aggiornamenti tramite la voce dedicata nel pannello delle impostazioni relativo alle “Info sul dispositivo”, che potete osservare qui sopra. Solitamente, infatti, ad aggiornarsi per primi sono i device targati Google, ovvero i vari Nexus, mentre i produttori esterni, come Samsung, LG, HTC e chi più ne ha più ne metta solitamente rilasciano i propri aggiornamenti con mesi di ritardo.

Play Store: non chiamatelo soltanto cellulare

come funziona androidCiò che veramente fa la differenza tra un buono smartphone e un telefono cellulare qualunque è la presenza, sul primo, di un market di applicazioni che permettono al dispositivo di ampliare le proprie funzionalità a piacimento, in base alle proprie esigenze. Su Android non esiste un solo market di applicazioni (ed è anche possibile installare applicazioni senza scaricarle da alcun market), ma se dovessimo citarne uno su tutti, quello sarebbe Play Store, lo store ufficiale di Google. Accedendo con il proprio account Google (ecco una guida su come creare un account Google), Play Store permette di scaricare tutte le applicazioni che si desiderano, siano esse gratuite o a pagamento. Per queste ultime, il solo requisito è quello di impostare una carta di credito, un passaggio molto rapido che può avvenire dal dispositivo stesso. Dopodiché, si può procedere con l’acquisto, che tra le altre cose è spesso anche rimborsabile entro un quarto d’ora dal pagamento, nel caso in cui si rivogliano indietro i soldi. Tutte le applicazioni installate vengono posizionate nell’app drawer, e ovviamente potrete piazzarle anche sulla vostra homescreen per accedervi più rapidamente.

È possibile dunque installare ogni tipo di applicazione, dal Play Store? Sfortunatamente no: data la vastità dei dispositivi Android sul mercato, può capitare che alcune applicazioni non supportino il prodotto di cui siete in possesso. Solitamente, nella descrizione di ogni applicazione sono indicati i dispositivi compatibili, per cui non potete sbagliare. E, nel caso vi capitasse, verrete avvisati dell’incompatibilità dell’applicazione. Il sistema provvederà dunque a fermarvi dall’acquisto, sempre che non abbiate un altro dispositivo Android che invece risulta compatibile. Fate quindi molta attenzione e spendete qualche minuto a leggere le recensioni degli altri utenti per farvi un’idea di come l’app potrebbe funzionare sul vostro smartphone o tablet.

Perchè scegliere Android?

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I vantaggi di avere uno smartphone Android sono parecchi. In primis, bisogna citare l’estrema flessibilità a livello di sviluppo, che permette di creare applicazioni che si integrano molto bene con il sistema, a differenza dei sistemi concorrenti che mantengono le applicazioni ben distaccate dal sistema complessivo. Questo vantaggio, per noi consumatori, si traduce nella presenza di applicazioni che possono modificare anche in maniera sostanziale il comportamento o l’aspetto del nostro prodotto, come uno sfondo animato o un equalizzatore.

A questo punto citeremmo volentieri l’ampia possibilità di personalizzazione del sistema Android: launchers, sfondi animati, widgets e molto altro sono gli strumenti che possono trasformare il vostro dispositivo in qualcosa di unico e inimitabile, oltre che funzionale e perfettamente studiato per il proprio uso quotidiano.

Android inoltre risulta ottimo per chi si trova spesso a condividere file con i social network o con altri dispositivi: a differenza dei sistemi concorrenti, su Android è molto più facile scambiare una foto con un amico, o qualunque altro tipo di file. Allo stesso modo è più facile condividere qualcosa sui canali sociali, grazie a funzioni di condivisione molto ampie che permettono di inviare il proprio documento su pressoché qualsiasi servizio sia installato sul dispositivo, dai social ai servizi di cloud-storage. E per chi adora pasticciare con temi, tweaks e modifiche più profonde del sistema, Android risulterà il sistema più interessante, data la sua natura open-source. Infine, facciamo notare che spesso i dispositivi Android (principalmente tablet) godono di un prezzo sensibilmente inferiore ai prodotti concorrenti (un ottimo Nexus 7 Wifi+3G da 32 GB costa circa 300€ in meno di un iPad Mini Wifi+Cellulare da 32 GB)

Perché non scegliere Android

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Punto spinoso. Perché non dovremmo consigliare Android? La prima cosa che ci preme sottolineare è che Android, a confronto tra i due principali concorrenti, risulta il sistema operativo forse meno intuitivo del mazzo. Abbiamo notato come la fascia di utenza completamente “a digiuno” di tecnologia abbia maggiore difficoltà ad imparare ad usare un dispositivo Android piuttosto che uno con iOS (il sistema operativo mobile di Apple) o dotato di sistema Windows Phone (progettato da Microsoft). Questo fenomeno, comune ma non assoluto, può verificarsi proprio a causa delle mille possibilità di Android e, per certi versi, da una interfaccia meno intuitiva, che rischia di non “sbattere abbastanza in faccia alle persone” le funzioni possibili.

È per questa ragione che, per dirne una, tablet validi ma limitati sotto certi punti di vista (come possono essere gli iPad) ancora sbancano tra famiglie e lavoratori, che trovano nel sistema operativo iOS una interfaccia più chiara e navigabile. Molto spesso le applicazioni sul sistema operativo Apple risultano meglio strutturate, e un caso eclatante è quello delle applicazioni Google, le cui versioni iOS vengono considerate da molti anche migliori di quelle Android, cosa piuttosto paradossale.

In generale, le applicazioni su Android perdono qualcosa a livello di qualità, soprattutto se messe a confronto con quelle sviluppate per i prodotti Apple, ed è un problema da imputare sia alla presenza di migliori strumenti di sviluppo per la piattaforma Apple, sia al fatto che, sviluppando su Android, si è costretti a lavorare molto di più sull’ottimizzazione, visto che i prodotti che equipaggiano questo sistema operativo sono veramente tanti e variegati. In compenso, l’apertura di Android permette alle applicazioni di godere spesso di funzionalità maggiori rispetto alla controparte Apple o Windows Phone (un esempio interessante può essere quello di Facebook Messenger, molto più integrato nel sistema operativo di Google).

Un altro problema di Android sono gli aggiornamenti del sistema. I dispositivi Android sono tantissimi, e i produttori non sempre riescono a garantire un supporto soddisfacente di questi ultimi, soprattutto se si tratta di un dispositivo dal prezzo ridotto. Cosa comporta questo? Per fare un esempio, se il sistema del vostro smartphone dovesse soffrire di un problema di sicurezza, l’unico che può correggerlo è il produttore, e bisognerà aspettare che questo lavori ad un aggiornamento correttivo, che può arrivare subito, arrivare tardi o non arrivare per nulla. Il supporto dei dispositivi Android è variabile, e dipende grossomodo dalla serietà del produttore (Samsung, di questi tempi, si sta facendo conoscere per il suo buon supporto, mentre la stessa cosa non si potrebbe dire di LG).

Infine, parliamo di prestazioni. Può sembrare allettante trovare un tablet Android a soli 120€, ma scoprire poi che il touchscreen non risponde bene ai comandi, l’interfaccia è scattosa e il prodotto si spegne misteriosamente e in maniera imprevedibile potrebbe non essere la sorpresa migliore della vostra vita. E sapere di aver speso male i propri soldi è qualcosa che fa molto male a chiunque. Per farla breve, Android è un sistema avido di risorse, e le sue prestazioni variano in base alla spesa che si fa. Se si ha intenzione di spendere circa 100€ per un cellulare, è molto meglio investirli in un prodotto meno avanzato, rispetto ad un Android, oppure racimolare un altro paio di centoni e acquistare in un altro momento. Ma questo è un discorso che continueremo tra un istante. Da notare che, a volte, può capitare che anche un dispositivo top di gamma Android possa presentare una interfaccia scattosa, poiché le estreme personalizzazioni adottate dai produttori finiscono per rallentare il prodotto: un trend, fortunatamente, ad oggi sempre più in calo, viste le continue lamentele degli utenti. Nulla di tutto ciò avviene invece sui prodotti firmati Google, per i quali il sistema è ovviamente ottimizzato per dare sempre il 100%.

Cosa consigliamo

Come dicevamo un attimo fa, comprare un dispositivo Android potrebbe non essere così facile. Il nostro consiglio spassionato è quello di non scendere mai sotto i 200€, che si parli di tablet o smartphone. Per quanto riguarda i secondi, come dicevamo anche prima, se si volesse scendere sotto questa cifra, il consiglio è quello di investire diversamente i propri soldi, magari optando per un Windows Phone economico. Rispetto agli Android, gli smartphone dotati del sistema operativo di Microsoft riescono a difendersi molto bene sui prodotti low-budget.

Terminiamo infine con alcune informazioni che gli utilizzatori Android chiedono spesso, a cui abbiamo provato a dare una risposta esauriente.

FAQs

come funziona androidHo comprato uno smartphone/tablet dotato di ingresso per una scheda di memoria Micro SD ma le applicazioni che scarico dal Play Store continuano ad installarsi nella memoria interna. Perché?

Google ha stabilito che tutte le applicazioni si devono posizionare nella memoria interna del dispositivo, per non incappare in problemi di vario tipo, come quelli che possono accadere quando la scheda esterna viene rimossa. È possibile modificare questo comportamento, ma risulta una procedura piuttosto complicata e avanzata.

Come faccio a disinstallare una applicazione?

Piccola parentesi: i prodotti Android spesso hanno leggere differenze tra loro. Alcuni potrebbero permettervi di disinstallare le applicazioni tenendo premuto il dito sulla loro icona, altri no. La procedura classica, che funziona su ogni dispositivo, consiste nel recarsi nelle impostazioni e aprire “gestione applicazioni”, da cui si possono ritrovare tutte le proprie applicazioni installate e gestirle come meglio si crede.

Voglio personalizzare il dispositivo, da dove inizio?

Se si cerca un prodotto ampiamente personalizzabile, andare su Android è la scelta migliore. Questo sistema infatti gode di elevate possibilità di personalizzazione. È possibile personalizzare il proprio dispositivo in parecchi modi: launcher, sfondi animati, widget, e tanto altro ancora. Per una panoramica completa vi rimandiamo al nostro approfondimento su come personalizzare Android.

Il mio telefono/tablet si blocca spesso, mostrando un avviso che recita “memoria insufficiente”, cosa devo fare?

Un bel guaio. Questo è dovuto alla carenza di memoria interna. A meno che tu non abbia comprato un prodotto molto economico, dotato dunque di scarsissima memoria interna, potresti provare a disinstallare le applicazioni che non ti servono più oppure a svuotare la cache delle stesse (file pressoché inutili che restano in memoria per velocizzare la riapertura dell’app), manualmente, dalla pagina delle impostazioni di ogni singola applicazione, oppure tramite app di terze parti, come CCleaner o Clean Master (consigliamo vivamente la prima, meno invasiva). Se hai delle foto o della musica nella memoria interna, potresti provare a trasferirle su una eventuale memoria esterna, sul tuo PC o, soluzione estrema, di cancellarle. Con un buon quantitativo di memoria interna libera, il problema sparirà. Se hai eliminato praticamente tutto e nella memoria interna restano ormai soltanto le applicazioni di sistema, ci duole dirlo ma hai fatto un pessimo acquisto.

Conclusioni

Fare un focus generale su Android che ricopra tutte le sfaccettature del sistema Google è una impresa veramente titanica, troppo anche per noi. Ciò che trovate qui sopra è il frutto delle richieste più serrate dei nostri lettori, ma non ci stupiremmo se molti di voi, arrivati a questo punto, avessero ancora molti dubbi. Per questa ragione vi invitiamo a scriverci utilizzando il box dei commenti in fondo a questa pagina, non mancheremo di rispondervi. Al prossimo focus!

Prima di salutarvi vi ricordiamo che questo articolo faceva parte dello Starter Kit Android, la collana di guide ed approfondimenti rivolte a tutti gli utenti alle prime armi con il mondo Android o che vogliono imparare ad utilizzarlo al massimo.

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