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Star Trails: come fotografare la scia delle stelle

di Ricky Delli Paoliaggiornato il 18 settembre 2015

“Che sia originale oppure post-prodotta, l’importante è che sia creativa”: questa è una frase che mi ha accompagnato (e continua a farlo) per molto tempo, anche ogni volta che ho pensato di esagerare con le “modifiche”. Ho deciso di utilizzare questa introduzione perché oggi parleremo di post-produzione (rima non voluta) e, nella fattispecie, di Star Trails, traducibile in italiano con “scia delle stelle”.

Dopo avervi parlato di fotografia notturna e aver descritto nel dettaglio cos’è e a cosa serve un intervallometro, siete pronti per passare ad una parte un po’ più tecnica che vi permetterà di applicare ciò che avete appreso finora.

Innanzitutto, parlando di Star Trails, ci riferiamo ad un tipo di fotografia esclusivamente notturna e per niente banale: sarà infatti importante scegliere bene luogo e giorno per la vostra sessione fotografica, diversamente molte cose potrebbero andarvi storte e il “piano” non riuscirebbe.

Gitarella fuori porta? Sì, ma senza sbagliar serata

Quando parlo di “preparazione”, oltre che quella psicologica, mi riferisco all’organizzazione che vi permetterà di trovare il posto perfetto e le condizioni perfette. È necessario capire bene le fasi della luna: in presenza di luna piena sarà molto difficile catturare molte stelle in quanto, illuminando completamente il cielo, essa renderà le cose più difficili. Assicuratevi quindi che la sera che avete scelto abbia una luna poco presente, le condizioni ideali sono di solito qualche giorno prima di una nuova luna oppure poco dopo; in questi casi avrete infatti meno luce e più possibilità di vedere le stelle.

Un’altra caratteristica fondamentale da evitare è l’inquinamento luminoso: se vi ricordate bene, nel mio tutorial di fotografia notturna vi avevo già accennato la quasi totale impossibilità di ottenere buoni scatti in presenza di zone abitate in quanto l’inquinamento luminoso prodotto da lampioni e palazzi farebbe risultare gli scatti eccessivamente sovraesposti o con presenza di luci fastidiose. Assicuratevi quindi di andare fuori città, le condizioni ideali, in base alle mie esperienze, sono nei paesini di montagna o in presenza di un osservatorio: in queste zone a causa delle poche abitazioni presenti o della necessità da parte di studiosi di analizzare il cielo sarà molto più facile trovare le condizioni ideali.

Il tempo farà la differenza: controllate bene le previsioni del tempo in quanto un cielo nuvoloso annullerebbe completamente i punti visti in precedenza. Ci sono ormai molte applicazioni disponibili su smartphone per controllare in maniera molto accurata le previsioni del tempo, tra quelle che posso consigliarvi ci sono Yahoo Weather (in base alla mia esperienza è una delle più accurate e, con gli ultimi aggiornamenti per iOS, è assolutamente completa con divisioni ora per ora per il meteo e dettagli avanzati sul vento) oppure Night Sky, che vi permetterà, in base alla geo-localizzazione, di sapere con buon anticipo le condizioni del cielo per foto e/o osservazioni.

Assicuratevi inoltre di fare un sopralluogo del posto da voi scelto prima di iniziare a scattare al fine di imparare bene i luoghi più tattici per uno scatto d’effetto e una composizione perfetta (date un’occhiata al nostro tutorial sulla composizione per non sbagliare).

L’attrezzatura per il risultato migliore

Lo Star trails è una tecnica assolutamente spettacolare che richiede però diverse ore per ottenere un buon risultato, questo vuol dire che potreste star fuori tutta la notte a curare il lavoro e i vari scatti realizzati; sarebbe furbo pertanto portarsi un thermos con del thé caldo e conseguenti vestiti pesanti (in montagna fa freddo ragazzi, soprattutto durante la notte stando immobili), così come delle coperte o dei teli per potersi sedere sul prato (nel caso in cui non ci fossero altre possibilità). Se poi vi troverete in un luogo vicino ad un osservatorio astronomico non potrete neanche utilizzare una torcia con luce bianca e/o a temperatura fredda in quanto disturbereste il lavoro degli scienziati all’interno, è bene pertanto portarsi una torcia poco potente con luce rossa per evitare problemi (tenetela comunque sempre puntata verso il basso).

Parlando di attrezzatura fotografica invece, si parte sicuramente da un cavalletto saldo e stabile che possa reggere anche in presenza di vento per diverse ore (controllate il limite di peso del vostro treppiede), batterie di riserva per la fotocamera (meglio se avete un battery pack, così non dovrete nemmeno spegnere la fotocamera durante gli scatti), un intervallometro (o anche un Triggertrap), una memoria capiente (almeno 16GB) e un obiettivo grandangolare molto luminoso (un esempio di ottica perfetta è il 24-70 ƒ2.8 prodotto sia da Nikon che da Canon, tuttavia anche ottiche fisse come il 24mm o il 10mm possono funzionare, a patto che siano luminose a sufficienza) e, ovviamente, la vostra reflex (meglio se full frame e con pochi problemi a ISO 1600 e 3200).

Scattare senza sbagliare

Ok, abbiamo la location, le condizioni sono perfette, l’attrezzatura è pronta ma… come procedere?

Non c’è un vero metodo predefinito per realizzare uno Star Trails, pertanto vi spiegherò quello che io ho sempre reputato come “il più comodo” e rapido. Prima di tutto sappiate che, se volete ottenere un effetto completamente circolare, sarà necessario puntare l’obiettivo verso la stella polare (servitevi di una bussola o di un’applicazione come quella consigliata poco sopra), diversamente, cercate l’inquadratura che preferite.

Una volta montata la reflex sul cavalletto e collegato l’intervallometro, sarà sufficiente scattare una foto di prova per controllare le condizioni e, sopratutto, per capire se il risultato è di vostro gradimento. Per quanto concerne lo scatto notturno, posso ricollegarmi a questo nostro pratico tutorial che vi aiuterà ad impostare la vostra fotocamera nel modo migliore – all’interno troverete anche la regola del 600, fondamentale per catturare le stelle in un singolo frame senza eccessivi movimenti (le scie si faranno in post-produzione). Ciò che vi interesserà sapere riguarda la quantità di materiale prodotto: impostando l’intervallometro nel modo più adeguato in base al vostro scatto, esso continuerà a far scattare foto alla vostra reflex e, di conseguenza, in 3-4 ore avrete circa 200-250 foto (potrebbero essere anche di più o di meno, dipende molto dai tempi d’esposizione da voi scelti, che vi consigliamo di non configurare oltre i 30″, e dall’intervallo da uno scatto all’altro, che può essere sufficientemente corretto in maniera universale se impostato tra i 10 e i 30 secondi).

Un consiglio extra dedicato esclusivamente a questa tecnica è quello di disattivare il noise reduction sulle lunghe pose o sugli alti ISO: si tratta di un sistema che, utilizzando il processore della vostra fotocamera, cerca di ridurre automaticamente il rumore generato nella foto ad alti ISO. Non solo si tratta di un sistema spesso impreciso e lento (cosa che potrebbe surriscaldare la vostra reflex e farvi perdere tempo tra un intervallo e l’altro, per non parlare di un buffer di scatto più pieno di quello che dovrebbe essere) ma potrebbe addirittura rimuovere qualche stella identificata dal sistema come rumore elettronico. Fate quindi un controllo nelle impostazioni della vostra macchina.

Postproduzione: quasi vicini al risultato finale

Parte sicuramente importante in uno Star Trails è la post-produzione: finita la vostra sessione di scatto, vi ritroverete con 200/250 foto (se anche sono di più non fa mai male) tutte apparentemente molto simili tra loro. Certo, non è finita qui, ora bisogna fare quello che in gergo tecnico si chiama “merging“, cioè l’unione di tutti gli scatti da voi realizzati al fine di crearne uno singolo con la scia ben visibile come gli esempi che avete visto in questo articolo.

Uno dei miei primi tentativi di Star Trails: sbagliato per la scarsa quantità di foto e l’eccessivo intervallo tra uno scatto e l’altro

Partiamo dall’organizzazione: è importante fare ordine, pertanto salvate tutti gli scatti della serata in una cartella che, per comodità, chiameremo “Star Trails” (molto originale, vero?) così potremo accedervi facilmente dal programma che utilizzeremo per il merging, StarStaX, applicazione creata da Markus Enzweiler e disponibile gratuitamente qui per Windows, Mac e Linux.

StarStaX è davvero molto semplice da utilizzare: sarà sufficiente aprire la cartella con le foto, trascinarle nell’applicazione (oppure importarle tramite il tasto dedicato in alto a sinistra) e premere su “start processing”, bottone posto in alto a sinistra (il quarto a partire da sinistra), non ci sono particolari settaggi da impostare o modifiche strutturali da fare, man mano che l’applicazione eseguirà il merging vedrete in tempo reale un’anteprima del motivo principale per cui avete fatto così tanti sacrifici per un singolo scatto.

Conclusioni

Questa tecnica mi ha conquistato fin da subito, soprattutto perché, essendo un amante di Time Lapse, mi torna comodo realizzare entrambi i tipi di scatti (con un Time Lapse posso realizzare uno Star Trails volendo), tuttavia, per quanto mi riguarda, bisogna investire davvero molto tempo per la ricerca del luogo perfetto (purtroppo non abito nei posti che ho fotografato) ecco perché è importante programmare tutto, cercare di non sbagliare nulla e non farsi cogliere impreparati (una tempesta improvvisa, etc).

Ovviamente non pensate che tutti al primo colpo possano creare una perfetta scia delle stelle, io stesso nei miei primi tentativi sbagliavo in continuazione e mi innervosivo perché non usciva il risultato che volevo ma, come per tutto, con un po’ di pratica e seguendo i nostri tutorial otterrete il risultato perfetto.

Ci sono anche vari effetti che si possono combinare ad uno Star Trails, tuttavia, parleremo di tecniche più avanzate nel prossimo tutorial, per ora iniziate a far pratica con questo e, come sempre, non dimenticate di mostrarci i vostri risultati tramite i nostri canali social su Facebook e Twitter.