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Come creare una partizione su Mac

di Giovanni Matteiaggiornato il 31 agosto 2015

L’arrivo sul mercato di un nuovo sistema operativo molto spesso vuol dire una cosa: trovare o racimolare il giusto spazio sul proprio hard disk per fare posto al nuovo arrivato. Sia che si tratti di Windows 10 o di OS X El Capitan, quando si è su OS X i passi da fare per partizionare un hard disk sono sempre gli stessi.

Ancora prima di passare ad illustravi il modo più rapido e indolore per creare una nuova partizione, vi ricordo che è sempre meglio effettuare un backup dei propri dati. Nove volte su dieci l’operazione arriva a completamento senza alcun problema, ma quando si tratta di informatica è pur sempre un terno al lotto.

Partizionare l’hard disk: il metodo Utility Disco

Come si sa il sistema operativo Apple per desktop (ma anche su dispositivi mobile) è strutturato per permettere di svolgere i compiti più banali ma anche quelli complessi senza diventare matti o imprecando di fronte a qualche guida ostica. Ovviamente si tratta di un approccio ideale che molto spesso di scontra contro la realtà dei fatti, ma in questo caso è davvero un gioco da ragazzi arrivare a meta e portare a casa la partita.

Per prima cosa bisogna avviare Utility Disco; questa piccola applicazione è presente nella cartella Applicazioni > Utility > Utility Disco ma è altrettanto semplice trovarla e avviarla tramite Spotlight o Alfred 2 – il mio preferito – semplicemente iniziando a scrivere le sue iniziali.

Alla sua apertura bisogna selezionare il primo nome presente in cima alla lista delle periferiche riconosciute da OS X. Tutte le volte è presente il nome “Macintosh HD” ed è proprio su quello che dobbiamo focalizzarci; fatto ciò, portandoci sul tab Partizione si può notare che la finestra mostra il proprio hard disk sotto forma di un rettangolo più o meno pieno.

Nel mio caso l’80% dello spazio è occupato dai dati immagazzinati nell’hard disk (è la parte colorata) mentre il restante 20% è libero, bianco. Per creare una nuova partizione basta cliccare sulla piccola “+” presente in basso a sinistra subito sotto il rettangolo appena descritto. Quest’azione comporta la creazione di una seconda partizione la cui dimensione è pari allo spazio libero sull’hard disk selezionato; in questo caso è possibile scegliere il nome da dare alla partizione e il tipo di formato.

Prima di procedere mi preme spiegare brevemente cosa si intende con “formato”; OS X utilizza per le proprie periferiche il file system HFS+ (al pari di NTFS per Windows o EXT4 per Linux) e pertanto va scelto Mac OS esteso (journaled).

Il termine “journaled” si riferisce alla capacità del sistema di tenere un resoconto aggiornato delle informazioni immagazzinate sul disco rigido in modo da consentirne il ripristino a seguito di qualsiasi problema che interrompe il funzionamento del disco (calo di tensione, errori, danni). Il nome da dare alla partizione, infine, è a pura discrezione dell’utente.

Specificato quindi il motivo per cui è necessario scegliere Mac OS esteso (journaled), è possibile concedere più o meno spazio alla partizione secondaria (quella che stiamo creando, per intenderci), trascinando su e giù la piccola “tacca” indicata con il numero 1. Sicuri infine delle dimensioni, del formato e del nome assegnato alla nuova partizione, tramite Applica si dà conferma al sistema di procedere alla sua creazione.

Una volta terminata la fase di partizionamento sarà possibile visualizzare sul proprio desktop un secondo hard disk etichettato proprio con il nome precedentemente scelto – vi ricordo che per visualizzare gli hard disk sul desktop bisogna andare nelle preferenze del Finder > Barra laterale e selezionare Dischi rigidi. A questo punto è possibile ad esempio utilizzare questo nuovo spazio per installare al suo interno un altro sistema operativo sicuri che la partizione primaria non venga intaccata dalla installazione dello stesso.

Inizializzare una chiavetta USB

Grazie al grande mercato che ruota attorno alle chiavette USB è possibile pensare di installare un nuovo sistema operativo direttamente all’interno di uno di questi piccoli aggeggi. Ovviamente la velocità del sistema sarà leggermente meno veloce di quella sperimentata sul proprio hard disk (ancora meglio se SSD), ma è comunque una soluzione assolutamente sensata se si ha terrore di partizionare il proprio hard disk primario.

Per prima cosa anche in questo caso è necessario avviare Utility Disco. Selezionando l’albero principale della periferica (in questo caso 8 GB USB DISK 2.0 Media), bisogna posizionarsi sopra il pannello Inizializza. Com’è possibile apprendere direttamente dalla piccola guida apposta nel corpo principale della finestra, è necessario prima di tutto selezionare il corretto formato (in questo caso ci si riferisce al File System, proprio come abbiamo visto poco più su) e successivamente scegliere un nome da dare alla chiavetta una volta inizializzata.

Bisogna porre attenzione sul fatto che inizializzare una chiavetta o un hard disk equivale a formattare lo stesso; questo termine è sicuramente più “parlante” del primo e rimanda alla memoria quello che è possibile fare sulla controparte Windows quando si decide di dare una bella ripulita al proprio hard disk. Quindi questa funzione comporta la perdita (più o meno) totale delle informazioni che sono contenute al suo interno; il più o meno dipende da ciò che si sceglie cliccando su Opzioni di sicurezza.

Nella schermata che si apre andando a cliccare sulla voce sopracitata, è possibile scegliere il grado di profondità con cui OS X procederà alla formattazione della chiavetta USB. Dall’immagine è visibile un scroll orizzontale che va da “Velocissimo” a “Il più sicuro”; banalmente posizionare il piccolo cursore su questo o l’altro apice comporta una inizializzazione più blanda (i dati vengono sì cancellati ma è possibile recuperarli tramite apposite applicazioni) oppure una formattazione in profondità di tutti i dati immagazzinati nella chiavetta USB.

L’utilità di scegliere la funzione più estrema trova il suo massimo impiego quando si deve per esempio vendere il proprio notebook o il proprio hard disk ad un’altra persona e si vuole stare certi che essa non avrà modo di accedere alle proprie informazioni precedentemente presenti. Una volta scelto il tipo di inizializzazione, è possibile andare a selezionare il tipo di formato, ovvero Mac OS esteso (journaled) .

Una volta seguito correttamente i passi descritti cliccando su “Inizializza…” è possibile tenere conto dell’avanzamento del procedimento tramite la piccola barra di avanzamento che troverà posto subito sopra le informazioni generali del disco selezionato.

Conclusioni

Come abbiamo visto i passi da compiere per partizionare o inizializzare una nuova periferica su OS X sono davvero pochi e banali. Consci di quali step e funzioni vanno seguiti, si arriva al completamento del proprio lavoro più o meno rapidamente; è ovvio che la velocità di inizializzazione di una pennetta USB dipende dal grado di formattazione che si è scelto, come la creazione di una nuova partizione dipende dal tipo di hard disk (ricordo che quelli meccanici hanno una velocità minore degli SSD) e dalle dimensioni della stessa.

Buona inizializzazione a tutti e ricordate, sempre, di effettuare una copia di backup dei propri dati per evitare brutte sorprese.