Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa

High Efficiency Video Coding: uno sguardo al codec H.265

di Giovanni Matteiaggiornato il 1 de julio de 2015

Sebbene il nome potrebbe non dire molto a tutti gli utilizzatori standard della tecnologia, oggi rappresenta uno strumento standard per la maggior parte di video che vediamo tutti i giorni.

Il codec di cui sto parlando è l’H.264 ed è quello che, tramite una serie di algoritmi, dal suo iniziale sviluppo fra il 1999 e 2003 e successivi aggiustamenti fino al più recente 2009 ha garantito a milioni (se non miliardi) di persone di guardare video più o meno su qualsiasi dispositivo. È tuttora utilizzato per lo streaming di contenuti televisivi via satellite in risoluzione HD, via cavo, videocamere, smartphone, dischi Blu-ray o ancora nei più comuni servizi di videochat presenti al mondo – è praticamente ovunque.

Insomma, qualsiasi contenuto video abbiate visto in questo lasso di tempo deve il suo funzionamento grazie ai codec sviluppati dal Video Codec  Experts Group (VCEG) e l’ISO/IEC Moving Picture Experts Group (MPEG); in soldoni questi due gruppi sono alla base della creazione dei due codec H.262/MPEG-2 e H.264/MPEG-4. Ad ogni modo la crescente domanda di contenuti digitali più risoluti e densi, abbinati anche al rilascio di dispositivi sempre più prestanti (può sembrare banale ma il lavoro che la CPU deve fare per codificare un flusso di immagini è davvero notevole), ha in qualche modo spinto i due gruppi a collaborare per sviluppare un nuovo codec capace di rispondere alle sfide di questo decennio.

Ecco qui spiegata la necessità di rinnovare il codec H.264 il quale non offre più le qualità richieste per trasmettere contenuti digitali che sono per esempio richiesti da un filmato a risoluzione 4K. Infatti lo scopo dell’High Efficiency Video Coding è appunto quello offrire un modello di compressione dei contenuti in un range di riduzione del 50% – del peso – che però ne garantisca ugualmente la qualità visiva percepita già esistente.

So che può suonare un po’ complicato e macchinoso, ed effettivamente lo è, ma magari con un piccolo esempio si riesce a capire al meglio di cosa sto parlando. Prendiamo per esempio una caramella al gusto di arancia: sappiamo bene che essa non contiene tutto il succo che normalmente troviamo nell’agrume nel suo stato originario, eppure tramite composti chimici abbiamo (più o meno) la sensazione o meglio, la percezione, di star gustando il sapore di un’arancia rossa. Mettiamo adesso il caso che un’azienda abbia trovato il modo di rendere la caramella altrettando gustosa ma dimezzando il quantitativo di composti contenuti al suo interno.

Ecco, questo è quello che avviene con il codec H.265 – ovviamente con le opportune differenze! Per noi utenti i risvolti più significativi sono principalmente due: risparmio dello spazio di archiviazione e risparmio del traffico dati consumato. Il motivo è appunto da ricercare in quel 50% di compressione; compressione che diventa vitale per rendere fruibile per esempio il flusso di dati che genera una videocamera mentre riprende un video in Full HD o in 4K, come ormai riescono a fare alcuni degli ultimi smartphone rilasciati in questi mesi.

Arrivati a questo punto però bisogna abbassare le bandierine e mettere da parte i pon pon; non tutti i dispositivi sono in grado di gestire correttamente questo nuovo genere di dati. Per fare ciò è infatti necessario un componente hardware creato appositamente per rendere il tutto possibile e fruibile. Qualche esempio: la PlayStation 4 come tutte le altre console recenti non sono in grado di leggere un Blu-ray codificato con il nuovo codec H.265; questo perché per farlo non basta semplicemente disporre dell’oggetto (il Blu-ray, appunto) ma bisogna anche avere una macchina (la console) capace di leggerlo – in questo caso il laser tramite cui la Play legge i normali Blu-ray non è in grado di fare altrettanto con un Blu-ray in H.265 che ha una densità maggiore di informazioni.

Un altro problema da non sottovalutare è anche la qualità della connessione nel momento in cui si volesse vedere un filmato in H.265 in mobilità. Ma cosa c’entra adesso la connessione? Come ben sappiamo, per esempio, YouTube dispone di un algoritmo che regola la qualità (risoluzione) del video in relazione alla potenza della banda. Questo implica che se si dispone di una delle normali e lente ADSL presenti in Italia (tragica situazione che accomuna la stragrande maggioranza degli italiani) il bellissimo video in 4K con codec H.265 molto probabilmente non verrà visualizzato con una qualità maggiore rispetto a quella di un video a 1080p con il codec H.264 – tutto questo in funzione della compressione del file.

Tenendo conto dei limiti fisici del nuovo codec, prendiamo però in esempio quanto si risparmierebbe nel caso in cui si dovesse visualizzare un video con il nuovo codec. Nei mei test ho preso in esame il video del confronto fra i Galaxy fatto dal nostro Cirignano e l’ho successivamente convertito prima in H.264 e poi in H.265, entrambi con estensione MKV. Come si vede dallo screenshot qui sotto i due file hanno dimensioni diverse; quello con il nuovo codec è sensibilmente più leggero e il tutto senza andare ad intaccare la qualità del filmato.

Nello specifico il file H.264 è grande 216.8 MB contro i 172 MB del file codificato in H.265; la differenza è di ben 44.8 MB con un risparmio di poco più del 20% di “peso” in termini di dimensioni. Il tutto potrebbe non fare gridare al miracolo nel momento in cui si pensa di vedere un filmato con calma e comodamente in poltrona usufruendo del contratto flat della propria ADLS; le cose cambiano invece se si pensa a tale risparmio di dimensioni nel caso si stesse vedendo o salvando un video sul proprio smartphone tramite il contratto dati con il proprio operatore telefonico – 45 MB possono fare la differenza.

Concludendo, abbiamo visto come il codec H.265 porti effettivamente dei vantaggi rispetto al precedente (ma ancora utilizzatissimo) H.264, maggiore compressione del flusso a parità percepita della qualità dell’immagine, a patto però di avere il giusto hardware e la giusta connessione Internet.

Se volete cimentarvi quindi nell’esperienza più approfondita del media centering, oppure semplicemente nella fruizione di contenuti video in mobilità, provate ad usare il nuovo codec HEVC e ad apprezzarne i vantaggi.