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Come clonare hard disk su Windows 10 o versioni precedenti

di Claudio Carelliaggiornato il 26 novembre 2015

In alcuni momenti del proprio utilizzo del PC si arriva, esasperati, alla conclusione di voler clonare il proprio sistema per passare all’utilizzo di nuovo hardware. Questo succede in più circostanze, anche se solitamente è facile associare la clonazione del proprio sistema Windows all’acquisto di un nuovo disco per l’archiviazione; magari più grande, magari più performante. Anche nei casi di malfunzionamenti la prima scelta, prima di procedere al classico “formattone” – ormai si parla di ripristino allo stato di fabbrica -, è quello di clonare il proprio disco, andando magari a scegliere un nuovo SSD performante per far girare i propri software più pesanti senza problemi.

Oggi vogliamo venire incontro a tutti gli utenti che si ritrovano in questa situazione. In questa guida vedremo quindi come clonare un hard disk per ottenere un vero e proprio nuovo PC prestante e rapido, senza perdere neanche un file o un programma.

Occorrente

Prima di iniziare, vediamo gli strumenti necessari per clonare un hard disk. Attenzione: clonare un disco su un PC desktop tradizionale è lievemente diverso rispetto a ciò che succede sui portatili. Mentre sui primi abbiamo infatti la libertà di aprire il portellone laterale e montare anche più di un disco simultaneamente, sui portatili solitamente lo slot per i dischi è soltanto uno.

Questa guida è polivalente; essa farà quindi riferimento a tutti i PC dotati di Windows 10 (ma anche eventualmente versioni precedenti), con specifiche accortezze per i notebook da non sottovalutare.

Per eseguire una clonazione abbiamo bisogno di:

  • Un nuovo hard disk o SSD su cui clonare il proprio sistema (potete consultare le nostre guide alla scelta del del miglior hard disk interno e miglior SSD per reperirne uno);
  • Software di pulizia disco (CCleaner Free – potete scaricarlo qui gratuitamente);
  • Software di clonazione (Acronis True Image 2016 – potete acquistarlo qui);
  • Un adattatore SATA – USB o un box esterno per hard disk compatibile col nuovo disco – Strettamente necessario solo su notebook (potete acquistare qui l’adattatore o qui un box esterno)
  • Un set di cacciaviti compatibili col proprio case per il montaggio – Opzionale (potete acquistarne un economico qui).

Avete reperito tutto ciò che ci serve? Procediamo con i preparativi!

Preparativi

Clonare hard disk senza compromettere sotto nessun aspetto il sistema operativo montato su tali strumenti di archiviazione non è impossibile; è necessario prepararsi al meglio. Vediamo quali sono i passi da fare prima di avviare il processo di clonazione.

1. Collegamento e inizializzazione

Innanzitutto, avendo reperito il nuovo disco su cui vogliamo eseguire la nostra clonazione, poniamoci la domanda: possiamo connetterlo direttamente al nostro PC? Se siamo di fronte ad un cabinato desktop (gli scatoloni grandi che solitamente si posizionano sotto la scrivania per intenderci), allora molto probabilmente sì. Se invece disponiamo di un notebook, al contrario sarà necessario avere un adattatore SATA – USB, magari 3.0, veloce ed economico come quello suggerito nel capitolo dedicato all’occorrente.

La cosa porta all’attenzione un requisito fondamentale per la nostra guida: la clonazione di un hard disk implica necessariamente che il disco originale e quello su cui dobbiamo eseguire la clonazione debbano essere connessi e riconosciuti dal sistema simultaneamente. Per questo motivo è necessario sfruttare un adattatore SATA – USB o uno slot libero all’interno del proprio PC da smontare con un buon cacciavite.

Certi che questi siano quindi connessi e riconosciuti, procediamo eventualmente a inizializzare il nuovo disco (necessario solitamente sui prodotti appena acquistati) direttamente da Pannello di controllo > Sistema e sicurezza > Strumenti di amministrazione > Gestione Sistema e selezionando la voce Gestione disco. Qui troveremo una schermata suddivisa in blocchi con un nuovo elemento, denominato solitamente Disco 1, che al doppio click ci chiederà appunto di essere inizializzato. Va benissimo lasciare l’opzione abilitata di default GPT.

Se avevate già compiuto questa operazione, ovviamente, potete procedere al passo successivo.

2. Pulizia di sistema

A questo punto è necessario dare una pulita al nostro sistema operativo. Vuoi o non vuoi, nel tempo sicuramente si sarà arricchito di file temporanei, cookie, grossi archivi di cui non abbiamo più la necessità, download più disparati e quant’altro. Prima di procedere a clonare l’hard disk è giusto quindi andare a smaltire tutto ciò che non è necessario: pulendo il sistema avremo modo di fare una clonazione più rapida, senza inceppamenti e con un risultato ottimale.

Cosa fare quindi, in questi casi? I consigli che mi sento di darvi sono sostanzialmente tre: trasferire i file pesanti su un hard disk esterno, effettuare una pulizia approfondita tramite lo stesso Windows e il noto software CCleaner e suddividere la partizione di sistema dallo spazio superfluo.

Per prima cosa, spostiamo ciò che non è indispensabile, ovvero film, brani musicali, raccolte fotografiche, grandi archivi e quant’altro su una memoria esterna. Questa può essere, di fatto, anche un eventuale disco secondario se siete su PC Desktop o eventualmente un hard disk o chiavetta USB. Copiare ed eliminare tali dati dal sistema andrà ad alleggerire Windows e tutti file preziosi, in modo tale che la clonazione andrà spedita. Consiglio: mettete da parte tutti quei file che non utilizzate assiduamente o eventualmente grossi archivi da molti giga, non piccoli dati. Ma dove li troviamo? Semplice! Basta andare in Impostazioni > Sistema > Archiviazione e selezionare il disco di sistema (sostanzialmente il disco C). Qui vedremo raccolti per categoria, come succede ormai da tempo su smartphone e tablet, lo spazio occupato in ordine di rilevanza per foto, video, app e giochi e quant’altro.

Tolti tutti i file archiviati, passiamo alla pulizia vera e propria. Per eseguire questa potremmo ricorrere in modo nudo e crudo alla pulizia dei file temporanei tramite Windows, ma consiglio strettamente di utilizzare qualcosa di più approfondito e gratuito come CCleaner. Il tool, da scaricare e installare tramite il link nella lista dell’occorrente, si installa rapidamente ed è in grado di liberare numerosi giga occupati inutilmente sul sistema. Banalmente il tutto si riassume nell’eseguire una pulizia tramite l’interfaccia intuitiva ed, eventualmente, disinstallare software pesanti che non usate più e che non volete portare con voi, mediante il menù Strumenti > Disinstallazione (la disinstallazione viene eseguita eliminando tutti i file inutili correlati, a differenza di quella tradizionale di Windows).

Alla fine del procedimento dovreste ottenere complessivamente un quantitativo di spazio occupato effettivo (con dati utili quindi) inferiore alla dimensione del disco di destinazione dove vogliamo effettuare la clonazione, in modo tale che il trasferimento possa andare a buon fine in modo sicuro.

3. Suddivisione della partizione primaria

Liberati nuovi giga arriviamo all’ultimo step, ma prima è meglio eseguire una rapida deframmentazione per ordinare un po’ di file sul disco (consigliamo di utilizzare il software gratuito Defragler). Effettuata, dovremo suddividere la partizione di sistema principale, quindi il disco C, dello spazio inutilizzato. Questo passaggio non è assolutamente da sottovalutare e proverò a farvi capire rapidamente perché.

Come ben saprete ogni disco di sistema, soprattutto se integrato di fabbrica all’acquisto di un PC o se maneggiato da voi, avrà più partizioni. Queste sono rispettivamente pensate per contenere Windows, i nostri dati e anche in parte riservata all’eventuale ripristino di fabbrica. Clonando il disco è necessario trasferirle in toto, per non perdere licenze, programmi, dati personali e quant’altro.

Il disco di sistema però, quasi sempre il disco C, dispone di alcuni file particolari legati all’installazione di Windows che, benché vi sia molto spazio libero, tendono a “bloccare” in un certo senso più spazio dovuto. Immaginando le partizioni come dei blocchi di Lego ad esempio, basti pensare che il disco C è rappresentato da un blocco davvero molto grande, ma in realtà occupato da pochissima plastica. Questo purtroppo ha una conseguenza impattante sulla migrazione: se abbiamo ad esempio un disco di sistema da 512 GB, ma questo è occupato solo per 200 GB, la partizione logica associata sarà comunque al 99,99% dei casi da 512 GB, con 200 GB occupati e con i restanti 312 GB liberi, ma pronti ad essere riempiti.

Purtroppo questa cosa può rivelarsi fortemente problematica principalmente in un caso: il passaggio da hard disk tradizionale, economico e grande nel taglio, verso un SSD, più costoso e quasi sicuramente meno spazioso. Per fortuna la soluzione a tutto ciò esiste e consiste principalmente nel ridurre il più possibile la partizione logica di sistema, per poi utilizzare Acronis True Image come software di migrazione.

Per ridurre la partizione di sistema è necessario andare in Pannello di controllo > Sistema e sicurezza > Strumenti di amministrazione > Gestione Sistema, selezionando poi la voce Gestione disco. Qui basterà selezionare col tasto destro il disco di sistema principale e scegliere l’opzione Riduci volume. A questo punto vi basterà confermare e, dopo avvisare della presenza di file che bloccano appunto la partizione (come detto poco fa), ridurrà il più possibile il disco di sistema. Se la cosa è andata a buon fine all’interno di Gestione disco visualizzerete un blocchetto che, a differenza degli altri, è di colorazione nera e che rappresenta la memoria appena liberata, non allocata.

Se avete seguito tutti i passi elencati, allora siete pronti ad installare Acronis True Image.

4. Installazione di Acronis True Image

Compiuti tutti gli step, prima di procedere alla clonazione dell’hard disk dobbiamo installare Acronis True Image – l’ultima versione è preferibile. Il software non è scelto a caso, anzi; per poter clonare un disco andando a “sbloccare” i file scritti a fine partizione citati poco fa che ne aumentano notevolmente le dimensioni, è necessario sfruttare proprio Acronis. Sicuramente vi saranno altri nomi altrettanto validi, ma non nelle versioni gratuite. Vi consigliamo quindi di reperire Acronis True Image 2016 tramite il link apposito presente nel capitolo sull’occorrente.

N.B.: se state passando per la prima volta verso un SSD probabilmente troverete un software di migrazione integrato nella confezione e non sarà necessario Acronis. Se voleste utilizzare questo però, dovrete seguire la procedura guidata fornita dal software in questione.

Reperito Acronis, che ricordiamo costa 50€ di base ma che rappresenta anche una soluzione estremamente valida anche per il backup intelligente del sistema (potrebbe essere l’occasione giusta per impostare un software in grado di salvare sempre tutto ciò che vi serve in automatico, no?), è necessario procedere all’installazione. Questa avviene in modo decisamente facile: avviato il pacchetto setup per l’installazione, Acronis True Image 2016 effettuerà un download e vi guiderà in modo del tutto automatico alla fine del processo, senza schermate fastidiose.

Ultimato il tutto, ci siamo: a dischi collegati, PC pulito e ridotto nella partizione primaria e con Acronis installato, siamo pronti ad eseguire la nostra clonazione di Windows 10.

Procedimento: clonare hard disk in pochi semplici click

Non ci crederete ma, arrivati a questo punto, abbiamo già fatto quasi praticamente tutto. Ciò che rimane da fare infatti sarà, concretamente, eseguire il processo di clonazione che, se avete svolto tutto alla perfezione, sarà possibile in modo completamente automatico.

Tutto ciò che dovrete fare sarà aprire Acronis True Image 2016 e, tramite la barra di navigazione a sinistra, scegliere la voce Strumenti. Qui presenzia in cima alla lista l’opzione Clona disco; cliccando su di essa verrà avviata una procedura guidata.

A questo punto dovremo selezionare una modalità di clonazione, che dovremo lasciare impostata su “Automatica” in quanto questa consentirà il trasferimento di partizioni logiche più grandi anche su dischi più piccoli, eliminando appunto lo spazio superfluo vuoto. Successivamente dovremo selezionare il disco di origine: individuate qual è il disco di sistema principale – banalmente dovrebbe essere il primo della lista – e andate avanti (potete aiutarvi con la colonna Capacità). In seguito dovrete selezionare il disco di destinazione, ovvero dove vogliamo far finire il clone del nostro hard disk. Se avete collegato solo il vecchio disco e il nuovo, sarà il secondo della lista.

Ultimati i settaggi ci basterà premere sul tasto “Procedi” per avviare la procedura. Dopo qualche secondo Acronis chiederà espressamente di eseguire il riavvio del sistema: il passaggio effettivo di tutti i dati verrà eseguito lanciando un ambiente dedicato esterno a Windows.

Per far sì che ciò vada a buon fine controllate che le opzioni di boot da sorgenti differenti siano abilitate all’interno del BIOS; talvolta, soprattutto sui portatili, i produttori tendono ad abilitare uno strumento che si chiama Secure Boot e che inibisce il caricamento di altri software all’avvio. Per ovviare a questo problema vi basterà comunque eventualmente andare nelle opzioni di sicurezza del BIOS e disabilitare il Secure Boot.

Se al riavvio del PC richiesto di Acronis vi ritrovate in un ambiente nuovo e non su Windows, ci siamo: il software, procedendo, effettuerà la clonazione che, se avete utilizzato l’adattatore SATA – USB 3.0 suggerito nell’occorrente, non durerà poi così tanto. Chiaramente dipende dalla mole di dati che dovete trasferire: nel mio caso, migrare 300 GB ha richiesto meno di un’ora.

Giungiamo alla fine della nostra guida: clonare hard disk non è poi così difficile se si seguono le giuste accortezze. A questo punto vi basterà smontare il disco primario e sostituirlo col nuovo clone, che sarà dotato di tutte le partizioni utili (inclusa quella del produttore con la vostra licenza e versione base di Windows), di tutti i software che avete installato e di tutti i dati!

Suggerimenti extra

L’operazione di clonazione hard disk che all’inizio può sembrare davvero macchinosa, grazie ad Acronis True Image e qualche accortezza non è affatto complicata. Tenete presente che la procedura è valida per tutte le versioni di Windows, sebbene solo Acronis True Image 2016 sia compatibile col nuovo Windows 10. Avendo compiuto l’operazione personalmente aggiungo qualche piccolo suggerimento generale.

Il primo è sicuramente quello di non perdere la calma e di stare tranquilli, perché è davvero possibile portare tutto su un nuovo disco, senza problemi e senza perdita di licenze; basta affidarsi a software validi. Nei casi in cui avete malfunzionamenti dettati dal danneggiamento dell’hard disk sorgente oltretutto potreste, tramite la clonazione, risolverli spostandovi su un nuovo disco. Tenete però presente che non è detto che il problema sia prettamente hardware e che quindi, clonando un sistema software compromesso, potreste non risolvere eventuali problemi che avete alla base.

Nell’eventualità invece che il processo di clonazione non venga avviato, ricordate sempre che c’è un piano B, ovvero creare una chiavetta di ripristino sempre tramite lo stesso Acronis. Questa andrà ad essere eseguita via USB o CD/DVD e vi consentirà, nei casi in cui avete malfunzionamenti estremi o se non riuscite ad avviare l’ambiente di clonazione. Generare un supporto esterno di ripristino è molto semplice: basta navigare nel menu Strumenti di Acronis e selezionare l’opzione “Rescue media builder“. A questo punto vi basterà avviare la chiavetta al boot.

Se infine, vi trovate a migrare semplicemente da un hard disk ad un SSD, come detto tenete conto che in dotazione i produttori offrono solitamente un apposito software che consente di passare il tutto senza l’acquisto di Acronis. In questi casi però, tenete presente che è sempre necessario disporre della possibilità di avere connessi simultaneamente sia disco sorgente che disco destinazione e che quindi, su notebook, l’acquisto dell’adattatore SATA – USB 3.0 che vi abbiamo suggerito è comunque valido.

La nostra guida finisce qui: fateci sapere come è andata nel vostro caso la clonazione tramite i commenti!