Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa
Civilization VI recensione: deus novus descendet Steam

Civilization VI recensione: deus novus descendet Steam

Civilization VI è il nuovo capitolo della serie strategica a turni prodotta da 2K e sviluppata da Firaxis che ha saputo conquistare i cuori di milioni di giocatori con l'epico quinto capitolo della saga; riuscirà però CIV VI a seguire le orme di quel gigante che è stato CIV V? / Ultima modifica il

La nostra specie può essere valutata in maniera differente a seconda dei nostri interessi e delle nostre ideologie, ma una cosa è certa: la storia della permanenza della specie umana sul pianeta Terra è a dir poco affascinante. Dalla ideazione della ruota alla capacità di lavorare sui singoli atomi che compongono il nostro universo, l’essere umano ha saputo fare tanto, però il più grande risultato di questa evoluzione – se mi è concesso esprime un concetto leggermente illuminista – è stato diventare il Dio di sé stesso. Questo concetto è alla base di Civilization VI e degli altri capitoli di questa serie targata 2K, visto che il loro gameplay amato da milioni di giocatori in tutto il mondo si fonda sul lasciarci la possibilità di forgiare un personalissimo futuro per la nostra civiltà.

Questo titolo, rilasciato da quasi due settimane, ha avuto un successo commerciale istantaneo: l’utenza attendeva con furore questo nuovo capitolo e visto che CIV V ancora oggi è uno dei giochi più giocati di Steam non pare neanche tanto impossibile credere al successo di questo nuovo capitolo. Conoscendoli piuttosto bene i CIV, viste le svariate centinaia (forse migliaia) di ore che ho passato su questo franchise dall’uscita di CIV III ad oggi, credo di poter unirmi al coro senza troppi rimpianti ed affermare con molta confidenza che Civilization VI ha tutte le carte in regola per essere considerato il miglior CIV di sempre.

Classico e nuovo si integrano perfettamente in Civilization VI

Chiunque abbia giocato ad un Civilization conosce le meccaniche alla base di questa serie pluri-ventennale. Se siete però parte di quella fetta di utenti che si avvicinano con Civilization VI per la prima volta ad uno di questi titoli, è giusto che spieghi anche alcuni dei tratti base dell’esperienza CIV.

Civilization VI – come gli altri capitoli – è uno strategico a turni, dove ci sarà richiesto di selezionare una delle svariate civiltà presenti nel gioco (di base troviamo russi, brasiliani, francesi, americani, egiziani, indiani, norvegesi, giapponesi, arabi, spagnoli, sciiti, aztechi, romani, congolesi, cinesi, inglesi, greci, tedeschi e sumeri) e portarla ad una gloriosa vittoria culturale, diplomatica, scientifica o militare contro le altre civiltà. Come possiamo arrivare a questo risultato?

Partiamo dalle basi della struttura del gioco: come negli altri Civilization, la scelta della civiltà sarà importantissima per determinare il gameplay della nostra partita. Ogni civiltà ha diversi bonus ispirati dalle qualità che hanno meglio caratterizzato le loro politiche economiche, sociali e militari della suddetta nazione. Ad esempio la civiltà giapponese ha sempre avuto una particolare attenzione alla sua marina militare (vi basti pensare che prima e durante la Seconda Guerra Mondiale più del 30% del PIL nazionale era dedicato esclusivamente alle forze navali), quindi pare ovvio che questa civiltà abbia forti bonus quando combatte vicino alle coste.

Chiaramente non sarà solamente la scelta della nazione a determinare la nostra filosofia di gioco; sarà altrettanto importante anche impostare le regole della partita e plasmare il mondo di gioco per assecondare le nostre preferenze. Volete partite “rapide”, dove bastano pochissimi turni per ricercare nuove tecnologie e costruire edifici/unità così da poter andare subito all’attacco oppure – come il sottoscritto – favorite epici scontri dalla durata di decine di ore dove pazienza e rischi calcolati sono requisiti fondamentali per arrivare alla vittoria? Non c’è problema: in Civilization VI potrete impostare la velocità del gioco ogni volta che avviate una nuova partita, ma non solo. Preferite un mondo piccolo continentale con solamente un nemico da sconfiggere o un vastissimo mondo insulare con tantissime civiltà nemiche e dozzine di città-stato? Anche questo è completamente gestibile, non preoccupatevi. In poche parole, quindi, Civilization VI offre un ampio margine di customizzazione per offrire un fattore rigiocabilità di livello stellare, e la semplicità dell’interfaccia della creazione della partita rende questa caratteristica della serie forse la più apprezzata dai fan.

Chiaramente la tipologia di gameplay ideale per arrivare alla vittoria dipenderà dalle circostanze in cui vi troverete, non solo dalle decisioni iniziali della partita. Mentre in altri strategici la scelta della civiltà risulterà l’unico vero fattore determinante per sancire la nostra filosofia di gameplay, in Civilization VI gran parte delle azioni saranno determinate dai fattori ambientali. Per esempio, in una delle mie partite di prova mi sono trovato con i tedeschi – civiltà industriosa e militaristica – in una location che per mia sfortuna non aveva del ferro (una delle risorse strategiche fondamentali per creare unità forti, di cui parleremmo più avanti). Compensare ed adattarsi a circostanze sfavorevoli è fondamentale ed è anche il vero motore che ci spingerà a far evolvere la nostra civiltà. Potremo farlo in diversi modi, ovvero con una sapiente priorizzazione della nostra ricerca tecnologica, fondando o conquistando città in località più ricche di risorse o adottando politiche commerciali atte a colmare le nostre mancanze di risorse. Guardiamo insieme queste meccaniche, cosa hanno conservato dai titoli precedenti e quali sono soprattutto le novità inserite in Civilization VI.

Anzitutto alla base di ogni partita esiste l’albero tecnologico. Grazie all’accumulo di punti scienza, infatti, potremo avanzare da un’era quella successiva e sbloccare soprattutto nuove risorse, unità ed edifici. Questo aspetto del gioco è probabilmente quello rimasto più invariato negli anni: sbloccate una tecnologia, andate sulla città e scegliete le unità o le costruzioni da sviluppare. In Civilization VI, però, hanno introdotto una simpatica funzionalità chiamata Boost che promuoverà una più rapida progressione premiando le nostre decisioni strategiche. Grazie al Boost, infatti, sarà possibile dimezzare la quantità di turni richiesta per sbloccare una specifica nuova tecnologia; sotto ogni tech è scritto cosa serve creare/costruire/fare per sbloccare questo bonus e le richieste varieranno ovviamente a seconda della tecnologia in questione.

La filosofia del Boost è stata introdotta anche nell’albero culturale, un ramo parallelo a quello tecnologico che ci consentirà di adempiere al ruolo svolto dalle politiche sociali introdotte nel quinto capitolo. Serviranno sempre punti cultura come in passato, però la struttura è cambiata radicalmente. Con l’avanzare nel ramo sbloccheremo in maniera analoga all’albero tecnologico diversi importanti strumenti per migliorare la nostra civiltà, come unità, edifici e soprattutto diverse tipologie di governi e “carte politiche”.

Vi spiego: in base alla tipologia di governo che preferiremo adottare avremo chiaramente diversi bonus che rappresentano in maniera indicativa i principali pregi relativi a quelle forme di governo. A seconda della nostra scelta avremo accesso ad un determinato numero di slot da riempire con le carte politiche, divise in tre diverse categorie: militari, economiche e diplomatiche. Alcuni governi avranno più slot di una tipologia rispetto alle altre, però esiste una quarta tipologia di slot – chiamata Wild Cards – che ci consentirà di mettere una o più carte di ciascuna delle altre categorie in aggiunta agli slot “base”. Questo sistema di carte sembra molto complicato, però all’atto pratico è davvero semplice e soprattutto espande a livelli astronomici le possibilità di customizzazione del nostro governo, introducendo bonus interessanti come riduzione dei costi di manutenzione delle unità militari, maggiore velocità di produzione di edifici di una determinata era o migliori guadagni dagli scambi commerciali.

Altro grande fattore che determinerà le nostre strategie sarà il nuovo sistema di distretti e di sfruttamento del territorio. Solitamente nei vari CIV per costruire gli edifici, siano essi “base” o meraviglie – edifici speciali che forniscono interessanti bonus e  possono essere costruiti solo una volta e da una sola civiltà per partita – bastava selezionare la città ed avviare la creazione dell’edificio. Per aggiungere un ulteriore livello di difficoltà e di possibilità strategiche, Firaxis ha deciso di inserire un nuovo modo per i giocatori di Civilization VI per pianificare la propria città. Grazie al posizionamento distretti – caselle dell’area intorno al centro cittadino dedicate specificamente a contenere al loro interno tutti gli edifici di una determinata tipologia – potremo sbloccare interessanti bonus di adiacenza ad altri distretti o addirittura “sacrificare” i guadagni di quella determinata casella per potenziare ancor di più la produttività degli edifici. In aggiunta a questo nuovo sistema è stato anche trasportato il concetto di localizzazione geografica anche per la costruzione delle meraviglie: senza la location adatta, non sarà possibile costruire meraviglie. Niente più Piramidi di Giza nella tundra o Alhambra in mezzo alla giungla, insomma. Questo nuovo sistema urbanistico l’ho trovato davvero intrigante per la serie e apre non poche possiblità strategiche.

Infine, come non parlare dei rapporti diplomatici. Il sistema di interazioni commerciali e politiche con gli altri leader è sempre stato uno dei tratti iconici della serie, quindi parre scontato aspettarsi una buona resa di questo sistema anche nel sesto capitolo. Sfortunatamente però, nonostante le meccaniche siano pressoché inalterate rispetto allo scorso capitolo, Civilization VI soffre ancora di un problema un tempo tollerabile ma ora quasi del tutto inaccettabile: l’intelligenza artificiale (o IA) del gioco è mediocre a dir poco. Non è possibile che dopo anni ed anni di sviluppo non siano ancora in grado di creare un’intelligenza artificiale che non sia così incoerente ed irrazionale! Con tutto ciò che ha di buono da offrire questo titolo è davvero un peccato dover dire che l’unica cosa che mi frena dal dargli i pieni voti è questo fatto, perché è un problema ormai che affligge la serie da anni e mi stupisco che non sia la loro priorità massima cambiare l’IA. Forse pensate che stia esagerando, ma chiedete a qualsiasi fan di CIV e tutti vi diranno la stessa cosa: Ghandi guerrafondaio. Non dico altro.

Civilization VI vanta un comparto tecnico più che adeguato

Parliamo infine brevemente dell’engine del gioco. Dico “brevemente” perché non c’è molto da dire: il comparto tecnico di Civilization VI è efficace nel rendere la fruizione del gioco funzionale e godibili anche a lungo andare, un aspetto fondamentale per questa tipologia di gioco (abbiamo notato qualcosa di analogo anche nella nostra recensione di Master of Orion Conquer the Stars, per esempio).

Le impostazioni offrono un buon grado di customizzazione video, coprendo elementi base come risoluzione, vertical sync o livello di anti-aliasing, ma anche consentendoci la regolazione di fattori come la risoluzione dell’interfaccia (nel caso vogliate lettere/pulsanti più grandi senza rinunciare alla risoluzione del gioco) o la densità della flora nel caso vogliate ridurre gli elementi a schermo per una visione più pulita dei territori.

Uno dei punti di forza di Civilization VI rispetto a CIV V è l’ottimizzazione del motore di gioco, visto che lo scorso capitolo della serie, per quanto apprezzato da milioni di giocatori, ha fornito non pochi grattacapi con il suo engine poco ottimizzato (soprattutto nel periodo immediatamente post-lancio). In CIV VI invece vi basterà avere 4 GB di RAM, un Intel Core i3 2.5 Ghz e una Nvidia GTS 450 con 1 GB di VRAM per poterci giocare. Se non siete esperti di configurazioni informatiche – oltre a consigliarvi di andare a dare un’occhiata ai nostri starter-kit per assemblare un PC da Gaming nel caso abbiate dubbi di natura tecnica – vi dico solo questo: un PC di fascia media del 2012 vi dovrebbe bastare per giocare dignitosamente a questo titolo. Non male, soprattutto per un titolo AAA uscito nel 2016.

L’unico aspetto non degno di nota di questo gioco da un punto di vista prettamente tecnico è il doppiaggio. Da sempre associata a rappresentazioni simpatiche e ben riuscite dei leader storici di svariate culture, la saga di Civilization non ha mai fallito in questo campo, però in Civilization VI il livello di doppiaggio medio è davvero scadente, altalenante se vogliamo essere più specifici. Troviamo una voce fantastica, ovvero quella del narratore – Sean Beandiverse voci mediocri ed alcune – passatemi il termine – orripilanti; chi doppia Traiano per esempio dovrebbe abbandonare la carriera del doppiaggio. Ma chi diamine ha sentito a 2K quella voce e ha detto “ok, è passabile”? Questa incoerenza fonetica mi ha portato a saltare sempre i dialoghi e se il gameplay del gioco non fosse così solido considererei in maniera molto più influente questo scivolone.

Civilization VI recensione: le nostre conclusioni

Civilization VI è a mio parere il miglior capitolo della serie. I fan della saga sapranno benissimo che ogni episodio al day one è una versione "base" e bisogna aspettare i pacchetti d'espansione per vedere una maggiore ricchezza di contenuti o radicali miglioramenti di molti aspetti del gioco. Questo sesto capitolo però, contrariamente agli scorsi episodi, non offre assolutamente questa sensazione, anzi, posso anche sbilanciarmi e fare un'affermazione piuttosto azzardata: Civilization VI è sufficientemente completo fin dal day one, specialmente se teniamo conto delle piccole ma grandi novità introdotte, della rigiocabilità stellare che in una scala da 1 a 10 sarebbe onestamente da valutare con un 11 ed alle nuove meccaniche introdotte che gettano una ventata d'aria fresca al franchise. Ad andare nello specifico alcuni elementi come il turismo o lo spionaggio sono meglio trattati nelle espansioni dedicate per il quinto capitolo, però il pacchetto base offerto in Civilization VI è estremamente soddisfacente ed offre anche quelle possibilità fin da subito (senza dover aspettare mesi e mesi come per CIV V o ricevere versioni "monche" come in CIV Beyond Earth) e il gameplay solidissimo, con un corretto punto d'incontro fra micro e macro gestione dell'impero, è ai massimi livelli della serie. Il comparto tecnico è ben realizzato, con un motore poco pesante per la vostra rig (contrariamente a CIV V che al lancio soffriva di pessima ottimizzazione e bug ricorrenti) e lo stile grafico gradevole sicuramente non guasta, anzi. Purtroppo la bontà di questi punti mette in risalto come non mai l'inettitudine dell'IA del gioco, davvero non molto buona da un punto di vista diplomatico e poco temibile militarmente se non a difficoltà massima. Pure in quei casi però la difficoltà non è fornita da una superiore capacità di analisi della mappa e strategie avanzate come sortite o coalizioni politiche - come capita per esempio nell'edizione HD di Age of Empires II - ma da vantaggi esagerati alle proprie economie ed unità militari per compensare la sua "stupidità". Chiaramente questo aspetto non è nulla di nuovo per i fan della serie, e non vi tangeranno mani nel caso vogliate giocare online contro altri giocatori, però quando tutti gli elementi di gioco sono evoluti in maniera così degna di lode stona ancor di più l'inadeguatezza dell'IA. Speriamo che le espansioni future migliorino quest'ultimo aspetto unico fattore che mi frena dal dare la valutazione massima al titolo (assieme ai doppiaggi che globalmente sono davvero sotto la media), Speriamo una soluzione a questi due problemi in qualche aggiunta nelle future espansioni o - perché no - anche con qualche mod. Civilization VI, in conclusione, è consigliatissimo e se siete fan del genere strategico ritengo impossibile non rimanere soddisfatti dell'acquisto.

Pro
Longevità estrema
Gameplay godibilissimo e pieno di rinnovamenti
Comparto stilistico e tecnico molto buono
Contro
L’IA è ancora poco convincente
Doppiaggio sottotono…. escludendo Sean Bean ovviamente!
valutazione finale9