Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa
Canon PowerShot SX540HS recensione: bridge da viaggio con un superzoom impressionante

Canon PowerShot SX540HS recensione: bridge da viaggio con un superzoom impressionante

/ Ultima modifica il

Canon PowerShot SX540HS si presenta come la fotocamera medio gamma di Canon per quanto concerne la categoria delle bridge, con un prezzo decisamente interessante. Ho avuto modo di provare la fotocamera per una settimana intera, anche durante un’escursione giornaliera in montagna. Questo modello promette di essere semplice, divertente e ideale per i viaggi e i principianti. Vediamo se ha rispettato le aspettative, come si comporta nelle diverse situazioni e la nostra opinione finale, nella nostra recensione di Canon PowerShot SX540HS.

Design e materiali: a prima vista sembra quasi una reflex

Per un occhio poco esperto e attento, a prima vista Canon PowerShot SX540HS potrebbe tranquillamente sembrare una reflex. Come vedremo infatti la ghiera dei programmi è proprio quella presente sulle fotocamere dotate di uno specchio, così come molti altri tasti funzione. Il design con cui si presenta Canon PowerShot SX540HS risulta molto curato e piacevole alla vista. Per quanto riguarda i materiali si tratta dei classici materiali che costituiscono una reflex, per lo più si tratta di plastica di buona qualità con un rivestimento dell’impugnatura in gomma. Nel complesso si tratta di un buon prodotto, anche il meccanismo che controlla la lente è molto buono e risulta performante e fluido.

Guardando Canon PowerShot SX540HS nella parte frontale notiamo un piccolo LED nella parte destra che si illumina quando utilizziamo l’autoscatto. Sulla destra invece è presente l’impugnatura ergonomica con un rivestimento in gomma che si protrae fino quasi a toccare l’ottica integrata. Per quanto riguarda l’obiettivo si tratta di uno zoom ottico in grado di arrivare a 50x, si tratta di un valore altissimo che corrisponde a una distanza equivalente pari a 24 – 1200 mm (in rapporto ad un 35mm). Grazie a questa distanza focale che la bridge è in grado di coprire, si riesce sopratutto in viaggio a poter sfruttare qualunque tipo di “obiettivo” passando quindi dal grandangolo di 24mm fino ad arrivare ad un 1200 mm che costituisce un tele molto molto spinto.

Guardando poi la parte laterale sinistra notiamo due pulsanti vicino l’ottica, si tratta dello zoom framing assist per quanto riguarda il primo pulsante, mentre il tasto inferiore permette di agganciare un soggetto per metterlo a fuoco nella modalità AF macro. Vedremo nel dettaglio il funzionamento di questi tasti nella parte dedicata alle prestazioni. Nella stessa parte laterale notiamo il simbolo della tecnologia NFC.

Guardando poi la fotocamera dall’alto è presente il flash integrato che risulta molto buono se consideriamo che è montato su una bridge, il tasto di accensione e spegnimento, la ghiera dei programmi proprio come su una vera reflex, un’altra ghiera che permette di controllare rapidamente tempi e diaframmi e il pulsante di scatto attorniato dal meccanismo che permette lo zoom dell’obiettivo. Nella parte laterale destra troviamo semplicemente l’ingresso Micro HDMI tipo C e un’uscita USB HiSpeed (compatibile con Mini-B). Nella parte inferiore invece è presente lo slot per la scheda di memoria SD e la batteria integrata che non può vantare di un’ottima autonomia.

Nella parte posteriore invece è presente un display che purtroppo rimane fisso alla fotocamera e non è neanche touch. Alla destra di questo display sono presenti partendo dall’alto: il tasto per avviare la registrazione, il tasto di esposizione che unito alla ghiera sopra permette di controllare i diaframmi in modalità manuale, un ulteriore rivestimento in gomma per l’impugnatura e il tasto galleria. Nella seconda parte, quella inferiore troviamo poi il tasto funzione circondato dal pulsante per la messa a fuoco, il tasto info, flash e il tasto per regolare gli ISO. Infine sono presenti altri due tasti, uno per la connettività WiFi e l’altro per accedere alle impostazioni del menù.

Ergonomia: al top

Il design e l’ergonomia di Canon PowerShot SX540HS rappresentano un compromesso perfetto. La bridge infatti è molto semplice da impugnare e può essere utilizzata facilmente anche con una mano sola. Grazie all’impugnatura presa in prestito direttamente dalle reflex con rivestimenti in gomma si può tenere in mano la fotocamera e avere quella sensazione di stabilità e sicurezza che non è sempre scontata quando si parla di una fotocamera bridge. Ci sono comunque un paio di accorgimenti che andrebbero fatti ma che riguardano l’usabilità e che vedremo nel capitolo dedicato alle prestazioni. Nel complesso possiamo dire che Canon PowerShot SX540HS supera a pieni voti il test sull’ergonomia.

Portabilità: molto bene per essere una bridge

Purtroppo quando si parla di fotocamere bridge la portabilità non è mai un punto a favore. Questo perché prendono spunto direttamente dalle reflex risultando parecchio ingombranti e un po’ scomode da portare in certe situazioni. Chi prende una bridge sa comunque bene a cosa va in contro data la forma della fotocamera e l’integrazione di una lente superzoom. C’è da dire comunque che nel complesso risulta abbastanza compatta come fotocamera e potrebbe essere inserita tranquillamente in uno zaino o in valigia, con il vantaggio di avere tutto in un corpo solo. Possiamo quindi dire che per essere una bridge Canon PowerShot SX540HS risulta molto compatta, certo sarà difficile inserirla in una tasca ma se avete questa esigenza allora è meglio optare per una compatta o una mirrorless piuttosto che per una bridge. Infine la fotocamera risulta abbastanza leggera (meno di mezzo kg) e non si sentirà più di tanto nello zaino e tantomeno in valigia.

Prestazioni: buona la qualità ma qualche problema di usabilità

Canon PowerShot SX540HS integra un sensore CMOS da 20,3 megapixel, processore d’immagini DIGIC6 di derivazione reflex, ottica 24-1200mm con apertura del diaframma pari a ƒ3.3-8 e ISO fino a 3200 per buone foto anche in scarse condizioni di luminosità, il tutto in un peso complessivo di circa 442g. Il chip WiFi e la tecnologia NFC permettono una connessione con i dispositivi portatili ottimale. Per quanto riguarda la qualità video Canon PowerShot SX540HS è in gradi di effettuare riprese in Full HD a 60fps sfruttando anche 5 assi di stabilizzazione integrata che permettono quindi di girare filmati di ottima qualità.

Qualità fotografica: peccato per la mancanza del RAW

La qualità fotografica di Canon PowerShot SX540HS è decisamente buona se consideriamo che stiamo parlando di una bridge. I colori risultano abbastanza fedeli anche se in alcuni casi ho notato una dominante blu che non rappresentava fedelmente la scena, dal momento che il cielo reale era più su una tonalità di grigio. In ogni caso la gamma dinamica è buona e vedere le foto che questa piccolina è in grado di scattare è spesso un vero piacere. C’è qualche problemino con il flare quando si scatta contro luce che risulta parecchio evidente e che necessita per forza di aggiustamenti in post produzione, ma è un compromesso con cui bisogna imparare a convivere sopratutto con le bridge.

Trovo molto limitante il fatto che non sia possible scattare in RAW, dal momento che stiamo parlando comunque di una medio gamma per quanto concerne le fotocamere bridge di Canon. In molti casi ho avuto infatti modo di scattare foto che avrei potuto post-produrre con Photoshop e Camera RAW per migliorarne notevolmente la resa finale, ciò non mi è stato possibile proprio perché la qualità fotografica massima è 5184 x 3888 pixel in JPEG. Si tratta in ogni caso di file di dimensioni molto grandi e che quindi se scattiamo in condizioni di luce ottimali possiamo trovarci delle belle foto da poter anche stampare. Mi immedesimo però in chi vorrebbe una bridge per poi passare in futuro ad una reflex e penso che non poter scattare in RAW sia un grosso limite per l’esperienza che si potrebbe ottenere. Forse questa fotocamera è più adatta a chi vuole un modello compatto e abbastanza leggero che integri tutto in un unico corpo per utilizzarla in vacanza o in viaggio.

Autofocus: il tallone d’Achille

La gestione della messa a fuoco automatica in Canon PowerShot SX540HS è un tasto dolente. La fotocamera permette di scegliere solo 3 modalità differenti: normale, macro e manuale. In tutti e tre i casi non ho avuto un’esperienza di utilizzo eccezionale: la messa a fuoco manuale risulta scomoda perché va regolata con i tasti su e giù del cerchio posteriore. La modalità normale invece non permette di scegliere il punto di messa a fuoco, ma saremo costretti ad utilizzare solo il quadrato centrale. Inoltre diverse volte la fotocamera non è stata in grado di mettere a fuoco il soggetto che avevo selezionato, questo problema risulta evidente sia quando si utilizza uno zoom spinto, sia quando le condizioni di luce sono particolari. Questo è un grosso limite che andrebbe assolutamente sistemato perché nonostante i 9 punti di messa a fuoco presenti non si riesce a sfruttare appieno l’autofocus. L’unica soluzione per riuscire a inquadrare il soggetto desiderato per poi cambiare inquadratura consiste nel selezionare il tasto presente sul lato sinistro dell’obiettivo, quello dedicato alla modalità tracking del soggetto. In pratica schiacciando quel tasto funzione e la modalità macro saremo in grado di tracciare il soggetto e quindi anche spostandoci la fotocamera metterà a fuoco il soggetto che abbiamo scelto. In questo caso la messa a fuoco si comporta bene ma non è sufficiente per dare un giudizio positivo sull’autofocus, con cui ho anche riscontrato diversi problemi in modalità normale.

Facilità di utilizzo: migliorabile

La facilità di utilizzo è un parametro fondamentale da tenere in considerazione. Infatti una fotocamera potrebbe essere anche la più performante al mondo, ma se risulta troppo complicata da utilizzare potreste finire per utilizzare sempre le solite funzioni base o peggio ancora non utilizzarla più. Per quanto riguarda Canon PowerShot SX540HS devo dire che mi sono trovato abbastanza bene, anche se in alcuni casi risulta un po’ scomoda. La ghiera dei programmi è proprio come quella delle reflex e permette di selezionare facilmente la modalità desiderata. Il tasto di accensione è un po’ piccolo ma la cosa positiva è che la velocità con cui la bridge si accende è eccellente e la fotocamera è pronta all’utilizzo in pochissimi secondi. Il tasto di registrazione è posizionato sul retro nella parte superiore destra, una posizione secondo me un po’ scomoda perché molto vicina a dove va posizionato il pollice. Si rischia quindi in alcuni casi di schiacciare per sbaglio il tasto di registrazione e la cosa non è molto piacevole perché ci potrebbe essere la possibilità di perdere uno scatto magari da fare al volo per cogliere l’attimo. Avrei preferito trovare il tasto rec in alto, come in molte altre fotocamere.

La ghiera superiore per controllare i tempi e diaframmi è davvero comoda e pratica e in questo caso si sente parecchio la differenza con una compatta. Quello che però ho trovato scomodo è la posizione del tasto di esposizione per controllare rapidamente il diaframma che è posizionato vicino al tasto di registrazione. Infatti per come è posizionata la ghiera verticale sopra, ci si ritrova costretti ad utilizzare una posizione delle mani scomoda e innaturale che non ho apprezzato affatto. Infine avrei preferito trovare un tasto funzione personalizzabile o meglio ancora un tasto dedicato che mi permettesse di controllare gli ISO in tutta facilità sfruttando sempre la ghiera, cosa invece non presente. Per quanto riguarda la praticità di inquadratura devo dire che la funzione Zoom Framing Assist che può essere attivata con il tasto dedicato presente sul lato dell’obiettivo è davvero ottima e non ne potrei più fare a meno. Trovo infine limitante il fatto che non è possibile selezionare il punto di messa a fuoco in nessun modo. Per ovviare questo problema sarebbe necessario magari introdurre un display touch o un joystick integrato che renderebbe la fotocamera davvero fantastica.

Batteria: la modalità ECO è d’obbligo

La durata dichiarata della batteria è un po’ scarsa: si parla di circa 205 scatti in modalità normale che possono estendersi a 290 in modalità ECO. Questo valore non è sicuramente bono sopratutto se siamo in vacanza e magari dobbiamo stare via tutta la giornata a fare foto, in quel caso sarà praticamente d’obbligo andare in giro con una batteria ulteriore da cambiare. Tuttavia grazie all’accensione ultra rapida di questa fotocamera è possibile spegnerla e riaccenderla immediatamente e riuscire a far durare la batteria per molto tempo. Io personalmente sono stato una giornata intera con questa bridge in un’escursione in montagna e non ho riscontrato particolari problemi con la durata della batteria. In modalità ECO mi è arrivata tranquillamente a fine giornata con ancora metà della batteria disponibile quindi diciamo che se utilizzata di tanto in tanto e se spenta quando non viene utilizzata potrete stare più che tranquilli con la durata.

Connettività: molto buona ma manca Bluetooth e ricarica USB

Per quanto riguarda la connettività, Canon PowerShot SX540HS è dotata di un chip WiFi e della tecnologia NFC. Grazie al chip WiFi è possible interagire con la fotocamera tramite il proprio smartphone, controllandola nei momenti in cui non vogliamo toccare la fotocamera come ad esempio nelle lunghe esposizioni. È anche possible condividere immediatamente i propri scatti ed effettuare il backup delle immagini in modalità wireless. Grazie alla tecnologia NFC invece è possibile condividere le foto con il proprio smartphone in maniera ancora più semplice e intuitiva oppure trasferire alla Connect Station di Canon con un semplice tocco. Il WiFi infine permette anche di geo-taggare le foto grazie al GPS integrato del proprio smartphone. Insomma per quanto riguarda la connettività Canon PowerShot SX540HS se la cava molto bene, l’unica pecca è l’assenza del Bluetooth. Quest’ultima tecnologia è sempre più utilizzata nel mondo della fotografia e permette di interfacciarsi con la fotocamera come se fosse una vera e propria estensione del nostro smartphone. Con la diffusione e l’utilizzo sempre più elevato di social network come Instagram, il chip Bluetooth sta diventando sempre più importante nelle fotocamere. Se prima infatti poteva essere considerata una funzione aggiuntiva, ora sta diventando un fattore essenziale per molti, motivo per cui trovo un po’ limitata Canon PowerShot SX540HS da questo punto di vista. È giusto ricordare però che nel mondo delle bridge non ci sono ancora molti modelli dotati della tecnologia Bluetooth, per cui è probabile che bisognerà aspettare qualche anni prima che siano accessibili nella maggior parte delle fotocamere.

Guardando invece la connettività via cavo, Canon PowerShot SX540HS è decisamente poco attrezzata. Le uniche due uscite che sono presenti sulla fotocamera sono un connettore composito USB Hi-Speed (compatibile con Mini-B) e il connettore HDMI Micro (Tipo C). Mancano però i cavi in dotazione nella confezione, che quindi andrebbero acquistati a parte, così come manca la possibilità di ricarica tramite cavo USB. Quest’ultima caratteristica avrebbe reso la fotocamera praticamente ideale per i viaggi, perché avrebbe permesso di portare con sé solo il cavo e poter ricaricare la bridge come siamo abituati a fare con smartphone, tablet, computer ecc. Sarebbe bello trovare in una versione futura di questo modello proprio la connettività Bluetooth magari al posto della tecnologia NFC e la possibilità di ricaricare la fotocamera con il cavo USB, magari incluso nella confezione.

Sensibilità ISO

Quando si ha un sensore piccolo con tanti megapixel la sensibilità ad alti valori ISO è messa a dura prova. Canon PowerShot SX540HS come la maggior parte delle bridge risente particolarmente questo problema ed è il motivo principale per cui non è possibile ottenere un valore superiore ai 3200 ISO.

Devo dire che fino a ISO 400 e 800 la resa qualitativa è ancora molto buona, mentre già a 1600 ISO bisogna iniziare a entrare nell’ottica di utilizzo in modalità di emergenza. Ovvero se proprio non c’è altra soluzione e non si ha a portata di mano un treppiede, allora va bene utilizzare ISO ai valori massimi, ma nella maggior parte dei casi è meglio evitare si spingerci troppo oltre perché, sopratutto se le condizioni di luce sono scarse, il rumore digitale sarà estremamente evidente.

Canon PowerShot SX540HS recensione: le nostre conclusioni

Nella nostra recensione di Canon PowerShot SX540HS abbiamo visto il design della fotocamera, le prestazioni, la facilità di utilizzo, connettività, durata e resistenza ad alti valori ISO. È difficile riassumere in poche righe questa fotocamera perché integra tante funzioni belle e interessanti, ma allo stesso tempo ha diverse lacune che non mi sono piaciute affatto. Il problema con l'autofocus, qualche scomodità per la posizione dei tasti, il display fisso, l'assenza di un mirino e delle caratteristiche che limitano la qualità che potrebbe essere raggiunta. Mi piacerebbe vedere una versione aggiornata di questo modello perché le potenzialità ci sono e sono notevoli: troviamo una connettività comunque buona, uno zoom ottico impressionante, la fantastica ghiera dei programmi di Canon e un sistema di tracciamento del soggetto molto performante. Il voto che ho dato a questa fotocamera non è molto alto perché penso che sia limitata e non riesco a immedesimarmi in un target che potrebbe realmente apprezzare appieno le caratteristiche di questa fotocamera. Un principiante riuscirebbe a imparare l'utilizzo della modalità manuale ma sarebbe limitato in post produzione. Chi decide di utilizzarla per i viaggi potrebbe invece trarne diversi vantaggi, ma manca la possibilità di ricarica tramite USB e il Bluetooth. In ogni caso la vedo molto più indicata verso quest'ultima categoria di utilizzo, seppur con qualche scomodità ma almeno permette di avere in un unico corpo compatto e leggero uno zoom ottico impressionante ed una qualità degli scatti tutto sommato buona. Sta di fatto che per il prezzo a cui viene venduta si tratta di un modello parecchio interessante, che potrebbe quindi essere acquistato anche da chi vuole approcciarsi per la prima volta alla fotografia e passare poco dopo ad una reflex. In questo modo avrete una bridge ideale e perfetta per i viaggi e vi sarete avvicinati al mondo fotografico in maniera poco dolorosa.

Pro
Ghiera dei programmi come una vera reflex
Qualità delle immagini complessivamente buona
Facilità di utilizzo buona
Leggera e compatta
Contro
Manca il cavo USB
Autofocus non proprio convincente
Assenza mirino elettronico
Il display non è ribaltabile
valutazione finale7