Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa
Canon PowerShot SX420 IS recensione: la nuova bridge senza troppe pretese

Canon PowerShot SX420 IS recensione: la nuova bridge senza troppe pretese

La nostra recensione della nuova bridge entry level di Canon da poco presentata al CES 2016. Vale il prezzo che costa? Scopriamolo assieme / Ultima modifica il

Canon PowerShot SX420 IS è una delle nuove bridge di cui vi abbiamo parlato in una nostra recente news nonché tra gli ultimi modelli presentati da Canon al CES 2016 da poco terminato. Da pochissimi giorni il produttore giapponese ha aperto le vendite di questo modello e noi abbiamo avuto la possibilità di provarlo a fondo. Vediamo assieme i dettagli nella nostra recensione Canon PowerShot SX420 IS.

Design e materiali: la qualità proporzionata al prezzo

Stiamo parlando di una fotocamera bridge di fascia bassa; nella fattispecie, si tratta di una entry level “inquadra & scatta” per chi ha bisogno di un buon compromesso tra qualità complessiva, prestazioni e peso. Difatti, i materiali di questa PowerShot SX420 IS sono piuttosto classici per quanto concerne questo segmento di fotocamere; tuttavia, abbiamo riscontrato un’ottima ergonomia complessiva che la avvicina notevolmente a fotocamere Bridge di livello superiore. L’impugnatura risulta comoda e adattabile a più dimensioni di mani, caratteristica che riuscirà a farvi tenere la fotocamera più stabile al fine di evitare foto mosse. Per il resto, continuando a guardare questo modello si ha la sensazione di aver preso una classica bridge piuttosto grande e averla appena tirata fuori dalla lavatrice: è tutto molto più “ristretto”, senza però rinunciare ad un comodo display molto visibile alla luce del sole; questa caratteristica non potrà che far piacere a coloro i quali desiderano portare in vacanza una fotocamera davvero compatta, leggera e poco ingombrante, con nessuna rinuncia sul lato funzionalità (che vedremo di seguito). Analizzando bene come si presenta esteticamente questa bridge, nella parte frontale l’occhio cade subito sul display LCD da 3″ studiato appositamente per agevolare la visione di foto e filmati, e infatti, come già scritto, si comporta molto bene nella quasi totalità delle situazioni, esposizione ai raggi solari compresa. Continuando, a lato del display troviamo i bottoni principali da usare anche con una mano, tra cui il bottone per la registrazione immediata di un video, il bottone “auto” che permette di cambiare la modalità tra completamente automatica e semi-automatica (che consente di modificare manualmente solo tre fattori tra cui un settaggio per l’esposizione (denominato “scuro” e “chiaro”), un settaggio per il colore (denominato “neutro” e “vivace”) e un selettore per la temperatura (denominato “freddo” e “caldo”); queste impostazioni fanno parte della modalità “Live view” e hanno la possibilità di spostare il cursore da un estremo all’altro della voce descritta poco sopra. Premendo nuovamente il bottone “Auto” si entra invece nella modalità completamente automatica che fa sì che sia la fotocamera a decidere ogni impostazione utile al fine di far risultare una foto correttamente esposta. Si passa poi al classico bottone con l’icona “play” per vedere foto scattate e video registrati, per poi trovarsi di fronte ad un selettore comune per questo tipo di fotocamere che permette di scegliere la modalità di scatto (tra “macro”, “normale” e “infinito”, seppur selezionabile solo in modalità “Live View”), i cursori per muoversi nei vari menù, il comando di cancellazione di una foto o filmato, e il bottone “info” per nascondere o visualizzare varie informazioni sulle foto sia durante la modalità di scatto, sia in fase di visione. In basso troviamo poi il selettore per la modalità WiFi/NFC che abiliterà la funzione di scatto remoto, condivisione file e stampa. Infine è presente il bottone per accedere al menù.

Nella parte superiore troviamo una piccola cassa che servirà a riprodurre l’audio dei filmati, il flash ad espulsione manuale, il bottone di accensione e spegnimento e, oltre al pulsante di scatto, il selettore per la regolazione dello zoom che, una volta arrivato al limite ottico previsto per questo modello, diventerà digitale, cercando di compensare vibrazioni e movimenti vari tramite lo stabilizzatore integrato (che però non fa sempre bene il suo lavoro). Sul lato destro troviamo invece il connettore digitale A/V Out per visualizzare immagini e filmati su dispositivi multimediali esterni (il cavo non è in dotazione con la fotocamera). Sotto troviamo il classico connettore da cavalletto e lo sportello dedicato alla memoria SD (avete già letto la nostra guida sull’individuazione della migliore scheda SD?) e alla batteria NB-11LH da 800mAh che, a detta del produttore, garantisce un minimo di 195 scatti circa, dato che, secondo i nostri test, risulta veritiero seppur ci sia sempre (come per ogni dispositivo) la variabile in base all’effettivo utilizzo: è logico che se fate molti video o tenete il display acceso inutilmente, l’autonomia si abbasserà notevolmente.

Crediti immagini : Ricky Delli Paoli

Infine si arriva alla parte frontale in cui è possibile vedere l’ottica Canon Zoom Lens 42x IS 4.3-180mm ƒ3.5-6.6 di cui vi parleremo nel capitolo dedicato alle prestazioni. La lente, una volta accesa la fotocamera, si espande notevolmente e, come succede per logica, ancor più notevolmente aumentando lo zoom.

In definitiva, l’ergonomia complessiva si difende davvero bene, il peso della fotocamera è molto contenuto e il design permette una compattezza utile per trasportare il dispositivo senza troppi problemi.

Prestazioni nella media, senza troppe pretese

Questa Canon PowerShot SX420IS, come vi dicevamo poco sopra, vanta di un sensore CCD da 20 megapixel ed un sensore d’immagine DIGIC 4+; quest’ultimo è sicuramente rinomato nel panorama fotografico per essere la diretta evoluzione del DIGIC 4, già noto per aver caratterizzato la maggior parte delle reflex entry level di Canon in passato.

Date le premesse, potevamo soltanto aspettarci un’ottima qualità d’immagine e, infatti, le aspettative non sono state deluse: Canon PowerShot SX420IS regala una definizione molto buona che vi permetterà di avere foto ben bilanciate e, soprattutto, stampabili in grande formato senza perdere dettagli. Soprattutto su fotografie ravvicinate, la fotocamera si comporta davvero bene, mostrando le grandi potenzialità della combinazione sensore + processore d’immagine.

I problemi iniziano a verificarsi parlando di autofocus e stabilizzatore: non possiamo di certo prendercela troppo con i componenti, trattandosi di un sistema di messa a fuoco automatica con 9 punti dedicati per il face detection e un solo punto centrale (seppur ampio) per le altre modalità di scatto; per questo motivo, la messa a fuoco automatica risulta davvero lenta e spesso non riesce a trovare il punto giusto per regolare la lente, motivo per cui anche gli scatti a soggetti in rapido movimento diventano problematici.

Nei nostri test, abbiamo deciso di fare la prova più banale del mondo (che risulterà sicuramente essere la maggior parte del tipo di utilizzo da parte del pubblico a cui è destinata questa fotocamera): ci siamo messi a giocare con un cane ed una palla in una stanza a luminosità controllata da luci domestiche classiche con l’obiettivo di fotografare l’azione per crearne un simpatico ricordo. Possiamo sicuramente parlare di un risultato “non pervenuto” in quanto la quasi totalità delle immagini sono completamente oscurate a causa dell’autofocus incapace di trovare il soggetto e, anche usando il flash (richiesto dalla fotocamera in un ambiente in cui tecnicamente sarebbero bastati 800 ISO) non siamo riusciti a congelare il movimento e, come vedrete dagli scatti di prova in questo articolo, la fotocamera è stata in grado di fotografare la schiena del cane dopo aver cercato inutilmente di metterne a fuoco il lato frontale.

Parlando di lente possiamo sicuramente affermare che si tratti di un componente chiave di questa fotocamera, senza esagerare, uno dei motivi che la rendono un modello valido per l’acquisto (sempre che ovviamente vi serva così tanto zoom). Stiamo parlando di un’ottica Canon Zoom Lens 42x IS 4.3-180mm ƒ3.5-6.6 cioè che riesce ad arrivare ad un’escursione focale di 1008mm comparata al formato 35mm (partendo da un equivalente di 24mm); si tratta di un dato sicuramente interessante contando che è interamente ottico, se però non vi basta entra in gioco automaticamente lo zoom digitale che riesce a far “volare” la fotocamera fino ad uno zoom combinato pari a 164x, sufficiente per fotografare quasi ogni distanza, Luna compresa.

In questo esempio fotografico sarà ovviamente necessario un cavalletto, anche se, tuttavia, i limiti di questo modello non vi permetteranno comunque di fotografare il satellite senza problemi: i settaggi completamente automatici vi impediranno lo scatto perfetto. Si tratta pertanto di un ottimo zoom ben compensato dallo stabilizzatore che, in molti casi, riesce anche a farvi scattare foto ad un’incredibile distanza a mano libera (in condizioni di piena luce, come già detto cambierebbe tutto in caso di fotografia notturna, non sicuramente possibile con questa PowerShot, così come per la maggior parte di questi modelli automatici).

Canon PowerShot SX420IS ha due modalità di scatto principali: una pienamente Automatica che si occuperà di regolare ogni singola impostazione (tempo d’esposizione, ISO e così via) al fine di far risultare la foto correttamente esposta (anche il flash in questo caso è automatico) ed una denominata “Live View” che vi permetterà di personalizzare una alcune impostazioni; i settaggi personalizzabili sono tre ed hanno una nomenclatura semplificata che corrisponde, in ordine, alla regolazione dell’esposizione, della vividezza del colore e della temperatura. Potrete quindi scegliere tra “scuro-chiaro”, “neutro – vivace” e “freddo – caldo”. Oltre a questo, in modalità Live View potrete scegliere anche quando far scattare il flash (se bloccarlo o farlo partire forzatamente) e personalizzare l’immagine tramite alcuni basilari filtri creativi (tra cui “Effetto Miniatura” e “Effetto Fish-eye” che, però, rimangono molto nascoste e difficili da trovare). Nel menù nascosto troviamo inoltre la possibilità di modificare gli ISO, tuttavia, come scritto poco fa, la fruizione del menù non è agibile e, nel complesso, l’utilizzo non è intuitivo. Nella modalità Live View potrete inoltre scegliere tra tre sottocategorie di scatto tra cui “Macro” per ottimizzare la fotocamera a scatti ravvicinati per mettere il soggetto in primo piano e sfocare lo sfondo, “Normale” per la maggior parte degli scatti generici e “Infinito” ottimizzando il dispositivo per gli scatti grandangolari di un panorama. È possibile inoltre provare (e sottolineiamo “provare” in quanto si tratta di impostazioni per nulla intuitive) una modalità “P” che, di solito, in reflex o fotocamere con controlli manuali permette di impostare il diaframma, che però, adatta eccessivamente l’apertura in base al livello di zoom senza dare all’utente un minimo di libertà di scelta. Ci è piaciuta la possibilità di impostare la lettura della luce a scelta tra “Valutativa” (che imposta la luminosità in base alla scena generale), “Media ponderata al centro” (che imposta la luminosità in base al centro della scena) e “Spot” (che imposta la luminosità in base all’area dentro la cornice). Questo, assieme alla regolazione della sensibilità ISO è uno dei pochi settaggi che avvicina questo modello ad una bridge di fascia più alta con impostazioni personalizzabili.

Passiamo all’interfaccia. Inizialmente non abbiamo avuto grandi difficoltà con i vari menù: si tratta di un’interfaccia piuttosto conosciuta e basilare per le entry level Canon, tuttavia i problemi sono iniziati nel momento in cui abbiamo deciso di andare più a fondo per quanto concerne le modalità più avanzate rispetto a quella pienamente automatica. Ad esempio, non è assolutamente intuitivo regolare la sensibilità ISO in quanto è necessario mettere la fotocamera in modalità Live View, premere il bottone “Func. / Set” e poi navigare nel menù dedicato agli ISO (così come per quanto concerne bilanciamento del bianco, modalità creative varie, qualità dell’immagine e rapporto di dimensione delle foto). Insomma, sicuramente una ghiera dedicata a queste modalità avrebbe fatto la differenza in merito all’intuitività globale e alla rapidità di scatto, motivo per cui se acquistate questo modello e intendete fare fotografie personalizzate il più possibile in base ai settaggi che voi stessi volete selezionare, sentirete presto il bisogno di una fotocamera superiore. Anche un bottone dedicato alle personalizzazioni manuali sarebbe stato ottimo per quanto concerne l’intuitività globale nell’utilizzo (cosa che è stata fatta per le funzioni di condivisione e controllo remoto tramite Wi-FI o NFC).

La connettività è sicuramente un elemento decisamente completo in questa fotocamera, stiamo parlando di Wi-Fi, NFC e connettore A/V dedicato. Le funzioni di controllo remoto e/o condivisione sono facilmente accessibili tramite il bottone dedicato con il logo di un’antenna posto nella parte inferiore destra rispetto al display LCD. Premendo il bottone si entra immediatamente nella sezione dedicata alla connettività e, dopo essersi collegati tramite smartphone (iPhone o Android scaricando l’applicazione di Canon disponibile negli store dedicati) o tramite un altro dispositivo come computer o stampante, sarà possibile accedere alla lista dei servizi disponibili. Come su molti altri modelli Canon di nuova generazione è possibile scegliere di trasferire le immagini tra fotocamere (collegando due fotocamere Canon con WiFi/NFC), connettersi allo smartphone (per scaricare rapidamente foto scattate con la PowerShot o controllare il dispositivo da remoto), collegarsi al computer (tramite un punto d’accesso Wi-Fi domestico oppure di tipo hotspot), stampare direttamente le vostre foto (tramite una stampante Wi-Fi connessa alla stessa rete) ed infine caricare video e scatti online tramite collegamento Web sfruttando ancora una volta un punto d’accesso Wi-Fi. Nel caso in cui colleghiate uno o più dispositivi, la fotocamera è in grado di memorizzarli, pertanto non sarete costretti a dover ripetere la procedura d’accoppiamento.

Canon PowerShot SX420 IS recensione: le nostre conclusioni

Abbiamo provato Canon PowerShot SX420 IS in base alle possibilità offerte cercando di sfruttare al massimo ogni singolo componente per capire il comportamento e, in base ai nostri test, si evince che questo modello non è esattamente adatto a tutti, soprattutto se il vostro interesse è incline verso un sistema con un autofocus rapido. Ciò che è sempre importante specificare è sicuramente il prezzo che, oscillando tra i 260 e i 280€ circa, risulta decisamente alto per ciò che abbiamo avuto modo di vedere e, soprattutto, per una scarsità totale di punti di messa a fuoco ed uno stabilizzatore che di certo non fa il suo dovere come ci si aspetterebbe da un sistema come questo (contando che un processore d'immagine come il DIGIC 4+ rimane comunque in grado di fornire un'ottima qualità agli scatti). Rimane comunque un'ottima fotocamera per imparare a fotografare e capire se la fotografia è la vostra passione oppure un modello perfetto per chi viaggia molto e cerca una buona qualità fotografica in un peso ed ingombro ridotto. Si tratta infatti di una fotocamera bridge con uno zoom davvero da record in un corpo poco ingombrante come molte fotocamere compatte; se volete evitare una fotocamera basilare (sia per l'estetica, sia per le ridotte possibilità in termini di zoom) allora Canon PowerShot SX420IS è il modello che fa per voi; tuttavia, come già scritto, chi cerca rapidità di messa a fuoco e buone prestazioni globali nella fotografia in velocità rimarrà decisamente deluso. Nel complesso, seppur il menù offra importanti suggerimenti per chi è alle prime armi, rimane tutto poco intuitivo e complesso da raggiungere velocemente (vedi impostazioni personalizzate per la sensibilità ISO o per la temperatura colore).

valutazione finale6

Canon PowerShot SX420IS
Prezzo consigliato: € Prezzo: € 299.95