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Canon PowerShot G7 X Mark II recensione: evoluzione tascabile

Canon PowerShot G7 X Mark II recensione: evoluzione tascabile

Canon PowerShot G7 X Mark II è la prima compatta ad integrare il nuovo processore d'immagine DIGIC 7 e formato RAW a 14 bit. Ecco la prova / Ultima modifica il

Annunciata lo scorso febbraio e disponibile sul mercato solo da qualche giorno, Canon PowerShot G7 X Mark II è l’evoluzione della già apprezzata G7 X che porta con sé molte novità (anche a livello di design). Abbiamo effettuato un test approfondito sulla macchina e siamo in grado di dirvi nella nostra recensione come si comporta, quali sono le caratteristiche che ci sono piaciute e perché dovreste o meno comprarla.

Come sempre avrete la possibilità di leggere le specifiche tecniche, la parte dedicata al design e ai materiali e le nostre impressioni in merito alle relative prestazioni. A fondo pagina troverete anche il voto, la galleria degli scatti effettuati tramite Canon PowerShot G7 X Mark II e la video recensione. Buona lettura!

Design e materiali: leggerezza e dettagli curati

Il design della nuova Canon PowerShot G7 X Mark II è stato leggermente rivisto rispetto al modello precedente. La prima novità estetica rilevante che troviamo è nella parte frontale, dov’è collocata anche la lente, e riguarda l’impugnatura: è stato aggiunto un rilievo in policarbonato che consente una miglior ergonomia globale in fase d’impugnatura. Oltre ai vari piccoli dettagli ritoccati qua e là, frontalmente la fotocamera si presenta in maniera molto minimale: troviamo infatti l’obiettivo 8.8-36.8mm f1.8/2.8 che, grazie al fattore di crop del sensore, consentirà di affrontare la maggior parte dei contesti fotografici senza problemi. In prima linea si nota subito anche la classica ghiera “PowerShot style“, ovvero di quel tipo che sembra solo ed esclusiva per la messa a fuoco ma che in realtà consente di personalizzare la funzione desiderata (a scelta tra regolazione diaframmatempo d’esposizione, messa a fuoco e molto altro a seconda della precisa modalità di scatto o dei parametri da voi scelti). Sulla ghiera, nella parte inferiore, troviamo un dettaglio decisamente apprezzabile e ben fatto: un selettore che ci permette di scegliere il tipo di rotazione della ghiera, cioè se la stessa deve scorrere fluidamente o “a step”, un po’ come funziona nei mouse da gaming con la rotellina centrale (avete presente quel classico rumorino di scorrimento tanto fastidioso che però aiuta ad essere più precisi?). Oltre a questo, alla luce di messa a fuoco e alla denominazione modello, nella parte frontale non troviamo nient’altro, caratteristica che sottolinea lo stile molto minimalista della fotocamera.

Continuando l’analisi dei materiali di Canon PowerShot G7 X Mark II e del suo corpo in acciaio inossidabile, troviamo, nella parte posteriore, l’ampio monitor LCD TFT touchscreen capacitivo orientabile da 3″ con rapporto di visualizzazione 3:2 e circa 1.040.000 punti di definizione con riproduzione colore in sRGB. Poi, sulla destra, troviamo i classici buttoni funzione della linea PowerShot di Canon come una ghiera multi-funzione che permette, tra le altre cose, di spostarsi nei vari menù e regolare rapidamente il tempo d’esposizione (o il diaframma, a seconda della vostra configurazione preferita), il bottone di riproduzione contenuti, quello per accedere al menù, vari tasti integrati nella ghiera come un’apprezzatissima selezione rapida per impostare la messa a fuoco manuale agevolmente (non presente in molti modelli precedenti della stessa serie ma richiesta a gran voce dagli utenti), la possibilità di visualizzare informazioni aggiuntive sullo schermo, il tasto di attivazione multiscatto, il flash fotografico e il classico bottone “Q” per accedere alle funzioni avanzate in ogni singola modalità (o spostarsi tra le varie scene disponibili). Troviamo inoltre due bottoni superiori per regolare rapidamente la funzione del ring frontale (a scelta tra diaframma, tempo d’esposizione e altro), nonché il bottone di registrazione filmato/Time Lapse.

Nella parte laterale destra troviamo invece il connettore USB (che supporta la ricarica della batteria tramite cavo micro USB) e HDMI, così come il bottone d’attivazione rapida del WiFi che ci permetterà di interfacciare la fotocamera con dispositivi mobili quali smartphone e tablet e, tramite l’applicazione dedicata e disponibile per iOS e Android, effettuare una gestione remota o condividere rapidamente fotografie e filmati. La parte di sinistra rimane molto minimale: troviamo infatti il bottone di espulsione rapida del flash (stile espulsione del sedile della macchina alla James Bond) e una scritta che ci ricorda, per l’ennesima volta, che questa fotocamera ha il WiFi incorporato.

La parte inferiore di Canon PowerShot G7 X Mark II integra il classico connettore da cavalletto e il vano per la batteria ricaricabile agli ioni di litio NB-13L da ben 1250 mAh che garantisce una buona autonomia di circa 240 scatti (classica per una fotocamera di queste dimensioni ma apprezzata se pensiamo alle numerosi funzioni integrate), che riescono ad arrivare fino a 355 in modalità ECO. Ovviamente si tratta di un dato variabile in base al tipo di foto che fate (se a lunga esposizione, etc.); può ovviamente variare anche in base alla quantità e durata di filmati che deciderete di registrare. Non manca il logo NFC, che ci ricorda il supporto allo standard per il pairing tramite la Near Field Communication.

Guardando Canon PowerShot G7 X Mark II nella parte superiore, troviamo ovviamente il flash ad espulsione (il paracadute dell’auto di James Bond, ricordate?), il tasto di accensione, il regolatore dello zoom ottico fino a 4,2x che aggiunge un ulteriore 4x e un 8,4x grazie alla funzione ZoomPlus (per un totale di 17x in combinato) e la ghiera dei programmi.

Quest’ultima integra varie funzioni. Andando in ordine, si parte dalla classica modalità “C” – dico classica perché di solito si vede su reflex e mirrorless, difficilmente su fotocamere compatte, seppur questa categoria ultimamente si sta piuttosto evolvendo e avvicinando sempre di più alla gamma professionale. Essa permette di personalizzare dei settaggi a vostra scelta e richiamarli velocemente in caso di necessità; se, ad esempio, sapete di dover scattare alcune scene sempre con lo stesso tempo e con lo stesso diaframma, potete crearvi una funzione rapida da richiamare velocemente.

Troviamo poi le comuni modalità “M” (tutti i settaggi manuali), “Av” (priorità di diaframma), “Tv” (priorità di tempi) e “P” (programma). A seguire troviamo la modalità “Auto Ibrida“, già presente su moltissime fotocamere che abbiamo avuto modo di provare, come Canon M3 o Canon M10; essa permette di creare una sorta di “video diario” di un viaggio o un evento particolare. Potrete infatti scattare varie foto durante la registrazione di un filmato al fine di creare dei frame “congelati” in cui far notare meglio un dettaglio a vostra scelta.

Troviamo poi la classica modalità “AUTO“, sicuramente inadatta per chi vuole imparare come fotografare, in cui vi dovrete preoccupare solo del “carpe diem fotografico”. La modalità “Scena” è sempre quella più “curiosa” da scoprire in quanto nasconde piccole funzioni esclusive che hanno lo scopo di valorizzare le singole caratteristiche delle varie fotocamere. In questo caso, troviamo le funzioni creative solite come “HDR”, “fisheye”, “effetto artistico”,  “acquarello”, “miniatura” e molti altri, altrettanto già visti. Una delle funzioni interessanti che vedremo più avanti riguarda sicuramente la tecnica del panning che, in questa fotocamera, viene molto facilitata.

Troviamo poi la classica modalità video che, però, nasconde una sorpresa interessante: tramite il bottone “Q” sarà possibile passare dalla modalità “standard” alla modalità di registrazione di un filmato breve (utile se dovete registrare tante piccole clip), la modalità video manuale per regolare vari settaggi in base alla scena, una straordinaria modalità Time Lapse di cui parleremo nel capitolo qui sotto e una modalità “filmato iFrame” che può essere modificato con dispositivi che supportano questo standard. Sotto alla ghiera dei programmi, infine, troviamo la grande e comoda ghiera di compensazione dell’esposizione in grado di passare da -3EV a 3EV.

Piccolo dettaglio importante: nella parte superiore troviamo anche un doppio microfono e un piccolo altoparlante per riascoltare l’audio dei nostri filmati.

Una grave pecca è l’assenza di ingresso microfono e un’uscita cuffie, proprio perché, grazie all’ottima portabilità e alle buone caratteristiche tecniche, Canon PowerShot G7 X Mark II sarebbe potuta diventare un’ottima alleata per videomaker in erba.

Prestazioni: potenzialità nascoste

Nei primi scatti di prova abbiamo subito notato le grandi potenzialità di Canon PowerShot G7 X Mark II, a partire da alcune caratteristiche rimaste invariate, come il processore CMOS da 1″ retroilluminato da 20,1 megapixel e la registrazione filmati a 1080p @50 fps in formato MP4. Molte funzioni ci hanno decisamente stupito, come la Time Lapse mode completamente personalizzabile in base all’intervallo tra gli scatti, il tipo di messa a fuoco, il bilanciamento del bianco, l’effettiva durata della sessione di scatto e molto altro.

DIGIC 7: un processore d’immagine davvero unico

Se esteticamente sono cambiate poche cose (ma buone) rispetto al modello precedente, sotto al “cofano” (visto che si parlava di auto di James Bond) di Canon PowerShot G7 X Mark II batte un cuore (processore d’immagine) molto importante: si tratta della prima compatta ad integrare il nuovo DIGIC 7.

Per quanto concerne questo processore d’immagine abbinato ad una fotocamera compatta, ci aspettavamo molto prima di mettere le mani su questo prodotto, e, in parte, le nostre attese sono valse a qualcosa. In primo luogo, il nuovo DIGIC 7 porta una “ventata d’aria fresca” alle performance della sensibilità ISO nativa, che ora è espandibile fino a 25.600 (contro i 12.800 della versione precedente). In tutto questo, grazie al nuovo processore d’immagine, troviamo miglioramenti per quanto concerne la presenza di rumore nelle immagini, che ora è decisamente ridotto rispetto al passato. Oltre a ciò, le novità che porta il nuovo processore riguardano anche la velocità di scatto: Canon PowerShot G7 X Mark II riesce ora a raggiungere fino a 8 fps contro i “soli” 6.5 fps. Vi ricordiamo che molte fotocamere reflex di fascia alta ancora non superano i 4-5 fps, giusto per farvi capire di che risultato parliamo. Non finisce qui: gli 8 fps sono stati estesi anche al formato RAW, un incredibile cambiamento rispetto agli 1.2 fps del predecessore. Ben fatto Canon!

Certo, tutto dipende molto anche dal tipo di messa a fuoco che utilizzate: nella modalità Servo H, la velocità scende a 5.4 fps (comunque un valore decente rispetto a tante altre fotocamere di fascia più alta, ricordiamolo) con AF continuo attivo.

Un altro grande miglioramento che avvicina questa fotocamera ad una fascia alta riguarda la possibilità di scattare in formato RAW a 14-bit, a differenza dei 12-bit di Canon PowerShot G7 X; questo vi permetterà di avere ancora più qualità negli scatti effettuati. Questa caratteristica porta la nuova fotocamera ad essere in linea con le “sorelle” Canon PowerShot G9X, Canon PowerShot G5X e Canon PowerShot G3X.

Le sorprese del nuovo DIGIC 7 non finiscono qui: il componente, grazie all’incredibile capacità di calcolo, permette a questa fotocamera di elaborare i file RAW on-camera senza problemi, rendendo questo modello il primo della sua categoria ad avere questa funzione.

Un autofocus sempre prestante e sorprendente

Stando a quanto affermato da Canon, anche le performance dell’autofocus sono state migliorate notevolmente, pertanto abbiamo posto particolare attenzione anche a questo aspetto. Effettivamente, dopo aver testato i vari metodi di messa a fuoco, possiamo reputarci decisamente soddisfatti per quanto concerne la rapidità e precisione di messa a fuoco automatica. È disponibile inoltre la messa a fuoco manuale con funzione di focus peaking che evidenzierà di un colore a vostra scelta le aree a fuoco dell’immagine al fine di rendervi ancora più veloci anche se mettete a fuoco manualmente. Ci siamo trovati un po’ a disagio con il sistema di regolazione di messa a fuoco della ghiera in quanto, in molte modalità, assume la funzione di zoom (cioè variazione d’ingrandimento con la ghiera) e non quella che logicamente dovrebbe svolgere, cioè appunto la regolazione di messa a fuoco manuale. Questo si traduce in meno intuitività globale e meno rapidità d’utilizzo, ma è sicuramente una questione facilmente risolvibile con un po’ di pratica..

Tornando all’autofocus, doveroso dire esso è particolarmente prestante anche se si seleziona la modalità di tracking in cui si seleziona sul touch un oggetto o un soggetto particolare da inseguire (come ad esempio una macchina che sfreccia su strada, un uccello che vola e così via). Le performance diventano “da urlo” se in abbinamento alla modalità tracking attivate la modalità Servo: abbiamo provato a muovere la fotocamera velocemente e, grazie anche al processore d’immagine DIGIC 7, il soggetto selezionato rimaneva perfettamente tracciato. Questa caratteristica riserva una particolare nota di merito in quanto davvero ci ha lasciati ammaliati in quanto a rapidità e precisione, reazione che non abbiamo avuto nemmeno con moltissime reflex professionali provate in passato.

Oltre a questo, ci sono miglioramenti anche per quanto la velocità di messa a fuoco automatica in condizioni a basso contrasto o luminosità ridotta. È stata aggiunta inoltre una modalità dedicata al panning che, unita alla funzione di tracking, renderà la vostra fotografia in movimento qualcosa di superbo. Con questa funzione è possibile inoltre attivare l’autofocus lock (sempre per rimanere bloccato in base a quel tipo di soggetto che volete fotografare) e il tempo d’esposizione automatico (priorità di tempo, ad esempio) al fine di creare ottimi motion blur nello sfondo delle vostre foto. Inoltre, in base alla direzione del panning, il sistema di stabilizzazione integrato (Intelligent Image Stabilizer) si attiverà o disattiverà automaticamente in maniera, per l’appunto, intelligente.

ISO: prestazioni elevate anche grazie al processore

Niente da fare: in un modo o nell’altro questo DIGIC 7 vuole sempre essere presente in ogni sottocapitolo di questa recensione. Però, a pensarci bene, è proprio così: se una fotocamera ha un sensore d’immagine davvero prestante, sarà facile poi godere di risultati eccezionali su tutti i fronti. La sensibilità ISO di questa fotocamera si può estendere fino a 25800 e, seppur mostrando un po’ di rumore digitaleassolutamente normale, complessivamente, se la cava molto bene comparata a modelli simili da noi testati.

Come potete vedere dalla comparazione, la grana rimane poco visibile anche a 12800 ISO, risultato decisamente buono, anche in vista dell’ottimo processore.

Modalità Time Lapse: una vera sorpresa

Il Time Lapse, per chi non lo sapesse, è una tecnica che, grazie allo scatto in sequenza di più foto ad intervalli personalizzati in base alla sessione, permette di vedere in pochi secondi eventi di solito molto lunghi, come il movimento delle nuvole, il tramonto, l’alba e così via. Abbiamo provato questa modalità spinti dalla grande attenzione riposta dal sito ufficiale di Canon Italia in merito proprio ai time lapse e, ovviamente, il nostro primo pensiero è stato “non sarà niente di eccessivamente sorprendente, come sulle altre compatte”, ma abbiamo dovuto ricrederci praticamente subito.

Per attivare la modalità Time Lapse è sufficiente ruotare la ghiera dei programmi sul logo della videocamera e, tramite il bottone Q, accedere all’impostazione dedicata dal sottomenù che vedrete. Fin qui niente di particolare abbiamo pensato, la classica modalità con il solito intervallo definito e per niente personalizzabile, poi abbiamo visto un’icona in basso a sinistra col classico logo dedicato alla regolazione delle impostazioni, e lì è cambiato tutto.

Premendo quell’icona si è aperto davvero un mondo, e credeteci, questa è un’altra funzione che su moltissime reflex non è disponibile nonostante il time lapse sia una tecnica ormai molto in voga in ogni dispositivo (smartphone compresi, purtroppo o per fortuna).

In sostanza, premendo quel bottone direttamente dal monitor touchscreen capacitivo siamo stati in grado di accedere ad un sottomenù in grado di farci scegliere la scena di scatto (a scelta tra “Scena 1” per soggetti in movimento come persone che camminano, “Scena 2” per soggetti che cambiano lentamente come le nuvole e “Scena 3”, dedicata a scene che cambiano lentamente, come tramonto o alba), l’intervallo e il numero di scatti (con un pratico selettore che ci permette di scegliere ogni quanti secondi dev’essere scattata una foto e quanti scatti totali vogliamo ottenere), l’esposizione automatica (fantastica funzione che ci permette di regolare automaticamente l’esposizione in base ai cambi di luce scegliendo se tenerla fissa in base al primo scatto o variarla per ogni foto) e la possibilità di rivedere o no l’immagine appena scattata. Quest’ultima opzione è molto importante in quanto, spesso, per i time lapse notturni si sceglie di disattivare l’anteprima della foto e spegnere lo schermo per risparmiare batteria e avere un’autonomia maggiore per gli scatti, cosa che è possibile in questo modello. Davvero strepitoso.

Ci siamo divertiti a registrare qualche sequenza molto banale e, ancora una volta, Canon PowerShot G7 X ci ha stupiti: con poche regolazioni siamo riusciti ad ottenere un risultato più che soddisfacente per una fotocamera compatta.

Menù e intuitività: funzioni sorprendenti in salsa Canon

Sia che siate utenti Canon storici, sia che siate principianti (e magari questa è proprio la prima fotocamera che acquistate o utilizzate), i menù “nascondono” qualcosa di nuovo. Pur rimanendo piuttosto intuitivi e scorrevoli senza particolari problemi, gli utenti troveranno alcune nuove funzioni come, ad esempio, la possibilità di editare i file RAW on camera con un menù dedicato che comparirà dopo aver selezionato la foto da editare.

I menù rimangono dinamici e le funzioni cambiano in base al tipo di programma da voi scelto sulla ghiera, così sarete in grado di modificare ciò che vi serve dove vi serve. Tra le funzioni da segnalare non manca sicuramente la livella elettronica, necessaria e comoda per scattare foto dritte (soprattutto se su cavalletto), che integra un ottimo strumento di calibrazione per permettervi di essere geometricamente precisi (sì, i geometri ameranno più questa funzione che tutto il resto). Nelle impostazioni generali troviamo anche la possibilità di disattivare lo schermo touch e utilizzare tutte le varie funzioni esclusivamente con i bottoni fisici, funzione che sicuramente amerà chi non sopporta gli schermi sensibili al tocco sulle fotocamere.

In Canon PowerShot G7 X è presente inoltre una funzione Picture Style completamente ridisegnata e migliorata per permettere agli utenti di regolare facilmente il colore, il contrasto e la definizione direttamente sullo schermo prima o dopo aver scattato la foto.

Globalmente possiamo ritenerci soddisfatti della navigazione e dell’intuitività dei menù seppur in alcuni casi l’esperienza utente diventi poco intuitiva, come la gestione della funzione della ghiera in alcune modalità (seppur ci sia un bottone dedicato proprio alla scelta della funzione della ghiera).

Canon PowerShot G7 X Mark II recensione: le nostre conclusioni

Abbiamo messo sotto torchio Canon PowerShot G7 X in diverse situazioni. Ad esempio, abbiamo subito notato la possibilità di attivare un filtro ND elettronico al fine di scattare lunghe esposizioni anche di giorno (dove possibile). Qualcosa di già visto su Canon PowerShot G3X e provato a Berlino, ma che, a differenza del modello precedente, in questo prodotto non ci ha particolarmente colpito e risulta poco efficace nella maggior parte delle situazioni. Abbiamo inoltre analizzato bene la lente apprezzando l'apertura massima a f/1.8 e la costruzione a 9 lamelle per sfocati eccezionali (ed è la verità); questa pecca però parecchio in quanto ad aberrazione cromatica che risulta fin troppo visibile ad occhio nudo (come potrete vedere dalla galleria qui sotto). Globalmente ci possiamo ritenere molto sorpresi dagli artigli che nasconde Canon PowerShot G7 X Mark II, ma ci interessa riflettere bene sul tipo di mercato che questa fotocamera può avere. Dato il prezzo, molti utenti potrebbero preferire una reflex di fascia bassa che, seppur non avendo lo stesso processore prestante e caratteristiche importanti come il RAW a 14 bit (quasi sicuramente non presente in una reflex entry level), risulta comunque essere più appetibile per via della forma da "fotocamera massiccia" che le persone vogliono. Purtroppo o per fortuna, una fotocamera compatta verrà sempre vista come una "punta e scatta" e, di conseguenza, spesso ignorata da appassionati o professionisti e comprata solo da chi cerca una "bella fotocamerina da usare in vacanza e fotografare i piedi in spiaggia". Insomma, tutto questo per dire che ci dispiacerebbe un eventuale insuccesso di questa fotocamera in quanto merita davvero, ma si scontra con dogmi e punti di vista comuni troppo concorrenziali. Ci sono anche fotocamere mirrorless della stessa fascia di prezzo che hanno però la possibilità di cambiare obiettivo, caratteristica che potrebbe diventare una necessità per un utente. Ve ne consigliamo l'acquisto? Decisamente sì, perché è davvero un ottimo prodotto che si piazza al centro della ricerca della migliore fotocamera compatta. Gli scatti sono più che buoni e anche in raffica: siamo di fronte ad un vero e proprio nuovo livello di qualità per ciò che riguarda la fotocamera miniaturizzata. Peccato - non che sia strano - per l'assenza di una slitta hotshoe, cosa che avrebbe reso probabilmente perfetto il prodotto anche per l'utilizzo professionale.

Pro
Ricarica tramite micro USB
Processore DIGIC 7 estremamente prestante
Possibilità di editare i RAW on camera
Raffica a 8fps anche in RAW
Modalità Time Lapse meravigliosa
Contro
Jack per cuffie e microfono mancanti
Aberrazione cromatica spesso evidente
Mirino EVF assente
Slitta hotshoe assente
valutazione finale8