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Canon PowerShot G5 X recensione: la compatta che assomiglia ad una reflex

Canon PowerShot G5 X recensione: la compatta che assomiglia ad una reflex

Abbiamo testato la Canon PowerShot G5 X, come si sarà comportata? Scoprilo in questa recensione / Ultima modifica il

Canon PowerShot G5 X è una fotocamera compatta che avevamo avuto modo di provare in anteprima durante il PhotoShow 2015 di Milano. Si tratta di una camera che si rivolge principalmente agli utenti che amano viaggiare e che punta tutto su design e prestazioni. Dopo averla provata in varie situazioni che ci hanno permesso di scoprire i suoi pregi e suoi difetti, siamo pronti a raccontarvi tutte le nostre opinioni in questa recensione di Canon PowerShot G5 X.

Design e materiali: comodità e dettagli curati

Fin da quando è stata presentata, la Canon PowerShot G5 X ha riscosso molto successo grazie soprattutto al suo aspetto. Canon ha curato molto i materiali e il design di questa compatta, donandole un look diverso da tutte le fotocamere compatte presenti sul mercato: la piccola calotta sopra l’obiettivo e le varie ghiere la fanno infatti somigliare molto ad una reflex.

Nella parte anteriore della Canon PowerShot G5 X si fa subito notare l’obiettivo preso in prestito dalla G7 X Mark II, un 24 – 100mm f/1.8-2.8 che permette di affrontare la maggior parte dei contesti fotografici senza problemi. Intorno alla lente è presente una ghiera (anche lei già vista su altri modelli PowerShot) che può essere utilizzata per la regolazione del diaframma o tempo d’esposizione. È molto comoda perché non è fluida ma “a step”: questo consente una maggiore precisione quando si settano i parametri di scatto. Purtroppo non è possibile utilizzare questa ghiera per il controllo della messa a fuoco o dello zoom, una mancanza che potrebbe risultare limitante per gli utenti più esperti. Continuando sull’aspetto anteriore della Canon PowerShot G5 X notiamo, oltre alla luce per la messa a fuoco e alla denominazione del modello, un’impugnatura in policarbonato e una seconda ghiera per l’impostazione dei parametri di scatto molto comoda e bella da vedere.

La parte superiore della Canon PowerShot G5 X è composta, partendo da sinistra, da una ghiera dei programmi (sono presenti le scene automatiche, semi-automatiche e completamente manuale), la calotta dove trova posto la slitta a contatto caldo per l’uso di flash esterni, il piccolo flash pop-up che non è a molla ma deve essere aperto manualmente, il tasto ON/OFF, il tasto di scatto con la ghiera per lo zoom e la ghiera per la compensazione dell’esposizione.

Posteriormente è presente il display da 3″ touchscreen che ha una buona qualità e si fruisce bene in tutte le situazioni; è completamente orientabile quindi risulta molto comodo se si vogliono scattare selfie o registrare vlog. Subito sopra lo schermo troviamo il mirino elettronico EVF OLED da 2.360 milioni di punti: è comodo da utilizzare anche per chi porta gli occhiali ed ha una buona qualità. Sulla destra è presente la parte relativa ai tasti e all’impugnatura. Sulla piccola sporgenza gommata trova posto il tasto REC: questo in modalità foto funge da tasto funzione e si trova in una posizione molto comoda. Al di sotto della piccola impugnatura troviamo i tasti per il blocco dell’esposizione, la scelta del punto di messa a fuoco, il solito pad direzionale compreso di una ghiera e i classici tasti menù e galleria.

Sul lato destro della Canon PowerShot G5 X è presente uno sportellino in gomma che protegge i connettori per la micro USB, la micro HDMI e il jack per collegare un telecomando esterno. Al di sotto delle interfacce trova posto il tasto dedicato alla connessione wireless, che consente di attivare o disattivare il WiFi. La parte inferiore è composta dall’immancabile attacco a vite per i treppiedi e il vano per la batteria ricaricabile agli ioni di litio (NB-13L) e la scheda SD. Infine nella parte inferiore è anche presente il chip NFC per la connessione veloce con smartphone o tablet.

Prestazioni: fa il suo dovere, ma non chiedetele di essere veloce

Canon PowerShot G5 X è comoda da trasportare: si può tenere in tasca o anche in una piccola borsetta. La lente è protetta da delle lamelle che si chiudono automaticamente, quindi niente copriobiettivo che non si sa mai dove mettere. L’accensione della G5 X avviene in pochissimo tempo: una manciata di secondi ed è pronta a scattare; questo la rende un’ottima fotocamera per quando si è in viaggio. Se non si è molto esperti è possibile utilizzarla in modalità AUTO e restituirà ottimi scatti. Grazie ai profili MY COLOR è possibile applicare degli effetti alle foto, come ad esempio il bianco e nero, direttamente quando vengono scattate; si possono utilizzare anche in modalità manuale ovviamente, ma si disattivano se si scatta in formato JPEG+RAW. Un’altra stranezza, se così si può definire, sta nel fatto che utilizzando la modalità AUTO non è possibile decidere il formato del file, ma soltanto la risoluzione. Nonostante questi aspetti, mi sento di consigliare questa piccola Canon anche a coloro che si avvicinano al mondo della fotografia: è abbastanza intuitiva e le tre ghiere dedicate al settaggio dei parametri si trovano in posizione molto comoda. Grazie all’obiettivo 24 – 100mm f/1.8-2.8 può essere utilizzata per varie tipologie di fotografia. Scattando a 100 mm con diaframma pari a f/2.8 si ottiene un ottimo sfocato (perfetto per i ritratti), mentre utilizzando il grandangolo a f/11 è possibile avere molta profondità di campo (perfetta per i paesaggi). Inoltre la G5 X è dotata di filtro ND digitale, grazie al quale è possibile scattare fotografie con esposizione molto lunga anche quando c’è troppa luce.

Non si comporta bene in situazioni dinamiche purtroppo: la raffica di scatti arriva massimo a 6 fps se si scatta in JPEG e solo per 8 scatti consecutivi. Se invece si scatta in formato RAW oppure RAW+JPEG la “raffica” scende ad 1 fps – sì, avete letto bene – una sola foto al secondo. Ho provato ad utilizzarla durante il carnevale (una situazione in cui serve molta dinamicità per non perdere l’attimo) e la lentezza della G5 X nel salvare le foto prima di essere di nuovo operativa mi ha fatto perdere molti momenti. Se pensate di acquistarla per utilizzarla durante i viaggi o delle feste si comporta benissimo, ma se siete interessati a fotografie per cui serve rapidità meglio puntare su qualcos’altro.

La qualità delle foto che restituisce la Canon PowerShot G5 X è molto buona. Il sensore CMOS da 1″ si comporta molto meglio di altre fotocamere della stessa fascia. I file RAW a 14-bit che restituisce questa compatta permettono un ottimo recupero delle ombre e delle alte luci. Non si può dire la stessa cosa dei file JPEG: il processore della G5 X (DIGIC 6) tende a sbagliare il bilanciamento del bianco ed esagera con la riduzione del rumore digitale. Quest’ultimo aspetto rende le foto scattate con sensibilità ISO alta un po’ troppo finte: cerca di rimuovere il rumore e aggiungere nitidezza rendendo le foto “impastate”.

Esperienza d’uso: semplice e intuitiva

Mi sono divertito molto ad utilizzare questa Canon PowerShot G5 X per via della sua compattezza e della sua facilità d’uso. Appena si accende per la prima volta è semplice configurarla e per prendere confidenza con ghiere e pulsanti bastano pochi minuti; inoltre la presenza del touchscreen la rende ancora più intuitiva e semplice da utilizzare. Il mirino è posizionato molto bene ed ha una buona qualità, così come il display orientabile che si vede bene in tutte le condizioni di luce. Le info presenti sul display e sul mirino sono personalizzabili: è possibile visualizzare una livella elettronica, un istogramma e varie informazioni di scatto. Purtroppo lo schermo da 3″ può essere utilizzato solo come Live View; questo può risultare scomodo se si utilizza la fotocamera solo attraverso il mirino. Mi sarebbe piaciuta la possibilità di visualizzare soltanto i parametri di scatto, come accade sulle reflex, in modo da avere sempre sotto controllo le impostazioni. Questa funzione avrebbe aiutato anche a migliorare l’autonomia molto ridotta (circa 210 scatti).

Come già detto le ghiere della G5 X sono molto comode, quelle frontali (una posizionata sul barilotto e l’altra sopra l’impugnatura) possono essere utilizzate per variare tempi di scatto e diaframma; mentre quella posteriore (posizionata intorno ai tasti direzionali) può essere utilizzata per la messa a fuoco manuale, per variare la sensibilità ISO o per cambiare il bilanciamento del bianco.

Messa a fuoco: molto bene in AF un po’ meno in MF

L’autofocus della Canon PowerShot G5 X mi è piaciuto e funziona bene, anche se non ha molte funzioni. Si tratta di un autofocus a rilevamento di contrasto che utilizza 31 aree. È possibile utilizzarlo soltanto in due modalità: la prima è la modalità inseguimento con rilevazione del viso che usa tutte le 31 aree e decide in automatico cosa mettere a fuoco; la seconda modalità permette, invece, di scegliere un solo punto di messa a fuoco in modo da avere maggiore precisione. Nel complesso azzecca quasi sempre il fuoco, tranne quando c’è poco contrasto o poca luce, ma questo è un problema di tutti i sistemi a rilevamento di contrasto. È anche presente la funzione macro che, teoricamente, dovrebbe permettere di avvicinarsi di più al soggetto, ma in realtà io non ho notato molta differenza con l’autofocus impostato su “normale”. Utilizzando AF SERVO è possibile mettere a fuoco un soggetto e mantenerlo sempre nitido anche se questo si sposta: funziona bene ed è molto fluido. Durante la registrazione dei video l’autofocus continuo si comporta benissimo: azzecca sempre il punto da mettere a fuoco e se ci si sposta non inizia a focheggiare ma cambia la distanza di messa a fuoco in modo molto fluido. Male la messa a fuoco manuale: nonostante sia presente il Focus Peaking, che evidenzia l’area che si sta mettendo a fuoco, non è possibile utilizzarlo con la ghiera posta sull’obiettivo, ma soltanto tramite la ghiera posteriore o il touchscreen. Se si sta fotografando un oggetto fermo non ci sono problemi, ma se si vuole utilizzare la messa a fuoco manuale in altre situazioni, come per esempio un ritratto, diventa inutilizzabile.

Connettività: praticamente perfetta

Come abbiamo già detto, la Canon PowerShot G5 X è dotata di chip WiFi e NFC. Grazie a questi metodi di connettività è molto semplice collegarla a dispositivi mobili, come ad esempio smartphone e tablet. Canon G5 X può creare una rete WiFi per connettere i dispositivi in modo diretto, oppure può essere collegata ad una rete Wireless e interagire con tutti i dispositivi collegati alla medesima rete (ovviamente quest’ultimi devono essere dotati dell’applicazione gratuita Camera Connect). La connessione tra i dispositivi avviene in modo molto veloce ed è stabile; tramite l’apposito tasto posto sulla parte destra della fotocamera è possibile attivare il WiFi anche quando questa è spenta. Una volta connessi è possibile visualizzare le foto presenti sulla fotocamera, trasferire i file sul proprio dispositivo mobile, cambiare alcune impostazioni della fotocamera e comandarla da remoto. Il trasferimento dei file è molto utile se si vuole condividere sui vari social network una foto scattata con la G5 X. Il controllo remoto l’ho trovato utile per foto di gruppo o per la fotografia paesaggistica: si può posizionare la fotocamera e comandarla a distanza senza toccarla. Unica mancanza per quanto riguarda la connettività è l’impossibilità di registrare video mentre si controlla da remoto la fotocamera.

Video: ottimi, ma manca il 4K

Nonostante la Canon PowerShot G5 X abbia un aspetto da macchina fotografica, è in grado di registrare video in Full HD a 50fps: questo vuol dire che se siete degli aspiranti videomaker o vlogger questa Canon potrebbe essere un ottimo punto di partenza. Grazie alla lente molto luminosa è possibile registrare video anche con scarsa luminosità e, vista la grande escursione focale, si possono effettuare tutte le tipologie di riprese. È perfetta se si vogliono registrare vlog: l’obiettivo grandangolare permette di effettuare riprese da vicino e il display orientabile permette di vedere cosa si sta riprendendo. Se invece si vogliono effettuare riprese a soggetti molto lontani, lo zoom ottico 4.2x permette di avvicinarsi alla scena e l’ottima stabilizzazione assicura una nitidezza eccellente. Manca purtroppo il jack per collegare un microfono esterno o delle cuffie, un particolare da non sottovalutare per chi registra video. Non è possibile registrare in risoluzione 4K, come già fanno altre fotocamere compatte, ma questo per alcuni non è un grande problema.

Sensibilità ISO: in linea con il resto

Abbiamo già accennato qualcosa per quanto riguarda la sensibilità ISO di questa Canon PowerShot G5 X. La gamma ISO va da 125 a 12.800, con step da 1/3 di stop. Fino a 400 ISO la G5 X restituisce degli ottimi file, sia in JPEG che in RAW; salendo si fa vedere il rumore digitale che, se si scatta in RAW, può essere tranquillamente gestito fino a 1600 ISO. Personalmente ho evitato di spingermi oltre i 3200 ISO per via del rumore digitale molto evidente. Come detto sopra, i JPEG ad alti ISO risultano troppo impastati, meglio scattare in RAW e cercare di diminuire il rumore in post-produzione. Ovviamente se non avete grandi pretese oppure scattate perlopiù con ISO bassi, non ci sono problemi. Si tratta di una macchina fotografica per le foto di viaggio, quindi se si vuole immortalare un momento particolarmente bello non si andrà a cercare la massima nitidezza.

Canon PowerShot G5 X recensione: le nostre conclusioni

Dopo aver testato la Canon PowerShot G5 X a fondo posso condividere finalmente le mie conclusioni che ho tratto. Parto subito dal dire che mi è piaciuta molto, ma allo stesso tempo mi ha fatto storcere il naso. Il motivo è semplice: ha tutte le carte in regola per essere una perfetta fotocamera compatta, ma Canon ha avuto delle piccole mancanze che a volte la rendono poco pratica. La scelta di usare la messa a fuoco manuale con la ghiera posteriore, l'impossibilità di scegliere il profilo MY COLOR quando si scatta in RAW+JPEG e l'autonomia al di sotto della concorrenza intaccano negativamente sull'esperienza d'uso di questa piccola Canon. Ovviamente ci sono anche molti punti a favore della G5 X. Il primo è sicuramente l'aspetto: è bellissima da vedere e comoda da tenere in mano e trasportare. Utilizzarla è molto semplice ed è perfetta per chi vuole avvicinarsi al mondo della fotografia e non vuole acquistare una reflex che può risultare pensante e ingombrante. È un ottimo punto di partenza anche perché si possono sperimentare più stili fotografici e si impara a gestire i parametri di scatto in modo molto simile alle fotocamere professionali. In definitiva vi consiglio questa Canon PowerShot G5 X se siete soliti affrontare viaggi e volete scattare fotografie di qualità, volete avvicinarvi al mondo della fotografia con una fotocamera piccola ma abbastanza potente, oppure se state cercando una fotocamera per registrare ottimi vlog o video.

Pro
Corpo che la fa sembrare una reflex in miniatura
Schermo completamente orientabile e touchscreen
Ghiere e tasti posizionati benissimo
Obiettivo luminoso, stabilizzato e con una grande escurione focale
Buon recupero di ombre e alte luci dei RAW
Autofocus e stabilizzazione durante i video ottimi
Contro
Messa a fuoco manuale inutilizzabile
JPEG impastati ad alti ISO
Raffica troppo lenta
Non registra video in 4K
Non è possibile utilizzare i profili colore quando si scatta in RAW+JPEG
Autonomia al di sotto della sua categoria
valutazione finale7

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