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Canon Powershot G3X, la bridge che sfida le DSLR

Canon Powershot G3X, la bridge che sfida le DSLR

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Non sono molte le bridge di fascia alta disponibili sul mercato, soprattutto in un periodo come questo in cui, per quanto concerne fotocamere altamente portatili, le mirrorless dominano completamente il territorio. Dopo avervi annunciato la sua uscita, siamo finalmente pronti a recensire questo nuovo prodotto di Canon, la Powershot G3X, una bridge che, grazie al suo ampio sensore, è determinata nella sfida contro una reflex molto più pesante e costosa. Ce la farà?

G3X approda sul mercato in maniera sicuramente coraggiosa in quanto, come già annunciato nell’introduzione, ultimamente sempre più utenti si spostano su fotocamere mirrorless invece di acquistare classiche compatte oppure, come in questo caso, una bridge.

Design e materiali: valgono la cifra spesa?

Parlando di design e materiali, questo modello è costruito in lega di magnesio, caratteristica che la rende decisamente robusta e ben rifinita, senza rinunciare però ad un peso importante per una bridge (739 grammi). Tuttavia, ci piace: è decisamente bella, ben rifinita, resistente, ergonomica e, inoltre, il peso – seppur possa sembrare elevato per un modello del genere – non influisce particolarmente sull’utilizzo, anzi, in alcuni casi la rende più stabile ancora.

Partendo dalla parte superiore troviamo, a sinistra, il flash a scatto attivabile da uno scomodo pulsante posto nel lato sinistro; nel centro è presente la slitta per flash ed accessori (compatibile anche con dispositivi di altri produttori seppur sacrificando il TTL, noi abbiamo provato con un Nikon SB-910 senza riscontrare problemi) ed infine le parti sicuramente più importanti di una fotocamera: le ghiere.

La ghiera dei programmi è ben fornita: abbiamo la possibilità di impostare la modalità completamente manuale, passare a quelle semi-automatiche (priorità tempi, priorità diaframma..etc) oppure a quelle completamente automatiche (AUTO sia per foto che per video). Le varie funzioni avanzate per lo scatto le vedremo più sotto nel capitolo a loro dedicato.

Troviamo poi il bottone d’accensione, quello dedicato alla registrazione video e, nell’angolo verso l’ottica, il tasto dedicato allo scatto e allo zoom (per ridurlo o aumentarlo). Ci sono inoltre due ghiere aggiuntive: una personalizzabile che, di base, è dedicata alla variazione dei tempi di scatto nelle modalità che lo permettono, l’altra, posta più nella parte interna della fotocamera, permette di variare velocemente la compensazione dell’esposizione per dare o togliere un po’ di luce extra agli scatti. Guardando la fotocamera dalla parte posteriore (quella opposta rispetto all’ottica) troviamo l’ampio schermo Touch screen LCD-TFT capacitivo inclinabile da 3,2″ con 1.620.000 punti; display che, tramite la tecnologia sRGB PureColor II G, riesce a mostrare i colori molto fedelmente e ad avere una buona qualità di visualizzazione anche in giornate di sole.

Trovano posto poi i bottoni per scorrere le foto, entrare in menù e sottomenù, regolare il flash e così via, oltre che il bottone per l’attivazione di Wi-Fi ed NFC per la connessione con smartphone ed un’ulteriore ghiera verticale personalizzabile utilizzata, di base, per regolare diaframma e ISO (tramite la pressione di un bottone secondario). Nella parte frontale troviamo l’ampio microfono stereo da utilizzare per i video, la fantastica ottica 24-600mm ƒ2.8-5.6 e la luce di messa a fuoco.

Passando alla parte inferiore troviamo il classico connettore da cavalletto e, continuando, nel lato destro è presente lo slot per schede SD fino a 64 GB. Nel lato opposto, invece, come già accennato poco sopra, troviamo lo scomodissimo tasto di scatto per il flash che, data la sua posizione, viene coperto dalla cinghia e, di conseguenza, la pressione risulta difficile e poco pratica. Troviamo poi l’ingresso per il microfono, caratteristica sicuramente fondamentale per chi si dedica ai video e l’uscita per le cuffie, anch’essa fondamentale per controllare l’audio senza disturbi.

Nel complesso, come già scritto, il design mi è piaciuto molto, tuttavia ciò che salta immediatamente all’occhio è la mancanza di un mirino utilizzabile al posto del display per scattare; questo accessorio è disponibile come acquisto separato da montare sulla slitta del flash, caratteristica che, sinceramente, non ci entusiasma visto già l’alto prezzo a cui questo modello viene proposto. Molto apprezzabile la lega di Magnesio che sicuramente influisce notevolmente in una valutazione estetica positiva. Apprezzabile anche il fatto che il tipo di materiale la renda resistente a schizzi d’acqua e sabbia.

Prestazioni da PRO: quali sono e come si comportano

La fase di scatto è sicuramente la più importante parlando di una fotocamera così compatta da cui molti non si aspettano una grande qualità e/o definizione, pensiero completamente falso perchè la Powershot G3X è in grado di catturare immagini a 20 megapixel con una rapidità e definizione davvero notevole.

Il merito è sicuramente del sensore Digic 6 di derivazione reflex: è in fatti presente in molte fotocamere DSLR di fascia alta nel listino del produttore giapponese. Oltre agli ovvi scatti ad alti megapixel, grazie alla veloce elaborazione del sensore è possibile anche scattare raffiche a 5.9 fps, caratteristica importante in quanto molte fotocamere professionali non arrivano a tale velocità.

Scatto: qualità e praticità

Analizzando le fotografie scattate possiamo sicuramente notare l’alta qualità che il sensore già sopracitato ci permette di raggiungere. Le modalità di scatto sono varie e molto simili alle classiche fotocamere reflex, a parte alcune esclusive per questo modello (che analizzeremo poco sotto).

L’esperienza di scatto è sicuramente soddisfacente: il bottone dedicato è comodo e le varie ghiere fanno bene il loro lavoro seppur, giustamente, si debba investire un po’ di tempo alla configurazione più comoda per le proprie esigenze. Importante da specificare è anche il fatto che questa fotocamera supporti i file RAW per scatti ed editing di qualità.

Lente

Molti scatti eseguiti con questa fotocamera mi hanno decisamente lasciato a bocca aperta: avere un prodotto così compatto e leggero con una lente con tale escursione focale permette di catturare aree difficilmente raggiungibili tramite classici obiettivi standard. Ad esempio, lo scatto che vedete qui sopra è stato realizzato con questa composizione grazie esclusivamente a questa escursione focale: mi trovavo sotto ad un grande palazzo di Berlino e mi piaceva molto lo stacco che questo edificio creava con il cielo.

Per catturarlo ad alta qualità e senza troppi oggetti fastidiosi di contorno era necessario avere un grande zoom e questa foto, scattata a quasi 250 mm (equivalenti al 35 mm), è la risposta: abituato a girare con un’ottica 24-70 e, nello zaino, un 70-200, avrei comunque dovuto fare un crop (ritaglio della foto per definire la composizione in post-produzione, ndr) sperando di mantenere la qualità, stessa regola che si può applicare a scatti notturni (come ad esempio la luna), motivo per cui sono assolutamente soddisfatto di questa lente. Aggiungendoci il fatto che lo scatto è stato fatto a mano libera in una posizione decisamente scomoda, possiamo capire il perfetto comportamento dell’abbinamento Digic 6 + 24-600 ƒ/2.8-5.6 (lente non intercambiabile montata su questo dispositivo).

È inoltre presente un sistema di autofocus molto rapido a trentun punti con tanto di inseguimento del soggetto (che funziona bene nelle foto e decisamente peggio nei video) con annesso stabilizzatore che, compatibilmente con un tempo adatto a lunghezza focale e tempo d’esposizione, si comporta davvero bene anche nelle situazioni peggiori.

La lente è inoltre composta da ben diciotto elementi in tredici gruppi (di cui diverse tra queste asferiche) e, dopo diversi test, abbiamo potuto apprezzare come tutta questa costruzione riesca a limitare aberrazioni cromatiche e flare indesiderati.

ISO

Una parte molto difficile da gestire per compatte/bridge è sicuramente la sensibilità ISO: spesso, per via di sensori di bassa qualità che possano stare fisicamente in uno spazio ristretto, non è possibile avere grandi risultati ad alti ISO in prodotti così compatti; tuttavia, la Powershot G3X si comporta sufficientemente bene anche al massimo della sensibilità supportata (pari a 12.800).
Abbiamo fatto alcuni test in zone con bassa luminosità al massimo degli ISO per vedere la quantità di rumore elettronico visualizzata nello scatto finale: in molti casi è decisamente accettabile per un dispositivo di questa dimensione grazie sicuramente all’avanzato sensore installato; tuttavia, consigliamo di non superare la soglia dei 3200 ISO per rimanere “tranquilli” ed evitare troppo rumore. Nella foto d’esempio, scattata a 12.800 ISO possiamo comunque notare molto rumore visibile che però non risulta eccessivamente fastidioso.

Macro

Parlando di Macro è sicuramente importante essere rapidi, stabili e con la giusta luce per catturare ogni dettaglio, oltre sicuramente al fatto di avere un’ottica che permetta il giusto “sfocato” per distaccare il soggetto immortalato dallo sfondo. Questo tipo di fotografia è sempre un gran punto di domanda per molte fotocamere compatte e bridge: non ci sono spesso possibilità fisiche per raggiungee buoni risultati seppur ogni fotocamera abbia ormai la funzione “Macro” che ottimizzi i vari parametri. Discorso che non vale per questa G3X, le prestazioni ci sono e si vedono.

Proprio quando stavo registrando la video recensione, mi è passato di fianco un simpatico passerotto che si è appoggiato per qualche istante su una sedia poco lontano da me. Ho subito impugnato la fotocamera e, mettendo velocemente la modalità Macro, ho subito allungato lo zoom al fine di catturare bene il soggetto e fatto partire una veloce raffica per assicurarmi una foto perfetta. Il risultato parla decisamente da solo: in pochi secondi ho scattato venti foto che mi hanno permesso di ottenere un ottimo risultato prima che l’uccellino volasse via; inoltre, la definizione è decisamente sorprendente, altra caratteristica che mi ha lasciato a bocca aperta.

Scatto creativo

Questa è una di quelle modalità “simpatiche” che però possono far risparmiare tempo se siete amanti di filtri ed effetti creativi. Il funzionamento è molto semplice: si scelgono le impostazioni per la foto (si tratta di una modalità semi-automatica), si inquadra il soggetto da immortalare e, con una lieve pressione sul bottone di scatto, la fotocamera penserà al resto facendo una raffica di scatti che trasformerà poi automaticamente in una serie di foto con filtri e modifiche all’aspect ratio e all’inquadratura. Molto bello se si vuole scattare una foto diversa e/o post-prodotta con dei filtri direttamente “on camera”.

Nella galleria qui sotto potete vedere un singolo scatto con questo effetto e, come potete notare, la fotocamera ha pensato automaticamente a creare diversi frame con vari effetti applicati. Non c’è una serie precisa di effetti e/o aspect ratio, sarà il dispositivo a sceglierli in maniera casuale a seconda dello scatto.

 

HDR

Oltre alle varie “scene” più blasonate (come ritratto, notte, tramonto, cibo..etc), v’è anche la presenza dell’ormai immancabile HDR (di cui vi abbiamo spiegato il funzionamento qui), con la presenza però di alcune funzionalità avanzate decisamente uniche e sorprendenti.

Nonostante si tratti di una modalità quasi completamente automatica, non ha deluso le aspettative mostrando l’ottima funzione che permette di scegliere diversi stili di HDR in real time: questo permette di vedere sul live view un’anteprima completa di come sarà la foto prima di scattarla e, se non ci piace, sarà possibile scegliere un altro stile di HDR tra i diversi disponibili. Decisamente ben fatto ed apprezzabile.

Filtro ND integrato: la funzione rivoluzionaria

Abbiamo parlato del filtro ND in questo nostro approfondimento poco tempo fa: si tratta per l’appunto di un vetro da applicare all’obbiettivo al fine di ridurre notevolmente la luce in ingresso e, di conseguenza, poter aumentare le esposizioni di un tot di stop (dipende dal tipo di filtro ND).

Insomma, per gli amanti delle lunghe esposizioni è un accessorio che non può mancare per poter, ad esempio, ritrarre il movimento dell’acqua di una cascata con diversi secondi d’esposizione anche sotto al sole diretto senza troppi problemi. Ma come funziona per una bridge? Di certo non esistono filtri per ottiche non intercambiabili e con diametro diverso da quelle per DSLR; ecco perché Canon ha ben pensato di introdurre una funzione dedicata in questo modello per permettervi di guadagnare qualche stop… e che inoltre funziona davvero bene.

Certo, non aspettatevi prestazioni del miglior filtro ND in commercio, si tratta comunque di una funzione integrata che agisce a livello elettronico, pertanto è normale che ci siano limitazioni; tuttavia, il comportamento della fotocamera con questa funzione attivata è davvero ottimo. Come potete vedere dall’esempio, ho utilizzato, in pieno mezzogiorno, dei parametri che normalmente catturano una foto totalmente sovraesposta (ovviamente); con il filtro ND attivato sono invece riuscito a guadagnare qualche stop che mi ha permesso di trasformare l’acqua in scia e mantenere il tutto ad una giusta esposizione (a parte qualche piccola “bruciatura” che si può facilmente correggere in post produzione).

In definitiva, le possibilità di scatto di questa “piccola” Canon sono assolutamente sorprendenti, sia per rapidità che per qualità; utilizzata più giorni in giro per Berlino ha dimostrato di essere una “vera dura” e sicuramente unica nel suo genere seppur rimanendo una Bridge con alcuni limiti strutturali che ai fotoamatori più evoluti ed esigenti non piaceranno.

Ecco una piccola gallery con vari scatti realizzati utilizzando Powershot G3X:

Video

Una delle funzioni ormai maggiormente richieste nelle fotocamere riguarda proprio i video: sempre più videomaker scelgono soluzioni compatte e leggere per evitare di portarsi appresso attrezzatura troppo pesante e ingestibile; scelta che, in molti casi, si è rivelata vincente grazie ai giusti prodotti. Tuttavia, è bene considerare che questa fotocamera, visto anche il prezzo a cui viene proposta, ha sicuramente una grave mancanza: la registrazione video in formato 4K.

È vero, non è ancora uno standard così utilizzato (basti pensare che lo stesso digitale terrestre non offre ancora così tanti contenuti a 1080p Full HD, figuriamoci in 4K), tuttavia, per cortometraggi e produzioni varie è un formato già molto ricercato, data la continua evoluzione del mercato. Molti smartphone di fascia media – così come varie action cam sotto i 500€ – registrano in questo nuovo formato, perché non dovrebbe farlo una bridge come questa che ha tutte le caratteristiche giuste?

Scelte discutibili a parte, la registrazione video è fino ad un massimo di 1920 x 1080 pixel a 60 fps (59,94 per l’esattezza) e non sono presenti funzioni di slow motion (anche a 720p gli fps massimi corrispondono a 29,97). La messa a fuoco automatica nei video non è così precisa come nelle foto e spesso disturba la registrazione improvvisando punti di messa a fuoco casuali che sfocano tutta la scena principale. Mettendo in modalità di messa a fuoco manuale la situazione non migliora: la ghiera ha un giro troppo ampio per essere rapidi e, in molte situazioni, si finisce per tenere lo sfocato più del previsto.

Interfaccia: rivelazione o triste verità?

Premetto che non sono un amante delle fotocamere con touchscreen: si tratta, di solito, di prodotti scomodi da utilizzare che non permettono di scattare in totale rapidità in quanto i display touch montati su fotocamere sono spesso imprecisi o di bassa qualità. Tuttavia, nella Powershot G3X è possibile disattivare il tocco ed utilizzare esclusivamente i comandi manuali, caratteristica che, per chi la pensa come me, è molto apprezzabile. A parte questo, il touch è comunque capacitivo e di buona fattura: risponde bene ai comandi e permette l’utilizzo di gestures varie (come il pinch to zoom).

C’è da dire però che, sebbene l’interfaccia riprenda quella delle reflex Canon di fascia media e alta, nel complesso l’utilizzo risulta scomodo e poco intuitivo: molte funzioni sono eccessivamente “nascoste” e difficili da raggiungere senza esplorare bene i menù. Ad esempio, funzioni come il Filtro ND di cui abbiamo parlato poco sopra, meriterebbero il giusto spazio in uno dei menù principali (o addirittura nelle “scene”) con annessa spiegazione per far capire ai meno esperti di cosa si tratta e soprattutto com’è possibile trarre vantaggio da questa modalità. È possibile creare un menù personalizzato in cui inserire diverse voci rapide per semplificare e velocizzare la scelta di varie funzioni.

In definitiva, ho dovuto investire diverso tempo per familiarizzare con l’interfaccia e penso che in due settimane di utilizzo continuativo sia possibile che io abbia perso qualche funzione nascosta nel menù dispersivo (no, non sono un amante dei libretti d’istruzione, voglio “imparare sul campo”). Bisogna, secondo me, organizzare meglio le funzioni e i sottomenù al fine di renderli più intuitivi.

Canon Powershot G3X: le nostre conclusioni

In conclusione posso sicuramente ritenermi soddisfatto per quanto testato in questo lungo periodo di scatti e riprese video. Mi piace molto il fatto che la fotocamera sia rapida, di qualità, professionale quanto basta e molto comoda per chi viaggia molto e ha bisogno di limitare il peso pur non rinunciando a lavori qualitativamente soddisfacenti. Tuttavia, il punto "problematico" di questo modello è sicuramente il prezzo che, come da listino Canon, è di 992€ IVA inclusa. Posso capire il sensore, la qualità delle lenti e tutto il resto, ma rimane una bridge (che già non è vista così bene in questo periodo) molto cara paragonandola ad altri modelli. Fortunatamente in questo caso ci viene incontro Amazon, il quale permette di acquistare la fotocamera ad un prezzo di circa 100 € inferiore a quello di listino - ma il costo rimane, comunque, abbastanza elevato. Oltre a questo non mi è piaciuto il posizionamento del bottone di rilascio del flash, la messa a fuoco invasiva nei video e la mancanza di alcune funzioni come lo scatto in modalità Panorama e la registrazione video in 4K (quest'ultima avrebbe forse giustificato un prezzo così alto). La posso sicuramente consigliare a chi non ha interesse nel cambiare lenti, chi vuole avere un dispositivo leggero e qualitativamente molto alto e, soprattutto, non ha particolari limiti a livello economico. Ciò che è sicuro, guardando questa fotocamera, è che la maggior parte della cifra spesa per questa fotocamera è destinata al sensore, punto di forza assoluto della Powershot G3 X.

valutazione finale7