Canon EOS M6: la mirrorless tutto fare che sfida le compatte professionali

Canon EOS M6 è stata annunciata decisamente a sorpresa in un momento in cui ci aspettavamo una mirrorless pro da parte del produttore giapponese, convinti che potesse essere quello il segmento d’interesse. Data la predominanza del mercato mirrorless pro da parte di produttori come Sony, era d’uopo per noi pensare a tale interesse da parte di Canon, invece ci sbagliavamo. Canon EOS M6 è stata presentata lo scorso febbraio, a soli quattro mesi dall’annuncio di Canon EOS M5, una mirrorless che ha ottenuto un buon successo proprio grazie ad alcune precise caratteristiche (come l’ottimo mirino EVF) ma che non è stata considerata “pro” dati i normali limiti di tale fascia di prezzo. Quali sono state le scelte che hanno portato all’annuncio di Canon EOS M6, modello molto simile ad EOS M5? Sarà questo un problema per le vendite di EOS M5? Cerchiamo di rispondere a queste domande

Scheda Tecnica

Sensore CMOS da 24,2 megapixel
Rapporto di visualizzazione 3:2
Processore d'immagine DIGIC 7
Sistema AF/punti Massimo di 49 punti AF (posizione fissa su griglia 7x7) mediante selezione automatica dalla fotocamera2
Posizione libera di 1 punto AF / 1 zona AF (9 punti, griglia 3x3) mediante selezione manuale3
Mirino Non presente
Attacco obiettivo EF-M (obiettivi EF ed EF-S compatibili tramite adattatore EF-EOS M)
Risoluzione massima foto 6000 x 4000 pixel
Formato file JPEG: Fine, Normale (conforme a Exif 2.30)
RAW: RAW (RAW Canon seconda edizione a 14 bit)
Registrazione simultanea JPEG+RAW Si
Video Full HD - 1920 x 1080 (59,94, 50, 29,97, 25, 23,976 fps)
HD - 1280 x 720 (59,94, 50 fps)
VGA - 640 x 480 (29,97, 25 fps)
Range ISO ISO AUTO (100 - 25.600), 100 - 25.600 con incrementi di 1/3 di stop4
Video: ISO AUTO (100-6400), 100-6400 con incrementi di 1/3 di stop
Flash integrato Si
Display Touch screen LCD ClearView II da 7,5 cm (3”) (TFT). Rapporto di visualizzazione 3:2. Circa 1.040.000 punti. Tipo capacitivo elettrostatico. Inclinabile di 180 gradi verso l'alto e di 45 gradi verso il basso.
Supporti di registrazione SD, SDHC, SDXC (compatibile con UHS-I)
Interfacce USB Hi-Speed, Uscita HDMI (compatibile con Tipo D).
Connettività Wireless LAN (IEEE802.11b/g/n), (solo 2,4 GHz, 1-11 canali), con supporto Dynamic NFC,
Bluetooth® (specifiche di versione 4.1, Bluetooth a basso consumo energetico)
Batteria batteria ricaricabile al litio LP-E17 con autonomia di circa 295 scatti con monitor LCD ed EVF e fino a 425 in modalità ECO
Dimensioni 112 x 68 x 44,5 mm
Peso 390 g

Design e mteriali: le giuste differenze

È innegabile che in questa recensione faremo tantissimi riferimenti a Canon EOS M5 in quanto, come avrete capito, si tratta davvero di una sorella quasi gemella. Non è un segreto, la presentazione di Canon EOS M6 ci ha stupiti sotto tanti punti di vista in quanto le caratteristiche sono davvero molto simili alla M5 e il prezzo decisamente inferiore, scelta commerciale che, a nostro modesto parere, potrebbe danneggiare la vendita della sorella maggiore. Canon EOS M6 riprende molto il design della serie M, passando appunto per alcune caratteristiche (come lo stile delle ghiere) prese direttamente dalle sorelle minori Canon EOS M10 e Canon EOS M3. Con Canon EOS M5, il produttore aveva fatto una scelta abbastanza coraggiosa: offrire un mirino EVF molto definito integrato e permettere una rotazione del display posteriore di 180° verso il basso, modifica strutturale che, durante la recensione, ci aveva colpito molto per la genialità in quanto permetteva l’utilizzo della fotocamera per i vlog nonostante appunto la presenza di un mirino EVF con uno spessore notevole. In Canon EOS M6 sparisce il mirino EVF a “favore” di un mirino opzionale decisamente molto costoso e con la modifica strutturale di un display classico con orientamento a 180° verso l’alto e 45 verso il basso. Questa è la prima differenza sostanziale, oltre ovviamente ad una profondità decisamente ridotta e ad un design molto più compatto, ma andiamo con ordine.

Canon EOS M6

La parte frontale ricorda tantissimo EOS M10 con un design pulito che presenta esclusivamente la luce di messa a fuoco e il tasto di sgancio dell’obiettivo. A sinistra vediamo poi il sensore IR per eventuali telecomandi esterni, il tutto contornato da una trama ruvida piuttosto elegante e una piccola impugnatura sufficiente per ottenere un buon grip ma in alcuni casi un po’ scomoda per chi ha le mani grandi. Nient’altro nella parte frontale a parte, ovviamente, l’attacco EOS-M per ottiche dedicate che, tramite adattatore opzionale, è in grado di montare ottica Canon standard per non avere più limiti alla creatività.

Le parti laterali rimangono minimali ed essenziali: sul lato destro (guardando Canon EOS M6 dalla parte posteriore) troviamo il connettore per il telecomando esterno opzionale (a filo) e un’uscita HDMI per collegare il dispositivo a monitor, TV e proiettori, dal lato opposto troviamo invece il tasto di sgancio del flash a molla (posto nella parte superiore), l’ingresso microfono e l’ingresso USB. In base ai nostri test, non è stato possibile ricaricare Canon EOS M6 tramite cavo USB, mancanza davvero inaccettabile per un modello come questo in quanto si tratta di una caratteristica ormai molto diffusa nella maggior parte delle fotocamere mirrorless. Nel momento in cui viene collegato un cavo USB, la fotocamera entra in modalità di riproduzione foto e non vi è modo di effettuare alcuna operazione. Abbiamo provato a lasciare il dispositivo collegato per alcune ore e la carica della batteria non è salita, pertanto, non sappiamo se possa trattarsi di un problema firmware o di un altro bug simile, ciò che possiamo constatare nel momento in cui la recensione viene scritta è che non è possibile ricaricare Canon EOS M6 tramite porta USB.

Nella parte superiore di Canon EOS M6 troviamo il flash a molla, la slitta Hotshoe necessaria per collegare accessori esterni quali flash e microfoni oppure il mirino LVF opzionale EVF-DC2 presentato insieme a questo modello e che, secondo noi, richiede una cifra decisamente eccessiva per l’acquisto. Presente poi la ghiera dei programmi per scegliere la modalità di scatto, tra cui quella manuale, ed altre due ghiere aggiuntive: una che contorna il bottone di scatto e che serve a regolare il tempo di esposizione e una utile invece per regolare la compensazione dell’esposizione. Presente nella parte superiore anche un tasto M-Fn configurabile e il classico switch di accensione per attivare la fotocamera.

Nella parte posteriore troviamo il display da 3″ con touch screen di tipo capacitivo elettrostatico, 1.040.000 punti definizione e un rapporto di visualizzazione in 3:2. Tale display è inclinabile verso l’alto di 180°, permettendo quindi rapidi selfie o facili riprese da Vlog e verso il basso di 45°. Con questo sistema viene praticamente “normalizzata” la fotocamera ed invertito il metodo visto con Canon EOS M5 (che prevedeva appunto un’inclinazione verso il basso di 180° e verso l’alto di 45°). Semplice dietro-front o cambio di strategia? A noi piaceva l’idea di poter avere un mirino LVF integrato e la possibilità di avere comunque un display orientabile di 180° (seppur verso il basso con gli ovvi problemi nel caso di utilizzo di un cavalletto). Troviamo poi i classici e vari tasti funzione per menù, registrazione video, regolazione ISO, riproduzione contenuti, funzione Q e la ghiera per modificare rapidamente il diaframma (in tipico stile Canon DSLR).

Troviamo poi la parte inferiore che vede la presenza del classico attacco a vite per cavalletto e lo slot card/batteria che include una Canon LP-E17 da 1040mAh in grado di garantire un’autonomia di circa 295 scatti con il monitor LCD e 425 in modalità ECO.

Il design di Canon EOS M6, come già detto, si ispira molto alle altre sorelle della serie EOS-M, sia per la forma che per bottoni e ghiere. Si tratta fondamentalmente di un prodotto a metà tra M10 ed M5. La domanda è: perché EOS M6 e perché non EOS M4? Viste le caratteristiche e le varie “differenze” non ci sentiamo di dire che questo si tratti di un passo avanti rispetto a EOS M5.

Prestazioni: portabilità e qualità prese in prestito

Leggendo la scheda tecnica all’inizio della recensione vi sarete già fatti un’idea delle caratteristiche di Canon EOS M6. La cosa interessante e simpatica (anche se non troppo) che possiamo svelarvi è che per realizzarla abbiamo fondamentalmente clonato la tabella di Canon EOS M5 e cambiato giusto un paio di voci; questo conferma il nostro stupore al momento della presentazione di Canon EOS M6, un prodotto che ancora fatichiamo a collocare come interesse per il pubblico e che ovviamente non delude in fatto di prestazioni dato che lo abbiamo già ampiamente provato con un corpo esteticamente diverso qualche settimana fa. Canon EOS M6 integra un sensore APS-C da 24.2 megapixel, processore DIGIC 7 di nuova generazione per prestazioni rapide e reattive, uno stabilizzatore d’immagine a 5 assi che svolge molto bene il suo lavoro, il sistema Dual Pixel CMOS AF per video fluidi e rapidità di scatto, Wi-Fi ed NFC, raffica da 7 fps e bluetooth, che va ad aggiungersi alla connettività WiFi ed NFC per collegarsi a smartphone e tablet e scambiare rapidamente files.

Canon EOS M6

Provando bene la fotocamera ci rendiamo conto di avere tra le mani una Canon EOS M5 ad un prezzo inferiore e senza mirino opzionale, cosa che abbiamo ripetuto più volte nella recensione ma che, proseguendo con l’utilizzo, ci fa rendere conto della scelta strategica di Canon: offrire agli utenti un upgrade della gloriosa Canon EOS M3 senza dover per forza essere dirottati su Canon EOS M5. Tutto chiaro, certo, resta comunque il “problema” della poca intuitività del nome in quanto, per molti potrà essere naturale associare M6 come evoluzione di M5, invece si tratta di due segmenti diversi anche se, parlando in termini di prestazioni, sono praticamente uguali. È chiaro che se avete maggiori esigenze di vlogging, video per YouTube e simili, la scelta deve ricadere su Canon EOS M6, diversamente, se siete affezionati al mirino elettronico e ad un design più robusto (in termini di ergonomia) allora è il caso di virare su M5. Caso chiuso.

Il sensore CMOS APS-C da 24.2 megapixel di Canon EOS M6 ha un fattore di crop di 1.6x, lo stesso di tutti gli altri sensori APS-C delle reflex Canon e, grazie al sensore DIGIC 7 di derivazione Pro, è possibile ottenere davvero ottime performance nella gestione del rumore digitale, nella raffica di scatto (fino a 7fps appunto) e nella velocità globale d’esecuzione. In base a quanto provato in queste settimane, il sensore risponde molto bene alla maggior parte delle condizioni, essendo comunque un sistema già ben collaudato con altri prodotti e che certamente non delude il pubblico.

Canon EOS M6Lato video, Canon EOS M6 può registrare a 1920×1080 ad un framerate fino a 60fps con un bitrate massimo di 35Mbps per clip di massima durata pari a 29:59 minuti. Prestazioni estremamente standard che di certo non offrono niente di unico, soprattutto considerando la cifra a cui viene venduta Canon EOS M6. A tal proposito, è un vero peccato non vedere la presenza del formato di registrazione 4K, ormai uno standard nel settore nonché caratteristica molto ricercata da videomaker in erba e YouTuber. Sebbene il 4K non sia una caratteristica vitale, avremmo comunque voluto vedere un maggior bitrate e delle capacità di registrazione decisamente diverse, in vista soprattutto della possibilità di orientare il monitor a 180° che di per sé è un’ottima caratteristica. Ogni clip video è registrata in MP4 con codec H.264 e audio stereo MPEG-4 AAC-LC. Presente inoltre, come già scritto nel capitolo dedicato al design, un jack d’ingresso per microfoni esterni, eccezionale caratteristica che permette di registrare un audio pulito e di qualità; peccato che però non ci sia l’uscita per le cuffie, mancanza che vi farà un po’ soffrire nella regolazione dell’audio del microfono esterno. Dovrete regolarvi esclusivamente sui livelli a video per capire se andate in distorsione oppure no, cosa che non è proprio sempre funzionale.

Ottima anche in questo caso, come con Canon EOS M5, la connettività smart: all’interno di Canon EOS M6 sono presenti Bluetooth, NFC e WiFi, cioè davvero tutto ciò che serve ad un fotografo hi-tech per poter garantire la connettività con ogni dispositivo possibile. Tramite WiFi è infatti possibile scambiare foto e video con smartphone, tablet e PC, grazie al chip NFC potrete poi appoggiare la fotocamera ad altri dispositivi per scambiare rapidamente file (come ad esempio con Canon CS100 Connect Station) o inviare stampe a stampanti supportate. Il Bluetooth è sicuramente quella caratteristica in più che va a completare il “triangolo della connettività” e che vi permette di avere una connessione sempre attiva con la vostra fotocamera al fine di utilizzare smartphone o tablet come monitor esterno secondario su cui vedere subito i risultati prodotti. Non vi sarà possibile condividere filmati o foto in formato originale ma, grazie ad un paio di tap, tramite Bluetooth potrete attivare la connettività WiFi e sfruttarla per trasferimenti più importanti.

Autofocus

Canon EOS M6Parlando di autofocus troviamo un sistema a 49 punti con numerose modalità variabili (come Face Tracking AF, Smooth Zone AF, 1 point AF e così via) ed una logica rapida e funzionale nella maggior parte delle situazioni di luce. Grazie al sistema ibrido Dual Pixel CMOS AF, di cui abbiamo già ampiamente parlato con Canon EOS M5 e Canon EOS 5D Mark IV, la velocità e la precisione di messa a fuoco riescono davvero a stupire. Insomma, montando la giusta lente (magari tramite adattatore opzionale) potrete davvero lasciare a casa la reflex per le uscite nel weekend o le gite in montagna in tutta leggerezza, si tratta solo di abituarsi ad una user experience un po’ diversa rispetto ad una DSLR seppur non si tratti di nulla di eccessivamente complicato. Tale sistema di autofocus è in grado di operare da -1 a 18EV, pochi punti di operatività in negativo quindi ma possiamo lo stesso accontentarci. Questo non significa che non riuscirete a mettere a fuoco con scarsa presenza di luci ma di sicuro metterete a dura prova la velocità del sistema. È inoltre possibile passare rapidamente da fuoco automatico a fuoco manuale semplicemente premendo il tasto “MF” presente all’interno della ghiera posteriore, proprio di fianco al display. Questo comodo pulsante potrà esservi davvero utile nelle situazioni di difficile messa a fuoco per il sistema automatico o semplicemente nei casi in cui desiderate registrare un video gestendo manualmente la messa a fuoco.

Sensibilità ISO

Non c’è molto da dire sulla sensibilità ISO di Canon EOS M6: adottando lo stesso sensore e lo stesso processore di Canon EOS M5, le prestazioni sono esattamente le stesse, pertanto si confermano buone e con un giusto limite di rumore elettronico se paragonato alla fascia di prezzo e alle caratteristiche globali. Come nella sorella maggiore, è presente una modalità Auto ISO con cui non è possibile avere un ISO pienamente automatico in quanto può essere limitato solo alla massima sensibilità ISO a cui la fotocamera può arrivare. Come avevamo già spiegato con M5, non si tratta di un problema così grave in quanto personalmente siamo contrari agli automatismi e, visto il costo di questo modello, anche gli utenti che acquisteranno Canon EOS M6 preferiranno sicuramente interessarsi ad un utilizzo manuale (magari con un po’ di pratica o con la nostra guida sulla sensibilità ISO).

Canon EOS M6

Insomma, non aspettatevi grandi performance ad ISO elevate, ma comunque è giusto così. Canon EOS M6 si comporta come una reflex entry level avendo comunque il dono di caratteristiche importanti che permettono una buona qualità fotografica globale e un’ottima velocità di scatto / esecuzione.

Menù e interfaccia

Canon EOS M6L’interfaccia e i menù di Canon EOS M6 sono esattamente gli stessi di Canon EOS M5 e di Canon EOS M10, a parte qualche piccola funzione in più o in meno (a seconda del modello confrontato). Questa è sia una buona che una cattiva notizia: gli utenti Canon che posseggono una fotocamera di questo brand da tempo non avranno di certo problemi ad abituarsi al sistema, anche se comunque, cosa che vale per tutti, alcune funzioni sono piuttosto nascoste e difficili da trovare / utilizzare. È il caso del bracketing, nota funzione di esposizione multipla che permette di realizzare tre o più scatti con diverse esposizioni al fine di realizzare poi in post-produzione una fotografia HDR. Tale funzione è davvero molto nascosta e, per trovarla ed attivarla, è necessario premere “info”, fare un tap sullo schermo touch in corrispondenza dell’esposimetro e poi, una volta nel menù “AEB” utilizzare la ghiera posta sotto a quella di compensazione dell’esposizione per decidere la quantità di differenza dell’esposizione. Siamo sicuri che tale funzione sarebbe potuta essere più facile da gestire ed utilizzare. Allo stesso modo, qualora vogliate scattare una foto in HDR direttamente on-camera, quindi evitando le tre esposizioni manuali e la post-produzione, sarà necessario andare a cercare tale funzione spostando la ghiera sull’icona dedicata ai filtri e scorrere tra le varie funzioni (dopo aver premuto il tasto “Q”) fino a trovare “HDR“. Allo stesso modo siamo stati molto felici di vedere che Canon ha pensato ai meno esperti mettendo una piccola spiegazione sulle varie funzioni: in modalità manuale (o in alcune semi-automatiche), premendo “INFO” ed arrivando alla schermata con tutti i vari settaggi di scatto potrete ottenere una rapida spiegazione delle funzioni semplicemente premendo sui vari parametri. Ad esempio, premendo nella sezione dedicata al tempo di esposizione uscirà una piccola finestra con scritto a cosa serve tale parametro e come sfruttarlo al meglio, al secondo tap invece vi farà entrare in un menù secondario in cui sarà possibile variare la velocità dell’otturatore in maniera più agevole direttamente dallo schermo touch. Tale funzionalità vale per tutti i parametri.

Per il resto, gli altri vari menù sono un clone in miniatura delle storiche fotocamere Canon con alcune (o molte) funzioni in meno, a seconda di quale sia la fotocamera a cui siete abituati. Ottima la presenza della scheda “My Menu” che vi permette di creare un menu personalizzato in base alle vostre esigenze al fine di raggiungere le funzioni rapidamente senza perdervi a cercarle tra le altre schede.

Canon EOS M6 VS Canon EOS M5

Canon EOS M6Le differenze principali tra Canon EOS M6 e Canon EOS M5 le abbiamo già elencate lungo la recensione e, a prima vista, sembrano fondamentalmente riguardare soltanto il design. Canon EOS M5 infatti ha un design più da reflex, un corpo più massiccio e più ergonomico (soprattutto per chi ha mani grandi) e un mirino elettronico LVF integrato. Canon EOS M6 è quindi più piccola e compatta e, a differenza di Canon EOS M5, permette di orientare il display di 180° verso l’alto (e non verso il basso come la sorella maggiore). Entrambe condividono lo stesso sensore APS-C da 24.2 megapixel e lo stesso processore d’immagine DIGIC 7, ma Canon EOS M5 riesce a fare ben tre scatti al secondo in più rispetto a Canon EOS M6 (che si ferma a 7 fps contro 9). Oltre a questo, il display di Canon EOS M5 è decisamente più definito e grande di quello di Canon EOS M6: 3,2″ con 1.620.000 punti definizione contro i 3″ e 1.040.000 punti definizione di M6.

Canon EOS M5

Canon EOS M5

Non è purtroppo possibile creare time lapse con Canon EOS M6, caratteristica che invece è presente in Canon EOS M5. Ultimo cavillo: grazie al mirino LVF integrato di Canon EOS M5 è possibile sfruttare comunque il display anche quando è disattivato (a causa della vicinanza del nostro occhio con il mirino) e appoggiare quindi il dito per mettere a fuoco rapidamente.

Le nostre conclusioni su Canon EOS M6

Difficile è la via della valutazione, giovane padawan. Difficile soprattutto perché non possiamo negare che Canon EOS M6 ci piaccia, esattamente come ci piace Canon EOS M5. È difficile allo stesso modo inquadrare le esigenze del pubblico per guidarli nella scelta di questi due prodotti, anche se, come scritto nel corso della recensione, Canon EOS M6 è la diretta evoluzione di Canon EOS M3 e, teoricamente, Canon EOS M5 non dovrebbe c’entrare in tutto questo. L’eccessiva somiglianza di caratteristiche e la poca variazione di prezzo fanno però un po’ tentennare in fase d’acquisto, starà a voi decidere se volete un dispositivo più compatto e senza mirino LVF rispetto ad una fotocamera con un’impugnatura più da reflex e mirino elettronico integrato.

Pro
  • Buona qualità di scatto
  • Autofocus veloce e preciso
  • Display ribaltabile a 180°
  • Veloce raffica
  • Connettività di ogni tipo
Contro
  • Niente video in 4K
  • Manca il jack per le cuffie
  • Strana collocazione di prezzo
  • Mancanza della ricarica tramite USB
  • Alcune funzioni poco intuitive
7
Ricky Delli Paoli


La qualità fotografica di Canon EOS M6 non lascia dubbi: si tratta di un ottimo modello, anche per iniziare. Se avete l’intenzione di utilizzarla esclusivamente per video / YouTube potreste rimanere un po’ delusi, diversamente, per iniziare con la fotografia e imparare a fotografare nel modo migliore non vediamo particolari motivi per sconsigliarvi l’acquisto. È senz’altro la perfetta erede di Canon EOS M3 ed è destinata ad avere successo anche tra gli utenti Canon già in possesso di una reflex e che desiderano avere qualcosa di leggero da portare in giro per weekend estivi e gite varie.

Canon EOS M6 è disponibile all’acquisto su Amazon in kit con ottica EF-M 15-45mm ƒ/3.5-6.3 a questo link.

Galleria fotografica

Video recensione

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  • Gabriele Putignano

    Non capisco, viene descritta come una entry level ma ha un prezzo vicino alle mille euro…

    • In realtà è una mid-range, la entry level mirrorless di Canon è la M10 😉

      • Gabriele Putignano

        E ma infatti ero partito a leggere la recensione con quell’idea, però i riferimenti alla fascia bassa erano parecchi…comunque per me (che non ne capisco) il prezzo giusto per questa mirrorless si attesta intorno alle 600 euro

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