Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa
Canon EOS M5: la mirrorless che punta al mercato pro

Canon EOS M5: la mirrorless che punta al mercato pro

/ Ultima modifica il

Canon è sicuramente il brand più famoso a livello fotografico e che, nella storia, si è fatto notare per tante rivoluzioni introdotte e notevoli “aiuti” portati nel mondo della fotografia. Durante il Photokina 2016 di Colonia, evento a cui abbiamo partecipato, siamo passati allo stand del produttore per vedere la nuovissima “piccolina” presentata: Canon EOS M5, una fotocamera mirrorless che va a sostituire la già amata M3. Sebbene il pubblico si aspettasse una mirrorless pro di fascia alta, questa non è ancora arrivata, ma Canon EOS M5 colma già diverse lacune importanti di altri modelli presentati.

Design e materiali: la classica Canon in miniatura

Chi di voi è abituato al feeling che si prova impugnando una fotocamera Canon semi-professionale o professionale sa benissimo il tipo di ergonomia che si ha e le sensazioni che si provano. Fin da subito infatti ci si sente tranquilli e sicuri, la presa è salda e la mano viene delicatamente accompagnata verso il bottone di scatto o verso le ghiere da utilizzare maggiormente. Dopo aver provato Canon EOS M3 e Canon EOS M10, nonostante ci fossimo trovati bene con i prodotti, la sensazione al tatto era decisamente più da compatta che da reflex, motivo per cui sono stati modelli “trattati” come mirrorless compatte di fascia bassa piuttosto che fotocamere mirrorless tendenti al settore PRO. In fatto di ergonomia, Canon EOS M5 porta migliorie importanti, tanto importanti da far avvicinare questo modello al settore dei professionisti. Già a prima vista infatti, questa fotocamera sembra una reflex in miniatura, proprio come se Canon avesse preso una EOS 80D e l’avesse messa in lavatrice cambiando poi alcuni piccoli aspetti di design. Anche al tatto il dispositivo risulta soddisfacente: i contrasti di materiali sono eleganti e pregiati, le ghiere sono intuitive e sufficientemente grandi per ogni tipo di mano e lo schermo è senz’altro meraviglioso, ma di questo ne parleremo tra poco.

Partendo dalla parte superiore troviamo le ghiere principali che ci permetteranno di regolare i vari parametri di Canon EOS M5. A partire dal lato sinistro, tenendo lo schermo verso di noi, troviamo la ghiera dei programmi, sicuramente una delle più importanti, che ci permette di scegliere la modalità di scatto includendo varie scene, dei filtri creativi, più modalità creative, la modalità manuale, le priorità semi-automatiche e ben due “C” per richiamare velocemente i settaggi personalizzati. Troviamo poi la slitta hotshoe, grande caratteristica che ci permette di collegare non solo un flash esterno ma anche vari accessori ulteriori, il tutto proprio sopra al comodo e performante mirino EVF OLED da 0,39″ con circa 2.360.000 punti di definizione. Subito dopo troviamo altre varie ghiere, come quella multifunzione, una trovata senz’altro geniale che permette di regolare priorità del diaframma, bilanciamento del bianco o sensibilità ISO, semplicemente premendo il tasto centrale. È sicuramente una delle funzioni più comode, rapide e immediate di questo prodotto. Subito di fianco è presente la ghiera di compensazione dell’esposizione (fino a -+ 3EV), il tasto dedicato al flash a scatto, un bottone M-Fn configurabile e il classico tasto di scatto, contornato da un’altra ghiera dedicata però al tempo di esposizione. Non manca ovviamente il piccolo flash a molla da 5GN in grado di coprire fino a 15mm di focale senza nessun problema.

Nelle due parti laterali troviamo spazio per le varie connessioni disponibili: nel lato destro è presente l’uscita HDMI micro di tipo D e un piccolo bottone per attivare rapidamente il WiFi, nel lato opposto troviamo invece il jack dedicato al telecomando esterno, un ingresso USB e il tanto amato ingresso per il microfono, caratteristica che farà sicuramente piacere ai videomaker e che era già presente in Canon EOS M3. La parte anteriore rimane molto semplice e minimale: troviamo infatti esclusivamente la luce di messa a fuoco, un sensore IR per telecomandi esterni, il tasto per l’anteprima della profondità di campo e il tasto di sblocco dell’ottica, unito ovviamente al marchio “Canon” proprio sotto al flash e alla scritta “EOS” in basso a destra.

Se tutto questo ottimo design non vi fosse bastato, possiamo passare alla parte posteriore, quella che integra il meraviglioso monitor TFT LCD touch screen ClearView II da 3,2″ con circa 1.620.000 punti definizione. Si tratta di un monitor capacitivo elettrostatico che può essere inclinato di 85° verso l’alto e di 180° verso il basso, cioè praticamente ribaltato. L’idea “furba” o decisamente intelligente in questo caso è stata proprio la possibilità di rendere questo monitor ribaltabile verso il basso, in questo modo è possibile scattare selfie o riprendersi (ad esempio per YouTube) senza però rinunciare ad un design ergonomico, ad un comodo mirino EVF e a tante altre specifiche a cui di solito è necessario rinunciare nel caso in cui il monitor sia ribaltabile verso l’alto. È infatti uso comune integrare monitor ribaltabili verso l’alto in fotocamere compatte, quelle di fascia alta invece, di solito, integrano monitor orientabili lateralmente e ribaltabili su sé stessi (come Panasonic GH4), buona soluzione che però aggiunge larghezza al prodotto, cosa che non sempre può essere d’aiuto. Oltre allo splendido monitor, componente di cui, come potete capire, siamo quasi innamorati, troviamo tutti i vari tasti funzione oltre ad un’ennesima ghiera che potrà farci comodo mentre scorriamo le foto oppure per modificare il diaframma in comodità con il pollice, esattamente come accade sulle fotocamere Canon di fascia maggiore.

La disposizione dei tasti risulta sufficientemente comoda per ogni esigenza, anche e soprattutto in virtù del fatto che la maggior parte delle funzioni possono essere utilizzate tramite lo schermo touch screen nel caso in cui l’utente lo preferisse. Se non amate il touch screen non temete: oltre a poterlo disattivare, è comunque possibile raggiungere comodamente tutte le funzioni anche tramite i tasti presenti sul corpo macchina. Presente poi nella parte inferiore il logo NFC, il vano batteria contenente una Canon LP-E17 da 1040 mAh e lo slot per la SD. Siamo complessivamente molto soddisfatti del design di Canon EOS M5 che, come già detto, sembra una vera e propria reflex in miniatura con tutti i vantaggi del caso: ottima ergonomia, design funzionale, numerosa presenza di ghiere multiuso e bellezza estetica importante (seppur soggettiva).

Prestazioni: cuore da mid level, corpo da compatta

Canon EOS M5, sebbene non possa essere definita “mirrorless pro” (ciò che aspettiamo da tempo con Canon) si difende comunque bene e si può definire come degna erede di Canon EOS M3 (praticamente la seconda mirrorless di Canon in ordine di tempo). Si tratta di un dispositivo con sensore da CMOS APS-C da 24 megapixel, sufficientemente grande e prestante per ottenere ottimi scatti in molteplici situazioni. Il processore DIGIC 7, derivato direttamente dagli ultimi modelli di fascia alta, riesce a garantire una raffica di scatto fino a 7fps (che si estendono a 9 in caso di blocco di autofocus ed esposizione) e buone prestazioni ISO fino a 25.600. Grazie a questa accoppiata sensore + processore d’immagine, è possibile sfruttare al meglio il sistema Dual Pixel CMOS AF di Canon; già visto in moltissimi altri modelli di fascia superiore, questo sistema riesce a garantire una messa a fuoco davvero fulminea nella maggior parte dei casi, caratteristica molto importante per un prodotto così piccolo e facilmente trasportabile. Canon ha inoltre inserito una modalità chiamata “quick startup” che sfrutta proprio il veloce processore d’immagine per garantire un tempo di avvio pari ad un secondo, caratteristica perfetta per chi vede un soggetto o un dettaglio veloce da fotografare e vuole farlo rapidamente, come ad esempio gli amanti di Street Photography.

Ci piace Canon EOS M5 perché rispecchia esattamente il canone di “fotocamera mirrorless compatta” e in questo senso richiamiamo il capitolo dedicato al design perché sembra davvero una reflex in miniatura con un corpo però a compatta. A tal proposito sono infatti presenti varie modalità completamente automatiche che vi aiuteranno a scattare senza pensieri (qualora questa fosse la vostra scelta) e di ottenere sempre lo scatto migliore (secondo la fotocamera) in base alla scena. Certo, grazie ad un rapido spostamento della ghiera dei programmi è possibile arrivare alla modalità pienamente manuale, di sicuro quella più utilizzata dagli amatori evoluti.

Durante i nostri test abbiamo portato Canon EOS M5 con noi in qualche gita “estrema” in montagna e in varie situazioni decisamente molto “fredde”, il dispositivo ha sempre risposto molto bene e senza farsi intimidire in alcun modo dalle condizioni climatiche avverse e decisamente difficile. Nonostante le basse temperature (fino a -10°C), Canon EOS M5 non ha dato nessun segno di cedimento. Siamo stati molto felici dell’aggiunta del sistema Dual Pixel AF in Canon EOS M5. Apparso per la prima volta in Canon EOS 70D, questo sistema riesce a distinguere il tipo di luce derivante da una parte dall’altra e a calcolare l’effettiva distanza degli oggetti dal fotografo, garantendo quindi una rapida e precisa messa a fuoco. Questa funzione, migliorata nel corso del tempo, unita a tutte le specifiche di questo modello, rendono Canon EOS M5 la prima mirrorless del produttore giapponese a poter essere realmente sfruttata a fondo con adattatori opzionali per collegare lenti EF / EF-S. In parole povere, montando una lente EF-S su Canon EOS M5 potrete goderne a pieno i vantaggi e, addirittura, stabilizzarla nel caso in cui non lo fosse, tutte caratteristiche finora non previste o non così ben ottimizzate nella gamma mirrorless di Canon.

Un display da faville che non va d’accordo con il cavalletto

Di solito non ci soffermiamo particolarmente sul display di una fotocamera e, sebbene possa essere visto come un errore da parte nostra, si tratta in realtà di una dimostrazione di fiducia nei confronti dei produttori: la maggior parte degli schermi montati sulle fotocamere sono ben calibrati per quel dispositivo specifico e quindi rendono al meglio in base alle potenzialità integrate e al tipo di processore d’immagine montato. Certo, chiaramente poi una foto può essere vista meglio o peggio sul vostro computer (a seconda del modello che avete) o sul vostro smartphone, ciò però non toglie che un buon display riesce a far apprezzare al meglio una foto fin da subito. Certo, la definizione è fondamentale e su questo non si può dire che Canon EOS M5 abbia il display più definito sul mercato, anzi, con 1.620.000 di punti si posiziona nella media comune di questa fascia senza “niente di straordinario”, le caratteristiche che amiamo però sono ben altre.

Canon EOS M5 monta infatti un display ribaltabile verso il basso (a 180°), caratteristica che rende di per sé questo modello perfettamente adatto per YouTube, Vlogger e Giornalisti che hanno bisogno di guardare la propria immagine in Live View per capire se effettivamente sono a fuoco e se l’inquadratura va bene. Nonostante inizialmente il meccanismo di rotazione del display possa sembrare piuttosto ostico, abituandosi ci si accorge che in un attimo è possibile gestirlo a piacere e che gli ingegneri hanno svolto un lavoro splendido nel creare una soluzione di questo tipo. Il touch screen è sicuramente un altro punto a favore di Canon EOS M5: sebbene non sia amato da tutti e ancora non ben visto nel mondo della fotografia, esso integra una tecnologia chiamata “Touch AF” così comoda da non poterne più fare a meno una volta abituati. Si tratta infatti di un rapido sistema per mettere a fuoco un preciso dettaglio semplicemente toccandolo sullo schermo. Certo, niente di nuovo, ma in questo modello funziona particolarmente bene e quindi sicuramente era il caso di fare una menzione ad-honorem. Comoda inoltre la possibilità di inclinare il display fino a 85° verso l’alto, caratteristica che sicuramente aiuterà i videomaker alle prese con inquadrature difficili e scomode.

Il vero problema di questo display nasce nel momento in cui utilizzate un cavalletto fotografico: montando infatti Canon EOS M5 ad un classico treppiede, nel momento in cui inclinerete il display verso il basso avrete la colonna centrale dell’accessorio che vi bloccherà gran parte della visuale (sempre che non abbiate una piastra troppo grande per completare il ribaltamento del display), rendendo così molto difficile l’effettiva visione. Pertanto ci risulta essere una buona idea per quanto concerne foto e video in movimento ma che si complica per YouTubers o Bloggers che hanno bisogno di girare video con un cavalletto e magari in solitudine.

Connettività: chi più ne ha più ne metta

Fin dalla prima presentazione di Canon EOS M5 siamo rimasti stupiti dalle possibilità di connessione di questo modello, quasi come se fosse un vecchio e glorioso MacBook Pro da 17″ del 2008 (che aveva davvero di tutto in termini di connettività). Certo, in questo caso non ci stiamo limitando a descrivere solo la connettività “fisica”, che risulta comunque buona, ma vogliamo esaminare soprattutto quella senza fili.  Canon EOS M5 integra infatti un chip Bluetooth, un chip WiFi e un chip NFC, ce n’è per tutti!

Certo, starà a voi decidere quale tecnologia utilizzare per collegarvi ad altri dispositivi, ma ci piace moltissimo il fatto che il produttore ci dia l’imbarazzo della scelta. In questo modo potete sfruttare il Bluetooth per avere una connessione Low Energy sempre attiva e vedere immediatamente sul vostro smartphone le foto scattate (in tempo reale) e, sempre con la stessa connessione, potete decidere di effettuare uno switch e collegarvi tramite WiFi in modo tale da poter trasferire le immagini a risoluzione originale (cosa che con il Bluetooth non è possibile) oppure condividere filmati di grosse dimensioni (altra cosa che con la tecnologia “blu” non si può fare per via dei limiti di questo standard). Starà a voi poi sfruttare il chip NFC per condividere vari contenuti con dispositivi supportati, come ad esempio la Canon Connect Station CS100, un accessorio che permette di appoggiare fotocamere come questa e, in un attimo, trasferire la foto scattate durante la giornata o i vari filmati registrati. Allo stesso modo è possibile stampare una foto in pochi secondi senza passarla su computer o smartphone.

La possibilità di collegarci a questo dispositivo sfruttando la tecnologia che preferiamo è un altro vantaggio di Canon EOS M5 che ci piace tantissimo e che siamo sicuri farà piacere anche agli utenti per quanto concerne la libertà di scelta (detta anche “imbarazzo della scelta”).

Video: non trattatela come una PRO

Oltre a quanto scritto finora, anche per il lato video si tratta di una fotocamera in grado di soddisfare esigenze piuttosto basilari del target di riferimento: vista l’estrema versatilità del modello, il peso contenuto e l’ottima ergonomia, Canon EOS M5 può essere un’ottima alleata per Vlogger, YouTubers e Bloggers. I filmati vengono registrati in FullHD fino a 60p, niente 4K quindi (a differenza della rivale d’eccellenza, Sony a6500). La mancanza dell’Ultra HD è sicuramente molto importante, modalità manuale e facile gestione però riescono a colmarla nel modo migliore. Tutto il lato video (così come il alto fotografico) può essere gestito liberamente sia dalla fotocamera che da remoto con l’app per smartphone dedicata, comodità importante soprattutto per l’utilizzo in mobilità. Non manca inoltre uno stabilizzatore a 5 assi Digital IS in grado di rendere le riprese più fluide anche con obiettivi non IS (quindi non stabilizzati). Ai videomakers farà inoltre piacere la presenza del jack per microfono esterno (come nella precedente EOS M3) ma sicuramente non la mancanza di un’uscita per le cuffie, comoda per capire se l’audio registrato dal microfono è ottimale. Assieme alla mancanza della registrazione in 4K, l’assenza di un jack per le cuffie rappresenta un altro difetto importante di questo modello che certamente non lo fa salire nella classifica delle mirrorless PRO. Presente però un intervallometro integrato dedicato ai time lapse, interessante presenza per chi utilizza questa tecnica frequentemente e cerca un dispositivo che possa facilmente essere utilizzato come “seconda inquadratura estrema” in quanto leggero, pratico e facile da appendere nei luoghi più remoti (cosa che si può fare certamente già con una GoPro Hero5 Black ma…suvvia, non si tratta di un dispositivo adatto per i time lapse seri, non scherziamo)

Sensibilità ISO

Canon EOS M5 integra una modalità “Auto ISO” già conosciuta su fotocamere dell’azienda giapponese ma che, in questo caso, risulta piuttosto castrata. Non è infatti possibile avere un ISO Automatico pieno ma è possibile limitarlo solo alla massima sensibilità ISO a cui la fotocamera può arrivare. Poco male in realtà, come voi ben saprete, siamo decisamente contrari agli automatismi eccessivi e crediamo che solo sfruttando le modalità manuali si possa imparare a fotografare davvero. Ad ogni modo, sebbene siano presenti molte modalità automatiche in questa fotocamera, dubitiamo fortemente che un utente investa tale cifra per acquistare questo modello al fine di lasciar fare tutto a lei.

C’è sicuramente da evidenziare qualche problema nella corretta gestione del rumore elettronico ad ISO elevati o in condizioni di scarsa luminosità, un tipo di risultato che certamente non ci aspettavamo da un processore d’immagine così prestante ma che, evidentemente, non riesce ad offrire il suo potenziale in un prodotto come questo. Non si tratta di niente di particolarmente ingestibile, è bene però segnalare che, uno dei concorrenti più agguerriti di questo modello, cioè Sony a6300, non ha questi problemi in tali condizioni.

Canon EOS M5 era una fotocamera tanto attesa, forse però più come mirrorless pro. È da tanto ormai che attendiamo una fotocamera "senza specchio" dedicata ai professionisti da parte di Canon, tuttavia sembra che il produttore si stia ancora focalizzando su altro lasciando troppo vantaggio alla concorrenza. È evidente infatti che marchi come Fujifilm e Sony siano molto più avanti sulle mirrorless e Panasonic molto più avanti sulle mirrorless dedicate ai video, pertanto speriamo che presto anche questo importante marchio possa offrire qualcosa di competitivo e di tale livello. Per il resto, Canon EOS M5 rimane un prodotto ben fatto e completo ma forse troppo caro rispetto ad altri modelli che potrebbero comunque permettere di ottenere risultati simili. Ciò che è indiscutibilmente bello in Canon EOS M5 è sicuramente il display, un grande passo avanti rispetto a tutta la gamma di compatte, bridge e mirrorless del produttore, così come l'ergonomia: sembrerà davvero di impugnare una reflex. Consigliamo questo modello a chi ha davvero bisogno di qualcosa di piccolo ma in grado di garantire buoni risultati e messe a fuoco rapide con però qualche rinuncia, come la mancanza del formato video 4K, l'assenza inspiegabile di un jack per le cuffie e qualche problema con il rumore ad alti ISO. Canon EOS M5 è disponibile all'acquisto su Amazon cliccando qui.

valutazione finale7