Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa
Canon EOS M10: mirrorless piccola e compatta con un cuore grande così

Canon EOS M10: mirrorless piccola e compatta con un cuore grande così

/ Ultima modifica il

Canon EOS M10 è stata presentata poco tempo fa come una sorta di EOS M3 (un’altra mirrorless di Canon di fascia più alta, ndr) in un corpo più compatto al fine di garantire ottime prestazioni in pochissimo spazio e peso. Abbiamo avuto l’onore di provarla in anteprima al Photoshow 2015 di Milano, guadagnando numeroso interesse per un futuro test, viste le promettenti prestazioni e, come specificato all’inizio, il peso molto contenuto. Abbiamo svolto i nostri test prolungati e oggi vedremo nel dettaglio Canon EOS M10, mirrorless compatta, leggera, facilmente trasportabile e con le caratteristiche giuste per far innamorare il principiante e divertire il professionista. Eccone la nostra recensione.

Ergonomia e materiali: interessanti potenzialità nascoste in pochi centimetri

Canon EOS M10 vuole imporsi sul mercato come una mirrorless di fascia bassa al fine di fare “concorrenza” al settore delle compatte e delle bridge per andare incontro alle esigenze di chi vuole avere la possibilità di regolare ogni minimo settaggio manualmente, cambiare ottica a piacere e iniziare a sperimentare tecniche interessanti.

I materiali della fotocamera, seppur ovviamente economici, rispecchiano una buona qualità complessiva che si va ad aggiungere ad una buona impugnatura. Stiamo parlando di una fotocamera che ha una profondità di soli 35 mm (senza obiettivo), una larghezza di 108 mm e un’altezza di 66 mm, pertanto le dimensioni sono praticamente da compatta. Nella parte superiore l’occhio cade subito sulla ghiera che avvolge il generoso pulsante di scatto, posto al centro tra il bottone di registrazione rapida per i video e il selettore delle tre macro-modalità d’utilizzo: video, fotografia con modalità personalizzate e fotografia in scena “Auto Smart”, cioè la possibilità di scattare una foto in maniera totalmente automatica.

Devo ammettere che il selettore delle modalità mi ha tirato in inganno in quanto Canon ha pensato di mettere il bottone d’accensione proprio all’interno del selettore delle modalità accompagnato (giustamente) da una piccola etichetta con scritto “ON/OFF” al fine di far capire all’utente come accendere il dispositivo; il problema è che l’utente intuitivamente proverà a girare il selettore delle modalità anziché premere il bottone per accendere il dispositivo (e credetemi, non è capitato solo a me). Continuando nella parte superiore troviamo il flash a molla nascosto nella struttura (che esteticamente ricorda molto Wall-E di Pixar) attivabile tramite il tasto di sgancio rapido posto nella parte laterale di sinistra (guardando la fotocamera dalla parte posteriore), stessa posizione in cui troviamo l’ingresso USB High Speed (2.0 purtroppo) con cui collegare la fotocamera al computer, un’uscita microHDMI per visualizzare foto e filmati su TV e l’ingresso per la scheda di memoria SD che, a differenza delle classiche compatte, non è posizionato nella parte inferiore assieme alla batteria (un bel punto in più che la distingue dalla classica fotocamera low-budget).

Continuando sul lato opposto, quello di destra, troviamo una superficie molto minimale in cui compare il logo della tecnologia NFC e un bottone per accedere alle funzioni di connessione senza fili con uno smartphone al fine di effettuare un controllo remoto o scambiare immagine, funzione che rimane sempre davvero molto comoda nelle sessioni di shooting in cui desiderate condividere subito uno scatto sui vari social. Passando poi alla parte posteriore vera e propria, la maggior parte dell’area viene occupata dal display touchscreen TFT da 3″da 1.040.000 punti di definizione, una dimensione sicuramente standard ma che su questo corpo compatto risalta molto bene. A fianco del monitor troviamo il bottone “Menù” per entrare a modificare varie impostazioni del dispositivo (gli utenti Canon non rimarranno molto sorpresi in quanto si tratta del classico menù presente anche sulle reflex), i classici tasti per regolare impostazioni di scatto, vedere le informazioni, modificare la compensazione dell’esposizione, attivare il flash e vedere foto e filmati registrati.

La parte frontale di Canon EOS M10 rimane davvero molto pulita e minimale: troviamo infatti il marchio “Canon”, la luce di messa a fuoco posizionata in una zona in cui difficilmente darà fastidio con l’impugnatura e il bottone di sgancio dell’ottica; a proposito di quest’ultimo, si tratta di un bottone fondamentale per ricordarvi che state usando una fotocamera mirrorless e potete cambiare ottica montando anche obiettivi Canon EOS (sì, proprio quello delle reflex) tramite un adattatore opzionale, dato che per il feeling e l’ergonomia sembra davvero di usare una classica compatta; è chiaro che in un futuro non troppo lontano in cui fotocamere come queste costeranno sempre meno, il destino del settore delle compatte non avrà sicuramente vita facile. Nella parte inferiore di questa EOS M10 troviamo infine il classico attacco standard per il cavalletto e il vano che contiene la batteria LP-E12 da 875 mAh agli ioni di litio che Canon garantisce per circa 255 scatti di autonomia (decisamente pochi per una mirrorless come questa).

Ho provato a portare in giro Canon EOS M10 in alcune gitarelle al lago, in montagna e in qualche passeggiata nei boschi (insomma, grazie a Ridble sto prendendo un sacco di freddo e non sono mai a casa), e mi è capitato davvero molte volte di fare quel classico gesto in cui tocchi la tasca per capire se ciò che hai all’interno è ancora lì oppure è stato dimenticato da qualche parte – avete presente?

Con questa fotocamera succede molto spesso, soprattutto grazie anche ad una caratteristica che ho apprezzato molto e che rende il dispositivo ancora più compatto: sull’ottica è posizionato un piccolo bottoncino che, premuto dopo aver ruotato la lente verso sinistra, blocca la fuoriuscita dell’obiettivo al fine di diminuire la profondità totale e, di conseguenza, l’ingombro complessivo; si tratta di una “funzione” già vista su altre Canon ma sicuramente molto apprezzata per chi è fan dei sistemi compatti e vuole salvare spazio e peso in ogni modo.

Prestazioni che salutano da lontano la gamma reflex

Effettuare una prova a livello prestazionale di Canon EOS M10 è una cosa che ho atteso sin dall’anteprima al Photoshow 2015 e, pertanto, non ho perso tempo e mi sono subito diretto verso alcune mete interessanti (le classiche “passeggiate da recensione”, come ci piace definirle) per provare a fondo tutte le potenzialità di questa nuova camera. Una caratteristica che si nota facilmente sin da subito è il peso davvero contenuto e la compattezza del dispositivo, vantaggi davvero importanti per il fotografo avventuriero o di reportage. Non è detto che si tratti di un modello che debba per forza sostituire la vostra reflex professionale; è infatti un’alternativa interessante per evitare chili e chili di attrezzatura, o una grande partenza per chi è alle prime armi con la fotografia. Spinta da un ottimo processore d’immagine DIGIC 6 di derivazione reflex, Canon EOS M10 riesce facilmente a dimostrare di che pasta è fatta e che è in grado di tirare fuori gli artigli, seppur a volte non a sufficienza come ci aspetteremmo.

Oltre a questo, EOS M10 monta un sensore CMOS in formato APS-C da 18 megapixel, un altro vantaggio importante rispetto a molti modelli della concorrenza che montano sensori MOS. Tuttavia, spesso i 18 megapixel si “perdono” in un rumore elettronico troppo eccessivo e in un micro-mosso che troppo frequentemente compare nelle foto. Una caratteristica aggiornata in questa fotocamera è il nuovo Hybrid CMOS II AF con ben 49 punti a rilevazione di fase, esattamente come la sorella maggiore EOS M3, una caratteristica importante per una fotocamera di questa fascia di prezzo che sicuramente ci fa inizialmente ben sperare sulle prestazioni.

Scatto rapido e semplice per tutti

Dopo aver provato molti prodotti di Canon tra gli ultimi presentati, sappiamo bene quanto il processore d’immagine DIGIC 6 riesca ad essere rapido e preciso. Infatti, nemmeno con Canon EOS M10 ci delude, in quanto a prestazioni: lo scopo principale di questa fotocamera è infatti quello di permettervi uno scatto rapido e poco impegnativo che si adatti sia al principiante sia all’amatore, aggiungendo appunto la possibilità di cambiare ottica come ogni fotocamera mirrorless; la caratteristica interessante è che, oltre alle ottiche dedicate per questa serie di Canon, è previsto un adattatore opzionale per montare lenti EOS (anche serie L), motivo per cui anche i professionisti già in possesso di fotocamere di fascia più alta possono divertirsi con questo modello leggero e sufficientemente prestante.

Una particolarità interessante di questa fotocamera è, come già detto, il sensore CMOS in formato APS-C, praticamente lo stesso montato sulla reflex EOS 100D che, proprio come in quel modello, mostra le sue carenze per quanto concerne il rumore elettronico (approfondiamo al riguardo più giù). Tuttavia si tratta di un problema che si verifica a partire da circa 1600 ISO in poi, mentre al di sotto invece possiamo trovare una buona qualità fotografica che ci ha decisamente soddisfatti, soprattutto per quanto concerne lo sfocato. Abbiamo infatti provato Canon EOS M10 con il kit EF-M 15-45mm ƒ3.5-6.3 IS STM, ottica che si comporta davvero bene sia nel macro sia nella fotografia paesaggistica. Non abbiamo notato particolari aberrazioni cromatiche o problemi di flare (seppur quest’ottica non abbia un paraluce né in dotazione né come accessorio opzionale).

Questa fotocamera è capace di una raffica massima di 4,5 fotogrammi al secondo come dichiarato dal produttore, valore che si attesta veritiero nella maggior parte dei casi in base ai nostri test. Ci è piaciuta molto la possibilità di scattare con tempi fino a 1/4000 di secondo, caratteristica non comune a fotocamere di questa fascia di prezzo, ma crediamo che nella maggior parte dei casi un valore del genere potrebbe non essere necessario visto che comunque si tratta di una fotocamera destinata per lo più a fotografie in condizioni “normali”, nulla di superveloce o estremo in quanto per altri fattori non riuscirebbe a garantire le prestazioni da reflex o da fotocamera di fascia più alta (come ad esempio il rumore elettronico troppo presente e la compatibilità pressoché nulla con accessori esterni).

Molte sono le modalità di scatto disponibili all’interno della macchina e tutte comodamente esplorabili tramite il display 3″ TFT touchscreen da 1.040.000 punti di definizione. Oltre alla possibilità (fortunatamente) di poter scattare in modalità completamente manuale, troviamo anche le classiche funzioni da reflex come Av (priorità diaframma), Tv (priorità tempi) e P (programma).

Oltre alle modalità standard ce ne sono anche molte ulteriori ed interessanti come “auto ibrida” per il fotografo principiante che desidera scattare al volo senza preoccupazioni, ritratto, paesaggio e macro per ottimizzare lo scatto in funzione di queste situazioni, hdr (per effettuare uno scatto in High Dynamic Range di cui vi abbiamo parlato qui), fish eye per simulare obiettivi grandangolari (seppur si tratti di un effetto eccessivamente simulato a livello software e si vede), vari effetti classici come “foto giocattolo” “acquarello” e “miniatura” oltre ad una simpatica modalità “alimenti” che promette di ottimizzare la fotocamera al fine di far risaltare foto in stile food photography.

Insomma, si tratta solo di una modalità in più in quanto utilizzando ad esempio “auto ibrida” si ottiene praticamente lo stesso effetto. Ci è piaciuta molto la possibilità di alzare il display e girarlo verso l’obiettivo al fine di scattare selfie molto facilmente. Effettivamente, la finalità di Canon EOS M10 può essere anche questa: scattare selfie molto risoluti e di qualità. La stessa possibilità vale anche per i video, motivo per cui diventa decisamente comoda per youtuber, blogger e così via, seppur in questo caso entri in gioco un autofocus non sempre rapido e prestante nei video.

Sensibilità ISO e messa a fuoco: un gol sbagliato a porta libera

Le carenze principali di Canon EOS M10 le abbiamo viste nella gestione della messa a fuoco e del rumore elettronico: nonostante il nuovo Hybrid CMOS II AF con 49 punti a rilevazione di fase, in molti scatti abbiamo notato una scarsa “collaborazione” tra messa a fuoco e rumore elettronico, ovvero la creazione di micromossi o eccessivi disturbi all’immagine (il tutto cercando di sfruttare alcune modalità automatiche sicuramente tra le più quotate tra i fotografi alle prime armi).

Ad ogni modo, anche nella modalità manuale classica, il Rumore elettronico non tarda a farsi vedere e, come potete vedere da questa comparazione, già a 1600 ISO inizia a dar fastidio all’immagine. Complessivamente non possiamo ritenerci soddisfatti delle prestazioni ISO di questa fotocamera in quanto, dati alla mano, ci aspettavamo decisamente di più da questa promettente mirrorless. Sebbene la qualità degli scatti sia molto buona, grazie al sensore CMOS e al processore DIGIC 6, lo stesso non si può dire per la gestione del rumore e la sensibilità ISO: troppo rumore con conseguente degrado della qualità fotografica, un vero peccato.

Interfaccia con funzioni (troppo) nascoste

Moltissime persone oggi leggono ancora quei simpatici fogli pinzati che troviamo nelle confezioni degli oggetti e che comunemente vengono chiamati “Manuali d’uso”, ma non tutti hanno voglia e/o tempo di girare pagine e leggere e, con un oggetto del genere, si ha subito voglia di passare all’azione. Per Canon EOS M10 è stato però necessario leggere alcune pagine in quanto alcune funzioni sono davvero troppo nascoste e per nulla intuitive.

Un caso del genere era già capitato con la Canon PowerShot SX420IS da noi recensita poco tempo fa: era stato davvero difficile trovare il modo per disattivare gli automatismi per ISO e diaframma e, allo stesso modo, questa EOS M10 sembra a prima vista priva di una funzione di messa a fuoco manuale, finché non si naviga nel menù (aiutati dal manuale) e si scopre che in realtà c’è un modo (per nulla immediato appunto) per selezionare quel tipo di modalità. È infatti necessario entrare nel menù, spostarsi nella seconda sottocategoria dedicata alle funzioni fotografiche e arrivare alla voce “Mod. fuoco” per poi selezionare “MF“: davvero troppi passaggi per una funzione che diventa fondamentale in alcune occasioni, come ad esempio la fotografia notturna in cui abbiamo voluto sperimentare questo modello di mirrorless.

È un vero peccato sottolineare come il menù di Canon EOS M10 sia globalmente poco intuitivo in quanto ci sono alcuni fattori che facevano ben sperare a riguardo: il menù dedicato esclusivamente alle funzioni è infatti molto chiaro e semplice, così come quello delle impostazioni avanzate che rimane esteticamente molto simile a quello di una reflex ma, come scritto sopra, terribilmente poco intuitivo. Esiste inoltre un altro menù piuttosto classico per le compatte Canon che si visualizza all’interno di ogni singola modalità premendo il bottone “Q”; esso permette di accedere ad alcune funzionalità rapide come ad esempio il formato di scatto, il bilanciamento del bianco, l’autoscatto, il rapporto d’immagine e addirittura il modo di lettura della luce a scelta tra “misurazione valutativa”, “misurazione parziale”, “lettura spot” e “media pesata al centro”, insomma, proprio come una reflex. Lo stupore nasce però dal fatto che questa benedetta funzione di messa a fuoco manuale non compaia in questo menù dedicato alle impostazioni rapide: compare infatti un tasto “AF” ma è variabile solo tra “Metodo AF” cioè il classico autofocus e “AF a inseguimento”, una sorta di messa a fuoco semi-automatica in cui possiamo selezionare il soggetto premendo sullo schermo touch, funzione che non può essere proprio considerata come manuale in quanto la scelta finale per scattare la foto rimane sempre agli automatismi integrati.

Scatto notturno: si può fare

Sarà malattia, sarà avversione, sarà coraggio, sarà deformazione professionale o qualsiasi altra cosa, ma chi scatta foto notturne per passione o per lavoro cerca sempre di capire come la qualità e la possibilità di scatto possano variare in questo difficile genere in base alla fotocamera che si trovano tra le mani. Avevamo parlato di fotografia notturna spiegando quanto sia fondamentale scegliere un buon cavalletto (seguite ciò che spieghiamo nella nostra guida al miglior cavalletto fotografico!), la modalità manuale per la messa a fuoco e un buon intervallometro o un telecomando esterno per evitare di creare micromossi toccando la fotocamera.

Data la compattezza e la leggerezza di Canon EOS M10 abbiamo deciso di portarla con noi in una passeggiata notturna a Pallanza, vicino a Verbania (VB), assieme ad un piccolo cavalletto al fine di realizzare qualche scatto notturno della bellissima vista che offre il Lago Maggiore. Nonostante le difficoltà iniziali con le varie modalità di messa a fuoco che vi abbiamo descritto sopra, il risultato finale è decisamente buono e positivo, nonostante il fatto che comunque abbiamo deciso di tenere una sensibilità ISO piuttosto alta (per catturare più dettagli del cielo) e quindi abbiamo aumentato il rumore elettronico. Ovviamente, in foto notturne si sente la mancanza di una livella integrata nella fotocamera; tuttavia si tratta di una caratteristica su cui non ci soffermeremo in quanto è noto che fotocamere compatte come questa non sono destinate ad un uso con livella (che è spesso integrata nel cavalletto). Data la non compatibilità con accessori esterni della Canon EOS M10, abbiamo deciso di usare il nostro iPhone come telecomando tramite l’app di Canon per iOS e la funzionalità Wi-Fi della fotocamera. Di seguito un esempio a 26mm ƒ4.5 ISO 800 25sec.Si tratta di un risultato sicuramente accettabile per un dispositivo di questa fascia di prezzo contando che comunque abbiamo deciso di tenere una sensibilità ISO contenuta proprio per evitare rumore elettronico (che comunque a 1600 ISO sarebbe stato semplice da correggere con software come Lightroom, post-produzione che abbiamo evitato per la recensione al fine di garantire la trasparenza necessaria).

Ovviamente raccomandiamo caldamente l’utilizzo di messa a fuoco manuale per questo genere di scatti vista la difficoltà per l’autofocus di trovare un punto stabile in piena notte.

In conclusione possiamo ritenerci globalmente soddisfatti di questo modello soprattutto per la fascia di prezzo in cui si colloca con kit EF-M 15-45mm ƒ3.5-6.3 IS STM. Certo, i problemi con la messa a fuoco si fanno notare, così come il rumore elettronico e, oltre a questo, è difficile utilizzare Canon EOS M10 per impieghi più impegnativi vista la mancanza di un mirino elettronico che ci costringe ad utilizzare l'ampio display da 3" anche nelle condizioni in cui il sole lo abbaglia totalmente e diventa difficile capire il tipo di scatto che stiamo effettuando. Il mirino elettronico inoltre non è nemmeno presente come accessorio opzionale in quanto questa mirrorless è sprovvista anche della classica slitta hotshow che permette di collegare, oltre al flash esterno, anche accessori utili. Ci piace moltissimo l'idea del display orientabile di 180° che permette di effettuare selfie e video-selfie in tutta libertà, caratteristica che, come dicevamo poco sopra, può essere utile non solo per ritrarre le vacanze con amici e partner ma anche per girare video specifici. Ottima come sempre la sincronizzazione mediante Wi-Fi o NFC con smartphone e tablet mediante l'app ufficiale di Canon, una vera chicca ormai presente sulla maggior parte della gamma che non smette mai di essere utile, soprattutto a chi vuole o necessita di postare uno scatto sui vari social rapidamente. [valutazione] Anche il pannello LCD touchscreen si rivela valido e con comandi facilmente raggiungibili, avete ovviamente la possibilità di non usare il touch e continuare con i comandi fisici (caratteristica che molti continuano a preferire per una questione di rapidità). La qualità degli scatti di Canon EOS M10 rimane molto buona e quel tipo di "perdita" o disturbo di cui vi parlavamo nei paragrafi precedenti e motivata sicuramente dal fatto che si tratta di un modello entry level nella gamma delle mirrorless, pertanto è giusto che ci siano dei limiti, non si può di certo avere una mirrorless professionale con poco meno di 500€. Ci dispiace inoltre per la durata della batteria che si attesti attorno ai 250 scatti (come dichiarato dal produttore), ma siamo consapevoli del fatto che si tratti comunque di un dispositivo molto compatto e leggero, motivo per cui l'alimentazione è stata un po' sacrificata a favore di una maggior facilità nel trasporto, è comunque possibile acquistare batterie aggiuntive di riserva da tenere cariche. Canon EOS M10 con kit EF-M 15-45mm ƒ3.5-6.3 IS STM è disponibile su Amazon ad un prezzo pari a circa 430€ ed è acquistabile cliccando qui.

Pro
Compatta e leggera, in grado di regalare ottime prestazioni
Controlli pienamente manuali per personalizzare ogni singola impostazione
Ottimo rapporto qualità-prezzo
Contro
Manca ingresso microfono e uscita cuffie
I menù sono poco intuitivi, soprattutto per la messa a fuoco
Manca la slitta hotshoe
Controlli lenti e spesso macchinosi
Rumore elettronico spesso troppo visibile
valutazione finale8