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Canon EOS 5D Mark IV recensione: la fotocamera che stavate aspettando

Canon EOS 5D Mark IV recensione: la fotocamera che stavate aspettando

Dopo averla provata in modo approfondito, ecco tutti i nostri feedback sul campo sulla nuova 5D Mark IV / Ultima modifica il

Una certa emozione scorre nelle mie dita durante la scrittura di queste parole che comporranno la recensione della nuovissima Canon EOS 5D Mark IV, un prodotto che avevamo già avuto modo di provare rapidamente in anteprima in occasione di un evento a Milano dedicato alla stampa. Fin da subito eravamo rimasti decisamente folgorati dalle specifiche del prodotto: ad ogni annuncio da parte dello staff Canon corrispondeva un mio “ha anche questo? Incredibile”, fino a terminare con “Manca solo che faccia il caffè”, cosa che magari in futuro potrebbe fare con un accessorio dedicato.

Grandi caratteristiche a parte, avevamo davvero bisogno di toccare con mano questo gioiello e, una volta arrivata in redazione, non abbiamo esitato a metterla fin da subito a dura prova con fango, movimenti rapidi, riprese difficili e molto altro. Volevamo capire se fosse davvero così resistente e fantastica come dalla nostra prima impressione. Ci avrà colpiti?

Design e materiali: tutto al proprio posto con le giuste novità

Vista da lontano, Canon EOS 5D Mark IV non sembra poi così diversa dai modelli precedenti che il pubblico ha tanto amato, avvicinandosi però si notano importanti differenze non solo di livello estetico ma anche funzionale. Si tratta ovviamente di differenze nulle per chi usa questo modello per la prima volta, a differenza di utenti abituali di questa serie che noteranno delle novità che potranno giudicare più o meno comode. Nella parte frontale non è cambiato così tanto: troviamo il visibile bottone di scatto (che fa comunque parte del lato superiore), la comoda impugnatura ergonomica che caratterizza questa serie, il bottone di sgancio obiettivo e un bottone personalizzabile, di solito utilizzato come anteprima della profondità di campo.

La novità che troviamo è il connettore per il telecomando esterno nella parte destra, proprio di fianco all’attacco della lente. Nella parte posteriore troviamo il display Clear View LCD II da 3,2″ con circa 1.620.000 che, per la prima volta nella serie EOS 5D, vanta una superficie touch pienamente personalizzabile (se non dovesse piacervi potete disattivare la sensibilità al tocco). Anche in questo caso troviamo molte similitudini con il modello precedente, a partire dal bottone “rate” sulla sinistra del display che permette di valutare una foto scattata. Assieme ad esso, troviamo gli altri vari bottoni classici di questo tipo di fotocamera, come il pulsante Fotografia Creativa per cambiare modalità di scatto tra classica, doppia esposizione e HDR, la lente d’ingrandimento per ingrandire le foto, il bottone play per rivedere i vostri contenuti e il cestino per cancellare rapidamente una foto o un video.

Non mancano i classici bottoni “menù” e “info” per accedere alle impostazioni o attivare maggiori informazioni sullo scatto. Nella parte destra troviamo il tasto di attivazione della modalità LiveView, sia per quanto concerne i video e sia per quanto concerne le foto. Subito alla sua destra ci sono i bottoni “AF-ON”, il pulsante di blocco AE e il pulsante di selezione del punto AF, come la maggior parte delle fotocamere reflex Canon attualmente sul mercato. Anche il joystick, chiamato anche multicontrollo, non è una novità della serie, così come la ghiera di selezione rapida, il tasto Q per accedere ai menù secondari, il lock della ghiera e il tasto “SET” nel mezzo della ghiera per confermare alcune scelte.

La vera novità a livello di design (e comodità) nella parte posteriore è sicuramente il piccolo pulsante di selezione dell’area AF posto proprio sotto al JoyStick. Esso vi sarà comodo nelle situazioni in cui, senza distogliere lo sguardo dal mirino, volete selezionare rapidamente l’area di messa a fuoco a scelta tra quelle disponibili. Nella parte laterale sinistra troviamo diversi connettori un po’ rivisitati e risistemati rispetto al modello precedente: Si parte dalla porta Sync per flash da studio esterni, si passa all’ingresso del microfono, il jack per le cuffie, l’uscita HDMI e il connettore USB 3.0. Insomma, che siate fotografi o videomaker, qui c’è tutto ciò che vi serve. Nel lato opposto il design resta praticamente invariato e molto minimale: troviamo infatti soltanto lo spazio per gli slot CF ed SD necessari per utilizzare le memorie di archiviazione.

Nella parte superiore, come per i modelli precedenti, si nota subito l’assenza del flash e la presenza della slitta HotShoe, cosa che rende sicuramente Canon EOS 5D Mark IV ancora più indicato per i professionisti (sarebbe stato un grosso errore effettivamente aggiungere un flash a slitta). A sinistra troviamo lo switch d’accensione e la ghiera dei programmi, niente di nuovo in questo caso, e fa piacere che tutto sia rimasto al proprio posto. Sulla destra troviamo il solito e comodo display secondario per analizzare meglio le informazioni di scatto e regolare rapidamente alcuni settaggi grazie anche ai bottoni posti proprio sopra. Nella fattispecie, poco sopra troviamo il bottone dedicato alla selezione del bilanciamento del bianco/modo di misurazione, il tasto dedicato alla modalità drive della messa a fuoco, quello per la compensazione dell’esposizione/ISO e la lampadina che ci permette di accendere la retroilluminazione del display al fine di vedere meglio al buio. Poco sopra troviamo una ghiera di selezione e il tasto “M-Fn”, un bottone multifunzione configurabile dall’utente; poco più avanti è presente il bottone di scatto, posto sempre nella solita posizione. Infine, nella parte inferiore troviamo spazio per l’attacco a vite universale e il vano batteria che ospita una Canon LP-E6N in grado di regalare un’autonomia pari a circa 900 scatti, davvero niente male.

Le modifiche estetiche non sono così tante, ma, a loro modo, riescono comunque a rendere l’esperienza d’utilizzo di Canon EOS 5D Mark IV assolutamente fenomenale. Gli utenti Canon più “anziani” dovranno abituarsi ad alcuni tasti nuovi o disposti diversamente, ma è un problema che si risolve in un attimo. Nonostante il peso sia leggermente superiore al modello precedente, abbiamo comunque apprezzato la portabilità e l’ergonomia di Canon EOS 5D Mark IV. Il corpo risulta molto solido con classica costruzione in magnesio potenziata in alcuni punti e resistente alle intemperie (in quanto tropicalizzato).

Prestazioni: vi serve altro?

Qualora vi fosse sfuggita la scheda tecnica, sappiate che Canon EOS 5D Mark IV integra tutto quello che avete sempre sognato. Il produttore non si è limitato ad un piccolo upgrade, come magari molti potevano pensare, bensì ad un vero e proprio restyling interno.

Come dicevamo nell’introduzione di questa recensione, durante la presentazione lo scorso agosto, siamo rimasti davvero a bocca aperta ad ogni parola dello staff in quanto, ogni componente annunciata ci faceva pensare che era proprio ciò che desideravamo in una fotocamera. Facciamo un breve recap: acquistando Canon EOS 5D Mark IV prenderete tra le vostre mani un corpo macchina con sensore Full Frame CMOS da 30.4 megapixel con processore DIGIC 6+ in grado di garantire una raffica da 7fps, una messa a fuoco da 61 punti di cui 41 croce, sensore RGB+IR da 150.000 pixel, Dual Pixel Raw, GPS, WiFi, NFC, display da 3.2″ touchscreen, doppio slot per memory card, ISO da 50 a 102400 e video in 4K@30fps con possibilità di estrarre immagini da 8.8 megapixel.

Insomma, lato prestazioni siamo rimasti davvero colpiti e pensiamo, anche dopo la prova, che questa fotocamera costituisca il prodotto definitivo per il fotografo e videomaker professionista. Canon EOS 5D Mark IV non è semplicemente bella, è anche incredibilmente unica.

Siamo rimasti anche globalmente soddisfatti della batteria e della sua autonomia: pur avendo una nomenclatura leggermente diversa dai modelli precedenti, potrete utilizzare senza problemi anche le batterie di Canon EOS 5D Mark II e III. L’autonomia dichiarata è pari a 900 scatti, ma, per arrivare a tale portata, dovete scattare in JPEG evitando funzioni come Dual Pixel Raw e lunghe esposizioni, diversamente, la media si mantiene comunque attorno ai 700 scatti, autonomia decisamente soddisfacente in ogni caso (questo valore l’abbiamo ottenuto utilizzando raffiche, Dual Pixel Raw, sporadiche registrazioni in 4K e WiFi attivo).

Certo, per quanto vi possa sembrare perfetta fin qui, Canon EOS 5D Mark IV ha anche delle mancanze importanti, definite anche “scelte discutibili”. Ad esempio, ci fa pensare molto la scelta di mantenere ancora uno slot CF che limita sicuramente il futuro di questo prodotto: in un mondo in cui le SD sono sempre più veloci e richieste, e il nuovo formato XQD inizia a farsi seriamente strada, avremmo preferito l’investimento in altre scelte di formato. Contando che la CF rimane ancora una memoria “seriale”, il suo destino è certamente segnato se confrontata ad una memoria XQD che praticamente integra una memoria flash.

Qualità d’immagine migliorata: ora non ci sono più scuse

Rispetto a Canon EOS 5D Mark III, questo modello ha circa 8 megapixel in più, un passo in avanti importante per la serie 5D che vede un lento avvicinamento a risoluzioni molto alte, come le sorelle 5Ds e 5DsR (che abbiamo provato in questa recensione). L’aumento di risoluzione non sempre costituisce anche un aumento di qualità, a volte potrebbe banalmente diventare un problema o semplicemente penalizzare altri fattori, come ad esempio la sensibilità ISO. Ad esempio, con Canon 5DsR si ha l’incredibile risoluzione di 50 megapixel, ma, per quanto concerne la gamma ISO, i risultati non sono straordinari.

Con 5D Mark IV, Canon ha creato un sistema completamente diverso: grazie anche al fantastico processore DIGIC 6 +, è possibile comunque avere una buona raffica e delle prestazioni ISO notevoli. Sebbene infatti per quanto concerne i valori non sia cambiato nulla (anche 5D Mark III arrivava comunque a 102400 ISO), la qualità è decisamente cambiata, riuscendo a fornirvi ottime foto ad alta risoluzione senza perdere troppa resa agli alti ISO. Abbiamo provato Canon EOS 5D Mark IV in più situazioni e non ci ha mai deluso, sia per quanto concerne la gamma dinamica, sia per quanto concerne la qualità fotografica. Ciò che ci è piaciuto fin da subito è sicuramente il rapido motore di messa a fuoco in grado di non sbagliare nemmeno un colpo e rendere tutto più semplice.

Con questa fotocamera, Canon ha voluto dare un prezioso aiuto al fotografo che cerca sempre il massimo della qualità. Anche in modalità video non delude: registrando in 4K abbiamo provato a testare la velocità di messa a fuoco e rimane decisamente sorprendente. Certo, molto dipende dalla lente che utilizzate assieme al corpo e, nel nostro caso, lato video abbiamo sfruttato il nuovo EF-S 18-135mm IS USM che si è comportato davvero molto bene. Essendo un’ottica dedicata ai videomaker, la messa a fuoco è stata estremamente rapida, esattamente come avevamo già scoperto con Canon EOS 80D. La differenza sta nel fatto che, con Canon EOS 5D Mark IV, avrete una registrazione video in 4K 2160p a 30 fps. Purtroppo, per quanto concerne la registrazione video in 4K, il limite per ogni singola clip è impostato a 05:34 minuti, a differenza del fullHD che presenta i classici 29:59 minuti. Non sappiamo se in futuro ci sarà un aggiornamento come con Nikon D5 al fine di sbloccare una registrazione video maggiore, ma certamente adesso non è semplice gestire spot, cortometraggi o simili con così pochi minuti di registrazione disponibili.

Ci sono tuttavia delle mancanze davvero importanti per quanto concerne il lato video: non è possibile registrare i video in 4K sulla SD in quanto viene richiesta la CF, l’output HDMI è limitato a 1080p e non sono presenti funzioni come focus peaking e zebra, che avrebbero aumentato l’interesse verso questa fotocamera da parte di videomaker professionisti. Questi dettagli ci fanno sicuramente storcere il naso per quanto concerne il lato video, che sembra quasi perfetto per l’amatore evoluto e facilmente ignorabile dal professionista.

Siamo molto soddisfatti delle fotografie ottenute, dei filmati e delle prestazioni globali. Abbiamo testato Canon EOS 5D Mark IV in fotografia paesaggistica, naturalistica, fotografia ritrattistica e fotografia sportiva, senza mai pensare frasi come “ecco, ho trovato una debolezza!”. Per quanto concerne aberrazioni cromatiche, flare e disturbi simili, è ovvio che dipende molto dalla lente montata, ad ogni modo, è già possibile effettuare correzioni di base on-camera senza troppi problemi. La paura per quanto concerne l’alta risoluzione di questa fotocamera era principalmente il fatto che sensori ad alta risoluzione lavorano al meglio con lenti di alta qualità che supportino appunto questa risoluzione elevata. A tal proposito, abbiamo visto come Canon EOS 5DsR non dia il meglio di sé se utilizzata con obiettivi di bassa qualità o privi di supporto per il full frame ad alta risoluzione. Allo stesso modo, Canon EOS 5D Mark IV prende in eredità questa caratteristica garantendo comunque buoni risultati su più lenti (vista comunque la differenza di 20 megapixel tra i due modelli) e sfruttando alcune migliorie tecniche interne per evitare micromossi durante l’esposizione.

Come sempre, sono molte le risoluzioni di scatto supportate: potrete anche selezionare il formato M-RAW (5040-3360, circa 17 megapixel) oppure S-RAW (3360 x 2240, circa 7.5 megapixel), e, anche in questo modello, i jpeg possono essere generate in ogni dimensione dopo una conversione dal RAW direttamente on-camera. Canon 5D Mark IV supporta il formato 4:3, 16:9 e 1:1 (square).

Canon EOS 5D Mark IV è sicuramente una camera per professionisti del settore in quanto, aumentando la risoluzione e la definizione, aumenta anche la difficoltà di utilizzo e gestione, sia a livello personale che a livello tecnico. Ad esempio, con un sensore come quello montato in questa fotocamera, è possibile vedere un aumento notevole della diffrazione, un fenomeno tecnico piuttosto complicato da capire, che, in parole povere, risulta in un degrado della qualità d’immagine via via che l’apertura del diaframma diminuisce. Questo si traduce in una richiesta di investimento non indifferente per quanto concerne ottiche il più definite possibile e che abbiano una costruzione solida in modo da evitare altre problematiche note (come ad esempio l’aberrazione cromatica, il flare e così via). Questo non è assolutamente un difetto del prodotto ma una spiegazione fisica/scientifica di ciò che può succedere aumentando notevolmente la risoluzione del sensore. Rispetto a Canon EOS 5DsR, proporzionalmente parlando, il produttore ha fatto un lavoro di costruzione esemplare con 5D Mark IV, dimostrando che Canon ha ancora tantissimi assi nella manica.

Dual Pixel RAW: perché vi cambierà la vita

Una grossa novità a livello tecnico di Canon EOS 5D Mark IV è sicuramente la funzione “Dual Pixel RAW“. Quando questa è abilitata, la vostra esperienza fotografica certamente subirà dei notevoli cambiamenti. Si tratta di un metodo di miglioramento della qualità dell’immagine che si basa principalmente sul sistema di messa a fuoco: verranno infatti catturati dei file DPRAW (Dual Pixel Raw) everranno catturati i dati provenienti da entrambi i lati di ogni coppia di pixel.

Questo vi permetterà di avere una qualità d’immagine molto più alta e una minor possibilità di sbagliare la messa a fuoco, soprattutto per quanto concerne il micromosso. Dati alla mano, si tratta di cambiamenti difficilmente percettibili, ma, abituandovi con questa funzione, non potrete più certamente farne a meno. Dove con altre fotocamera la percentuale d’errore di messa a fuoco era più alta ed influenzata da fattori esterni alla vostra abilità fotografica, in questo caso sarà possibile ciò che finora non era facilmente raggiungibile. Inizialmente, molti utenti pensavano si trattasse di una funzione molto simile al Post-Focus di Panasonic, ma non è esattamente la stessa cosa.

La funzione di Panasonic vi permette di catturare più foto in un solo scatto in cui viene effettivamente variata la messa a fuoco, che poi può essere decisa una volta scattata la foto, in post-produzione. Canon non ha in nessun modo copiato questo tipo di funzione in quanto, se per certi versi possa sembrare simile, si basa su concetti completamente diversi. Non vengono effettuate più foto ma “soltanto” acquisiti più dati volti a migliorare qualità e messa a fuoco. Un giovamento dato da questa funzione è sicuramente in fase di stampa: stampando in alta risoluzione e in grandi formati, noterete sicuramente la differenza di qualità. Canon, nel manuale d’uso, indica anche che la funzione Dual Pixel Raw funziona meglio con lenti prime (fisse), focali normali o teleobiettivi. A tal proposito, un utilizzo di tale funzione con una lente 24mm in un paesaggio darebbe sicuramente i propri frutti.

Ciò che c’è da notare in maniera importante, è che comunque, con la funzione Dual Pixel RAW attivata, la velocità di scatto e la raffica subiranno delle piccole variazioni. Allo stesso modo, la dimensione dei file verrà pesantemente influenzata, generando dimensioni anche pari al doppio del normale. Ciò che non è stato chiaramente specificato ma che abbiamo notato, è che questa funzione può contribuire ad aumentare la gamma dinamica nelle foto, permettendovi forti recuperi sulle alte luci, perfetto per i fotografi di paesaggio o per chi vuole evitare Bracketing e HDR. Insomma, starà sempre a voi decidere se sia il caso di utilizzare il Dual Pixel RAW e come vi trovate, noi possiamo dirvi che si tratta di un’ottima funzione che sicuramente nel tempo di evolverà, migliorando sempre più.

102.400 motivi per scattare con Canon EOS 5D Mark IV

Fare davvero un elenco di 102.400 motivi potrebbe risultare piuttosto faticoso, ma non impossibile. Certo, non abbiamo la possibilità di farlo ora in quanto ci basta dirvi che, come avrete già scoperto, Canon EOS 5D Mark IV può arrivare fino alla sensibilità ISO record di 102.400, numero già visto in passato con Canon EOS 5D Mark III ma che di certo ora ha un aspetto totalmente diverso grazie ad un sensore e ad un processore nuovo. Parlando di dati, le variazioni non sono state granché rispetto al modello precedente: il range nativo passa da 25600 a 32000, rendendo facilmente comprensibile un evidente miglioramento in termini prestazionali.

Effettivamente abbiamo fatto diversi test per capire il disturbo, quanto la grana fosse visibile e fastidiosa e così via. Per i più pignoli, la grana inizia a notarsi già a ISO 6400 in alcune zone colorate dell’immagine, è chiaro che però bisogna valutare tantissime variabili, come l’effettiva qualità di scatto, le condizioni di luce, il tipo di foto e così via. Per quanto visto e provato con Canon EOS 5D Mark IV siamo senz’altro soddisfatti di come si comporta in quanto a prestazioni ISO.

Se contate che, una fotocamera come Nikon D810, di simil segmento, inizia ad avere pesanti problemi con il rumore proprio a ISO 6400, figuratevi a 25600. Abbiamo inoltre provato qualche scatto a 102.400 ISO e, per quanto sia ovviamente rumoroso, non ci ha assolutamente scoraggiati dal fatto che le prestazioni siano evidentemente aumentate. Abbiamo scattato a 102.400 ISO in un ambiente completamente buio e con pochissima luce in ingresso da una finestra lontana alle nostre spalle: il risultato è stato davvero niente male, come potete notare dalla foto qui sotto.

Canon EOS 5D Mark IV rimane un’ottima alleata anche in situazioni di luminosità assente o poco presente. Riuscirete a fotografare senza troppi problemi anche in condizioni luminose in cui la stessa messa a fuoco potrebbe far fatica a rilevare qualcosa. Certo, non in tutte le situazioni potrete spingervi a 102.400 ISO e dormire sonni tranquilli, però, in caso di emergenza, le foto non saranno proprio completamente da buttare.

Funzioni aggiuntive utili per tutti

Ci sono molte caratteristiche aggiuntive rispetto ai modelli precedenti che rendono Canon EOS 5D Mark IV più “social” e “connected” come piace definirla ai vari uffici marketing. È innegabile il fatto che ormai le fotocamere mostrino sempre più chip per i più svariati utilizzi in termini di connettività. Come vi abbiamo spiegato nel nostro articolo dedicato alla post-produzione mobile, il desiderio dei fotografi di essere sempre più rapidi a condividere gli scatti è in continuo aumento, e i produttori ovviamente ascoltano le esigenze degli utenti (anche se non tutti). Canon ha ormai intrapreso un “cammino” tecnologico notevole anche per il lato social, presentando praticamente tutti gli ultimi modelli della gamma entry level e PRO con chip WiFi, funzioni avanzate ed NFC.

Canon EOS 5D Mark IV integra il chip WiFi per una rapida condivisione con smartphone e tablet sfrutando l’app di Canon dedicata e disponibile su Android e iOS. Ogni volta che aprirete una foto scattata, avrete la possibilità di inviarla rapidamente ad un dispositivo esterno grazie alla voce di condivisione rapida. La stessa cosa può essere fatta con i dispositivi NFC, tra cui la Canon Connect Station CS100, per storage, stampa e condivisione.

Un’altra grande novità per la serie EOS 5D è sicuramente la presenza del GPS integrato: le coordinate geografiche possono essere registrate negli EXIF della foto per essere poi lette da programmi come Adobe Lightroom o Adobe Bridge al fine di un’archiviazione ordinata per località. Oltre a questo, un’ottima caratteristica è il fatto che il GPS controlla anche la gestione della data e dell’ora della fotocamera, in questo modo, se fate un viaggio in un luogo in cui cambia il fuso orario, non dovrete preoccuparvi di nulla (io per primo dimentico sempre di cambiare l’ora della fotocamera quando viaggio, e questo si traduce in un problema per i malati di archiviazione e ordine come me).

Non manca inoltre un comodo intervallometro integrato in grado di farvi registrare facilmente sequenze di Time Lapse. Introdotto per la prima volta in Canon EOS 7D Mark II, esso può essere inoltre combinato con il bracketing, le esposizioni multiple e la funzione HDR. Non sono purtroppo supportate le funzioni di scatto in Live View, esposizioni bulb e blocco dello specchio, anche se ci accontentiamo semplicemente della possibilità di registrare un Time Lapse in HDR senza troppi problemi.

Canon EOS 5D Mark IV recensione: le nostre conclusioni

Come molti di voi sapranno seguendomi, fin dal principio sono un Nikonista, ho sempre avuto fotocamere e ottiche Nikon e sono sempre stato convinto che fossero il massimo per me, ora inizio a dubitarne. Amici e colleghi hanno sempre provato in un modo o nell'altro a farmi passare a Canon, altri invece mi hanno scoraggiato dicendo che "la gamma dinamica è migliore nelle Nikon". Dopo aver provato Canon EOS 5D Mark IV, faccio però davvero fatica a definirmi ancora "Nikonista convinto", proprio perché, ad oggi, Nikon non ha mostrato nulla di incredibilmente stupefacente (soprattutto al Photokina 2016), o almeno per le mie esigenze personali e lavorative. Sono mesi ormai che valuto attentamente il lavoro di Canon e posso dire che con questo modello hanno raggiunto la perfezione, sotto ogni punto di vista. È come se Mr. Canon in persona mi avesse letto nel pensiero e avesse capito di che tipo di fotocamera ho bisogno. Facendo un esempio molto rapido, io ho una Nikon D800, fotocamera da 36 megapixel che non ha possibilità di diminuire la qualità degli scatti (quindi siete sempre obbligati a scattare a 36 megapixel), non registra in 4K, non ha il WiFi e non ha una raffica veloce. Certo, nel 2012 era una fotocamera perfetta per le mie esigenze, ma ora, pur vedendo la sua evoluzione (Nikon D810), rimango sempre basito da alcune mancanze giudicate da me ormai fondamentali, mancanze che Canon ha saputo colmare benissimo. Utilizzare Canon EOS 5D Mark IV in questi giorni è stato un enorme piacere e ad ogni scatto sono rimasto basito dalla qualità, dalla velocità e dalla gamma dinamica. È onestamente difficile staccarmi da questo modello, per ora. Già dal primo momento in cui ho provato questa fotocamera ho capito l'affinità tra me e lei; è esattamente come quando siete Harry Potter e vi trovate da Olivander a scegliere la vostra bacchetta magica: è lei che sceglie voi. Canon EOS 5D Mark IV è disponibile su Amazon ad un costo pari a circa 3.790€ ed è acquistabile cliccando qui. Possiamo affermare che abbiamo storto il naso non poco per quanto concerne il prezzo di questo modello: ci aspettavamo una cifra pari a circa 3300€ per il solo corpo, più o meno come i modelli precedenti. Sul sito ufficiale di Canon è disponibile a listino ad un prezzo pari a 4169€ per il solo corpo, davvero tanto.

Pro
Tutto quello che si può desiderare è dentro questa reflex
Qualità d’immagine sublime
La tanto amata serie EOS 5D in una veste interna completamente nuova
Prestazioni ISO notevoli
Un menù comodo e ordinato
Contro
Prezzo di listino davvero troppo elevato
In una fotocamera così orientata al futuro, non ci è piaciuta la presenza dello slot CF
I video in 4K richiedono una CF
HDMI out limitato a 1080p
Mancanza di focus peaking e zebra
valutazione finale9