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Beelink BT3: un piccolo passo in avanti per Cherry Trail

di Andrea Ricciaggiornato il 20 de julio de 2016

Torniamo a parlare di mini PC basati sulla piattaforma low cost Intel Atom Cherry Trail. Quest’ultima architettura Atom ha dalla sua dei consumi molto bassi a fronte di prestazioni generalmente accettabili se non si hanno troppe aspettative. Prodotti come il Beelink BT3, soggetto di questa recensione, riescono a mantenere un prezzo molto basso per quello che offrono, ma ovviamente non possono sostituire i PC tradizionali! I mini PC hanno un loro senso di esistere come seconde macchine, oppure collegate alla TV di casa per fare da media center.

Il punto di forza di questi prodotti sta appunto nel basso prezzo e nella versatilità che Windows 10 offre come sistema operativo. Grazie ad esso, potremo fare quel che si vuole, installando app, giochi e servizi di ogni genere, creando quindi l’esperienza perfetta. Qualche settimana fa però avevo bocciato un prodotto analogo, il Rikomagic MK36S, per le sue scarse prestazioni. Sarà successa la stessa cosa con questo Beelink? Scopritelo nella nostra recensione.

Video recensione in 60 secondi

Scheda tecnica

Design e dotazione porte: nulla di nuovo sotto il sole

Beelink BT3 è un parallelepipedo a lato quadrato realizzato completamente in plastica e dalle dimensioni davvero contenute. Ha un aspetto anonimo, nel senso che decine di mini PC condividono sia lo stesso form factor che colore e uso dei materiali, ma non per questo non è curato, anzi. La costruzione è davvero solida, e lo si nota dal fatto che non scricchiola quando lo si tiene in mano e dalle temperature, che non raggiungono mai valori elevati. Merito del sistema di dissipazione passivo interno, realizzato con due dissipatori di grandi dimensioni, che si occupano di raffreddare la CPU e trasmettere tutto il calore sul corpo, senza concentrarlo in un punto specifico.

Sulla parte frontale, a macchina accesa, un LED blu si illuminerà per farci capire se il mini PC è in funzione o meno; sul lato destro, spicca invece uno slot per schede SD (a dimensione standard, non micro SD) molto comodo per importare foto o per espandere la memoria, più due porte USB 2.0. Dietro, invece, a completare il tutto c’è un’altra USB – stavolta 3.0, quindi decisamente più veloce -, l’ingresso per l’alimentazione, l’uscita video HDMI e audio tramite jack, più la Gigabit Ethernet e il tasto di accensione.

La dotazione è un po’ ridotta all’osso ma in linea con altri mini PC della stessa fascia di prezzo, anche se avrei preferito trovare più porte USB di tipo 3.0. Nel complesso, Beelink BT3 non si allontana dai canoni estetici e costruttivi di altri prodotti, ma allo stesso tempo risulta essere ben pensato e curato, e le dimensioni così ridotte come sempre sono vincenti per la portabilità – o per nasconderlo meglio nel mobile del salotto.

A livello di confezione, infine, c’è davvero il minimo indispensabile: troverete l’alimentatore e un cavo HDMI per collegarvi al monitor o alla TV, ma nient’altro. L’installazione avviene appunto in pochi secondi collegando questi due connettori e aggiungendo mouse e tastiera, e dopo circa 30 secondi di boot vi ritroverete a personalizzare Windows 10 in previsione del primo avvio.

Hardware: il ritorno di Cherry Trail

La scheda tecnica di Beelink BT3 riporta una componentistica non particolarmente innovativa. Ritroviamo il system-on-a-chip che nel 2016 sarà protagonista, ovvero l’Intel Atom Cherry Trail x5-z8300, quad-core a 1,6 GHz di frequenza. Questa piattaforma non permette di fare un salto generazionale rispetto ai vecchi Bay Trail, ma si riesce comunque ad avere delle prestazioni generalmente migliori qualsiasi sia l’utilizzo che se ne sta facendo. Però quei rallentamenti e quegli scatti visti sui mini PC economici del 2015 le ritroviamo in forma leggermente minore anche qui, e bisogna conviverci.

La RAM si attesta come sempre a 2 GB – numero davvero stretto per Windows 10, che beneficia enormemente di almeno 4 GB -, mentre per quanto riguarda lo storage c’è una gradita novità: non ci sono 32 GB ma ben 64, partizionati in due unità da 40 più una da 20 GB. È importante evidenziare la presenza di questo spazio aggiuntivo: ho infatti riscontrato con altri mini PC con soli 32 GB che Windows 10 non riesce più a finire tutti gli aggiornamenti con quel poco spazio. Ecco perché se volete comprare un prodotto del genere, puntate assolutamente a configurazioni con più storage di base.

Consiglio però assolutamente di eliminare questa doppia partizione, creando un’unità unica da circa 60 GB, per far respirare al meglio il sistema operativo e avere più spazio a disposizione per installare applicazioni e altro. Per espandere la memoria, potrete anche affidarvi allo slot SD, inserendo magari una scheda da altri 64 GB per portare il totale a 128. Certo, si tratta pur sempre di memoria esterna, ma per tenerci dentro dei file multimediali, ad esempio, è perfetta e più pratica di una pennetta USB. Per quanto riguarda la connettività di rete è ottimo aver trovato un connettore Gigabit Ethernet e un chip Wi-Fi n che supporta le bande a 2,4 e 5 GHz. Le prestazioni sono decisamente migliori rispetto al Rikomagic, e una buona velocità di rete apre più scenari per l’utilizzo di questa macchina, specialmente per quanto riguarda lo streaming e l’uso di server multimediali casalinghi.

Software: con Windows 10 vai sul sicuro

I mini PC migliori che io abbia mai provato facevano girare Windows, e stavolta Beelink non fa eccezione. L’avere a disposizione Windows 10 su una macchina così economica – ma piccola e versatile – la rende davvero interessante per ogni tipo di utilizzo. È vero che bisogna convivere con i limiti che la piattaforma ci impone: non si va molto in avanti con un Cherry Trail e 2 GB di memoria RAM. Però se si riesce a chiudere un occhio su qualche rallentamento di troppo, ecco che si aprono davanti tante possibilità: con un Beelink BT3 è possibile andare a usare tutte le app di Windows, che vanno da Word a Kodi, passando dal browser e arrivando ai tool più disparati. Windows 10 offre una flessibilità che Android si sogna, ed è per questo che lo consiglio sempre come OS per mini PC che finiranno a fare i media center oppure che diventeranno seconde macchine da lavoro.

C’è da dire che questi mini PC hanno forse una curva di apprendimento talvolta più ripida, perché arrivano sì con il familiare Windows, ma privi di tutte quelle app già pronte per la riproduzione di contenuti multimediali. Ma se siete volenterosi, nel giro di poco avrete scaricato di tutto tramite Internet, e sopperito alle varie mancanze della macchina. L’avere un po’ di spazio in più rispetto alla media ed una connessione ad Internet stabile rende BT3 interessante per alcuni scenari: potrete lavorarci, creando quindi una macchina da ufficio per navigare sul web, scaricare la posta o per far girare Word. È perfetta anche per riutilizzare un vecchio monitor, per mettere un “cervello” alla TV della cucina o per farci giocare un bambino, che magari vuole un PC suo ma non ha pretese di prestazioni.

Potrete sennò installare un’app media center come Plex o Kodi, e riprodurre contenuti in locale o dal web senza sforzo. Beelink BT3 supporta tranquillamente la riproduzione di file h.264 e h.265, e in più potrete far girare al meglio servizi come Netflix, Sky Go e Infinity, che proprio su PC Windows girano solitamente senza compromessi o problematiche. La versatilità è enorme: potrete impostare tutti questi programmi, e ogni volta che vi spostate avere tutto semplicemente collegando la macchina ad uno schermo. A livello prestazionale Kodi se la cava piuttosto bene, a patto di non appesantirlo con troppi plugin e skin diverse.

Infine, c’è un terzo scenario di cui non abbiamo mai parlato e che secondo me è estremamente interessante: Beelink BT3 è perfetto per lo streaming locale di giochi da console o altri PC, specialmente se si utilizza una rete cablata in casa. Grazie al Remote Play di Playstation 4, allo streaming di Xbox One o all’In-Home Streaming di Steam, potrete usare un mini PC per creare una seconda postazione di gioco, dato che le prestazioni della macchina sono più che sufficiente per supportare l’immagine in arrivo e rimandare indietro i comandi tramite controller. Potrete collegare i vari joypad alle porte USB, e liberare la TV di casa nel momento in cui vogliate giocare da un’altra parte. Soltanto Windows 10 offre questa versatilità out-of-the-box, dato che soltanto parte di queste esperienze sarebbero possibili su Android, mentre set top box commerciali come la Apple TV 4 rimangono completamente fuori dai giochi in questo caso.

Esperienza quotidiana: molti pregi, qualche difetto

Come per tutti i mini PC, l’esperienza quotidiana è accettabile anche se fatta di qualche pausa di troppo e rallentamento. Ad esempio, spesso il browser si prende un momento di riflessione per caricare la pagina, oppure richiede qualche secondo per far comparire il player di YouTube o per farci scrollare la pagina. I tempi di accensione si allungano di molto se c’è qualche aggiornamento pendente e bisogna scordarci applicativi pesanti e giochi 3D impegnativi, ma per il resto si convive tranquillamente con questi limiti. Ecco perché queste macchine sono così indicate per fare da media center: in quelle situazioni d’uso la macchina lavora in maniera molto passiva, dato che non riceve input ogni tre per due e una volta fatta partire la riproduzione si può adagiare e lavorare in pace.

Bisogna però essere consapevoli che la macchina non offre praticamente opportunità di espansione, quindi le prestazioni che abbiamo oggi sono quelle che avremo domani – e per fortuna che almeno ci sono 64 GB di storage e un chip Wi-Fi ben funzionante, a differenza appunto del Rikomagic provato recentemente. Cherry Trail nella sua versione base ancora non mi convince, perché non offre vantaggi tangibili rispetto alla generazione precedente di Atom, e bisognerà aspettare ancora qualche mese per vedere se una CPU low-cost può supportare Windows 10 senza compromessi – oppure dovrete acquistare un mini PC più costoso ma ovviamente più capace.

Però BT3 si è comportato sempre piuttosto bene, merito anche della costruzione solida che permette una dissipazione passiva e quindi completamente silenziosa che funziona. Questo aspetto è molto importante, perché già il processore non è molto potente, ma se addirittura andasse in throttling (cioè abbassasse la sua frequenza per evitare aumenti della temperatura) staremmo freschi. Questo spesso succede su quei mini PC\dongle come la Meegopad T01, che si bloccava ogni tre per due diventando molto calda anche al tatto. In questo caso invece lo chassis rimane sempre a malapena tiepido, e non si notano rallentamenti ulteriori durante l’uso.

Qualche settimana fa avevo bocciato Cherry Trail, temendo però che non ci potesse essere margine di miglioramento per la piattaforma. Mi trovo stavolta a fare due passi avanti e uno indietro: no, lo x5-z8300 ancora non mi convince, ma è possibile trovare sul mercato dei mini PC migliori di altri, soprattutto più capaci e versatili pagando però la stessa cifra. È il caso di Beelink BT3, che offre dei miglioramenti tangibili rispetto al solito mini PC, soprattutto lato connettività e storage. Beelink è riuscita a identificare un paio di aree dove era necessario migliorare, e con poco è ha creato un prodotto migliore e più affidabile durante l’uso quotidiano, magari anche più longevo nel tempo.

La scelta di Windows 10 appare come sempre vincente: è semplicemente il sistema operativo più adatto per questa categoria di prodotto, a meno che non si preferisca la semplicità di un set top box. Rimangono sempre dei piccoli difetti, come la presenza di una sola porta USB 3.0 o i 2 GB di memoria RAM, ma BT3 è comunque il mini PC con Cherry Trail che adesso consiglierei e comprerei, considerando anche il prezzo concorrenziale al quale si può comprare dagli store online.

Potete acquistare Beelink BT3 su questa pagina GearBest a circa 120€, spesso anche in sconto flash.

Video recensione