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Battlefield 1 riporta la serie DICE ai fasti di un tempo

di Matteo Gobbiaggiornato il 23 novembre 2016

Battlefield ha assolutamente ogni diritto di essere considerato uno dei franchise più buoni e prolifici nel mondo degli FPS online; gran parte di questi titoli targati Electronic Arts e sviluppati da DICE sono stati delle vere pietre miliari della storia dei titoli multigiocatore. Da poche settimane, come ben saprete, è uscito Battlefield 1 e ci siam soffermati a giocarlo, analizzarlo e ragionare su cosa porti questo capitolo alla serie e la risposta è semplice: probabilmente è migliore Battlefield mai realizzato.

Facciamo una piccola premessa, per contestualizzare bene questa affermazione radicale ed evitare fraintendimenti. Nel 2002 – anno in cui ho iniziato a seguire con amore e passione questa serie – è arrivato Battlefield 1942, il primo BF in assoluto, stabilendo informalmente con la sua bontà un benchmark da seguire per qualsiasi casa che desiderasse sviluppare un buon FPS online. Battlefield 2 (considerato ancora oggi dai fan storici come il migliore mai fatto) ha spostato la sua architettura di gioco ben congegnata nella guerra moderna in un momento in cui Call of Duty, Medal of Honor e gli altri stavano ancora sulle coste della Normandia. Infine, Battlefield Bad Company ha introdotto una vera e propria campagna e l’ormai ben migliorata distruttività ambientale.

Dopo Bad Company la serie a mio parere ha perso un po’ il mordente. La popolarità è andata salendo sempre più (Hardline a parte…facciamo finta che quello non sia mai esistito per piacere) però era evidente che fosse andata scemandosi la carica di innovazione degli sviluppatori. Certamente Battlefield 4 è stato un buon gioco, non sto dicendo che sia stato brutto, ma la maggiore introduzione di quell’episodio probabilmente è stata re-inserire il comandante di fazione, feature presente in BF2 e BF2142 e poi abbandonata. Inoltre, col passare degli anni, a questa carenza di sostanziali miglioramenti alla serie è corrisposto anche un aumento vertiginoso dell’esborso necessario per godere dell’esperienza.

In passato non sono di certo mai mancati contenuti scaricabili aggiuntivi post-lancio, persino BF1942 ne ha avuti un paio, però questi erano expansion pack che proponevano una quantità di contenuti ampia e qualitativamente davvero validi, mentre oggi sono dei semplici DLC che aggiungono mappe e/o armi…capite quindi cosa intendo quando dico “la serie aveva perso il mordente”. Battlefield 1 qualitativamente parlando è invece un ritorno ai canoni passati, offrendo grande varietà, un setting innovativo, la prima campagna veramente buona da Bad Company, un multigiocatore completo ed arricchito con meccaniche nuove – non solo su computer ma anche su console Microsoft e Sony d’ultima generazione – e la promessa di future espansioni che torneranno a fornire contenuti in grado di giustificare il costo. Guardiamo insieme quindi perché Battlefield 1 non solo mi sembra un gioco fantastico ma può tranquillamente essere considerato come “la nuova pietra miliare della serie”.

Battlefield 1 in 60 secondi

Sia multigiocatore che singleplayer sono ben realizzati

L’esperienza offerta dai vari Battlefield è sempre stata incentrata sul multigiocatore, questo credo sia innegabile. Contrariamente ad altri franchise però – con l’eccezione di Counter Strike – questi giochi son sempre stati talmente ben realizzati, sia da un punto di vista ideologico che a livello di esecuzione, da non far sentire la mancanza di una campagna. Non è mai capitato in passato infatti di dire “questo titolo non vale l’esborso”, perché la tremenda varietà offerta fra mappe, veicoli, armi, classi e modalità ha sempre lasciato il pubblico soddisfatto. Con il passare del tempo ovviamente la formula ha necessitato di ammodernamenti per mantenere la serie valida e per un certo periodo il trend è stato questo. Dopo Battlefield 2142 però – con l’eccezione dell’ininfluente Battlefield 1943 – la serie si è voluta “inchiodare” all’ambientazione moderna, probabilmente in seguito allo colpo ricevuto dal passaggio del trono di Re dell’online alla serie di Call of Duty.

Battlefield 1 rinnova il franchise come non accadeva da troppi anni ormai, ed i risultati sono stati immediati visto l’apprezzamento ricevuto dal pubblico, dalla critica e dagli streamer di tutto il mondo. Il motivo della popolarità istantanea guadagnata da questo titolo è da ricondurre principalmente alla inusuale bontà della campagna e – soprattutto – per il multiplayer tanto coinvolgente quanto soddisfacente da giocare. Guardiamo nel dettaglio le due modalità principali di Battlefield 1 quindi e cerchiamo di spiegare quindi come mai il prodotto è più soddisfacente rispetto agli ultimi episodi della serie.

La campagna è stranamente buona per i canoni della serie

In Battlefield 1 troviamo una esperienza a giocatore singolo presentata in maniera molto inusuale per gli standard della serie, sia per l’ambientazione (Prima Guerra Mondiale, probabilmente la guerra meno rappresentata nel mondo videoludico) sia per la struttura della campagna in sé. Abbiamo sempre a che fare con un FPS, quindi certi concetti come avere una vita variabile a seconda della difficoltà (che si rigenera) e la possibilità di raccogliere armi/equipaggiamenti/veicoli sul campo di battaglia son presenti. La differenza risiede nella natura con cui possiamo approcciarci all’esperienza: esistono 6 set di episodi – chiamate War Stories – che a loro volta sono suddivise in “missioni”, però nessuna di queste War Stories è connessa a livello di trama alle altre. Non esiste quindi un ordine specifico per vivere l’esperienza single player e nulla quindi ci vieta di non fare la missione “introduttiva” del gioco e saltare direttamente ad una delle altre.

Ciascuna delle missioni ci metterà nei panni di un protagonista diverso delle forze alleate e vivremo la brutalità della Prima Guerra Mondiale in scenari sempre diversi, sia cronologicamente che geograficamente parlando. Dai deserti del Sinai ai cieli francesi, dalle coste turche alle Alpi venete avremo modo di vivere una rappresentazione videoludica godibile delle fatiche e sofferenze dei soldati, semplici uomini chiamati a partecipare al macello collettivo e che con gran tenacia hanno saputo tragicamente mettere da parte la loro vita in nome della loro Patria. EA ha saggiamente deciso di non spingere i giocatori a sentirsi come dei paladini della giustizia ed ha saputo dare un taglio dignitoso alle esperienze di questi uomini, senza glorificarli come super-soldati o dipingere i nemici come terribili mostri da sconfiggere a tutti i costi. Il taglio registico di Battlefield 1 non solo è sorprendentemente toccante ma anche rispettabile, offrendo uno scorcio nella vita super-partes degli uomini chiamati dal destino a partecipare ad una guerra tanto moderna quanto barbarica. Forse sto estrapolando più di quel che dovrei dal gioco, però questo non toglie che questa campagna azzecca finalmente un tono narrativo unico ed affascinante. Non troverete nulla di complicato, nulla di spettacolare nel singleplayer di Battlefield 1, ma il  modo in cui il tutto viene presentato è semplicemente bellissimo. futuri DLC aggiungeranno missioni della campagna?

La narrativa quindi è azzeccatissima, però tutto questo è relativamente meno importante rispetto al gameplay in sé. Le mappe sono bellissime – anche a livello di level design, non solo grazie al sapiente uso del Frostbite Engine – e c’è molta varietà. Abbiamo una campagna dedicata all’uso dei carri armati Mark V inglesi, una interamente incentrata sugli aerei (a mio parere anche la più curiosa dal punto di vista narrativo) ed altro ancora. Le armi danno un feel molto realistico per la maniera in cui si comportano ed i checkpoint sono ben congegnati così da non risultare eccessivamente frustranti (specialmente a difficoltà elevata dove moriremo piuttosto rapidamente. È importante evidenziare però una cosa: non tutti potrebbero apprezzare l’eccessiva presenza sul campo di battaglia di armi automatiche, essendo la Prima Guerra Mondiale principalmente un conflitto dove fucili d’assalto ed SMG eran praticamente inesistenti, però ciascuna delle armi offerte in Battlefield 1 sono realmente esistite e questa scelta è molto saggia a mio avviso. Pensateci un secondo: avreste preferito giocare l’intero titolo con un paio di fucili bolt-action/semiautomatici per nazione e basta? Non credo proprio.

Per concludere il discorso singleplayer, vi offro una piccola speculazione. La natura stessa di questa campagna, essendo divisa in War Stories, lascia presagire una potenziale espandibilità del singleplayer. Personalmente non son mai stato un amante dei pacchetti di espansione – anzi, li ho sempre odiati – ma ogni amante di Battlefield saprà che questi sono parte integrante dell’esperienza. È stato già annunciato che nel prossimo futuro verranno introdotte nuove fazioni – Francesi, Russi… – con nuove location per il multigiocatore ed armamentari nazionali; nulla vieta però ad EA di inserire anche delle nuove War Stories in questi DLC, espandendo quindi ulteriormente l’offerta della campagna. Staremo a vedere, incrociando le dita.

Il multigiocatore di Battlefield 1 è semplicemente superbo

Arriviamo ora a parlare del comparto più rilevante del gioco. Il comparto online di Battlefield 1 propone una interessante combinazione di vecchio e nuovo, introducendo nuove meccaniche e modalità di gioco come ormai da anni non accadeva, inserendo il tutto in questa ambientazione apparentemente poco convincente che però si manifesta come azzeccatissima dopo appena una o due partite. Andiamo nel dettaglio a guardare come mai questo potrebbe con tutta probabilità essere considerato il migliore Battlefield online di sempre.

Esistono ben sei modalità con cui possiamo divertirci online a questo titolo e due di queste sono una novità assoluta per il franchise. Andando in ordine sparso, troviamo il classico Team Deathmatch (probabilmente la modalità meno “alla Battlefield” del pacchetto), Conquest (il classicissimo cattura e mantieni la bandiera che ha reso famosa la serie), Domination (versione di Conquest in scala ridotta ed incentrata sulla fanteria), Rush (un team difende degli obbiettivi mentre l’altro deve distruggerli in fretta e furia prima che scada il tempo), War Pidgeons (i team devono catturare un piccione viaggiatore e spedire un messaggio…avete capito bene) e, per concludere in grande stile, Operations. Mentre le altre modalità le conosciamo tutte a dovere dagli altri titoli e War Pidgeons – per quanto simpatico e ben realizzato – sembra semplicemente un divertente esperimento più che altro, gradirei spiegare in maniera più approfondita come funzionano le Operazioni, la vera grande star del multigiocatore di Battlefield 1.

Operations è una raccolta di mini-campagne online, ciascuna posizionata in aree diverse del conflitto e con fazioni differenti su ambedue i fronti. Dico mini-campagne perché la scala in cui viene proposta questa esperienza online è davvero immensa; due fazioni si dovranno scontrare sul campo di battaglia e mentre una dovrà mantenere la posizione al meglio delle proprie possibilità, l’altra dovrà tentare in tutti i modi di schiodare i nemici dalle loro “comode” trincee. Nella campagna italiana, ad esempio, l’Esercito Italiano dovrà sfondare le linee austriache per cercare di ricatturare Monte Grappa. Per fare questo, i giocatori in offesa dovranno conquistare diversi settori all’interno di una mappa, conquistando due bandiere al loro interno (una sorta di Rush dove l’obbiettivo però non è da distruggere ma da conquistare e mantenere). Questa trovata è semplicemente fantastica, perché consente ai difensori di ricatturare le posizioni perse prima che sia troppo tardi; nel caso non riescano, avranno ancora altri settori da difendere in maniera analoga e se pure questi cadranno (colpo di scena) verrà caricata una seconda mappa dove andrà ripetuto il tutto.

Gli attaccanti hanno un numero limitato di truppe e se l’esercito in difesa riesce a sconfiggerli tutti il team in offesa avrà solo una manciata di tentativi per ritentare, però non temete perché arriveranno dei mezzi colossali in supporto delle truppe per massimizzare le possibilità di vittoria: i leviatani. Treni blindati, dirigibili armati fino ai denti ed imponenti corazzate aiuteranno gli attaccanti dandogli un grosso vantaggio, ma potranno comunque essere distrutti dal team nemico quindi sebbene offrano un vantaggio non rendono impossibile la vittoria per le squadre in difesa. Il bilanciamento è ben riuscito ed il map design risulta ben equilibrato per lasciare eguali possibilità ad entrambi i team: sarà la coordinazione ed il lavoro di squadra a portare alla vittoria.

Battlefield 1, grazie al Frostbite Engine, non ha eguali sul piano tecnico

Senza girarci troppo intorno, Battlefield 1 sul piano tecnico al momento non ha rivali. Nessun altro FPS AAA votato all’online al momento vanta una grafica ai livelli di questo gioco. Il Frostbite Engine ancora una volta si è dimostrato capace di fornire risultati eccellenti sotto praticamente tutti i punti di vista, con texture dettagliate, effetti post-processing avanzati e modelli poligonali estremamente dettagliati. Ogni oggetto presente a schermo, dalle dune desertiche alle armi da fuoco, è realizzato in maniera ottima; ogni movimento ed ogni effetto della distruttività ambientale risulta coinvolgente e convincente. Questo gioco è davvero un piccolo capolavoro tecnico.

Per fortuna la bontà del lavoro svolto in Battlefield 1 noln è esclusivamente relegato agli effetti grafici nel senso stretto del termine; anche a livello stilistico il gioco è infatti azzeccatissimo. I vestiti  sono ben dettagliati e fedeli a quelli indossati all’epoca dai soldati sul fronte e le ambientazioni risultano squisitamente affascinanti ed immersive, specialmente a mio parere quelle sul fronte italiano e nel deserto del Sinai. I mezzi – nonostante nel caso dei carri armati siano stati velocizzati per finalità di gameplay – offrono una ottima rappresentazione scenica dell’impatto che queste meraviglie tecnologiche d’allora avevano sul campo di battaglia e, soprattutto, forniscono una fantastica sensazione di potenza. La decisione di introdurre il cavallo come strumento d’assalto, inoltre, è stato un piccolo colpo di genio per dare quel tocco in più allo stile del gioco ed aiutare il giocatore a credere di essere nel mezzo della Prima Guerra Mondiale.

Il comparto audio per fortuna non è da meno, ma cosa potevamo aspettarci se non il massimo da una serie che negli anni ha sempre saputo fornire un sound design brillantemente sbalorditivo. Ancora oggi certi titoli come Bad Company 2 sono quasi irraggiungibili dai competitor sul piano della qualità sonora, quindi vien da sé che Battlefield 1, essendo l’ultimo capitolo di questa serie, non offra niente di meno del meglio in circolazione. I motori forniscono con il loro rombo un senso di potenza titanica, le esplosioni ci faranno davvero carpire l’impellenza di trovare un riparo ed i proiettili che fischiano genereranno genuino spavento, specialmente per i fortunati di noi dotati di un impianto audio 5.1 o un paio delle migliori cuffie da gaming in circolazione.

Battlefield 1: le nostre conclusioni

Per chiudere quindi Battlefield 1 è un titolo divertentissimo, estremamente godibile e davvero completo sotto tutti i punti di vista. Il gameplay è solido e ben congegnato, sia per la campagna che per l’online, e la varietà di contenuti dona a questo titolo un multigiocatore longevo come quasi nessun altro titolo attualmente in commercio. Dubito fortemente, se siete amanti di FPS, che il multigiocatore di questo gioco non possa tenervi impegnati per mesi, addirittura anni a venire. La campagna inoltre, per quanto non sia per la maggior parte degli utenti il motivo primariamente responsabile per l’acquisto del gioco, è estremamente curata e godibile, aggiungendo finalmente al pacchetto Battlefield quella completezza che in passato risultava buona ma non epica.

Gli unici punti negativi del titolo – il costo eccessivo se si acquistano i DLC e la durata non estrema della campagna – potrebbero tranquillamente essere compensati dalla bontà dei contenuti offerti nei pacchetti d’espansione e, nel caso questi siano meritevoli, non vedo alcun problema nell’acquistarli ed espandere ancor di più l’offerta proposta dal titolo. Per questo motivo stento a dare al titolo la massima valutazione possibile, ma nel caso il gioco venga supportato a dovere con nuovi contenuti e costante supporto degli sviluppatori – cosa sempre fornita da DICE in passato – allora in quel caso il titolo potrebbe davvero essere da 10. Ben fatto, EA, davvero.

Se siete interessati ad acquistare Battlefield 1 – cosa che vi consigliamo vivamente se siete fan degli FPS in generale – vi ricordiamo che il gioco è disponibile per PC, PlayStation 4 ed Xbox One e potete trovarlo direttamente dallo store di Amazon scontato a 54,99€ per l’edizione PC e a 44,90€ per console.

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