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Battery grip: quando serve una mano in più

di Saverio Savioaggiornato il 28 marzo 2016

Vi è mai capitato di scattare con la vostra reflex in verticale, magari appesantiti da un flash fotografico montato su slitta e da un teleobiettivo? Immagino di sì, e credo che proprio per questo siate ben consci della sensazione sgradevole che si prova ai polsi in grado di sfociare, nel caso di una sessione di scatto prolungata, in vero e proprio dolore e fastidio a causa della posizione innaturale da assumere. Oltre a questo, si unisce anche una scomodità non indifferente nell’azionare comandi e pulsante di scatto.

Fortunatamente le grandi case produttrici di macchine fotografiche, e di accessori di terze parti, comprendono il problema e offrono ai propri utenti un accessorio in grado di risolvere, o perlomeno alleviare, le difficoltà precedentemente dette: parliamo del battery grip, protagonista di questo nostro breve focus.

Andiamo a vedere di cosa si tratta.

Battery grip: di cosa stiamo parlando

Partiamo dalla domanda più ovvia: cosa è un battery grip?

Essenzialmente un battery grip, detto anche impugnatura supplementare, è un accessorio fotografico da apporre alla parte inferiore della nostra reflex o mirrorless. Esso presenta due attacchi: il primo in corrispondenza della piastra a vite a cui si ancora solitamente il cavalletto, il secondo costituito invece da un prolungamento che presenta al termine contatti elettrici, il cui insieme potrà incunearsi nel vano batteria della macchina fotografica.

La base del battery grip, invece, presenta un alloggiamento in cui è possibile inserire due batterie al litio, ed inoltre alcuni modelli sono dotati di una piastra a slitta in cui è possibile inserire delle comuni pile stilo. Quanto detto fa già intuire una delle due funzioni principali che il battery grip deve assolvere: garantire più autonomia. Questo proposito risulta essenziale in numerosi generi fotografici in cui si necessita di una lunga carica. Basti pensare che generi in cui sono richiesti tempi di esposizioni molto lunghi (fotografia paesaggisticanotturna e startrail) sono soggetti ad un notevole dispendio energetico da parte della macchina fotografica, dovuta al lavoro che deve svolgere il processore d’immagine ed il sensore, vittima il più delle volte del fenomeno del surriscaldamento. In tale contesto, il battery grip è in grado di raddoppiare l’autonomia della macchina fotografica e permette di ricorrere, nei casi di emergenza, anche all’utilizzo di pile stilo per prolungare di un’ulteriore ora la sessione fotografica.

Oltre l’aumento dell’autonomia, il battery grip consente anche di agevolare la presa della reflex negli scatti in verticale, comportando una posizione più comoda e naturale del polso. Oltre a questo, ogni battery grip è caratterizzato per includere nel comparto inferiore una serie di selettori, che risulteranno scattando in verticale a livello dell’impugnatura. Questi selettori permettono di mutare una serie di parametri essenziali (punto di messa a fuoco per l’autofocus, tempo di esposizione, valore del diaframma, ISO e quant’altro) direttamente dal battery grip senza costringerci a mutare l’inquadratura.

Il lato negativo di tutto ciò è costituito da un aumento non indifferente del peso della vostra macchina fotografica ed in un maggior ingombro del mezzo fotografico. È per tale motivo che è difficile consigliare in senso assoluto l’acquisto di tale accessorio, poiché le variabili che entrano in gioco sono molte e dipendono dalle esigenze personali di ciascun fotografo. Tracciando però qualche linea generale, l’acquisto del battery grip è sicuramente consigliato ai fotografi ritrattisti, che infatti scattano molte foto in verticale, ed a quei paesaggisti che necessitano di grande autonomia per effettuare scatti a lunga esposizione. Al contrario, per coloro che invece sono soliti effettuare escursioni e fotografia naturalistica, e che pertanto necessitano del minor peso ed ingombro possibile, è più auspicabile investire in set di batterie.

Un discorso a parte è quello delle reflex entry level o mirrorless. Solitamente a tale gamma appartengono macchine fotografiche caratterizzate da dimensioni ed ingombri ridotti. Ciò si riflette sulla comodità dell’impugnatura, che il più delle volte risulta sacrificata, poco agevole e decisamente scomoda. Un modo per risolvere tale inconveniente è proprio l’acquisto del battery grip: esso assicura una impugnatura più agevole e naturale, trasmettendo un maggior feeling alla mano e una migliore sensazione di solidità del mezzo tecnologico.

La scelta del battery grip: risparmiare? Sì, ma non troppo

Ma come scegliere un battery grip?

La scelta automatica è abbastanza scontata e consiste nel rivolgersi direttamente al produttore della propria macchina fotografica acquistando, pertanto, un battery grip originale. Non si tratta di una idea malsana, anzi, ma preparatevi a sborsare non pochi euro per portare a casa il tanto agognato accessorio. Qualche esempio? Un battery grip originale Canon per reflex di fascia media si attesta intorno ai 150/200 euro, mentre per una reflex professionale arriviamo persino oltre i 300 euro.

Sull’altro lato della sponda, troviamo invece un mondo di battery grip di terze parti, prodotti da sconosciute aziende a prezzi davvero irrisori. Ve ne potete rendere conto con i vostri occhi effettuando una semplice ricerca su Amazon. I prezzi, in tale contesto, sono decisamente allettanti: poche decine di euro. Ma vale davvero la pena rivolgersi a questi ignoti produttori? La risposta non è assoluta, ma dipende dal vostro budget ma sopratutto da ciò che intendete fare con la vostra macchina fotografica: non è consigliabile investire così poco per prodotti di dubbia qualità, sopratutto nel caso vogliate dedicarvi a generi naturalistici in cui l’usura fisica della strumentazione non è un aspetto che si può lasciare al caso o da sottovalutare. Un altro aspetto di tale problematica riguarda la sicurezza: spesso si pone l’accento sulla pericolosità nell’utilizzare accessori la cui provenienza e qualità non è attendibile. Sebbene il più delle volte sono anche io fedele a tale linea di pensiero, penso che in tale contesto si tratti perlopiù di terrorismo psicologico più che di reale pericolosità dei prodotti: se è vero che è bene non comprare batterie non originali a basso costo poiché pericolose, è anche vero che un battery grip nella più catastrofica delle ipotesi smette di funzionare, certamente non esplode arrecando danno alla vostra macchina fotografica.

Come spesso accade, la virtù sta nel mezzo. Esistono, infatti, produttori di terze parti in grado di racchiudere in un nome conosciuto ed affidabile una certa dose di risparmio, coniugando al contempo la garanzia di acquistare un prodotto di qualità. Un esempio sono i battery grip Phottix (li trovate a questo link su Amazon): si tratta di un produttore conosciuto in ambito fotografico e che riesce ad assicurare un risparmio di circa un centinaio di euro rispetto all’acquisto della controparte originale. Potrebbe essere una scelta vincente e dal rapporto qualità/prezzo decisamente vantaggioso.

La scelta, adesso, sta a voi.