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Come recuperare backup di Time Machine su Windows

di Giovanni Matteiaggiornato il 20 de mayo de 2015

Ricordo come se fosse ieri il Keynote del 2006 quando Steve Jobs prima di annunciare il nuovo prodotto che sarebbe stato poi incluso di default da Mac OS X Leopard in poi, mostrò una slide in cui si evidenziava la pessima abitudine di tantissime persone di non effettuare periodicamente il backup dei proprio hard disk. Per quel che mi riguarda, da quando gli hard disk esterni hanno raggiunto cifre oneste per noi comuni mortali, ho sempre avuto la buona educazione di far partire ciclicamente – una volta a settimana – un programma di backup.

Facevo partire banalmente tutto “a mano” trascinando la cartella “Backup” salvata sul mio Desktop all’interno di un’altra cartella omonima presente nell’hard disk esterno. Per colpa della mia pigrizia non ho mai prestato troppa attenzione a dividere i file a seconda del loro tipo e questo comportava di dover ogni volta stare diversi minuti alla ricerca di un determinato file nascosto dietro una giungla di foto, documenti, applicazioni, file compressi e via discorrendo. Un inferno.

Passare a Mac ha risolto anche questo piccolo “problema”. Time Machine si preoccupava di fare tutto da solo, richiedendo la mia attenzione solo in alcuni casi (come per esempio il poco spazio residuo a disposizione). A parte questo, non ho mai avuto alcun tipo di problema e, molto spesso, grazie alla sua interfaccia a prova di utonto, sono riuscito a risalire a vecchie versione di un file semplicemente scorrendo lungo la tipica timeline presente nel programma.

Il più grande problema era l’impossibilità di leggere la partizione dell’hard disk su PC Windows; questo derivava dal fatto che l’hard disk era formattato in HFS+ (file system proprietario di Apple), che di fatto non era – e tutt’ora non è – possibile “leggere” su macchine Windows senza l’ausilio di appositi programmi. A conti fatti questo intoppo preclude di poter accedere ai file di backup effettuati da Time Machine se per caso non si disponesse più di un Mac.

Questo è proprio quello che è successo al sottoscritto ma, per fortuna, esiste un semplice workaround su Windows che permette di aggirare questo piccolo ostacolo garantendo la possibilità di visualizzare correttamente i file salvati sull’hard disk di Time Machine e di operare azioni su di essi.

Recuperare file tramite HFSExplorer

Per prima cosa bisogna scaricare HFSExplorer, un piccolo programma gratuito da 1,6 MB, che permette di leggere correttamente la partizione HFS+ del nostro hard disk. Avviato il download e successivamente avviato, la procedura di installazione è davvero semplice e banale. I passi da fare sono sempre gli stessi: leggere il contratto di utenza (qualcuno lo fa per davvero?), scegliere la directory di destinazione, attendere la fine dell’installazione.

Una volta avviato, HFSExplorer è in grado di leggere finalmente la partizione. Per prima cosa bisogna ovviamente collegare via USB il proprio hard disk esterno al PC e selezionare dalla finestra dell’applicazione File Load file system from device. Da sola questa opzione permette di individuare correttamente l’hard disk collegato, ma in situazioni un po’ più ostiche si può utilizzare la voce Detect devices e cercare la periferica dal menu a tendina che si attiva.

Come si evince dagli screenshot, il programma mostra il contenuto del disco con la classica struttura ad albero e tutte le informazioni immagazzinate all’interno del backup di Time Machine sono annidate nella cartella “Backups.backupdb” – questa è di fatto la directory su cui opera Time Machine. Cliccando sulla piccola “+” presente di fianco alla cartella (va bene anche il doppio click), di norma altre quattro cartella vengono mostrate; le prime tre sono contraddistinte da un “.” che precede il nome della cartella e sta ad indicare la presenza di una directory creata direttamente dal sistema operativo – sono cartelle “invisibili” al cui interno vengono conservati per esempio i file di indicizzazione di Spotlight.

La quarta cartella è quella che di norma dovrebbe avere il nome che si è dato al proprio Mac dal pannello di Condivisione presente nelle Preferenze di Sistema; nel mio caso è presente il nome “MacBook Pro di Saverio”. È proprio all’interno di questa cartella che sono presenti tutti i file di backup di Time Machine inerenti al nostro user. Dopo il classico doppio click per aprire la cartella, all’interno della cartella Latest sono presenti i file di nostro interesse. Come si vede dagli screenshot all’interno della cartella ne è presente una che si chiama “MacBook Pro” al cui interno sono presenti tutti i file di backup di Time Machine.

Tramite un semplice drag & drop si possono copiare tutte le cartelle e file che si vogliono recuperare e se si vuole accedere alle informazioni inerenti al proprio user (per esempio le applicazioni installate, i file presenti sul Desktop, le immagini salvate, e tanto altro); basta individuare la directory Users e cliccare su Extract. HFSExplorer si preoccuperà di estrarre, appunto, i file e di copiarli sul proprio hard disk locale. In questo modo, tramite HFSExplorer, abbiamo aggirato la mancanza di una macchina Apple per poter accedere ai dati salvati su Time Machine.