Aukey Eclipse: come far tremare i muri di casa con 50€ di speaker

Aukey Eclipse è una cassa Bluetooth economica che ho avuto modo di provare per diverse settimane. Come sempre la compagnia cerca di intercettare l’interesse di chi ama la musica, e soprattutto vuole avere la libertà di portarla sempre con sé senza dover per forza di cose spendere una cifra importante. Nulla di nuovo quindi, se non per la diffusione audio che mi ha particolarmente colpito.

Da questo punto di vista Aukey ha giocato le sue carte in modo diverso rispetto ad altre aziende: mentre alcune soluzioni premiano l’aspetto estetico mettendo un attimo da parte la gestione audio, Aukey Eclipse fa l’esatto contrario. Il design piuttosto anonimo non dà poi chissà quali soddisfazioni, mentre la diffusione audio nasconde qualche gioia soprattutto per chi ha necessità di una cassa Bluetooth capace di raggiungere un volume potente.

Scopriamo tutti i dettagli della cassa all’interno della nostra recensione Aukey Eclipse SK-M30 (questo è il suo nome completo).

Scheda tecnica

Potenza 2 x 10 Watt
Risposta in frequenza 20 Hz - 4 kHz
Connettività Bluetooth 4.2, A2DP, AVRCP, HSP, HFP, jack audio da 3,5 mm
Batteria 4000 mAh, ricaricabile via microUSB
Autonomia Dichiarata 12 ore, 10 ore in chiamata
Tempi di ricarica Circa 4 ore
Peso 800 grammi
Dimensioni 211 x 114 x 64 millimetri

Design: un anonimo rettangolo solido e robusto

A differenza di altre casse Bluetooth economiche che mi è capitato di recensire, Aukey Eclipse non sfoggia quella cura del design tale da lasciarmi piacevolmente colpito. L’aspetto estetico è un po’ anonimo così come le rifiniture non spiccano poi per chissà quale originalità. Sostanzialmente la cassa Bluetooth di Aukey è un grande rettangolo nero con ai lati due vistosi radiatori che permettono la diffusione del suono.

Il resto del corpo è caratterizzato per la sua quasi totalità da una trama reticolare che nascondo il resto delle componentistica interna. Da questo punto di vista bisogna procedere con un attimo di attenzione sulla posizione da dare alla cassa. La trama in tessuto rischia facilmente di attirare e avvinghiare polvere e pilucchi vari: fate quindi attenzione se la disponete davanti una finestra piuttosto che sopra una scrivania. Il risultato cambierà radicalmente, ve lo assicuro.

Aukey Eclipse

La piccola lingua superiore presenta invece cinque tasti tramite cui controllare la riproduzione della playlist. Da sinistra verso destra abbiamo il tasto per l’accensione/spegnimento, il tasto modalità per comandare l’appaiamento con altre periferiche tramite il modulo Bluetooth, il tasto play per controllare la playlist e la gestione delle chiamate e, infine, i tasti volume. Tutti sono facilmente raggiungibili e offrono una buona corsa che termina con un sonoro “click”. La piccola basetta di plastica su cui si appoggia, offre un piccolo foro per il microfono, una spia per comunicare il corretto appaiamento Bluetooth, la riproduzione audio; voltandolo, invece, trovano posto una piccola porta micro USB per la ricarica, un indicatore di ricarica ed un foro da 3,5 mm per il jack audio.

Questo, sul fondo, integra il classico pulsantino per il reset dello speaker. Si tratta di una soluzione alquanto originale; di solito i tasti reset sono presenti a parte e facilmente raggiungibili. In ogni caso basta un piccolo attrezzo della dimensione di un jack per procedere al reset della cassa. Interessante notare come all’interno della confezione sia presente un cavo micro USB abbastanza lungo ed il jack audio. Non è affatto una cosa da poco, soprattutto per una cassa così economica. Tutto sommato il design dell’Aukey Eclipse non dispiace; non è una cassa Bluetooth pensata per abbellire l’arredamento di un soggiorno o di uno studio.

Aukey EclipseRispetto alle Sonos Play 1, ad esempio, siamo su due piani completamente diversi. Se posizionata in un mobile da soggiorno oppure sopra una mensola nel proprio studio, potrebbe sicuramente passare inosservato. Non è necessariamente un male, soprattutto per chi non ama stravolgere l’arredamento della propria stanza a causa di una cassa Bluetooth. Non nego che avrei preferito trovare qualche piccolo dettaglio in più, soprattutto per quanto riguarda la base di appoggio che la trovo un po’ troppo “delicata”. Visto il prezzo di listino, la cassa viene immediatamente intesa come un prodotto da portare sempre con sé, capace di resistere a botte e alla noncuranza che tipicamente si ha dei prodotti estremamente economici.

Il peso è un altro elemento da non sottovalutare. Con un ingombro da 211 x 1214 x 64 mm ed un peso da 800 grammi, è certamente una delle casse Bluetooth più pesanti che mi sia capitato di recensire; il tutto nonostante l’assenza di materiali nobili come l’alluminio. Molto lo si deve certamente alla batteria integrata da 4000 mAh che influisce sul peso generale. Aukey Eclipse SK-M30 è una cassa facilmente trasportabile, anche a mano, ma non nascondo che, alla lunga, il suo peso stanca. Se avete intenzione di portarla con voi, magari ad una festa, ricordatevi del suo ingombro non indifferente ed evitate di riporla in borse o zaini poco puliti; ricordate che la trama è in grado di attirare molto facilmente lo sporco.

Qualità audio: sparato a manetta, vi cambia direzione alla pettinatura

Se il design non incanta per originalità, cosa può fare l’aspetto audio? Se devo essere sincero, questo cambio di rotta da parte di Aukey lo capisco anche se non l’apprezzo a pieno. Come avviene per il segmento mobile con smartphone molto economici, anche nel campo degli speaker Bluetooth, l’utente è molto spesso più invogliato nell’acquisto di un dispositivo in cui sono presenti delle rifiniture con materiali pregiati – vedi l’alluminio. Però molto spesso accade che, per le casse Bluetooth molto economiche con telaio in alluminio, l’aspetto audio viene messo in secondo piano.

Aukey Eclipse

È una pratica comune e che sostanzialmente certifica come alcune aziende sono più interessate ad attirare l’attenzione dell’utente dal punto di vista del design che della qualità audio. Aukey va leggermente in controcorrente mettendo in primo piano l’aspetto audio. Devo essere sincero: se all’inizio storcevo un po’ il naso guardando lo speaker, mi sono ricreduto quando l’ho provato dal punto di vista audio. Dopo qualche settimana di prove mi è apparso chiaro che la strategia di Aukey è funzionale e soprattutto vincente.

Perché mascherare una cassa Bluetooth economica per quello che non è? Uno speaker Bluetooth è, prima di ogni altra cosa, uno strumento pensato per amplificare l’audio, soprattutto quando si parla di casse con un prezzo che supera a fatica i 50€ di listino. Aukey Eclipse è fondamentalmente questo: una cassa Bluetooth anonima ma in grado di regalare qualche piccola soddisfazione dal punto di vista audio. Come capita ormai da diverso tempo, inserirò nel capitolo una piccola scaletta di canzoni che ho utilizzato come “cartina tornasole” per testare la qualità audio dello speaker. Vi anticipo già da adesso che lo speaker è adatto per un ascolto misto, senza prediligere un tipo particolare di genere musicale rispetto ad un altro.

Without Me – Eminem

Find My Way – Nine Inch Nails

Ballata Degli Impiccati – Fabrizio De André

Falling Back To Earth – Haken

Bentley vs Cadillac – Salmo

Readymade – Red Hot Chilly Peppers

Anna E Marco – Lucio Dalla

Echelon – Thirty Seconds To Mars

Enjoy the Silence – Depeche Mode

La Vita Com’è – Max Gazzé

A differenza di altre casse Bluetooth economiche che puntano molto sui bassi, la Aukey Eclipse è calibrata in modo da garantire un ascolto discreto indipendentemente dal genere musicale prediletto. Non è per forza di cose un punto a sfavore della cassa: molto spesso, infatti, capita di trovarsi con prodotti che segano i medi o gli alti lasciando ampio spazio di manovra ai bassi. Interessante se si ascoltano generi musicali in cui vanno per la maggiore, un po’ meno per tutti gli altri generi in cui si cerca di tirare fuori qualche altro dettaglio audio. Se c’è una cosa su cui la Aukey Eclipse sovrasta le casse Bluetooth economiche che mi è capito di provare, è certamente la gestione del volume.

Durante la mia prova, ho notato che la cassa dona il meglio di sé quando la si utilizza per l’ascolto di musica rock e pop. Nonostante la presenza di una equalizzazione piuttosto lineare che non premia nessun genere in particolare, il rock e il pop sono gli unici che riescono davvero a tirare qualcosa in più rispetto gli altri. La quasi totale assenza di una equalizzazione incentrata sui bassi rende meno briosi generi come l’elettronica che invece si basano proprio sulle frequenze basse. Stessa cosa riguarda il cantautorato, soprattutto quello italiano con De André in pole position: brani come la “Ballata Degli Impiccati” non rendono bene come su altre casse e la voce di Faber diventa meno avvolgente di come sarebbe in realtà.

Aukey Eclipse

Si potrebbe quindi dire che Aukey Eclipse SK-M30 è pensata principalmente per pochi generi; ni. Per una ascolto casual, senza troppe pretese, lo speaker dispone di tutte le carte per passare del tempo ad ascoltare i proprio artisti preferiti. A questo prezzo e con queste specifiche, è difficile riuscire a tirare qualcosa di più; se state invece cercando una soluzione per ascoltare musica ad alto volume, allora siete capitati nel posto giusto. Se disponete già di uno speaker economico provate a fare questo piccolo esperimento: scegliete una delle vostre canzoni preferite e sparatela a tutto volume – mettetevi ad una certa distanza. Il 90% delle volte noterete molte distorsioni audio, soprattutto se sono presenti delle basi importanti di basso o chitarra elettrica; ancor di più se il vostro genere preferito è la musica elettronica. Aukey Eclipse è invece in grado di sparare i suoi 20 Watt di potenza senza andare incontro ad alcun tipo di distorsione. Sembra assurdo anche a me, ma la cassa fa un piccolo miracolo da questo punto di vista.

La funzione diventa estremamente interessante quando di utilizza lo speaker per animare qualche piccola festicciola. Posto su un tavolino in una stanza medio grande, oppure all’aperto in giardino al 70-80% di volume, la Eclipse permette di sovrastare tranquillamente il classico chiacchiericcio di una serata in compagnia. Il modulo Bluetooth 4.2 è garantito per 10 metri di gittata ed effettivamente non mi sento di dover dire nulla di contrario. Una volta effettuato il pairing con il mio iPhone, mi è stato possibile portare il telefono al piano di sopra senza assistere al classico blocco di riproduzione dovuto all’assenza di segnale. Nonostante l’azienda certifichi la cassa in grado di resistere 10 ore con un audio al 50%, sono riuscito a tirare qualcosa in più con un ascolto misto.

Ovviamente un ascolto ad alto volume influisce sull’autonomia e sul vostro udito, ma vi posso assicurare che i dati corrispondo a realtà. La batteria, come dicevamo, è da 4000 mAh e si ricarica in circa 3-4 ore; i tempi di ricarica non sono certamente i migliori del mercato, ma la porta micro USB permette facilmente di collegare una batteria esterna 10000 mAh o più nel caso in cui fosse necessario. È un piccolo vantaggio che potrebbe essere facilmente sfruttato per animare una festa un po’ più a lungo oppure nel caso in cui foste impegnati in un viaggio di un weekend con scarsa possibilità di collegare lo speaker ad una presa di corrente.

Qualche breve parola per quanto riguarda la gestione della parte telefonica. Come ho detto nei capitoli precedenti, l’Eclipse dispone di un piccolo foro per il microfono e il pulsante play/pause si trasforma nel tasto che permette di accettare/rifiutare la chiamata. Quando il proprio smartphone viene abbinato allo speaker, ogni nuova chiamata viene automaticamente dirottata ad esso. La qualità della voce è sempre eccellente, sebbene è forse meglio alzare un po’ il volume quando si parla con il proprio interlocutore.

Dall’altro capo la ricezione è perfetta ma solo se si è vicini allo speaker. Più ci si allontana da esso, più difficile sarà ascoltarci dall’altro capo della cornetta.

Le nostre conclusioni su Aukey Eclipse

Come ogni speaker che si rispetti, Aukey Eclipse si differenzia dal resto della massa per una particolare caratteristica: il volume del suono. Come abbiamo visto all’interno del capitolo dedicato proprio alla qualità audio, lo speaker è certamente uno dei più prestanti per quanto riguarda il volume massimo raggiunto. Ovviamente non mi sono spinto così a lungo a testare la sua potenza massima – per ovvi motivi -, ma vi posso assicurare che non ho fatto assolutamente fatica ad ascoltare tracce audio al secondo piano di casa mia.

Pro

  • Economico
  • Robusto e compatto
  • Buona autonomia
  • Audio potente da 20 Watt
Contro

  • Ricarica lenta
  • Design anonimo
  • Trama attira lo sporco
8

Giovanni Mattei


Non vivo in una reggia, ma questo piccolo traguardo mi era capitato di raggiungerlo solo con le Sonos Play 1 quando impostate come casse stereo. Quando si va a vedere quello che riesce a fare questo speaker e il prezzo a cui viene commercializzato su Amazon, allora si capisce il motivo per il quale la cassa ha ricevuto così tanti feedback positivi da altri utenti. Ovviamente il prezzo basso indica una cura meno sofisticata per quanto riguarda l’equalizzazione generale – ne abbiamo sempre discusso nell’apposito capito – e anche la mancata certificazione IP67 mi lascia un po’ di amaro in bocca.

Sarebbe stato il compagno perfetto per animare qualche festicciola in piscina o all’aperto, ma può comunque rivelarsi indispensabile pur avendo l’accortezza di posizionarlo lontano dall’acqua. Mi sento di consigliarlo per due motivi principali: prezzo e potenza. A 60€ è davvero difficile trovare casse Bluetooth in grado di generare un muro di suono di questa portata.

Aukey Eclipse è disponibile a questo link di Amazon oppure al box presente poco più sopra. È certamente un degno player della nostra personale selezione sulle migliori casse Bluetooth economiche.

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