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Zenfone 3: ASUS ci riprova e convince a metà

di Giovanni Matteiaggiornato il 9 marzo 2017

Come abbiamo più volte sottolineato su queste pagine, il mercato degli smartphone inizia a subire il calo fisiologico di vendite che gli specialisti prevedevano ormai da diverso tempo. Se il lento declino può essere maggiormente evidente per aziende tipo Apple che hanno un numero di smartphone decisamente ridotto, lo è un po’ meno per gli altri grossi produttori che invece possono contare su un portfolio decisamente più ampio.

È il caso di ASUS, che nel corso degli anni ha saputo aggredire sia la fascia alta del mercato che la fascia medio-bassa, quella dove l’anno scorso gli ha permesso di essere sulla bocca di tutti grazie allo Zenfone 2. Purtroppo il colosso taiwanese è in parte stato soggetto di pesanti critiche che andavano a colpirla su svariati fronti; mentre i prodotti di per sé fossero decisamente interessanti, l’azienda ha dovuto far fronte ad una costante frustrazione del mercato (ovvero noi, gli utenti) nel vedere arrivare tantissime varianti del prodotto, con nomi diversi, specifiche tecniche diverse, e prezzi differenti.

Insomma, il classico problema che conoscono fin troppo bene gli utenti Android di una certa ora. Quest’anno il colosso taiwanese ci riprova presentando la sua nuova generazione di smartphone di fascia medio-alta, ovvero gli Zenfone 3. Quest’oggi avremo come soggetto principale della recensione il modello “standard”, ovvero lo Zenfone 3 che dovrebbe in qualche modo fungere da pistone per rimettere in modo una macchina che aveva fatto qualche passo falso.

Riuscirà il nuovo device a ridare fiducia a tutti quegli utenti che erano rimasti scottati dai problemi della scorsa generazione? Scopriamo nella nostra recensione ASUS Zenfone 3.

Scheda tecnica

[ridble_scheda_tecnica]https://www.ridble.com/prodotti/smartphone/asus/zenfone-3/[/ridble_scheda_tecnica]

Design: 5,2” sono le dimensioni perfette

I passi in avanti rispetto alla precedente generazione ci sono e sono evidenti non appena si apre la confezione in cui è riposto ASUS Zenfone 3. I rimandi allo Zenfone 2 sono inizialmente difficili da non sottolineare perché, come sottolinea il nome stesso, quel “3” è sinonimo di un avanzamento della gamma che evidentemente dovrebbe cercare di migliorare e convincere chi è alla ricerca di un nuovo smartphone Android – o passare alla nuova generazione, ovvero questa qui.

L’anno scorso non potevamo non riportare quanto a fronte di un prezzo comunque di fascia medio-alta, ASUS avesse scelto materiali che ad oggi non troviamo quasi più nemmeno su smartphone da 100€; stiamo ovviamente parlando della plastica. Fortunatamente pare che il colosso taiwanese abbia imparato la lezione ed infatti per il suo ASUS Zenfone 3 ha scelto materiali molto pregiati.

Il nuovo smartphone è un monoblocco di alluminio e vetro che abbraccia l’intero chassis e dona al prodotto un look estremamente premium. Frontalmente abbiamo una lavorazione differente rispetto alla precedente generazione e lo notiamo principalmente dalla totale assenza di qualsivoglia elemento che possa indicare che si tratti effettivamente di uno smartphone ASUS.

La facciata frontale è un blocco unico in cui spiccano unicamente il display da 5,2”, il classico sensore di luminosità, la fotocamera frontale, un piccolo LED (nascosto ma ben visibile sia di giorno che di sera) ed i tasti soft touch per comandare Android. Un piccolo neo non può che non essere la questione delle cornici; se sui lati lunghi troviamo una lavorazione quasi borderless, le porzioni superiore ed inferiore rubano importante spazio che il produttore avrebbe potuto sfruttare per integrare un pannello di maggiori dimensioni pur mantenendo le dimensioni compatte.

Lateralmente abbiamo una lingua di alluminio con doppia lavorazione (è presente il classico bordo in alluminio vivo che spezza il contatto fra vetro e metallo) in cui sono incastonati i tasti per controllare il volume e l’accensione, il piccolo cassetto per la SIM, il foro per le cuffie da 3,5 mm, i due microfoni, uno speaker mono e l’ingresso USB Type-C. La lavorazione in alluminio pare essere di ottima fattura e dona ad ASUS Zenfone 3 un carattere che sicuramente lo rende estremamente apprezzabile da chi è alla ricerca di un prodotto con un design di un certo tipo.

La scocca viene però interrotta da quattro piccoli elementi (i conduttori delle antenne) che troviamo rispettivamente sulla porzione inferiore e superiore dello smartphone. Personalmente non mi spiace la scelta di design anche se qualcuno potrebbe preferire un case senza alcun tipo di interruzioni con la presenza delle antenne tipo quelle presenti nei nuovi iPhone 7 – è questioni di gusti. Come dicevamo, nella porzione destra, lateralmente, troviamo il tasto di accensione e il bilanciere del volume.

Entrambi sono in alluminio lucido e mostrano la classica rifinituraZen” di cui il produttore è tanto famoso. La trama è un elemento che ho particolarmente apprezzato durante queste settimane di prova e la reputo una interessante aggiunta che aumenta il grado di stima verso un’azienda che pare essere molto attenta ai piccoli dettagli. Oltre ad essere una questione di “puro design”, la rifinitura offre un touch & feel particolare che permette di distinguere rapidamente (anche senza guardare il telefono) quale tasto si ha a portata di dito.

Oltre ad offrire un “click” solido e profondo, abbiamo un appagamento al tatto che premia anche l’ergonomia stessa. Voltandolo sul lato posteriore, ecco apparire un cambiamento importante rispetto alla precedente generazione. Mentre lo Zenfone 2 montava una fotocamera “incassata” nel corpo stesso dello smartphone, quest’anno ASUS ha scelto una lavorazione completamente opposta. Il modulo fotografico principale di ASUS Zenfone 3 sporge dal corpo di qualche millimetro ed è incastonato in una porzione quadrata con angoli smussati con elementi in alluminio vivo.

Ai lati è invece abbracciato dal modulo per il puntamento laser – ne parleremo nel capitolo multimedialità – ed il flash dual tone; poco più giù, invece, trova posto un sensore per le impronte digitali che permette di sbloccare rapidamente il telefono anche a display spento. Inutile dire che un elemento così sporgente funge da spartiacque fra chi riesce a convivere con una soluzione simile e chi invece non riesce proprio a digerirla. Personalmente faccio parte dell’ultima categoria di utenti; se già trovo poco pratica la fotocamera sporgente del mio iPhone 6s Plus, immaginiamo come posso sentirmi nel trovare una soluzione simile.

Un elemento di questo genere comporta inevitabilmente alcuni lati negativi: mettendo da parte la mera questione di gusto personale, il modulo fotografico così sporgente attira le paure di chi potrebbe veder apparire graffi o ammaccature. Evidentemente non viene premiata nemmeno la stabilità di ASUS Zenfone 3 che, sugli angoli superiori destro e sinistro, non poggiando sulla superficie fanno traballare lo smartphone. È il classico rovescio della medaglia di chi cerca di mettere in commercio dispositivi sottili ma con moduli fotografici tali da essere difficilmente integrati all’interno dello chassis; forse era meglio scegliere una soluzione diversa?

Parlando di dimensioni è importante soffermarsi un attimo sulla questione ergonomia. ASUS Zenfone 3 è una saponetta, inutile girarci intorno. La presenza del vetro anche sulla facciata posteriore non fa che aumentare una certa propensione a vedere lo smartphone scomparire dalla propria mano. È certamente da lodare lo sforzo nel confezionare un prodotto con questi materiali, ma evidentemente ASUS non ha considerato che il doppio vetro 2.5D non andava certamente a premiare una presa salda.

Il mio consiglio è quello di comprare immediatamente una cover posteriore per evitare di vedere lo smartphone cadervi dalle mani. Un altro passo falso lo troviamo a livello dei tasti soft touch. Inspiegabilmente ASUS non ha pensato di renderli retroilluminati rendendo davvero difficile trovare il giusto tasto quando si è al buio. Con un po’ di pratica alla fine si riesce a beccare quasi sempre il tasto per tornare indietro o attivare il multitasking, ma non riesco davvero a spiegarmi il motivo per cui il colosso non abbia deciso di renderli retroilluminati.

È purtroppo un grosso peccato perché il prodotto finale ha un design molto più originale e meno dozzinale rispetto alla scorsa generazione.

Display: un buon IPS con qualche piccolo neo

Se tolto dalla scatola è il design a farla da padrone, le cose cambiano completamente quando si accende l’ASUS Zenfone 3. Il display integrato è come detto un LCD super IPS+ da 5,2” con risoluzione Full HD da 1920 x 1080 pixel e una densità di pixel pari a 401 PPI. Insomma, sono presenti tutte le specifiche sufficienti per trovarci di fronte ad un signor pannello.

Personalmente devo dire che sono rimasto piacevolmente colpito dalla qualità del display. Oltre alla dimensione da 5,2” che secondo me è la giusta grandezza capace di premiare sia l’ergonomia che la visione di filmati o foto, ho trovato davvero ottimi la resa dei colori e gli angoli di visuale. I bianchi, soprattutto a luminosità massima, sono buoni e non virano mai verso il giallo; i neri, invece, sono carichi (strano a dirsi per un LCD) e perdono qualcosina solo quando si ruota il dispositivo lungo l’asse verticale.

Questo perché, nonostante gli angoli di visuale sia veramente ampi, tenere il telefono in posizioni sicuramente scomode non va a premiare una densità dei neri tale da farci gridare al miracolo. Nella vita di tutti i giorni il display di ASUS Zenfone 3 si comporta in maniera impeccabile. Il sensore per la luminosità è sempre rapido e preciso e permette una regolazione automatica che non ha nulla da invidiare a smartphone da 700/800€.

Passare da ambienti chiusi al sole cocente di mezzogiorno non fa assolutamente nessuna differenza e si è in grado di continuare a operare sul display senza dover attendere una corretta illuminazione. Stessa cosa per quanto riguarda la sua leggibilità al calar del sole; la luminosità minima è sufficiente a non sforzare la vista e impostandola al mimino non ci trova di fronte ad un pannello troppo luminoso.

Apprezzabile inoltre la presenza della tecnologia “Splendid” che tramite il filtro luce blu permette l’abbattimento di questa particolare onda luminosa per premiare l’utilizzo dello smartphone anche nelle ore notturne. La funzionalità fa parte delle tante chicche integrate da ASUS e, mentre altre possono essere di dubbia utilità, ho davvero apprezzato la possibilità di accedere ad un pannello specifico delle impostazioni per andare a regolare il bilanciamento del filtro (tramite slider si passa da tonalità fredde a calde) e tanto altro.

Software: la ZenUI è ancora una zappa sui piedi

Non è una novità constatare che la maggior parte dei produttori di smartphone Android accompagnino il sistema operativo di Google con una versione modificata nella forma di interfaccia grafica, applicazioni ed altre aggiunte che “dovrebbero” migliorare l’esperienza utente generale.

Durante le mie prove di ASUS Zenfone 3 mi sono effettivamente ritrovato in questa situazione solo con gli smartphone Motorola; la casa alata si sa avere particolare interesse nell’offrire una esperienza quasi “stock” che viene accompagnata da alcune piccole funzioni che il 99% delle volte sono effettivamente in grado di offrire qualche feature non presente in Android.

Purtroppo non è questo il caso della ZenUI, la personalizzazione sviluppata da ASUS ed integrata all’interno di tutti i suoi dispositivi mobile. Mettendo da parte alcune evidenti indecisioni in italiano che fortunatamente sono state risolte tramite un aggiornamento di sistema, sono in generale presenti un gran numero di applicazioni aggiuntive (fortunatamente facilmente rimovibili) e personalizzazioni che, personalmente, non ho affatto apprezzato.

Funzioni come la gestione delle notifiche, gestione delle prestazioni ed altre sono davvero una presenza che poteva essere facilmente integrata in forme diverse e meno complicate. Questo perché le possibilità di personalizzazione dell’esperienza utente sono davvero sconfinate e non reputo sia questo un bene per un utente che magari si affaccia al brand (o alla tecnologia in generale) per la prima volta.

Menù, pannelli, sotto pannelli… sembra quasi di non trovarsi di fronte ad Android Marshmallow 6.0.1. Sono invece interessanti alcune funzioni aggiuntive relative al sensore per le impronte digitali. Tramite il pannello presente nelle impostazioni generali è possibile andare a specificare alcuni comportamenti aggiuntivi pensati per accelerare lo svolgimento di qualche compito.

Abbiamo ad esempio la possibilità di rispondere ad una chiamata semplicemente poggiando il dito sul sensore delle impronte digitali, avviare la fotocamera oppure acquisire uno scatto poggiando il dito.

Fotocamera: 16 MP con un autofocus rapidissimo

Pensare una quotidianità non fatta di GIF, video, foto e quant’altro è ormai roba da fantascienza. La stragrande maggioranza dei contenuti che digeriamo giornalmente ripiega quasi sempre sul multimediale e pertanto i produttori si stanno sempre più spingendo verso l’adozione di sensori fotografici capaci di scattare foto (e riprendere video) sempre migliori.

Il sensore da 16 MP con apertura f/2.0 e autofocus laser presente su ASUS Zenfone 3 permette di fare foto che non hanno nulla da invidiare a dispositivi di fascia più alta. Ovviamente non siamo di fronte ad uno smartphone capace di reggere il confronto con mostri sacri come Samsung Galaxy S7, iPhone 7, Huawei P9 o LG G5, ma comunque non sfigura e anzi è capace di offrire qualche piccola chicca che non mi sarei aspettato.

Qualsiasi sia il contesto di scatto (una macro oppure una foto panoramica), il sensore da 16 MP si comporta bene ma a patto che ci sia una buona illuminazione. Il cambio di luce condiziona tantissimo la possibilità di portarsi a casa uno scatto buono da uno sufficiente. La killer feature di ASUS Zenfone 3 è certamente l’app fotocamera presente al suo interno; essa permette di far sbizzarrire sia chi ama scattare foto in modalità automatica che chi invece ha un po’ più di dimestichezza e preferisce impostare in modo manuale i parametri di scatto.

Il sensore da 16 MP è in grado di riprendere video a risoluzione 4K lasciando a casa la stabilizzazione ottica; quest’ultima è presente solo se si decide di riprendere video a risoluzione 1080p – un piccolo neo che ci aspettavamo e che sinceramente non ci dà fastidio più di tanto. Frontalmente il sensore scende ad 8 MP ma è perfettamente in grado di scattare selfie adatti per essere condivisi sui social.

A fronte di un’applicazione fotocamera così nutrita di funzioni aggiuntive, ho trovato qualche difficoltà per quanto riguarda la gestione degli scatti con la funzione HDR. Sia che si scatti in modalità HDR automatica oppure impostata su attiva, spesso sono incappato in qualche indecisione del modulo posteriore che alcune volte mi ha portato a cestinare lo scatto in quanto mosso. Effettivamente è come se, una volta impostata la funzione HDR, il telefono abbia un attimo di indecisione nel mettere a fuoco e successivamente scattare la foto – il problema è ancora più evidente quando si passa a scattare una foto panoramica con la funzione HDR attiva.

Batteria: si arriva a 5 ore di schermo senza troppe difficoltà

3000 mAh è un modulo batteria che ormai troviamo all’interno della stragrande maggioranza degli smartphone presenti sul mercato – tranne in quelli Apple, stranamente. In base alle ottimizzazioni software e hardware presenti in questo o quel dispositivo, quasi tutti sono comunque in grado di garantire un utilizzo continuativo che permette di arrivare all’ora di cena con ancora un po’ di batteria.

Ovviamente in questo caso dipende molto dal tipo di utilizzo che si fa del dispositivo, ma tutto sommato possiamo affermare che si tratta di una “regola non scritta”. L’ASUS Zenfone 3 può contare sia sulle ottimizzazioni di consumi tipiche di Android Marshmallow che su quelle sviluppate direttamente dall’azienda stessa.

Un utilizzo normale con qualche chiamata, Facebook, Twitter, Telegram, WhatsApp, Slack e compagnia cantante, permette al telefono di arrivare all’ora di cena con ancora il 25/30% di autonomia. Questo senza contare la presenza di tre account di posta elettronica in push. Insomma, il modulo batteria è uno degli elementi che mi ha positivamente colpito e che riconferma quanto bene si possa fare con un modulo che pare ormai fin troppo stretto per gli utilizzi odierni.

Nel caso in cui si volesse spremere ulteriormente la batteria, è disponibile una funzione di risparmio batteria che permette di scegliere diverse modalità sviluppate appositamente per salvaguardare il consumo del modulo.

Multimedia: quello che ci si aspetta da un medio gamma

L’aspetto multimediale è evidentemente un elemento che riceve sempre più spesso importanti attenzione dai vari produttori di smartphone. ASUS Zenfone 3 non brilla certo per soluzioni da top di gamma, ma tutto quello che è presente permette di godere di una esperienza utente a 360°. Come abbiamo visto il modulo da 16 MP offre delle ottime potenzialità se preso con la giusta luce e il display da 5,2” potrebbe essere il fiore all’occhiello di questo smartphone.

L’audio viene diffuso tramite uno speaker mono presente di fianco alla porta USB Type-C ed è in grado di offrire dei risultati tutto sommato piacevoli. L’audio in speaker, anche quando impostato al massimo della potenza, esce chiaro e forte; sono ovviamente presenti delle piccole sbavature per quanto riguarda gli alti che tendono un po’ a mischiarsi, ma in fin dei conti non potevamo mica aspettarci di avere una gamma acustica tipica di smartphone con speaker stereo.

L’audio in cuffia è sempre chiaro e cristallino da entrambe le parti; gli auricolari inclusi nella confezione sono di buona fattura, presentano diversi gommini e garantiscono un audio un filino più chiaro rispetto allo speaker generale. Il SoC Snapdragon 625 permette di giocare senza troppi problemi anche se è presente qualche piccolo calo di frame – lo si nota anche se ci tenta l’apertura in modalità desktop di siti parecchio pesanti – e i 3 GB di RAM permettono di passare in rapida sequenza da un’app all’altra.

La qualità dell’esperienza video non è assolutamente un elemento secondario per la multimedialità. La visione di video, anche in 4K, non comporta alcun tipo di rinuncia. Non nascondo che ho apprezzato moltissimo l’ottimizzazione hardware che permette di guardare video ad alta risoluzione senza alcun tipo di impuntamento, anche passando rapidamente da un punto all’altro del video. Merito certamente dello Snapdragon 625, ma è evidentemente presente una ottimizzazione del sistema operativo che permette anche di passare rapidamente dalla riproduzione video ad un’altra applicazione salvata in memoria.

Se da un lato abbiamo una perfetta gestione del playback video, anche la qualità stessa del video in termini di resa cromatica non è da meno. Sono certamente presenti quelle piccole sbavature dei neri lungo la linea verticale del display, ma guardare un feed video in modalità landscape non è assolutamente un problema. L’ampio angolo di visuale, poi, unito all’alta luminosità del pannello permette di condividere la visione del filmato anche con un’altra persona.

Le nostre conclusioni sul ASUS Zenfone 3

Le nostre settimane di utilizzo di ASUS Zenfone 3 sono stati un andirivieni di buone impressioni miste ad alcune un po’ meno entusiasmanti. Ho apprezzato tantissimo il lavoro svolto per quanto riguarda la scelta dei materiali e le dimensioni generali del dispositivo; un gran peccato trovare però una superficiale gestione dell’ergonomia (ricordate l’”effetto saponetta”?) ed un modulo fotocamera davvero troppo sporgente.

Nonostante questo le prestazioni generali sono più che sufficienti e permettono di gestire la stragrande maggioranza dei task quotidiani senza alcun tipo di rinunce. Certamente non sono presenti prestazioni tipiche di un SoC all’ultimo grido, ma ASUS Zenfone 3 è comunque in grado di accontentare un po’ tutti. Se dovessi scegliere il motivo per cui consigliare questo smartphone di ASUS, ve ne darei due: l’ottima autonomia e il modulo fotografico rapido e capace di offrire davvero tanto se utilizzato nel modo giusto.

Il prezzo finale è però un po’ problematico, inutile far finta di niente. ASUS Zenfone 3 viene commercializzato a 369€ nelle colorazioni bianca o nera. Il prezzo tende pesantemente ad accarezzare quello di mostri sacri come il Huawei P9 e l’LG G5 che ormai sono disponibili a prezzi inferiori ai 400€. Fortunatamente ci viene incontro Amazon che a questo link lo mette in vendita a circa 325€; decisamente più in linea con le qualità che riesce ad offrire.