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ASUS VivoStick TS10: piccolo, portatile, ma anche difficile da capire

di Andrea Ricciaggiornato il 14 luglio 2016

Il mondo dei mini PC, un tempo relegato a brand cinesi dai nomi improbabili, sta conquistando anche l’attenzione di aziende più conosciute che cercano di attirare l’attenzione dei clienti proponendo dispositivi magari più curati e rifiniti rispetto a prodotti spesso “incompleti” sotto diversi punti di vista. È il caso di ASUS, che ad IFA 2015 ha presentato ASUS VivoStick TS10, un PC molto compatto che sta all’interno di una dongle da collegare direttamente dietro un monitor o una televisione. È uno dei prodotti che ha più attirato l’attenzione, segno che c’è l’interesse del pubblico verso questo tipo di soluzioni.

Questo device, compatto ma ben costruito, permette di trasformare ogni schermo in una macchina Windows 10, con cui sbizzarrirsi poi per qualsiasi tipo di progetto: che si voglia fare una postazione lavoro o un media center, c’è la potenza necessaria per farlo. Ma davvero un computer così piccolo riesce a soddisfare le nostre esigenze fino in fondo? Scopritelo insieme a noi nella nostra recensione.

Video recensione in 60 secondi

Scheda tecnica

Design: semplice ma funzionale

ASUS VivoStick TS10 si presenta subito bene: è davvero semplice nelle forme, ma risulta molto curata sebbene sia realizzata completamente in plastica. Tutto il dispositivo sta praticamente in una mano: è un mini PC davvero mini, ma contiene specifiche simili a modelli decisamente più grandi. Il suo form factor è particolare: ad una estremità troverete una porta HDMI, che consente di collegare questa penna direttamente alla TV senza passare da adattatori o cavi di sorta. Questo significa che basta poi il suo caricatore per farla funzionare, abbattendo decisamente lo spazio necessario in caso di trasporto e senza nemmeno occupare una superficie del proprio mobile.

Il corpo ha una scocca in plastica lucida, che accoglie le poche porte di input e output. Da un lato, c’è l’ingresso micro USB per l’alimentazione (va usato il caricatore fornito in dotazione, non basta la USB della TV), mentre dall’altra parte troviamo il jack audio da 3,5 mm, una porta USB 2.0 e una 3.0. Sull’estremità opposta a quella dell’HDMI c’è invece un grosso pulsante di accensione. Nella parte posteriore si trovano anche delle feritoie per le ventoline, necessarie a dissipare il calore in uno spazio così piccolo. Una delle feritoie laterali è invece dedicata ad un piccolo speaker, dal volume abbastanza elevato ma dalla qualità scadente, utile soltanto se non si ha alternativa per l’ascolto.

Si evince subito che la dotazione di porte è davvero minimale: non essendoci nemmeno uno slot micro SD, dovremo affidarci ad hard disk esterni o pennette USB per espandere la memoria di ASUS VivoStick TS10. La scocca in plastica tende poi a sporcarsi con facilità con le ditate, ma per fortuna rimane nascosta dietro al TV. Attenzione anche poi a dove la montate: essendo una penna piuttosto ingombrante rispetto alle canoniche chiavette USB, potrebbe essere necessario una prolunga per posizionarla più comodamente, e potrebbe anche bloccarvi altre porte dietro allo schermo date le sue dimensioni.

Dotazione: un mix che funziona

Ovviamente all’interno di ASUS VivoStick TS10 non poteva mancare l’immancabile Intel Atom Cherry Trail, processore amato e odiato degli ultimi tempi, accompagnato da 2 GB di memoria RAM e 32 GB di storage – non espandibile, come già specificato. Il sistema operativo scelto è invece Windows 10 Home, che si rende adatto sia per l’uso ufficio che per tirarci fuori un media center – insomma, è abbastanza versatile per ogni progetto. L’Atom x5-z8350 non fa gridare al miracolo: abbiamo prestazioni simili ai vecchi Bay-Trail, ad eccezione per la GPU che è più potente rispetto al passato. Certo, 2 GB di RAM e 32 di storage (circa 14 effettivi per l’utente) sono davvero il minimo sindacabile per Windows 10, e avrei preferito avere qualcosa in più sotto questi due versanti.

Solitamente c’è poco da dire sul software quando si parla di prodotti simili, dato che vengono dotati di Windows 10 senza personalizzazioni o fronzoli vari. Stavolta invece ASUS ci ha messo lo zampino, inserendo una combinazione di programmi che talvolta fa rimanere perplessi. Primo su tutti troviamo Classic Shell, che rende il menù Start di Windows simile a quelli delle vecchie versioni – non che ce ne fosse bisogno su W10. Troviamo poi WinZip (senza licenza), un programma per fare mirroring da Android e iOS (che non funziona), un altro per il controllo remoto da telefono nel caso non si abbiano mouse e tastiera a disposizione (che funziona, ma è davvero scomodo e lento), più un’app per controllare l’uscita sonora – senza scritte e difficile da capire. C’è anche un collegamento ad un programma chiamato proprio VivoStick, ma è un link rotto che non porta da nessuna parte.

Spero quindi che queste problematiche siano dovute al sample di ASUS VivoStick TS10 a me fornito, che non è arrivato in confezione di vendita e che quindi potrebbe non essere completamente definitivo. Su Internet però altri utenti segnalano la presenza di bloatware, che fortunatamente possono essere disinstallati e non grava sulle prestazioni della macchina. C’è un lato positivo: fra i vari tool ce n’è uno tutto fare per l’aggiornamento di driver e BIOS, ma non ha mai trovato nulla di nuovo da scaricare ma che può risultare sempre comodo. La connettività, infine, è assicurata da un chip Wi-Fi ac dual band e Bluetooth 4.1, che ha funzionato correttamente senza presentare disconnessioni.

Prestazioni: come se la cava ogni giorno?

La cosa che sicuramente più mi ha sorpreso di questa macchina, è la sua velocità. Spesso i mini PC basati sul Cherry Trail modello base sono lenti e macchinosi: qui invece la situazione è opposta. Il browser naviga spedito anche con qualche scheda aperta (senza esagerare), si riesce a fare un minimo di multitasking e quindi l’aspetto lavorativo di ASUS VivoStick TS10 viene confermato a pieno. Preinstallate troverete le versioni base di Word, Excel e Powerpoint, e insieme al client mail riuscirete a tirare fuori una piccola postazione di lavoro capace di effettuare i task più semplici. Merito anche di un trucchetto: ASUS ha disabilitato molte animazioni di sistema, cosa che rende tutto più spedito del solito.

Anche il lato multimediale non è da sottovalutare: come sempre potremo installare Kodi o Plex, e trasformare questo mini PC in un vero e proprio media center. Ma non solo: su Windows ci vuole un attimo ad usare Netflix al massimo delle sue potenzialità grazie all’app dedicata, e tramite browser potremo accedere a servizi come Sky Go, NOW TV, Premium Online, YouTube e tanto altro, cosa che su macchine Android non sempre è permesso. Windows come sempre si riconferma il sistema operativo più adatto e versatile ad ogni tipo di operazione, e gli utenti più smanettoni riusciranno a creare una interfaccia adatta ad accedere a tutti questi servizi sfruttando proprio Kodi. La riproduzione in streaming o di file locali avviene solitamente senza problemi, anche con file pesanti in 1080p in h.264 o addirittura in 4K. Se siete fan dello streaming di giochi da console, potrete affidarvi alle rispettive app per Xbox o PlayStation, oppure puntare direttamente a questa tecnologia tramite Steam: è tutto compatibile e facile da utilizzare.

Poteva essere tutto rose e fiori? Ovviamente no. Innanzitutto, usando questa macchina si ritrova subito un limite già visto in passato: lo storage. 32 GB non sono assolutamente sufficienti, dato che gli ultimi update di Windows tendono a mangiare spazio per la loro installazione. Basterà metterci anche qualche programma o scaricare un film all’interno, ed ecco che lo spazio sarà saturato. La mancanza di uno slot micro SD si sente: con pochi euro l’utente avrebbe potuto aggiungere altri 64 GB di storage dove magari creare un archivio di file multimediale, e invece tocca appoggiarsi alla USB – di cui per altro solo una è di tipo 3.0, quindi veloce e adatta allo scopo. Anche la RAM si satura facilmente, ed è necessario essere parsimoniosi con il numero di schede o app aperte contemporaneamente per evitare rallentamenti.

L’altro problema è la rumorosità: la ventola sta quasi sempre accesa durante il funzionamento, e si sente senza fatica. Per l’uso ufficio si potrebbe chiudere un occhio, ma se lo si vuole usare come media center allora diventa decisamente poco adatto – meglio puntare su una soluzione fanless. La temperatura in idle si aggira intorno ai 55-60°, mentre sotto stress sale a toccare gli 80 gradi. Come vengono superati i 70, però, la ventola aumenta la sua velocità e di conseguenza cresce la rumorosità, e questo avviene semplicemente anche riproducendo un file video impegnativo. Non si verifica però throttling: il processore rimane stabile alla sua massima frequenza, e le prestazioni non subiscono quindi un tracollo. Sono compromessi necessari: senza ventola probabilmente avreste potuto usare ASUS VivoStick TS10 come fornetto, ma avendone inserita una è necessario convivere con la sua rumorosità.

ASUS VivoStick TS10: le nostre conclusioni

ASUS VivoStick TS10 non è un cattivo prodotto: mi sarei aspettato prestazioni decisamente inferiori, e invece sono stato contento di vedere che è possibile lavorare con un Cherry Trail, se lo si ottimizza con cura. Il form factor è sicuramente vincente: la portabilità viene portata all’estremo, e la costruzione curata accentua ancora di più questo aspetto. Mi rimane però difficile da comprendere il senso di un dispositivo simile: a meno che proprio il vostro obiettivo non sia avere la cosa più piccola e leggera possibile, tanto vale prendere un mini PC con form factor più canonico per fare le stesse cose. Sarà dotato di più porte, probabilmente sarà più silenzioso e lo pagherete anche meno.

ASUS ha confezionato quindi un oggetto interessante, ma che mostra subito i suoi limiti. È più un esperimento che qualcosa di realmente pensato per il commercio – sarà per questo che è molto difficile da trovare nei negozi fisici o online? Le prestazioni inconsistenti, mischiate con quella fastidiosa ventola e alle pochissime possibilità di espansione, mi portano a sconsigliare ancora una volta oggetti con questo form factor a favore di soluzioni più tradizionali che, alla fine dei conti, occupano soltanto qualche centimetro in più (mi viene in mente il Beelink BT3, per fare un nome). Magari ad IFA 2016 vedremo la sua revisione, e potremo ricrederci.

ASUS Vivostick può essere acquistata su Monclick al prezzo di 158€ circa.

Video recensione