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ASUS VivoBook E200HA: un netbook che funziona senza troppi fronzoli

di Andrea Ricciaggiornato il 25 de julio de 2016

Prima dell’avvento dell’iPad, il settore computing era stato travolto da un fenomeno incredibile ed inatteso. Parliamo ovviamente della nascita dell’EeePC e dei suoi fratelli netbook, categoria di prodotto pensata per la mobilità estrema, macchine leggere ma capaci di svolgere le operazioni quotidiane senza fatica e perfette anche per chi aveva un budget ristretto.

Ai tempi i portatili erano una necessità per molti, ma il loro costo era spesso elevato e l’esborso era quindi fuori dalla portata di studenti, lavoratori e altre categorie che hanno beneficiato enormemente dall’arrivo dei netbook. Sembrava che dovessero morire con i tablet, e invece sono tornati prepotentemente in auge proprio negli ultimi mesi, ancora una volta sotto l’egida di ASUS, l’azienda che aveva inaugurato proprio questa categoria. Oggi vediamo quindi ASUS VivoBook E200HA, erede diretto di Eeebook X205HA – che abbiamo provato più di un anno fa – e pronto per la fascia di prezzo dei 200€. Un oggetto del genere ci avrà convinto anche una seconda volta? Scopritelo nella nostra recensione.

Video recensione in 60 secondi

Scheda tecnica

Design: poche evoluzioni negli ultimi mesi

ASUS VivoBook E200HA appare subito come un normale notebook appena tirato fuori dalla scatola. L’unica cosa che spicca sono le dimensioni: è decisamente più piccolo rispetto alla media, dato il suo schermo da 11,6 pollici inserito in un telaio adatto ad esso. Il modello da noi in prova, con colorazione champagne (o oro che dir si voglia), tradisce subito la costruzione in plastica della macchina, ma prendendola in mano si può notare la sua solidità: non scricchiola e ha anzi un peso “importante”, ben bilanciato per essere inferiore al chilogrammo. Ottimo quindi l’uso di questo materiale che spesso viene snobbato come troppo economico, ma che può risultare un’ottima scelta in diversi casi.

Si notano subito degli elementi di nota: non ci sono feritoie per le ventole, segno che ASUS VivoBook E200HA è completamente fanless e raffreddato passivamente – quindi, silenzioso al massimo. Le porte principali sono tutte disposte sui due lati: a sinistra troviamo il jack cuffie e una porta USB 3.0, dall’altra un’altro ingresso USB ma di generazione precedente, l’uscita mini HDMI e lo slot per l’espansione di memoria tramite micro SD, più il connettore proprietario per la ricarica. L’alimentatore incluso in dotazione è piccolo e ha un cavo molto lungo, adatto per le aule universitarie dove le prese sono soltanto ai lati della stanza.

Aprendo il netbook troviamo una tastiera che sfrutta lo spazio a disposizione nella giusta maniera: i tasti non sono troppo piccoli e sono disposti su ben sei file, senza però risultare affollati. Il touchpad è molto grande e occupa gran parte dell’area poggiapolsi, cosa positiva considerando che spesso questo elemento è trascurato e relegato a dimensioni ben più piccole. Lo schermo ha poi delle cornici bilanciate e si piega abbondantemente, senza far perdere equilibrio a tutta la macchina e regalando un buon grado di personalizzazione.

Non c’è nulla che faccia gridare al miracolo, ma nemmeno qualcosa che faccia storcere il naso. Il design di ASUS VivoBook E200HA funziona: è minimale ma non scarno, e punta alla funzione piuttosto che alla forma. Considerando il prezzo ridotto, non potevamo chiedere di meglio. Anche lo spessore e il peso non sono affatto male: si parla di 1,75 centimetri e di 980 grammi – questi ultimi non sono proprio pochi per un 11,6″, però sono comunque abbastanza tollerabili da portare in giro.

Display: il vero punto debole

L’unità schermo installata su ASUS VivoBook E200HA è una da 11,6 pollici con risoluzione 1366 x 768 pixel. Non è tanto la densità di pixel – comunque scarsa – a preoccupare: è normale trovare una risoluzione simile su questi pannelli, e la leggibilità rimane accettabile. Ciò che è più fastidioso sono gli angoli di visuale: sono scarsi, specialmente quelli sull’asse verticale, cosa che vi obbligherà continuamente ad aggiustare l’angolo del display per trovare il punto giusto. Spostando la testa i colori e i neri vireranno violentemente, cosa che rende l’uso continuativo della macchina spesso fastidiosa e soprattutto faticosa. È necessario centrare alla perfezione lo schermo per poter godere di una immagine precisa a livello di colori e sfumature.

Come dicevo prima, sulla risoluzione si può chiudere un occhio. Certo, avrebbe fatto più bella figura un pannello Full HD IPS, ma bisogna pur sempre ricordarci del prezzo della macchina e del suo target finale. Sono però accettabili i livelli di luminosità: non lo userete sotto il sole ma in una stanza piena di luce non avrete problemi a guardare il display, e se invece vi servisse usarlo al buio allora non rimarrete accecati. L’unità però riflette molto, e sui neri diventa praticamente uno specchio. Insomma, non è decisamente uno schermo pensato per la multimedialità spinta, ma soltanto per lavorare stando fermi ad una scrivania.

Hardware: il solito mix Cherry Trail

Cosa potevamo trovare all’interno di ASUS VivoBook E200HA se non un processore Intel Atom Cherry Trail x5-z8300, accompagnato da 2 GB di memoria RAM e 32 GB di storage? Questi sono dati che ormai conosco a memoria, avendo provato combinazioni simili su mini PC e prodotti affini, dato il prezzo di partenza piuttosto basso. Come sempre ripeto, questo modello base di Atom è praticamente identico – a livello prestazionale – ai Bay Trail visti dal 2014 in poi. Cambia soltanto la dotazione lato GPU, un po’ più veloce ma non per questa adatta ai videogiochi.

Nulla di sconvolgente quindi per questo netbook dotato di Windows 10: la base hardware riesce a farlo girare senza particolari problemi, a patto però di non metterlo sotto stress. Non sono portatili da lavoro ma seconde macchine utili per la loro portabilità, adatte per essere portate in vacanza quando vogliamo lasciare il vero notebook al sicuro a casa oppure in ufficio per avere un secondo schermo “indipendente” sulla scrivania. Il Cherry Trail base si dimostra una scelta sensata, anche se i modelli di fascia superiore assicurano delle prestazioni più solide anche sotto carichi leggeri. Buone le temperature: in idle si aggirano sui 55-60 gradi, ma non si percepiscono assolutamente sul telaio che rimane freddo o a malapena tiepido.

Ciò che come sempre tende a trattenere la macchina è la dotazione di memoria: 2 GB di RAM sono insufficienti per Windows, che lavora meglio con almeno un quantitativo raddoppiato, e 32 GB di storage non bastano. All’utente rimangono disponibili circa 15 GB reali, che diventano molti meno nel momento in cui si usa la macchina realmente. Per fortuna si può espandere la memoria tramite slot micro SD, ma non aspettatevi la stessa velocità di quella di sistema – che comunque non è un razzo di suo.

Windows 10 arriva comunque piuttosto pulito e privo di personalizzazioni invadenti, e questo è un bene per l’utente meno esperto che non si ritroverà troppe app di terze parti da dover gestire (anche se l’app di TripAdvisor o la demo di McAfee erano evitabili). A completare il tutto c’è una buona connettività di rete senza fili che ha nel chip Wi-Fi ac la sua punta di diamante, cosa che rende ASUS VivoBook E200HA adatto agli standard attuali. In tutto e per tutto, quindi, questo netbook appare essere la revisione diretta del precedente Eeebook, avendo effettuato le migliorie che più servivano alla macchina.

Batteria: l’asso nella manica

Cherry Trail e schermo HD però hanno un vantaggio concreto: l’autonomia. Il modulo da 38 Wh inserito all’interno è letteralmente capace di farci dimenticare il caricatore in borsa per diverse ore. La cosiddetta giornata d’uso è assicurata: la percentuale di batteria residua scende con il contagoccie, consentendoci anche di fare più di 10 ore continuative sulla macchina. Ovvio, non bisogna spingere troppo la luminosità o il processore: se però vi serve qualcosa capace di farvi fare lunghe sessioni di scrittura senza problemi, avete trovato il vostro candidato.

Quand’è che la batteria dà il peggio di sé? Quando la macchina è molto sotto stress. Se cercherete di portarla al suo limite, allora la temperatura salirà e questo ha un pessimo effetto sia sulle prestazioni che sull’autonomia. In questi casi – magari se la state usando per operazioni “di emergenza” pensate per altri PC – togliete pure 3/4 ore dall’autonomia dichiarata prima. In caso contrario, però, non preoccupatevi proprio: ASUS VivoBook E200HA sotto questo aspetto è estremamente affidabile. Il caricatore incluso in dotazione, infine, richiede poco più di due ore per una carica completa, un tempo che trovo piuttosto accettabile.

Esperienza quotidiana: chi lo deve comprare?

Chi è, quindi, il target di ASUS VivoBook E200HA? Per quanto mi ci sia trovato bene, non sono io la persona adatta per usarlo. Se, come me, non potete vivere senza Photoshop, Premiere Pro, decine di schede del browser, programmi di CAD o altri software simili, difficilmente troverete un buon alleato in questo netbook – semplicemente, non li farà girare. Chi però usa questi programmi potrebbe volere allora una seconda macchina da accompagnare a quella principale, magari per quando si viaggia o si vuole semplicemente qualcosa di più leggero: in borsa pesa pochissimo, e sul tavolino di un aereo o treno è decisamente più pratico di un Macbook Pro da 15 pollici.

Gli studenti universitari potrebbero poi apprezzare questo form factor, a patto che il loro uso sia quello di prendere appunti e leggere dispense. Va bene quindi per la facoltà di Lettere, ma non per Architettura. I punti di forza sono comunque chiari: la tastiera ha una buona corsa e ci si scrive bene, il touchpad funziona senza problemi e il PC scalda poco ed è completamente silenzioso – tutto questo senza dimenticare l’autonomia da record. Certo, le prestazioni non sono sempre rose e fiori: il browser rallenta spesso e volentieri, le app richiedono qualche secondo per aprirsi e Windows si prende il suo tempo. Però, nell’ottica di un uso molto blando, sono compromessi che possiamo accettare.

Gli utenti che però considerano l’acquisto di ASUS VivoBook E200HA ricordino che il lato multimediale è molto debole: potrete vederci una puntata delle ultime serie di Netflix senza problemi, ma lo schermo si presta poco a questa operazione. L’audio in cuffia è accettabile, quello dagli speaker ha un buon volume ma una qualità dimenticabile. C’è però l’uscita video HDMI, e quindi potreste risolvere collegando un monitor esterno, se ne avete uno.

ASUS VivoBook E200HA: le nostre conclusioni

Come lo scorso anno, l’ultima proposta in campo netbook di ASUS convince – a patto di saper chiudere un occhio sui compromessi, che ci sono in abbondanza. Prima di acquistare un oggetto simile, cercate di capire se siete nel target giusto: se la risposta è positiva, allora non dovreste avere problemi, ma se partite con delle aspettative diverse, il rischio di rimanere delusi è dietro l’angolo. La base hardware è il minimo indispensabile per fare le varie operazioni citate prima, ma il prezzo è basso e la costruzione abbastanza solida da fare di questa macchina un oggetto da non dover trattare con i guanti.

Questo ennesimo esperimento della casa taiwanese insomma funziona. ASUS VivoBook E200HA ha convinto anche me che, per necessità di studio e lavorative, uso macchine dalle prestazioni decisamente più elevate – macchine che però non sono altrettanto comode quando prendo un treno, per spostarsi in università o semplicemente per quando sono sul divano. Ancora una volta, ASUS è riuscita dove altri produttori non riescono: creare una macchina da 200€ senza dover far emergere una sfilza di compromessi e problemi dopo cinque minuti dalla sua accensione.

Potete acquistare ASUS VivoBook E200HA per circa 220€ a questa pagina di Amazon.it.

Video recensione