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Asus Transformer Book T100 Chi Recensione

di Gianluca Cirignanoaggiornato il 27 luglio 2015

Tra tutti i prodotti che sono stati presentati durante il CES 2015 di Las Vegas di quest’anno uno dei più interessanti è sicuramente l’ASUS Transformer Book T100 Chi, che va a espandere, insieme al T90 e al T300, la famiglia di convertibili ASUS. Il nuovo tablet dotato di dock station con tastiera e touchpad – evoluzione del molto apprezzato T100 – si presenta come un device dall’aspetto curato, dalla portabilità elevata e in grado di garantire un’esperienza d’uso apprezzabile. Durante l’ultimo periodo ho avuto finalmente modo di testare in maniera più approfondita il terminale, utilizzandolo come device principale per diverso tempo. Dopo questi giorni di prove devo ammettere che il nuovo Transformer Book della casa taiwanese mi ha colpito sotto diversi punti di vista, come il buon comparto hardware, che riesce a far girare in maniera fluida Windows 8.1, e l’utilizzo di una scocca metallica. Meno convincente invece l’autonomia, la mancanza di porte USB full size, il comparto fotografico – ma trattandosi di un convertibile è abbastanza normale – e il fatto che la dock station e il tablet vadano caricati separatamente. Se state cercando un buon 2-in-1 trovate maggiori dettagli sui pro e i contro del T100 Chi nella nostra recensione di seguito.

Videorecensione

Scheda Tecnica

Design ed ergonomia

L’aspetto estetico e l’ottima sensazione al tatto sono senza dubbio due dei fattori che mi hanno colpito maggiormente dell’ASUS Transformer Book T100 Chi. Il terminale ha delle linee semplici e curve che gli donano una forma armonica e visivamente accattivante. La scelta di utilizzare per il tablet una scocca posteriore in alluminio con una lavorazione opaca, unita alla bordatura metallizzata, dà al dispositivo un’aria davvero premium. Anche la parte superiore della dock, quella dove sono posizionati tastiera e touch pad, è in metallo e presenta delle finiture argentate già viste nella back cover del tablet. Tale scelta a mio parere è stata ottima visto che permette di armonizzare egregiamente le due parti e di creare un terminale che, una volta unito, si scambia facilmente per un mini PC grazie all’ottimo senso di continuità che c’è tra la parte che include lo schermo e quella che comprende tastiera e pad. La lastra inferiore della dock è invece di plastica, ma visto che per la maggior parte del tempo in cui la si usa non è ovviamente visibile, ciò non risulta un problema. Inoltre in questa zona sono presenti quattro ampi piedini di gomma dalla forma cilindrica che svolgono davvero bene il loro lavoro, permettendo al terminale di essere ben stabile anche quando lo si poggia su superfici particolarmente scivolose.

Come detto prima le due parti che compongono l’ASUS T100 Chi, la dock e il tablet, si legano davvero bene tra loro, sia grazie al buon lavoro di design che crea una piacevole continuità stilistica, sia per merito del sistema di aggancio e della cerniera. Quest’ultima è stata progettata in maniera da amalgamarsi molto bene al tutto senza creare interruzioni troppo brusche e antiestetiche nelle linee morbide del device ed è inoltre molto fluida e solida. Notevole anche il sistema di blocco: il tablet presenta nel lato inferiore due fenditure lunghe un paio di centimetri in cui alloggiano perfettamente due sporgenze metalliche poste sulla cerniera della tastiera. Il tutto viene tenuto agganciato da dei magneti abbastanza potenti, che permettono al terminale, una volta assemblato, di risultare molto solido e stabile. È infatti davvero difficile che si sganci erroneamente il case principale dalla dock. Ciò può succedere solo se si tira con forza il tablet da una delle due estremità facendo al contempo qualche movimento brusco, ma anche in questo caso è un’eventualità non così comune. Come avrete però forse intuito tra il tablet e la tastiera non sono presenti connettori o pin di nessuna natura, e questo si traduce in uno svantaggio abbastanza fastidioso: si è costretti a ricaricare i due elementi separatamente, visto che non c’è passaggio di corrente tra i due. Si tratta, a mio dire, di uno dei difetti più fastidiosi che il nuovo Transformer Book T100 Chi presenta.

Per quanto riguarda la disposizione dei principali elementi bisogna tenere conto che questi sono praticamente tutti nel tablet. Come già anticipato sul lato inferiore troviamo solo le due fenditure per il collegamento con la dock, mentre in quello superiore sono posizionati, sulla sinistra, il tasto di accensione e spegnimento e un piccolo led di notifica. Sul lato destro troviamo, partendo dall’alto, lo slot per espandere la memoria interna tramite micro SD, una porta microUSB 3.0, una micro HDMI e subito sotto uno dei due altoparlanti che compongono il buon sistema stereo del terminale. L’altro speaker è posto ovviamente sul lato sinistro, dove troviamo anche il bilanciere del volume, il bottone col logo di Windows per accedere alla home, un’entrata da 3,5 millimetri per jack combo cuffie e microfono e la porta microUSB 2.0 che serve anche per ricarica il terminale. Al centro della scocca posteriore campeggia il classico logo ASUS argentato leggermente in rilievo mentre in alto a destra si trova la fotocamera principale da 5 megapixel. Sul pannello frontale ci sono infine il display da 10,1 pollici, un altro logo della compagnia e una fotocamera da 2 megapixel. Uno degli elementi che colpisce sicuramente di più nel pannello anteriore sono le cornici davvero ampie. Se da una parte queste si rivelano infatti comode usando il device come un comune tablet, perché offrono un discreto spazio di appoggio e ottime possibilità di presa, risultano invece un po’ antiestetiche quando si posiziona lo schermo sulla dock e si utilizza il tutto come un mini PC.

Sulla dock station sono presenti, oltre ovviamente alla tastiera e al trackpad sui quali torneremo tra poco, solo il pulsante di accensione e pairing Bluetooth, due led che indicano lo stato della batteria e l’avvenuto collegamento, e una porta microUSB 2.0 sul lato destro, che serve unicamente a ricaricare il terminale e non può, purtroppo, essere utilizzata come ulteriore entrata USB tramite adattatore OTG. Per quanto riguarda la tastiera devo dire che mi ha stupito. Ho utilizzato questo terminale per scrivere testi anche lunghi, tra cui la recensione che state leggendo in questo momento, e devo ammettere che si è rivelato molto più comodo del previsto. Certo, i tasti sono leggermente più piccoli rispetto a quelli standard e all’inizio la cosa destabilizza un po’ e dà vita a diversi errori di battitura, ma sono anche ben distanziati tra loro,  hanno una corsa ampia e non traballano, pregio da non sottovalutare per device di questa fascia di prezzo. Una volta fatta l’abitudine quindi si riesce a scrivere senza grosse difficoltà anche per diverse ore. Niente male anche il trackpad, che risponde bene al tocco e risulta preciso e abbastanza comodo da utilizzare. Ovviamente però l’area attiva non è ampissima, e se dovete lavorare molto con programmi che richiedono una discreta precisione, come tanto per citarne uno il caro vecchio Photoshop, il mio consiglio è quello di munirvi di un buon mouse e di collegarlo al T100 Chi tramite adattatore OTG.

Dal punto di vista della praticità e dell’ergonomia l’ASUS Transformer Book T100 Chi si è rivelato davvero ottimo. Si tratta di un dispositivo molto comodo e maneggevole sia da utilizzare in versione tablet, sia da portare in giro e sfruttare come mini PC per scrivere o lavorare anche nelle condizioni più proibitive, come sui mezzi pubblici o nelle stazioni. Da questo punto di vista, due dei principali punti di forza del T100 Chi, oltre alle linee ben studiate e alla lavorazione che migliora abbastanza il grip generale, sono sicuramente il peso e lo spessore. Utilizzato in configurazione solo tablet il device pesa infatti 570 grammi ed è spesso solo 7,2 millimetri, e anche aggiungendo la dock la situazione non peggiora drasticamente come si potrebbe pensare. Completo di tastiera infatti il terminale arriva a circa 22 millimetri di spessore e 1,08 chilogrammi di peso: risultati degni di nota. Un fastidioso neo del terminale è però la mancanza di una scanalatura o una piccola fessura in cui inserire le dita per aprire lo schermo quando si usa il T100 come mini PC. Può sembrare un dettaglio da nulla, ma in effetti alla lunga si rivela abbastanza disturbante, perché è abbastanza difficile riuscire ad aprire il device al primo colpo.

Display

Il pannello a bordo dell’ASUS T100 Chi è un IPS LED da 10,1 pollici, con un aspect ratio di 16:10 e una risoluzione full HD. Abbiamo quindi ben 1920 x 1200 pixel distribuiti per una diagonale abbastanza contenuta. Ciò dà origine a un valore di densità davvero elevato per la fascia di prezzo di cui parliamo: ben 224 pixel per pollice. In termini pratici ci troviamo davanti ad un dispositivo molto risoluto, che permette di fruire in maniera egregia dei vari contenuti multimediali e che ci garantisce di leggere bene anche le scritte più piccole, visto che le lettere risultano sempre definite e nitide. Quello che mi ha colpito del display però, oltre alla risoluzione elevata, è la buona qualità generale. Lo schermo ha infatti una resa cromatica niente male, con colori abbastanza naturali e neri più profondi di quanto mi sarei aspettato. Molto buoni si anche gli angoli di visuale, che sono ampissimi e che permettono di godere a pieno dei contenuti visualizzati anche inclinando davvero tanto il device.

Non male anche la luminosità: quella minima è abbastanza bassa da permettere l’utilizzo anche al buio senza che si venga abbagliati in maniera troppo fastidiosa, mentre quella massima è sufficiente per riuscire ad utilizzare discretamente bene il Transformer Book T100 Chi anche all’aperto. Certo, sotto la luce diretta del sole o sotto fonti luminose molto intense si palesa uno dei principali difetti del device: l’alto grado di riflessione. Fortunatamente alzando al massimo la brillantezza del display si riesce a usare comunque il nuovo 2-in-1 di casa ASUS anche in queste circostanze, se pur non con il massimo del comfort. Nessun problema per quanto riguarda il touch screen in grado di leggere fino a 10 punti di tocco, che si è sempre rivelato preciso e ben calibrato, nonché molto utile anche nell’utilizzo in modalità mini PC. Come detto prima tra gli elementi che invece mi hanno lasciato maggiormente dubbioso in questo dispositivo ci sono le cornici, le quali sono davvero molto larghe. Usando il device collegato alla dock infatti tale ampiezza si nota particolarmente e risulta abbastanza antiestetica, almeno secondo il mio gusto personale, anche se bisogna dire che quando si sfrutta il T100 Chi come tablet sono discretamente comode perché offrono una buona superfice di appoggio per le dita che devono reggere il device. Atra caratteristica che non mi ha fatto impazzire è la poca oleofobicità del pannello Gorilla Glass posto a protezione dello schermo, che tende a trattenere parecchio le impronte.

Dotazione hardware

L’ASUS T100 Chi è animato da un discreto comparto hardware, interamente contenuto nella scocca del tablet. Il processore adottato su questo terminale è un Intel Atom Z3775, prodotto con processo a 22 nanometri, dotato di quattro core settati a 1,46 GHz e in grado di raggiungere i 2,39 GHz di frequenza di burst e coadiuvato da 2 GB di RAM LPDDR3 a 1066 MHz. La GPU è una Intel HD Graphics integrata con una frequenza che varia tra i 311 MHz base e 778 MHz di burst, mentre la memoria è una eMMC da 64 GB, la quale non è sicuramente veloce come un SSD, ma che almeno dovrebbe garantire prestazioni leggermente superiori ad un classico HDD meccanico. La memoria interna realmente a disposizione dell’utente è di circa 48 GB, che in effetti non sono poi molti, soprattutto se siete soliti salvare parecchie foto, clip video e tracce musicali sul vostro 2-in-1. In questo caso fortunatamente viene in aiuto lo slot per schede micro SD posto sul lato destro, che permette di espandere lo storage interno fino a 128 GB senza spendere troppo.

Tutto questo si traduce all’atto pratico in un’esperienza d’uso più che buona. Il terminale è veloce e reattivo, risulta molto fluido e riesce a far girare abbastanza bene la maggior parte dei programmi di uso comune. Trovare micro lag o impuntamenti è abbastanza raro se non si stressa troppo il terminale, e la CPU riesce a gestire bene carichi di lavoro anche più elevati di quelli che mi sarei aspettato. Punto di debolezza del sistema è forse principalmente la memoria integrata, che non raggiunge velocità di lettura e scrittura molto alte e che in qualche situazione può fare da collo di bottiglia al T100 Chi. Dal punto di vista della connettività il terminale se la cava bene: troviamo infatti a bordo un modulo Bluetooth 4.0 e il Wi-Fi 802.11 a/b/g/n. Le porte a nostra disposizione sono una micro USB 2.0, una 3.0 e una microHDMI. Come sottolineato anche prima non sono state inserite porte USB full size, probabilmente per mantenere lo spessore al minimo. Ciò però vuol dire che per collegare device USB esterni bisogna sempre ricorrere a vari adattatori microUSB On The Go, cosa che risulta spesso poco pratica. A completare il tutto troviamo infine due fotocamere dalla discreta qualità: una anteriore da 2 megapixel, che permette delle buone videochiamate e anche qualche scatto non male se in condizioni di luce ottimale, e una posteriore da 5 megapixel che può essere utilizzata per acquisire qualche foto in velocità, ma che comunque non garantisce risultati stupefacenti, soprattutto se l’illuminazione ambientale non è molto favorevole.

Software e uso quotidiano

A girare sul discreto comparto hardware dell’ASUS T100 Chi troviamo Windows 8.1. La presenza del SO di casa Microsoft è senza dubbio uno dei principali punti di forza del device, visto che garantisce una versatilità e un’apertura che difficilmente avremmo con dei tablet con a bordo Android o con dei Chromebook. Avere Windows sul proprio 2-in-1 vuol dire poter utilizzare i programmi di uso comune che sfruttiamo sul nostro computer principale anche in completa mobilità e con una fluidità sorprendente. Ammetto che inizialmente avevo qualche remora riguardo alle effettive potenzialità di questo nuovo Transformer Book della società di Taipei, ma dopo averlo stressato parecchio mi ha colpito positivamente. Il sistema risulta fluido e reattivo con le classiche app per la produttività, come la suite Office – la cui versione Office 365 Personal è inclusa gratuitamente per un anno – e anche Chrome non ho quasi mai riscontrato grossi problemi di lag o impuntamenti, pur navigando in pagine web molto pesanti e aprendo numerose schede contemporaneamente.

Ovviamente non si tratta di un terminale pensato per lavori di grafica o di video editing, ma bisogna comunque spezzare una lancia a suo favore e dire che è riuscito a far girare senza grosse difficoltà anche Photoshop, permettendomi qualche rapido fotoritocco. Certo, eseguendo funzioni particolarmente impegnative dal punto di vista della potenza computazionale il terminale ha mostrato qualche cenno di cedimento, ma è logico che sia così, visto che il T100 Chi non ha alcuna pretesa da questo punto di vista. Per quanto riguarda il gaming naturalmente non potrete far girare titoli tripla A degli ultimi anni o giochi dalla grafica pesante e complessa, ma – come spiega molto bene il nostro Giulio in un pezzo al riguardo – questo non vuol dire dover rinunciare completamente al mondo videoludico, dato che sono diversi gli ottimi giochi indie che girano senza problemi su questa macchina.

Il più grande punto di forza di questo terminale è però sicuramente intrinseco nella sua natura di 2-in-1: la versatilità e la trasportabilità. Poter semplicemente scollegare lo schermo dalla tastiera e utilizzare il T100 Chi come un comune tablet aumenta il grado di interazione che si può avere con questo device e il fatto che tutto l’hardware e le porte siano incluse nella scocca dove è presente lo schermo si traduce nella possibilità di portarsi dietro solo questa parte senza remore. Lasciando a casa la dock station infatti non sacrificheremo in alcun modo autonomia o connettività e ne guadagneremo invece molto in portabilità e leggerezza. Va comunque ribadito che anche completo di tastiera il T100 Chi risulta comodo da portare in giro e si è rivelato un compagno prezioso in diverse occasioni. Il suo peso non eccessivo e le dimensioni ridotte mi hanno infatti permesso di utilizzarlo in varie situazioni in cui un normale notebook sarebbe risultato troppo ingombrante e un semplice tablet con tastiera a schermo troppo poco comodo in termini di produttività. Una nota stonata che va evidenziata è però che Windows 8.1, per quanto molto versatile e ricco di funzioni interessanti, risulti ancora un po’ macchinoso da utilizzare in versione solo tablet, mentre con trackpad e tastiera si conferma un ottimo compagno.

Batteria

Ciò che mi ha lasciato maggiormente perplesso in questo ASUS Transformer Book T100 Chi è la batteria, nonché il sistema di ricarica. Come accennato già prima la dock station del T100 Chi si collega al corpo principale del terminale tramite magneti e non sono presenti pin o connettori vari che permettano il passaggio di corrente tra le due parti. Questo in pratica significa che bisogna ricaricare entrambe gli apparati, il tablet e la tastiera, separatamente, quindi o si utilizzano due caricatori in contemporanea oppure i tempi di ricarica si allungano e anche parecchio. A mio parere questa decisione è forse il difetto principale per quanto riguarda il design del dispositivo.

Parlando invece di autonomia vera e propria devo dire di aver ottenuto risultati discreti ma non brillanti. Durante il periodo di test il T100 Chi, che è alimentato da una batteria da 30 Wattora, ha avuto un’autonomia che si è aggirata sulle 7 ore e mezza con un utilizzo normale e abbastanza moderato, composto per lo più di navigazione su internet, qualche programma di produttività e la visione di alcuni film, il tutto con la luminosità non molto elevata, il Wi-Fi acceso per buona parte del tempo e la dock spesso collegata. Stressando invece il terminale con programmi più pesanti e con molto multitasking e settando la luminosità al massimo l’autonomia è calata e parecchio, arrivando anche ad un minimo di 4 ore. Ovviamente lo stesso discorso vale anche all’inverso: utilizzando il terminale con la dock collegata per poco tempo, la luminosità al minimo e senza eseguire software molto pesanti ho raggiunto anche le 10 ore di uso con una sola carica. Insomma un risultato nella media, ma non proprio brillante come avrei sperato.

Conclusioni

L’ASUS Transformer Book T100 Chi è un device che nel complesso non mi è affatto dispiaciuto. Si tratta di un 2-in-1 in vendita a circa 400€ in grado di regalare discrete soddisfazioni dal punto di vista delle prestazioni e della praticità d’uso, e che fa di un ottimo design, di un’elevata portabilità e dei materiali pregiati i suoi principali punti di forza. Non vanno poi dimenticati il buon display full HD, che spicca per angoli di visuale davvero elevati e densità di pixel sopra la media, e la tastiera, che, pur essendo più piccola dello standard, è comoda e permette di scrivere testi abbastanza lunghi senza troppe difficoltà. Nonostante ciò il terminale non è esente da diversi difetti. Il principale, come già detto, è l’impossibilità di caricare sia il tablet sia la dock tramite la stessa presa microUSB.

Dover ricorrere a due porte differenti e doversi ricordare di mettere in carica entrambe le parti è una scocciatura davvero fastidiosa. Antipatico poi il fatto che non sia stato realizzato un piccolo solco per agevolare l’apertura dello schermo quando si utilizza il T100 Chi come mini PC. Abbastanza fastidiosa è infine anche la poca oleofobicità della lastra di vetro a protezione del display. Di contro bisogna ammettere che tenendo tra le mani questo terminale si ha la sensazione di stringere un device solido e robusto, in grado di resistere bene anche ai peggiori sballottolamenti in borse e tracolle, e questo è un pro non da poco per questo genere di dispositivi, che fanno della trasportabilità un loro punto di forza.  Insomma se state cercando un tablet convertibile dotato di una buona tastiera, con uno schermo molto risoluto, dalla elevata portabilità e che dia l’impressione di maneggiare un terminale premium, allora l’ASUS Transformer Book T100 Chi è senza dubbio un dispositivo che dovette tenere in considerazione.