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Musica in streaming: su quale servizio fare affidamento

di Claudio Carelliaggiornato il 23 ottobre 2015

L’intera industria musicale negli ultimi anni ha subito indirettamente l’avvento del massiccio utilizzo della tecnologia nella fruizione dei contenuti, cambiando principalmente il mezzo con cui le major propongono i propri prodotti. Dopo l’arrivo degli store digitali, e nello specifico dell’iTunes Store (ideato dal genio di mercato Steve Jobs), dai CD siamo arrivati lentamente a formati non più fisici da utilizzare su lettori musicali esterni, iPod o meno. L’MP3 ha rivoluzionato completamente il modo con cui abbiamo avuto accesso alla musica e, anche se per qualche verso ha anche danneggiato l’industria, ha fatto sì che tutti potessero apprezzarla in modo più completo, con un paio di cuffiette all’orecchio e migliaia di brani in tasca.

Oggi è tempo di un nuovo fenomeno che sta cambiando in modo radicale ancora una volta il principale mezzo con cui si va a fruire dei brani: se prima era l’MP3 il compagno di cuffia, ora possiamo certamente dire che i fari sono puntati più sullo streaming musicale. Sono davvero vari i nomi che propongono la propria offerta per ascoltare musica tramite una connessione ad internet, senza impiegare gigabyte e gigabyte della memoria interna di smartphone o lettori musicali. Ma, qual è il più adatto alle proprie esigenze? Oggi cercheremo di guidarvi proprio in questa scelta.

Streaming musicale: due parole e decine di esigenze diverse

Nell’ormai vasto settore dello streaming musicale, tecnologia che utilizza una connessione ad internet Wi-Fi o via dati cellulare per riprodurre brani di ogni tipo, le proposte sono davvero vaste; in primo luogo, cosa su cui gli utenti focalizzano più la propria attenzione, troviamo i servizi gratuiti o parzialmente gratuiti mediante i quali è possibile fruire di contenuti musicali in modo semplice e libero. Questa soluzione spesso (se non sempre) prevede l’utilizzo di un servizio pubblicitario integrato mediante il quale la software house propone messaggi promozionali siglati dalla partnership con aziende di qualsiasi tipologia.

Vi sono inoltre i servizi premium, ovvero a pagamento, i quali solitamente rappresentano i client di streaming musicale più completi in assoluto, dotati di funzioni particolari. A volte essi possono assumere il duplice ruolo di servizi gratuiti e a pagamento, abilitando determinate funzionalità e disabilitando le pubblicità sporadiche solo ed esclusivamente a chi sceglie di sottoscrivere un abbonamento. In parallelo troviamo i servizi che consentono di avviare la riproduzione di brani selezionati dall’utente e caricati in clouding sul proprio account personale. Tale soluzione, solitamente, viene utilizzata da chi non desidera portare con sé musica su memoria interna dei dispositivi, ma che predilige determinati artisti o generi non presenti nelle vaste librerie del servizio originale, cosa che solitamente avviene con gli emergenti o con i brani realizzati a livello amatoriale.

Potremmo citare altre tipologie di esigenze diverse, magari più di nicchia, ma diamo spazio invece ai punti principali dei servizi di streaming musicale attualmente in voga, mostrandovi così quali possono essere quelli che possano potenzialmente fare più al caso vostro.

Quale servizio scegliere: le offerte principali

Nomi più noti e nomi meno noti. Se siete arrivati ormai alla conclusione di voler aderire ad uno dei numerosi servizi di musica in streaming è importante che non diate per scontato nulla, andando magari a scegliere la sottoscrizione ad un servizio premium famoso a discapito di uno più di nicchia in grado magari di rendere meglio sul sistema operativo di cui il vostro smartphone.

Vediamo quindi quali sono i servizi principali presenti sul web, comprendendone i pro e i contro e perchè un utente debba essere attento prima di acquistare uno piuttosto che un altro pacchetto.

Spotify

[img_destra][/img_destra]Sicuramente il leader del settore è proprio lui, Spotify. La startup svedese omonima lancia il servizio nel 2008 in una stretta cerchia di paesi e solo durante il corso di quest’anno il prodotto sbarca anche in Italia, con l’approvazione di Sony, EMI, Warner Music e Universal. In cosa consiste: semplicemente in un’applicazione associata ad un account che contiene la più vasta collezione di brani al mondo da ascoltare tramite una connessione ad internet su computer, tablet e smartphone.

Numerose sono le funzioni al suo interno: fra queste spiccano quelle social, in grado di farvi interagire con la musica suggerita o ascoltata dagli amici, l’upload di contenuti da rendere disponibili su tutti i dispositivi dotati di Spotify, la possibilità di creare playlist e navigare fra numerosi generi, di salvare in locale brani preferiti se si dispone di account premium e le radio gratuite, introdotte proprio recentemente.

Un grande vantaggio nello scegliere un servizio molto affermato è sicuramente la compatibilità. Spotify dispone infatti di un client ufficiale pensato per moltissime piattaforme web, siano esse Windows o Mac, oppure iOS, Android, BlackBerry OS (alcuni modelli) e Windows Phone. L’ultimo sistema operativo per dispositivi mobili è purtroppo, durante la stesura di questo articolo, ancora trattato in modo decisamente più marginale da parte della software house. Su iOS e Android infatti è possibile ascoltare gli artisti o le playlist desiderate in modo completamente gratuito, anche se non è possibile scegliere uno specifico contenuto se non si dispone di account Premium.

Questo ha il costo di ben 9,99€ mensili, non pochi, ma consente di eliminare tutte le pubblicità presenti (sono davvero tante) e qualsiasi forma di limite sull’account, consentendo un ascolto completo dell’immensa libreria Spotify. Tutto sommato, sconsigliamo la sottoscrizione ai soli utenti Windows Phone 8. Finché l’azienda renderà le radio gratuite disponibili il client è inutilizzabile su questa piattaforma anche in versione gratuita, pecca sicuramente non da poco.

Potete provare il servizio Premium per 30 giorni gratuitamente mediante la sottoscrizione al seguente link. È necessario utilizzare comunque una carta di credito e annullare eventualmente l’opzione prima dello scadere del tempo di prova per evitare il rinnovo.

Google Play Music

[img_destra][/img_destra]Diretto concorrente di Spotify è proprio lui, Google Play Music. Il servizio coniato dalla celebre azienda di Mountain View si propone con funzionalità decisamente molto simili rispetto a quello precedentemente citato: stazioni radio, un vastissimo catalogo musicale al quale attingere per riprodurre brani tramite connessione a internet e possibilità di aggiungere al proprio account personale un totale di 20.000 brani da poter ascoltare da qualsiasi dispositivo senza utilizzare la memoria interna.

Nel suo prodotto però Google sceglie di tenere lontana la pubblicità, impedendo così all’utente la riproduzione gratuita di contenuti. Google Play Music in versione Standard infatti è in grado di svolgere solo il ruolo di cloud server sul quale effettuare l’upload dei propri brani preferiti da ascoltare in giro su computer o dispositivi mobili, nessun accesso al catalogo. Per quest’ultimo è necessaria la sottoscrizione a pagamento di un abbonamento mensile di 9,99€, cifra del tutto identica rispetto a Spotify. In questo caso non è presente un client Windows Phone, quindi pesate la scelta prendendo in considerazione che Google Play Music è disponibile solo su computer Windows e Mac, e su dispositivi Android e da poco anche iOS. Per gli smartphone dotati del sistema operativo di Microsoft esistono comunque client alternativi, come Gooroovster.

Potete provare il servizio Unlimited per 30 giorni gratuitamente mediante la creazione di un account al seguente link. È necessario utilizzare comunque un account Google Wallet con carta di credito e annullare eventualmente l’opzione prima dello scadere del tempo di prova per evitare il rinnovo.

Rdio

[img_destra][/img_destra]Tanto universale quanto sconosciuto. È Rdio, servizio di streaming musicale che in Italia non ha ancora attratto più di tanto la clientela e il motivo è probabilmente quello di non mettere a disposizione alcuna opzione di riproduzione gratuita, se non quella di ascolto dei propri brani personali sul proprio account, un po’ come fa Google Play Music.

Colpisce prevalentemente per una grafica molto spinta sul flat design, mentre il catalogo di brani è molto simile a quello che mettono a disposizione Spotify e Google Play Music. Ciò di cui può vantare Rdio è però in un supporto a 360° sotto il punto di vista dei dispositivi, che possono essere sia PC e Mac, oppure smartphone e tablet iOS, Android, Windows Phone 8 e BlackBerry. Le applicazioni dedicate presente sugli store consentono di poter sottoscrivere un abbonamento e utilizzarlo su tutti i device in possesso e, in questo senso Rdio vince, davvero tanto.

Quanto costa? 4,99€ al mese se non siete interessati all’ascolto su mobile ma esclusivamente su desktop, 9,99€ al mese per riproduzione infinite su tutte le tipologie di device appena citate. Potete navigare all’interno del catalogo Rdio anche senza un account premium e ascoltare le anteprime dei brani (come avviene su iTunes Store), oppure provare il servizio full-optional per 14 giorni gratuitamente presso la seguente pagina. Se avete un gruzzolo da spendere comunque, ve lo consigliamo.

Cubomusica

[img_destra][/img_destra]C’è, ma molte volte neanche si vede. Anche l’operatore Tim ha pensato a proporre la propria offerta di streaming musicale e, se il nome Cubomusica non vi suona nuovo, sappiate che stiamo parlando proprio di questo servizio. L’opzione Cubomusica è un servizio spesso associato a determinate tariffe ed è proposto forse in modo discutibile, soprattutto poiché è il responsabile della decurtazione del credito di molti utenti ai quali non viene spiegata a dovere l’offerta dagli operatori dei vari call center.

Cubomusica consiste sostanzialmente in un servizio di streaming musicale dotato di una libreria popolata da un quantitativo di brani abbastanza cospicuo. A questo sono associate le applicazioni per iOS, Android e Windows Phone. Peculiarità da non sottovalutare: è possibile utilizzare lo streaming su browser desktop per gli utenti ADSL di Telecom Italia o Tim su chiavetta a soli 4€ al mese. Per l’opzione su cellulare invece il costo dipende dalle varie tariffe proposte dall’operatore nel tempo. Se siete clienti Tim vi invitiamo a verificare se disponete già dell’opzione Cubomusica attiva in quanto, essendo compreso in alcune promozioni, potrebbe comunque risultare un’alternativa interessante e che soprattutto viene conteggiata separatamente dal traffico dati mensile incluso nella vostra offerta.

iTunes Radio

[img_destra][/img_destra]Apple è stata delle aziende che più ha saputo rivoluzionare l’industria musicale col suo iTunes Store e, ora che lo streaming sembra essere uno dei mezzi più utilizzati, ha voluto fare la sua nuova proposta. Si tratta di iTunes Radio, servizio annunciato in beta con l’arrivo delle prime versioni di iOS 7 e giunto in funzione anche su iTunes.

L’azienda di Cupertino ha concepito la propria piattaforma mediante un sistema di advertising che ne consente l’utilizzo completamente gratuito per tutti i possessori di prodotti Apple, quindi Mac (tramite iTunes) oppure dispositivi iOS (tramite l’App Musica di iOS 7) e addirittura Apple TV. Esso mette a disposizione un vasto catalogo all’interno del quale è possibile cercare brani, album, artisti, generi o playlist e aggiungerli al proprio catalogo di radio personalizzate da poter ascoltare mediante una connessione ad internet. Il catalogo è ovviamente in sincronizzazione diretta sul proprio Apple ID e comprende anche numerosi sottogeneri.

Ovviamente il suo utilizzo prevede anche un’opzione ad-free, senza pubblicità grafiche o vocali che interrompono la riproduzione saltuariamente. Essa equivale alla semplice sottoscrizione di un account iTunes Match, funzione già affermata che consiste di archiviare su rete i propri brani preferiti da poter ascoltare in streaming su tutti i dispositivi compatibili. Il prezzo per questa particolare “versione premium”? 25€ all’anno, probabilmente la più vantaggiosa. Il problema sostanziale però è che Apple ha deciso di lanciare iTunes Radio solo negli USA al momento e quindi il servizio risulta essere inaccessibile per tutti coloro che non dispongono di un Apple ID americano, purtroppo, ed inoltre anche pagando non sarà possibile usufruire della musica in streaming da device che non siano di Apple o da un qualsiasi browser.

Napster

[img_destra][/img_destra]Da Peer-To-Peer a servizio di streaming musicale. Questo è il riassunto della storia di Napster, ottima alternativa a Spotify. Il prodotto è davvero molto simile al leader del settore in tutte le sue funzionalità: album, tracce, artisti, generi, playlist: tutto incluso. Il punto che tende a differenziarlo un po’ dai suoi simili (ma sempre meno) è la qualità con cui i brani vengono riprodotti da dispositivi mobili (mediante applicazioni dedicate) e da computer (tramite browser). Presenti anche svariate funzioni sociali e la possibilità di salvare offline i brani preferiti da poter ascoltare senza connessione ad internet attiva.

Consideratela un’alternativa con un’interfaccia utente particolare, più ordinata e comunque diversa rispetto a tutti i servizi di streaming. L’accesso a Napster avviene esclusivamente mediante il pagamento di un account premium dal costo di 9,95€ al mese, cifra che anche in questo caso è molto allineata rispetto agli altri. Potete provarlo gratuitamente per 30 giorni mediante la registrazione a questa pagina e capire come vi sembra, tenendo presente che non esiste ancora un’app ufficiale per Windows Phone.

Xbox Music

[img_destra][/img_destra]Sì, c’è anche Microsoft nello streaming musicale di oggi. Il servizio offerto dall’azienda è una delle pochissime soluzioni multipiattaforma disponibili al momento. Dotato di tool e applicazioni praticamente per qualsiasi dispositivo, vedi computer, Xbox, smartphone e tablet Windows/Windows Phone, iOS o Android, predispone un vastissimo catalogo da poter utilizzare per sentire tutti i brani preferiti anche offline, con playlist e album preferiti in sincronizzazione col proprio account Microsoft.

Dal punto di vista del lato free, Microsoft propone Xbox Music in versione gratuita supportata da pubblicità con “riproduzioni limitate” solo su desktop (in realtà sono molto limitate, troppo). Per accedere al premium è necessario passare alla versione a pagamento, Xbox Music Pass, dal prezzo di 9,99€ al mese. Potete provarlo su tutti i dispositivi attualmente in voga, e questo fa Xbox Music un servizio davvero interessante.

Se siete curiosi di scoprirne i benefici potete attivare Xbox Music Pass in versione di prova per 30 giorni tramite la seguente pagina.

Deezer

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[/img_destra]Famosissima soluzione ampiamente utilizzata grazie alla viralità acquistata su Facebook è Deezer. Il servizio di streaming alternativo si propone con vesti grafiche molto classiche e funzionalità altrettanto poco caratteristiche, ma più che apprezzabili. Il catalogo musicale di brani vanta di cifre davvero da capogiro: più di 30 milioni di brani a vostra disposizione, da poter ascoltare in piena mobilità o su desktop tramite una connessione a internet.

Svariate funzionalità social e l’opportunità di poterlo utilizzare praticamente su tutti i dispositivi in commercio più acclamati fanno di Deezer una soluzione davvero più che interessante. I supporti spaziano dalle integrazioni per i browser come Chrome, Safari o Firefox, alle app per Windows 8, Windows Phone, iOS, Android o BlackBerryOS. È possibile fruire delle funzionalità in versione gratuita per sole due ore al mese supportate da pubblicità interna. Soltanto 4,99€ per rimuovere i limiti sulla durata delle sessioni e la pubblicità su computer desktop, mentre 9,99€ per estendere il funzionamento anche sui dispositivi mobili. In linea come al solito con tutti gli altri, interessante come soluzione.

Nokia MixRadio

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[/img_destra]Solo per smartphone Lumia Windows Phone 8 e computer con Windows 8, ma decisamente molto apprezzata dalla comunità che hanno sposato i due sistemi operativi in crescita: Nokia MixRadio è la soluzione per ascoltare musica in streaming secondo la società finlandese. L’azienda ha voluto rendere il tutto orientato verso un concetto centrale discostato rispetto agli altri (un po’ simile a quello di iTunes Radio), ovvero quello di mettere a disposizione mix illimitati di canzoni basati su generi o su determinati topic.

Nokia MixRadio è completamente gratuito, ma limitato in numero di brani che possono essere skippati (ovvero saltati), nella capacità di salvare i brani offline e nella qualità dell’audio riprodotto. Utilizzando l’opzione Nokia MixRadio+ però, acquistabile in app al prezzo di 3,99€ al mese, è possibile sfruttare il servizio in modo più versatile. Il suo funzionamento si basa molto sul semplice meccanismo di radio e per la disponibilità su Windows Phone 8 vi consigliamo di sceglierne uno più vantaggioso.