Apple SIM: un piccolo grande passo avanti per l’utente

Con il lancio dei nuovi iPad la scorsa settimana, un piccolo grande dettaglio è stato volutamente omesso dai dirigenti Apple durante il keynote, le cui numerose novità sono state racchiuse all’interno di un nostro focus dedicato. Tale dettaglio, di cui siamo venuti a conoscenza tramite i fortunati giornalisti oltreoceano che hanno avuto modo di provare in anteprima i nuovi iPad, confermato anche dall’apposita pagina sul sito Apple statunitense, riguarda unicamente i modelli in cui è presente anche il chip Cellular, ovvero che permette di usare oltre al classico chip Wi-Fi per la navigazione senza fili, anche quella attraverso il traffico dati.

“Cosa sarà mai?“, vi starete chiedendo; se mi concedete due minuti del vostro tempo vi racconterò tutto. Prima però bisogna guardare un attimo indietro per capire quali sono stati i motivi che hanno spinto casa Cupertino a sviluppare Apple SIM. Se con un piccolo esercizio di memoria facciamo un tuffo nel passato concentrandoci unicamente sul tipo di SIM che di volta in volta i vari modelli di iPhone hanno utilizzato, vediamo che quasi ogni nuovo smartphone lanciato sul mercato ha combaciato con il relativo lancio di un nuovo modello di scheda SIM.

Apple SIM

Se prendiamo in considerazione il cambiamento che è avvenuto dall’iPhone 4 fino all’attuale iPhone 6, vediamo che nel giro di pochi anni siamo passati dalla microSIM alla nanoSIM. In soldoni le funzioni della SIM sono sempre le stesse, ma quello che cambiava sotto gli occhi di tutti era la sempre minore grandezza del pezzettino di plastica bianca.

Il motivo principale che nel corso degli anni ha spinto l’azienda di Cupertino ad utilizzare formati sempre più piccoli deriva dal fatto che ogni anno abbiamo assistito al rilascio di un device sempre un po’ più fino rispetto al modello precedente. Modello più fino vuol dire, oltre al guadagno in termini di portabilità, un processo ingegneristico a monte tutt’altro che banale. Basta infatti aprire un qualsiasi iPhone per renderci conto che al suo interno, ogni millimetro disponibile è stato impiegato secondo una logica ben precisa.

Se da un lato, il nostro, questi cambiamenti hanno comportato piccole modifiche nella nostra vita, per gli operatori telefonici il panorama cambia completamente. Il discorso intavolato da Apple sembra infatti essere: “Io decido il modello di SIM da inserire nei miei prodotti e voi (compagnie telefoniche) dovete adeguarvi di conseguenza”. La storia ci insegna che le grandi compagnie si sono adeguate in quattro e quattr’otto, e a ben vedere ovviamente; quando si parla di iPhone (o Apple in generale), si parla anche di milioni e milioni di dispositivi venduti, con relativo guadagno, che fanno gola a chiunque, operatori inclusi.

Apple SIMAdesso arriva l’ultimo iPad messo in commercio. Cos’ha di così particolare il nuovo tablet made in Cupertino? Il modello Cellular dispone di una SIM un po’ particolare rispetto a quelle che abbiamo imparato a conoscere in questi anni. Particolare perché è prodotta direttamente da Apple e slega finalmente noi utenti dal calvario che subiamo ogni volta che decidiamo di cambiare un operatore per un altro – Apple SIM, appunto.

Si tratta di una SIM virtuale. Cosa significa? A differenza di quello che avviene tutt’ora – ma che penso cambierà a poco a poco nel corso del tempo -, con questa nuova soluzione gli utenti potranno scegliere quale tipo di promozione o servizio abbinare alla propria SIM e successivamente cambiarli senza dover per forza cambiare la suddetta! Immaginate il caso in cui per motivi di lavoro siete costretti a dover sottoscrivere un abbonamento da 20 GB di traffico con una determinata compagnia telefonica e di abbinarla ad una nanoSIM. Immaginate ancora di avere due telefoni di cui uno abilitato ad utilizzare la nano e l’altro no; siete obbligati ad utilizzare quel determinato telefono. Oppure immaginate ulteriormente di dover viaggiare molto per lavoro e quindi di dover sottoscrivere di volta in volta tanti diversi piani tariffari per utilizzare la connessione dati all’estero. Grazie a questa SIM virtuale non sarà più così; lato software posso riprogrammarla in modo da abbinarla a qualsiasi operatore senza dover stare a cambiare diverse SIM.

Questo tipo di soluzione la stiamo vedendo apparire prima sui tablet che sui telefoni, per alcuni piccoli particolari: in primis perché come ben sappiamo i tablet Apple non hanno il chip telefonico e quindi non “dipendono” dalle compagnie telefoniche. Questo è importante perché i componenti principali delle nostre SIM sono criptati e per questo motivo Apple dovrà “trattare” di materia delicata con ogni compagnia telefonica che supporta gli iPhone (quasi tutte). In secundis perché al di fuori del mercato italiano, dove la maggior parte degli utenti compra ancora telefoni in contanti, negli USA e in altre nazioni, l’acquisto di un telefono da 600€ o più è abbinato alla sottoscrizione di un contratto di diversi anni con la compagnia telefonica. In soldoni stiamo parlando di tematiche strettamente legate fra di loro.

Apple SIMPer adesso le uniche compagnie telefoniche che supportano la Apple SIM sono la AT&T, Sprint e T-Mobile negli USA, mentre in Inghilterra verrà supportata dalla EE. Verizon, altro grosso operatore telefonico americano, “salta” il supporto della nuova SIM per il momento ma assicura che anche i suoi utenti potranno usufruire di questa nuova libertà attraverso l’utilizzo di una SIM.

La fine delle SIM card non è così vicina come speriamo che sia, però anche questa volta, com’è accaduto tante altre volte in passato, Apple ha buttato giù le fondamenta per creare un’altra piccola rivoluzione. Come ho detto poco più su, le compagnie telefoniche non potranno dire di no a quello che chiede Apple; vale troppo e ognuno vuole sedersi al tavolo per prendere una fetta. Come presumo accadrà presto, anche gli altri grandi brand del settore telefonico prenderanno la palla al balzo per proporre dispositivi “SIMless”.

Non è da escludere, infine, che i prossimi modelli di iPhone e iPad verranno presentati senza vano SIM ma con una scheda posta all’interno del device che potrà essere di volta in volta programmata dall’utente in relazione ai suoi interessi. Era ora.

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