ll Mac è ancora importante ma nessuno se ne accorge

Sono passate settimane da quando John Gruber, uno dei più autorevoli esperti per quanto riguarda tutto ciò che ha a che fare con Apple, ha rilasciato una esclusiva intervista con alcuni top executive dell’azienda di Tim Cook in realtà, leggendo la stessa, si nota come anche altri autorevoli colleghi di altre testate siano stati invitati. In sostanza, in una piccola stanza adiacente al settore segreto” in cui gli ingegneri e designer lavorano ai prossimi progetti legati ai Mac, Phil Chiller ed altri personaggi di spicco del board Apple hanno aperto il loro cuore su quello che è il futuro dell’azienda e, fondamentalmente, su alcuni aspetti che ultimamente hanno incrinato gli animi fra la società creata da Steve Jobs e il resto del pubblico.

Da un certo senso la goccia che ha fatto traboccare il vaso la potremo in qualche modo intercettare con la messa in commercio dei nuovi MacBook Pro Retina 2016, quelli con la tanto discussa Touch Bar. Dopo l’iniziale tiepido stupore della stampa e della user base, in molti hanno sollevato importanti critiche su quello che Apple intende per il settore pro”, ovvero quello popolato da chi sceglie le macchine Apple per potenza di calcolo e software esclusivi un esempio potrebbe essere il tanto amato Final Cut.

I “pro” tanto amati da Apple preferiscono PC Windows o soluzioni HackintoshPerò, chi ha la memoria un po’ più lunga e si occupa di Apple da qualche anno (come il sottoscritto), ha ancora in mente le parole di Apple e di Phil Schiller per quanto riguarda l’area pro” legata ai Mac. Le cose sembravano aver preso una piega molto positiva con il rilascio dell’allora Mac Pro. Ricorderete sicuramente il piccolo cilindro nero lucido unico prodotto nel suo genere ad integrare qualche piccola diavoleria (come non citare il sensore che illumina le entrate I/O a seguito di una rotazione del computer) e spacciato dall’azienda come una macchina che tutti i pro” avrebbero voluto avere.

Mettendo da parte l’ottimo lavoro di marketing degli uomini Apple, i più attenti sollevarono qualche piccola critica per quanto riguarda la presenza di componenti CPU in primis già vecchi per il mercato a cui la compagnia strizzava l’occhio. Ad Apple questo genere di critiche sinceramente non interessano e, diciamocelo francamente, da un certo punto di vista fanno benissimo. Questo atteggiamento permette all’azienda di mettere da parte numeri e numeretti per quanto riguarda la scheda tecnica degli iPhone mentre, dal lato Android, si fa a gara a chi ce l’ha più potente”. 

Durante questa intervista Craig Federighi e Schiller hanno sostanzialmente decretato la lunga e triste parabola del Mac Pro come un sostanziale fiasco. Il motivo risiede fondamentalmente in una visione di quello che è il panorama professionale completamente slegata dalla realtà. Andatelo a chiedere ai veri pro che cosa intendono per una macchina che non sia unicamente pensata per condividere gattini su Facebook. L’assoluta incapacità dell’utente di aggiornare la componentistica interna dei Mac Pro al passare degli anni ha sostanzialmente azzoppato il progetto ancor prima di averlo effettivamente mostrato al pubblico. Questa mastodontica cantonata sto ancora cercando di capire come sia possibile un errore simile da parte di Apple , è stata fondamentalmente l’unica ragione per cui l’azienda di Cupertino non è riuscita a rilasciare un solo aggiornamento hardware del Mac Pro in tutti questi anni. 

Apple Mac 2017Certo, mi direte voi, a fine mese Apple dovrebbe rendere disponibili le nuove versioni” del Mac Pro con processori più potenti e con RAM più performanti. E, adesso, rispondete voi ad una domanda: perché mai un utente pro” dovrebbe affidarsi ad Apple e ai Mac Pro per lavorare? Chi sceglie una macchina che può superare tranquillamente i 5000€ in fase di personalizzazione, non lo fa tanto per scherzo. Molto probabilmente si tratta di qualcuno che lavora in un settore cinema, progettazione 3D, grafica, modellazione, eccetera dove è fondamentale disporre degli ultimi ritrovati in termini di CPU, GPU, RAM, memorie di massa per poter competere. 

Quando è stata l’ultima volta che Apple ha fatto una cantonata simile? La mia memoria vola al disastroso rilascio di Mappe, quell’applicazione che avrebbe dovuto impensierire Google Maps e che solo dopo diversi anni sta finalmente dando i suoi frutti. All’epoca Tim Cook ci ha messo la faccia chiedendo scusa all’intera userbase e dando il ben servito a Scott Forstall, pupillo del compianto Steve Jobs. La Apple di oggi si prende invece il lusso di invitare qualche giornalista di spicco, fare spallucce, chiedere scusa cercando di convincere un po’ tutti che, forse, nel 2018 vedremo l’arrivo di un Mac Pro modulare provo i brividi ogni volta che sento questa parola, gli stessi che ancora oggi hanno in LG per il flop del loro G5.

Con una esperienza trentennale nel campo dei computer, Apple riesce ancora a fare errori madornaliLa strategia di Apple sarebbe quella di riacciuffare, arginare, suturare l’emorragia di utenti pro”, chiedendo scusa e promettendo l’arrivo di una macchina realmente adatta ai loro scopi. Adesso, se fossi un imprenditore che ha speso decine di migliaia di euro per fare un parco macchine sostanzialmente inutili basta una macchina Windows da 1000-1200€ per asfaltare un Mac Pro da 3000€ , dovrei fare un sorriso e promettere a me stesso di ritornare all’ovile fra qualche anno. Tutto questo, mentre, togliendo il MacBook Pro Retina con Touch Bar, il resto del parco macchine Apple è sostanzialmente fermo da una dozzina di mesi.

Faccio davvero fatica a fidarmi di un’azienda che mette in catalogo MacBook Air non aggiornati dal 2015 e Mac Mini dal 2014. Non ho tirato in ballo il Mini giusto per caso. Il mini PC è stato il primo prodotto che mi ha realmente avvicinato per la prima volta ad Apple. Era presente nella biblioteca dell’università di Bologna e, ancora oggi, ricordo la sensazione di meraviglia nel trovarmi di fronte ad una macchina e un sistema operativo anni luce distante da Windows o Linux. Dal mio punto di vista il problema di Apple è Apple stessa. La compagnia di Steve Jobs per troppo tempo ha avuto dalla sua la completa superiorità per quanto riguarda il connubio OS/hardware. Questa forza è ancora oggi presente per quanto riguarda iOS, ma provate a chiedere ad un utente Apple di una certa data cosa ne pensa di macOS Sierra e del lavoro fatto sulle sue ultime macchine. Schiller ci assicura che il Mac Mini sarà ancora un protagonista del portfolio Mac ma non si sa bene quando. Anche qui, ancora una volta, ricadiamo nella stessa formula di prima: sarà, non possiamo dire quando, faremo, miglioreremo, impareremo, fidatevi di noi, bla bla bla. 

Purtroppo, oltre alle belle parole e alla richiesta di fiducia, troviamo un settore che non guarda più nessuno in faccia. Abbiamo Chromebook da 400€ con una cura dei dettagli che non hanno nulla da invidiare ai MacBook, mini PC capaci di far impallidire Mac Mini e ibridi non costringetemi a menzionare il Surface Pro 4 realmente in grado di ampliare gli orizzonti di utilizzo di una macchina nata come tablet ma in grado di trasformarsi in notebook tramite una tastiera dock esterna. 

Dal mio punto di vista il problema di Apple è Apple stessaPer quanto mi duole dirlo, la mia Apple è tramontata. Ho la netta sensazione di trovarmi di fronte ad un sistema ormai schiacciato dalla sua stessa grandezza. Da un organico che ha completamente messo da parte il Mac in favore dell’iPhone (l’iPad nemmeno lo prendo in considerazione, parlano chiaramente i risultati fiscali degli ultimi anni), da una confusione che spaventa a morte chi è ancora profondamente attaccato ad una idea ormai forse tramutata in semplice slogan. Come posso fidarmi di una compagnia che prima mette in cantina lo sviluppo di monitor esterni professionali, propone ai suoi utenti pro” di passare ai nuovi LG Ultrafine 5K per poi dire Bella ragazzi, in realtà l’anno prossimo faremo nuovamente monitor pro”. 

Posso sbagliarmi? Certo. Può essere tutto questo il giusto rilancio del Mac dopo anni di stagnazione? Perché no. Ma non posso davvero sopportare più il giochetto fatto da Apple; mi spiace ma le scuse non bastano più.

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