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Apple stacca la spina: addio Aperture, benvenuto Foto(?)

di Giovanni Matteiaggiornato il 29 de marzo de 2015

Dopo le incessanti voci di corridoio che davano lo sviluppo di Aperture al capolinea, alla fine è arrivata la conferma ufficiale da parte di Apple stessa. Aperture è ufficialmente dismesso anche se continuerà ad essere “sviluppato” al fine di curare la risoluzione di bug e problemi di sicurezza. Mai più nuove funzionalità.

Per chi non conoscesse Aperture, si tratta(va) di un programma nato per OS X indirizzato alla gestione e manipolazione di foto a livello professionale. Benché fosse equamente odiato ed amato dai suoi utenti sopratutto dopo l’ultimo major update dello scorso anno, faceva parte della sempre più piccola schiera di applicazioni sviluppate direttamente dagli ingegneri Apple unicamente per l’utenza pro ed in diretta competizione con un altro big del settore, Lightroom di Adobe.

Sempre più piccola perché, sebbene gli albori di Apple abbiano posto le basi per la nascita di alcune fra le più importanti software house a livello globale – qualcuno ha detto Adobe? – il trend che sta seguendo la dirigenza Apple vede la sua origine diversi anni fa, già da sotto il comando di Steve Jobs. Checché se ne dica, per pace di tutti quelli che usano altri sistemi operativi, è ancora chiaro come il sole che per alcuni specifici task, il Macintosh risulta esserela scelta principale – se non l’unica.

Settori quali quello musicale, artistico, progettuale, architettonico ed editorale vedono la presenza dei computer Apple come una scelta quasi obbligata. Questo perché fin da subito la via segnata era proprio quella: offrire un’esperienza pro coadiuvando alla potenza di applicativi complessi e professionali, schemi di utilizzo estremamente semplici e intuitivi che permettono il raggiungimento di risultati creativi importanti, grazie ad una buona curva di apprendimento.

Che cosa ne è stato della volontà di offrire applicazioni ricche di funzioni a favore di un’utenza pro? Chi lo sa. Facendo un rapido calcolo e controllando il sito Apple dedicato ai Pro, le applicazioni professionali made by Apple si contano sulle dita di una mano: Final Cut Pro XLogic Pro. Un po’ poche se pensiamo che sono oramai diversi anni in cui le vendite dei Macintosh non conosce crisi – al contrario di quello che sta accadendo al mercato PC – ed è sempre più famoso anche all’interno di aziende dove Windows l’ha sempre fatta da padrone.

Ovviamente esistono tantissimi altri programmi validi creati da altrettante valide software house per la creazione di contenuti pro: Pro Tools, Photoshop, Sony Vegas, solo per citarne alcuni. Tutto ciò porta ad un’ altra considerazione: andando avanti di questo passo vedremo anche Final Cut Pro X e Logic Pro svanire nel nulla soppiantati da un’applicazione prosumer?

In questo frangente non si capisce bene la scelta di Apple; a che pro chiudere lo sviluppo di Aperture ed iPhoto in favore dell’applicazione Photo che troviamo tuttora in beta e che vedrà la luce questo autunno insieme al prossimo Mac OS X Yosemite? E a che pro Apple richiede ai propri dipendenti “professionisti della fotocamera” feedback preziosi per i programmatori preposti allo sviluppo dell’applicazione Photo?

Nel corso degli anni abbiamo spesso assistito alla riscrittura da cima a fondo di applicazioni finalizzata a renderle più snelle e funzionali. Snow Leopard è la prova vivente che spesso questa politica è stata attuata e perseguita da Apple per offrire qualcosa di nuovo partendo comunque ad una base buona e stabile ed apprezzata dalla user base.

Riuscirà Photo a prendere il posto di Aperture permettendo all’utenza pro di credere di nuovo in Apple? Solo il tempo potrà trovare le giuste risposte alle mie domande.